LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Caso Scicli

salvamiVergognoso che per smuovere l’opinione pubblica si sia dovuti arrivare alla morte di un bambino innocente dopo 18 anni di denunce. Quanti altri ne dovranno passare prima che facciano veramente qualcosa. Giuseppe è l’ennesima vittima delle persone, che all’apice, si mangiano i soldi destinati al randagismo. Si dovrebbero vergognare! Per loro la soluzione sembra essere nell’abbattere i randagi, come se poi non ne abbandonassero altri, e di fare poi una campagna nuova contro l’abbandono. BASTA! Dateli alle persone giuste questi soldi, ne abbiamo bisogno noi volontari per riparare ai vostri errori!

Fate che Giuseppe sia l’ultimo di questa serie di morti dovute alla paura e alla fame. I bambini hanno il diritto di giocare con gli animali imparando a conoscerli e a rispettarli, non di vivere nel loro terrore. La LIDA Firenze si unisce alle numerose condoglianze per Giuseppe Brafa.


ANIMALI: MARTINI, CASO SCICLI DA TERZO MONDO
FAR GIRARE AL MAX E FIRMARE URGENTEMENTE LA PETIZIONE:

http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tg5&data=2009/03/16&id=34751&from=tg5
tg5 ore 8
associazione chiliamacisegua

Roma, 16 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – “Sono costernata.
Un fatto gravissimo che denota un degrado territoriale da Paese del terzo mondo, mentre l’Italia ha le strutture e i finanziamenti per
fronteggiare l’emergenza randagismo”. Cosi’ il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, sulla morte del bambino di dieci anni sbranato da un branco di cani randagi nel ragusano.

Martini punta il dito sull'”inattivismo colpevole dei sindaci del Centro-Sud”. E al primo cittadino di Scicli, il paese siciliano dove si e’ consumato il dramma, “che parla di ‘tragedia annunciata’, ricordo – afferma il sottosegretario all’ADNKRONOS SALUTE – le sue responsabilita’ nell’ambito della sanita’ pubblica, e il fatto di aver disapplicato, di fatto, le norme vigenti”. “Il randagismo -spiega Martini – e’ un problema gravissimo di salute e incolumita’ pubblica.
Ma i mancati investimenti di risorse destinate alla raccolta, alla ‘chippatura’ e al ricovero dei randagi sta diventando un fenomeno altrettanto grave”.

Una realta’, questa, estesa “soprattutto nel Centro Sud, e in Sicilia in particolare”. Tant’e’ che il sottosegretario ha “richiesto oggi stesso un incontro con l’assessore alla sanita’ siciliana, che confido di incontrare in settimana”. L’inattivismo dei primi cittadini su questo fronte al centro dell’incontro. “Il Comune di Modica – racconta Martini come esempio – aveva ottenuto un finanziamento di 50mila euro per l’apertura di un canile. Ebbene, non ha mai ritirato i fondi perche’ non ha preparato la documentazione per ottenerli”.
All’indomani della tragedia di Scicli, “abbiamo investito anche i Nas – spiega Martini – della questione”. Ma quella del randagismo resta
un’emergenza, “soprattutto nel Meridione, dove spesso – ricorda il sottosegretario – si accompagna anche a gravissimi casi di maltrattamento degli animali”.

E proprio sull’abbattimento di randagi, “di cui sento parlare in queste ore, ricordo a cittadini e sindaci – afferma il sottosegretario – che nessuno puo’ abbattere questi animali, si tratta di un illecito grave, di un reato perseguibile penalmente”.

I randagi “vanno catturati, curati e sterilizzati”, tanto che “ci sono finanziamenti previsti per la loro detenzione”. Tuttavia “esistono, soprattutto nel Meridione – riconosce Martini – canili che versano in situazioni allucinanti. Ma ci ripromettiamo di fare luce e chiarezza su queste situazioni”.

Ufficio Legale – NON UCCIDIAMO I CANI DI SCICLI !!! FERMIAMO LA STRAGE !!!
To members of Rapid Dogs Rescue

Allora cari amici, mentre noi siamo qui dietro il nostro pc, dopo l’uccisione del povero bambino la gente se la sta prendendo con i cani randagi per strada!!! Li stanno ammazzando senza freno !!!!
La caccia alle streghe è aperta !!!
Ad aggravare la situazione è il fatto che le autorità hanno catturato i cani e che sono in procinto di abbatterli, attualmente ce ne sono 20…
La nostra domanda è: ma siamo sicuri che è colpa solo dei cani?????
E poi…. nel frattempo che i cani venivano lasciati a se stessi le autorità dov’erano?????
In base alla legge sul randagismo il Sindaco è la persona responsabile dei cani sul suo territorio e per la non curanza del fenomeno ora è morto un bambino… a cosa vogliamo arrivare????

Ecco la risposta : Eliminano i cani!!!! Tutti !!!!

Abbiamo preparato una petizione per evitare questa assurda strage da inviare al Sindaco e domani il nostro ufficio legale invierà un fax seguito da una raccomandata per chiedere che i cani vengano trasferiti in strutture per il recupero e che vengano seguiti da esperti….
Questo è il link della petizione vi chiedo di firmarla, se tutti quanti noi riusciamo a farlo 2.400 firme potranno salvare almeno in parte numerosi animali da una strage solo per mettere a tacere un errore di chi doveva far applicare la legge che invece ha disatteso totalmente.
ecco il link : http://www.firmiamo.it/nonuccidiamoli
Una volta inviata la lettera vi invierò come di consueto il testo a tutti voi, e spero di poter allegare anche numerose firme…
Grazie confido in voi…diffondete la petizione ai vostri amici…ve ne sarò grato..

Un caro saluto.
Francesco Perra

WOLFEMERGENCY STA CERCANDO DI ARGINARE LA SITUAZIONE CHE SI E’ VENUTA A CREARE.

Anche Wolfemergency si è mobilitato per aiutare i cani di Sicili, anche se a questo punto non si tratta più solamente di loro ma di tutti i cani del sud Italia.
Il presidente di Wolfemergency, Claudio Mangini, è stato intervistato oggi alla Rai, parlando dell’OIPA di Ragusa che si sta occupando della questione e che sta cercando qualsiasi strada pur di salvare i cani randagi della zona.
Come esperto nel comportamento cinofilo, il signor Mangini, si è preposto di difenderli non solo dai cittadini, che stanno iniziando a farsi giustizia da soli, e dalle istituzioni, che hanno deciso per la soppressione, ma anche dall’interpretazione mediatica che è in atto e che sta scatenando il panico nelle persone di tutt’Italia, rischiando così di provocare ulteriori abbandoni.

BAMBINO UCCISO DA RANDAGI, LA LAV: “INDAGARE SU IRRESPONSABILE AFFIDAMENTO CANI SEQUESTRATI. REGIONE E MINISTERO DELLA SALUTE ISTITUISCANO COMMISSIONE D’INCHIESTA”

La LAV esprime solidarietà alla famiglia del piccolo Giuseppe Brafa, ucciso da un branco di cani a Punta Pisciotto (Ragusa), e ai due feriti, vittime degli stessi cani. Esprime nel contempo perplessità riguardo l’affidamento dei cani all’uomo, poi arrestato. “Chiediamo di appurare le motivazioni che hanno portato ad affidare questi cani, dopo la prima aggressione di mesi fa, ad un singolo cittadino, definito impropriamente animalista e evidentemente non preparato a tale responsabilità, piuttosto che ad un ente pubblico, o al Servizio Veterinario Asl o a un’associazione animalista – dichiara Gianluca Felicetti, Presidente della LAV – quando non sempre le Procure della Repubblica valutano con attenzione richieste di affidamento di animali sequestrati e bisognosi di cure, da parte di associazioni la cui attività è prevista per legge e riconosciuta per Decreto dal Ministero della Salute, come la stessa LAV.” “E’ importante in ogni caso che il Governo vari subito il promesso Disegno di Legge sulla prevenzione delle aggressioni canine” aggiunge Felicetti.

La morte del piccolo Giuseppe, quindi, non può definirsi una tragedia annunciata, come dichiarato dal Sindaco del Comune ragusano, ma un dramma che vede precise responsabilità umane. E’ grave che colui che è deputato per legge alla tutela della salute e dell’incolumità pubblica, così come alla tutela degli animali, provi a scaricare la propria coscienza, e quella dei suoi predecessori, dichiarando che i cani pericolosi non possono essere abbattuti: “I cani la cui pericolosità sia comprovata possono purtroppo essere uccisi – prosegue Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della LAV – ma diffidiamo il Sindaco a procedere ad abbattimenti frettolosi, senza il parere di un veterinario comportamentalista, e chiediamo invece al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e all’Assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, di istituire una Commissione d’inchiesta per stabilire tutte le responsabilità della drammatica vicenda e dell’affidamento dei cani”.

La situazione di V.G., che aveva i cani in custodia, infatti, era nota da almeno tre anni, ma nessuna competenza comunale, tra cui quella dell’assistenza sociale, era stata adeguatamente attivata. Tale situazione, inoltre, aveva arrecato numerosi problemi, mai affrontati efficacemente, e l’avere affidato la custodia giudiziaria degli animali a una persona che già aveva suscitato dubbi sulla sua affidabilità, è incomprensibile. L’Associazione ricorda, inoltre, che il reato di omessa custodia e malgoverno di animali, ovvero l’articolo 672 del Codice penale, è stato depenalizzato anni fa: “Confidiamo nell’impegno a ripenalizzare questo reato, nell’atteso e urgente Disegno di Legge in materia di tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani, che trasformerà in legge la recente ordinanza del Ministero della Salute tesa a responsabilizzare i possessori di cani, con finalità di prevenzione e attenzione al benessere animale – conclude Marcella Porpora, coordinatrice LAV Sicilia – e, al fine di prevenire episodi come questo, riteniamo necessario che la Regione e i Comuni predispongano dei piani concreti per contrastare il randagismo e attivino al più presto programmi di sterilizzazione degli animali”.

Considerate le situazioni di paura che si sviluppano a seguito di questi episodi, la LAV invita, infine, tutte le autorità competenti nelle aree interessate dalla presenza di randagi alla massima sorveglianza contro gesti di crudeltà nei confronti degli animali.

Palermo, 16.03.2009
http://www.lav.it
http://www.lavsicilia.it

15/03/09

Alla c.a. degli organi di informazione E p.c. Al sindaco di Modica, Antonello Buscema Al sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque All’Ausl veterinaria n. 7 di Ragusa

Oggetto: Cordoglio e rabbia. È ora che chi ha delle responsabilità paghi!
Una tragedia annunciata quella della morte del piccolo Giuseppe Brafa, per la quale ci uniamo al cordoglio della famiglia e della città. Sono anni che l’Oipa parla delle inadempienze dei Comuni, la stragrande maggioranza dei Comuni della provincia di Ragusa, che non hanno una convenzione con uno dei due canili del territorio né, tantomeno, un canile sanitario comunale, come dovrebbe invece essere per legge. Sono anni che l’Oipa parla di sterilizzazioni per non fare proliferare il fenomeno del randagismo, ma ci voleva una tragedia per convogliare finalmente i riflettori sul problema. La verità è una sola, i sindaci sono inadempienti, perché la legge li obbliga a convenzionarsi con una struttura idonea per i cani, qualora non dispongano di un canile sanitario comunale, ma tanto per chiarirsi le idee sui due Comuni implicati nella vicenda: Modica e Scicli, la prima ha debiti con la Coop. Maia, che peraltro ha vinto la causa in tribunale, per € 140.000, e per € 240.000 circa con la Dog Professional, per cui quest’ultimo canile, con cui dovrebbe essere attiva la convenzione, non svolge più il servizio di cattura e rifugio dei cani da almeno 4 anni; il Comune di Scicli, poi, deve pagare alla Dog il 2007 e 2008. E tanto per fare comprendere come la situazione sia al collasso in provincia, basti solo citare un altro dato: il Comune di Pozzallo deve al canile convenzionato € 310.000 al 30 ottobre 2008…. E si potrebbero citare anche i dati degli altri Comuni, ma non è il caso. È il caso, invece, di sottolineare le responsabilità che non vanno addossate ai cani né tantomeno agli animalisti come qualcuno, ahimè ignorante, ha tentato di fare, perché l’Oipa, costituita esclusivamente da volontari non sovvenzionati da nessuno, da anni impiega tutte le proprie risorse, provento di mercatini e della lotteria di Natale, esclusivamente per raccogliere cani e gatti dalla strada, curarli, metterli in pensione o nelle case dei volontari, sverminarli, vaccinarli, operarli, e farli adottare, spesso, spostandoli prima in pensioni al Nord, con grave dispendio di denaro per i viaggi. Errata, inoltre, la notizia sulla bocca di tanti, che i cani in questione fossero affidati agli animalisti: pare siano stati affidati al signor Virgilio Giglio, ora in carcere. Se così fosse, l’Oipa si chiede come un Comune possa affidare tanti cani ad un privato cittadino senza prevedere strutture idonee come box e canali di scolo; qualora i cani affidati fossero di meno, e rimane sempre il problema box e norme sanitarie da rispettare, perché non si è provveduto alla sterilizzazione dei cani? Se, invece, si tratta di un cittadino mosso a pietà che ha dato un rifugio a dei canim ci si chiede come possa essere lui in carcere, quando la responsabilità è del vero proprietario dei cani, alias il Comune. Fino alla settimana scorsa abbiamo parlato di sterilizzazioni e di adeguamento alla legge per il servizio canile, ma per quest’ultimo punto ci ritroviamo gli organi preposti (vigili urbani) a sciorinare come legittimata giustificazione per non fare ricoverare cani al canile il fatto di non avere una convenzione, anziché vergognarsi per l’indegna situazione di inadempimento e cercare di porvi rimedio; per quanto concerne le sterilizzazioni, invece, ci troviamo a combattere un cavillo che non sta né in terra né in cielo, ossia la possibilità alla delegata provinciale Oipa, Valentina Raffa, come referente a titolo gratuito del randagismo per il Comune di Modica, di potere fare sterilizzare all’Ausl 7 di Ragusa solo quelle cagne per le quali si trova un cittadino disposto ad intestarsele, e l’amministrazione non intende intestarsi cani fino a quando non avrà stilato una assicurazione, non comprendendo che i cani randagi sul territorio sono comunque del sindaco per legge, per cui sterilizzarli è solo prevenire il randagismo e non aumentare le responsabilità dell’amministrazione. L’Oipa è fortemente dispiaciuta per quanto accaduto e arrabbiata perché le amministrazioni di rado incontrano e soprattutto ascoltano seriamente i volontari che ogni giorno sono in strada a contatto con i cani, accudiscono cani e colonie feline e conoscono bene la situazione catastrofica della provincia. È ora che i sindaci si assumano le proprie responsabilità. È ora di osservare le leggi, senza arrogarsi la presunzione di ritenerne alcune più importanti ed altre, quelle in tema di animali, secondarie. La legge è legge e va rispettata. Confidiamo, insieme alla rete nazionale di animalisti di cui facciamo parte, nell’intervento immediato dell’on. Francesca Martini per salvare i cani e far sì che chi ha colpe paghi. E’ facile addossare la colpa ai cani, non parlano, ma se una testa deve saltare è quella dei sindaci!

Oipa provinciale Ragusa
16/03/09

Alla c.a. degli organi di informazione E p.c. Al sindaco di Modica, Antonello Buscema Al sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque All’Ausl veterinaria n. 7 di Ragusa

Oggetto: Aggiornamento e rettifica in merito al comunicato stampa di stamattina sul bimbo ucciso da un branco di cani nel ragusano

Continuiamo ad essere arrabbiati e pure preoccupati per la sorte dei cani del branco che ha assalito tra gli altri il piccolo Giuseppe Brafa uccidendolo e per quelli che rimarranno sul territorio, ma, avendo deciso di intraprendere una strada impervia, fatta di duri attacchi contro le inadempienze, perché a pagare siano i responsabili e non i cani, teniamo molto a portare avanti la nostra battaglia schietti, agendo sempre in perfetta onestà e buona fede a salvaguardia degli animali nel rispetto delle leggi. È per questo che, avendo appreso dall’assessore alle Politiche ecologiche del Comune di Scicli, Enzo Giannone, nonché dalla stampa, che non è stato il Comune di Scicli, come da noi riportato in un precedente comunicato, quanto piuttosto la Procura ad affidare i cani al sig. Virgilio Giglio, ora in carcere in quanto responsabile dei cani, vogliamo scusarci per l’errore e riportare la dichiarazione dell’assessore. “L’amministrazione di Scicli, di recente salita al governo della città – ha detto Giannone – si sta dando da fare stanziando un fondo per la sterilizzazione dei cani randagi e progettando un parco canile da affidare a degli animalisti della città. Quando ci hanno segnalato la presenza dei cani nel luogo della tragedia li avremmo anche voluti ricoverare al canile e per questo abbiamo interessato la Procura della Repubblica. Questa ha deciso di riaffidare i cani al sig. Giglio. Ed abbiamo anche denunciato il proprietario quando ci è stato segnalato dai cittadini che alcuni cani erano scappati dalla casa in cui venivano ospitati. Le cose da fare sono tante ancora e la situazione finanziaria lasciata dalla precedente amministrazione non è ottimale, ma stiamo cercando in ogni modo di provvedere alla cura dei randagi. Il debito con il canile Dog Professional ammonta a circa € 30.000 per il 2007 e 2008, cifra che periodicamente andremo a liquidare”. Abbiamo ritenuto opportuno riportare la dichiarazione dell’assessore in quanto è importante che un’amministrazione si impegni a rispettare le leggi in tema di animali e sappiamo che il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque continuerà nel suo impegno. Non per questo, però, facciamo marcia indietro in merito alle accuse di inadempienza dei Comuni della stragrande maggioranza della provincia di Ragusa. Non ci sono convenzioni con i canili privati né esistono canili sanitari e siamo più convinti che mai che i sindaci devono iniziare ad assumersi delle responsabilità secondo quanto sancisce la legge.

Oipa provinciale Ragusa

MODICA, TURISTA AGGREDITA DAI CANI RANDAGI: E’ GRAVE

MODICA (RAGUSA) – Nuova aggressione da parte di cani randagi a Sampieri: una turista tedesca di 24 anni è stata azzannata da un branco di 7-8 animali mentre stava passeggiando sul lungomare di contrada Pisciotto, la stessa zona dove due giorni fa è morto Giuseppe Brafa, di 10 anni.

La turista tedesca e’ in condizioni molto gravi ed e’ stata condotta a Catania in elicottero. La donna stava passeggiando sulla spiaggia quando è stata circondata e aggredita dai cani che l’hanno azzannata ferendola alle gambe e alle braccia.

La donna è stata soccorsa da un gruppo di persone presenti sul posto, compreso il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, che stava effettuando un sopralluogo nella zona in compagnia di alcuni funzionari del Comune. I cani sono riusciti a fuggire.

“Stava passeggiando sulla spiaggia quando dei cani l’hanno prima circondata e poi aggredita: l’hanno morsa su tutto il corpo, è stato terribile”. Così un operaio di Scicli ricostruisce l’ aggressione alla turista tedesca.

“L’hanno straziata” – ha aggiunto il testimone – e sarebbe morta se non ci fosse stato l’intervento di alcuni passanti, compreso il sindaco, Giovanni Venticinque che l’hanno soccorsa”. Secondo l’operaio, “in cani in azione erano una decina, di piccola taglia, ma molto aggressivi”. La turista, riferiscono fonti investigative, è stata azzannata in diverse parti del corpo, compreso il volto che era irriconoscibile. I carabinieri della compagnia di Modica stanno cercando di rintracciare i suoi genitori in Germania per avvertirli dell’accaduto.

La donna è in condizioni molto gravi, per via delle numerose lesioni
Il sindaco ha disposto l’evacuazione della zona. Autorizzato l’abbattimento degli animali
Modica, nuova aggressione di cani ferita turista tedesca sulla spiaggia
Si tratta dello stesso luogo in cui domenica pomeriggio è stato ucciso dal branco
il piccolo Giuseppe Brafa, di 10 anni. Oggi i funerali, a Modica. E’ stato proclamato il lutto cittadino

RAGUSA – Cani randagi hanno aggredito questa
mattina una turista tedesca di 24 anni mentre passeggiava sulla spiaggia di contrada Pisciotto, tra Marina di Modica e Sampieri, nelle stesso luogo in cui domenica pomeriggio è stato ucciso dal branco il piccolo Giuseppe Brafa di 10 anni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, carabinieri e polizia. La donna si trova in gravi condizioni ed è stata trasferita in eliambulanza all’ospedale di Catania.
“La paziente – ha affermato il direttore sanitario dell’ospedale, Angelo Pellicanò – ha lesioni serie al viso, al torace, all’addome, al torace e alla gambe. La situazione è molto grave. Finiti gli accertamenti clinici sarà condotta in sala operatoria. In questo momento il nostro obiettivo principale è salvarle la vita”.
La turista stava passeggiando in spiaggia, intorno alle 8, quando è stata circondata e aggredita dai cani che hanno cominciato ad azzannarla. “Stava passeggiando sulla spiaggia quando dei cani l’hanno prima circondata e poi aggredita: l’hanno morsa su tutto il corpo, è stato terribile”, racconta un operaio di Scicli che ha assistito all’aggressione. “L’hanno straziata – ha aggiunto il testimone – e sarebbe morta se non ci fosse stato l’intervento di alcuni passanti”. Secondo l’operaio, “in cani in azione erano una decina, di piccola taglia, ma molto aggressivi”. La turista, riferiscono fonti investigative, è stata azzannata in diverse parti del corpo, compreso il volto che era irriconoscibile.
I cani non l’hanno uccisa solo grazie all’intervento di alcune persone, tra cui il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, che, insieme ad alcuni funzionari del Comune stava effettuando un sopralluogo. Le operazioni di soccorso non sono state semplici, a causa del luogo impervio e per la presenza dei cani. Quando i soccorritori sono riusciti a disperdere il branco, ma la donna era stata già ferita gravemente in varie parti del corpo.
Il sindaco, dopo la nuova aggressione di questa mattina, ha lanciato un appello ai residenti di contrada Pisciotto, tra Marina di Modica e Sampieri, perché evacuino la zona in attesa che venga bonificata dalla presenza dei cani randagi. Inoltre la Procura della Repubblica di Modica ha autorizzato i carabinieri ad abbattere i cani stessi.
Per questa mattina è fissato l’interrogatorio di convalida del fermo di Virgilio Giglio, 64 anni, di Scicli. Era lui ad avere in custodia il branco di cani randagi che gli erano stati affidati dall’autorità giudiziaria, nel settembre scorso, dopo che un animale, nella stessa zona, aveva aggredito una turista. L’uomo è accusato di omicidio colposo, omessa custodia di beni sottoposti al sequestro e di resistenza a pubblico ufficiale.
Il primo cittadino ha più volte criticato la procura di Modica per la decisione di affidare all’uomo il numeroso branco, non verificando, è l’accusa, la sua effettiva possibilità di gestirlo.Oggi intanto ci saranno i funerali di Giuseppe Brafa; a Modica è stato proclamato il lutto cittadino.
La Repubblica 17 marzo 2009

ORE 13.35 DEL 17-3-2009

La Martini ha ordinato il blocco delle uccisioni sulla spiaggia!!!

BLUFF, MARTINI NON PUO’ NIENTE, C’E’ UN’ORDINANZA EMESSA DA UN GIUDICE. i CANI STANNO MORENDO…

DOPO IL TG1 delle 13,30
siamo arrivati alla solita ignominia per ignoranza e per reato penale di omissione di atti d’ufficio
Anche se scende in campo l’On. Martini, l’ordine di abbattere i pericolosi impartito alle F.d.O. è già stato emanato e poi dopo la cattura dove li metteranno visto che mancano strutture?
Come ogni anno all’arrivo della bella stagione balneare le coste vedono campagne di persecuzione contro i randagi: avvelenamenti, uccisioni ecc.
Si scrivono petizioni, si intasano caselle mail, si fanno staffette, si portano al nord, ma quanti di questi Esseri Senzienti possiamo salvare?
I fondi pubblici sono stati stanziati con una notevole diminuzione, l’On Martini si era già recato a Palermo ed in Molise, ma di fatti concreti non se ne sono ancora visti, solo tavoli di concertazione e gli animali muoiono per fame e per malattie dopo un rigido inverno; intanto si continua ad ignorare che il volontariato è l’unico che combatte queste battagli con soldi propri: tutti gli altri ci speculano, anche i politici lo usano per le loro campagne elettorali ed immagine
Vorremmo vedere loro donazioni pubbliche e che le Associazioni pubblicassero in rete i loro bilanci reali e quanto prendono e come lo spendono
Il Ministro Amato si è inventato un decreto che passava al Corpo Forestale nucleo NIRDA il pronto intervento a protezione degli animali e sono stati stanziati annualmente circa 5 milioni di euro per questa divisione
Di certo sono intervenuti, ma di cambiamenti non ne abbiamo visto: quanti Amministratori pubblici e dirigenti ASL hanno arrestato o sono finiti sotto processo?
Avete provato a controllare come sono cambiate le situazioni nei canili sequestrati ?
Silenzio omertà se non va peggio di prima
Cosa si fa per le sterilizzazioni? Quasi niente se non per qualche veterinario ASL coscienzioso e per il volontariato
Eppure con la sterilizzazione obbligatoria entro dieci anni avremmo limitato le sofferenze e la speculazione. Ma chi lo vuole?
Il Ministro Frattini è sceso in campo contro le importazioni clandestine. Ogni giorno decine di furgoni portano cuccioli e se non li ferma per caso la Polizia Stradale arrivano a destinazione. Il 30% muore entro pochi mesi, il 40% viene abbandonato ed il volontariato corre…………….
Basta andare in internet per verificare come prospera il commercio dei cuccioli “di razza?” la Polizia postale può verificare, la Guardia di Finanza intervenire, ma il business continua : un cucciolo da pochi euro arriva a costare ai cretini 1.000 euro
E poi ci sono allevatori improvvisati, cacciatori che in casotti indegni anche di questo nome fanno figliare le femmine continuamente; dove finiscono ?
Oggi parliamo di randagismo e poco di abbandoni se non stanziando soldi per campagne pubblicitarie su cui si lucra ancora; dal 1913 esiste una legge che permette alle Associazioni protezionistiche di intervenire; sono passati 85 anni dal riconoscimento che lo Stato era impreparato ad intervenire; oggi sono circa 4 milioni gli animali indifesi carcerati o condannati all’inferno in terra
Bande di ragazzini per noia seviziano gli animali, non solo al Sud, a Madesimo un cane è stato gettato in una cascata e se ne sono vantati; conclusione delle indagini il cane si è suicidato!!!!!!!

CONTINUIAMO A VUOTARE IL MARE COL MESTOLO?

BASTA, UNIAMOCI; FACCIAMO COSE CONCRETE, MAGARI POCHE E BUONE, SMETTIAMO DI FARE PAROLE E DI SCRIVERE IN INTERNET PER DIMOSTRARE SOLO A NOI STESSI CHE STIAMO FACENDO QUALCOSA

Pubblicatelo pure e giratelo a tutti, mettiamolo in rete che tutti lo leggano almeno non potranno dire non lo sapevo o fingere di ignorare i vari aspetti del problema e non sono i soli
A me verranno solo noie e denunce o fastidi, ma ne ho i coglioni pieni di questa indifferenza
Ciaglia Ercole

ANIMALI: CODICI SU TURISTA AGGREDITA DA CANI, E’ VERA EMERGENZA

SUBITO UN PIANO DI INTERVENTO PER LA SICUREZZA PUBBLICA

Roma, 17 mar. -(Adnkronos-ANSA) – “Siamo in una situazione di vera emergenza. La piaga del randagismo che affligge il Sud Italia e’ la manifestazione della cattiva gestione della cosa pubblica che si ripete da anni. Risolvere tale situazione con l’abbattimento dei randagi significa cancellare con un colpo di spugna gli illeciti perpetrati”. Lo afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici, Centro per i diritti del cittadino, commentando l’aggressione,da parte di una decina di cani randagi, della turista tedesca avvenuta sulla spiaggia di Marina di Modica (Ragusa).

Il Codici chiede l’intervento immediato del sottosegretario Francesca Martini per ristabilire la sicurezza dei cittadini nel rispetto della legalita’ e del pubblico sentire. “Siamo chiaramente in una situazione di vera emergenza – dichiara Valentina Coppola responsabile del Codici Ambiente – e’ necessario un intervento immediato,si deve provvedere ad un piano di cattura dei cani che devono essere portati in strutture di ricovero per salvaguardare la salute pubblica”. Il Codici spiega la necessita’ di individuare le responsabilita’ di una tale emergenza.

“E’ evidente che si e’ preso sottogamba il problema troppo a lungo – continua Valentina Coppola – fino a quando questa serie di tragici accadimenti non ha piu’ permesso di nasconderne la cattiva gestione sotto il tappeto, ora tutto cio’ che i Sindaci chiedono e’ l’abbattimento dei randagi, ma, in assenza di veri programmi di prevenzione, questa rappresenterebbe una soluzione per un breve periodo oltre che una scelta del tutto inadatta per un paese civile”.

17-03-09 CANI RANDAGI: CODICI, VERIFICA SU UTILIZZO FONDI EROGATI

(ASCA) – Roma, 17 mar – Il Codici Ambiente ha fatto un accesso agli atti per verificare se il Comune di Scicli abbia utilizzato i fondi previsti per la prevenzione del randagismo, come previsto dalla legge.

”Nell’ultimo anno in Italia si e’ assistito ad una preoccupante crescita degli episodi di aggressione canina ai danni dell’uomo, tanto che si puo’ parlare di una vera e propria emergenza-randagismo”, dichiara Valentina Coppola responsabile del CODICI Ambiente. E aggiunge: ” Inoltre, attualmente non c’e’ nessun organo di controllo che vigili sull’effettivo utilizzo dei fondi e sulla modalita’ di impiego degli stessi da parte dei Comuni e delle Regioni.

Codici ha fatto un accesso agli atti per sapere se e come sono stati utilizzati i fondi nei comuni di Soverato (Calabria), Scicli (Sicilia), San Donato Val di Comino (Lazio), Molfetta e Gallipoli (Puglia). Nel caso in cui venga alla luce che c’e’ stata una distrazione dei fondi, Codici provvedera’ a denunciare tali comuni alla Corte dei Conti”.

16/3/2009 – IL CASO

Martini: “Sul randagismo colpevole l’inattivismo dei sindaci”
«Stiamo studiando un provvedimento ad hoc per mettere in rete la veterinaria pubblica e privata e aumentare così la sterilizzazione dei cani randagi»
ROMA
«Sono costernata. Un fatto gravissimo che denota un degrado territoriale da Paese del terzo mondo, mentre l’Italia ha le strutture e i finanziamenti per fronteggiare l’emergenza randagismo». Così il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, sulla morte del bambino di dieci anni sbranato da un branco di cani randagi nel ragusano.Martini punta il dito sull’«inattivismo colpevole dei sindaci del Centro-Sud». E al primo cittadino di Scicli, il paese siciliano dove si è consumato il dramma, «che parla di “tragedia annunciata”, ricordo – afferma il sottosegretario all’Adnkronos Salute – le sue responsabilità nell’ambito della sanità pubblica, e il fatto di aver disapplicato, di fatto, le norme vigenti». «Il randagismo -spiega Martini – è un problema gravissimo di salute e incolumità pubblica. Ma i mancati investimenti di risorse destinate alla raccolta, alla “chippatura” e al ricovero dei randagi sta diventando un fenomeno altrettanto grave».Una realtà, questa, estesa «soprattutto nel Centro Sud, e in Sicilia in particolare». Tant’è che il sottosegretario ha «richiesto oggi stesso un incontro con l’assessore alla sanità siciliana, che confido di incontrare in settimana». L’inattivismo dei primi cittadini su questo fronte al centro dell’incontro. «Il Comune di Modica – racconta Martini come esempio – aveva ottenuto un finanziamento di 50mila euro per l’apertura di un canile. Ebbene, non ha mai ritirato i fondi perchè non ha preparato la documentazione per ottenerli».Abbattere i randagi è penalmente perseguibile
All’indomani della tragedia di Scicli, «abbiamo investito anche i Nas – spiega Martini – della questione». Ma quella del randagismo resta un’emergenza, «soprattutto nel Meridione, dove spesso – ricorda il sottosegretario – si accompagna anche a gravissimi casi di maltrattamento degli animali».E proprio sull’abbattimento di randagi, «di cui sento parlare in queste ore, ricordo a cittadini e sindaci – afferma il sottosegretario – che nessuno può abbattere questi animali, si tratta di un illecito grave, di un reato perseguibile penalmente».I randagi «vanno catturati, curati e sterilizzati», tanto che «ci sono finanziamenti previsti per la loro detenzione». Tuttavia «esistono, soprattutto nel Meridione – riconosce Martini – canili che versano in situazioni allucinanti. Ma ci ripromettiamo di fare luce e chiarezza su queste situazioni».Una partnership veterinari pubblico-privato
«Stiamo studiando un provvedimento ad hoc per mettere in rete la veterinaria pubblica e privata e aumentare così la sterilizzazione dei cani randagi». Attraverso «convenzioni» si punta ad aumentare quello che «è già un servizio pubblico», nonchè una «pedina fondamentale» per «tamponare l’emergenza legata al randagismo».Sarebbero ben 600 mila i randagi che gironzolano nel Belpaese, e il ministero del Welfare vuole puntare a un «gioco di squadra» tra pubblico e privato, «perchè la sterilizzazione – spiega Martini – gioca un ruolo chiave in questa partita».Il sottosegretario, tornando su un’ordinanza emanata l’estate scorsa sulla ’microchippaturà dei cani – «un passo decisivo nel controllo del randagismo» – dichiara di lavorare anche «all’implementazione di questa misura, per renderla ancora più incisiva di quel che si è rivelata».

17/3/2009 – IL CASO

Fermato l’abbattimento
dei cani randagi nel ragusano
Grazie all’intervento delle associazioni animaliste e all’azione dell’On. Martini
ROMA
I cani randagi del ragusano per il momento potranno vivere. In una nota dell’Associazione Animalisti Italiani, viene comunicato che, grazie all’intervento di diverse associazioni e alla pronta azione dell’On Martini, Sottosegretario alla Salute, è stato bloccato l’abbattimento dei cani che era già in esecuzione.
Il ricorso a tali interventi è contro la normativa vigente ( 544.bis del c.p) e da condannare duramente.Tornando poi alla tragica vicenda in cui un bambino ha perso la vita, Ilaria Ferri, Direttore Scientifico dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus – sottolinea le responsabilità delle amministrazioni locali che «ad oltre 18 anni della legge per la prevenzione del randagismo, evidentemente non hanno espletato i loro compiti previsti. Dal 2003, ci risulta che sono stati erogati alla Regione Sicilia per gli scopi della legge per la prevenzione del randagismo, oltre due milione di euro. Sottolineo inoltre che dallo scorso anno, la modifica della legge 281/91 prevede l’obbligatorietà dell’uso del 60% dei fondi per la sterilizzazione. E per questo l’Associazione denuncerà tutti coloro i quali si sono resi responsabili di omissione di atti d’ufficio».«Come abbiamo suggerito al Sottosegretario – conclude la Ferri – è fondamentale avere, da ogni regione, il rendiconto su tutti i fondi erogati alle Regioni dalla legge 281/91 che il legislatore affida con il fine specifico di prevenire il randagismo. Ogni euro che non fosse stato speso in questo settore, come da volontà del legislatore, è da intendersi una distrazione di fondi pubblici e quindi un grave reato».

17/3/2009 – IL CASO
Guerra sui randagi
“Colpa dei sindaci”

Il governo: al Sud Comuni fuorilegge. Gli animalisti: norme non chiare
FLAVIA AMABILE
ROMA
La responsabilità? È dei «sindaci del Centro-Sud» per «inattività colpevole». Francesca Martini, sottosegretario alla Salute, lo va dicendo da tempo: se in giro ci sono cani randagi la colpa è da attribuire a loro perché «il sindaco è autorità sanitaria ed è responsabile in prima persona del benessere animale e del randagismo». Sono loro a non occuparsi, come dovrebbero, «della raccolta, della coppatura e del ricovero di questi animali che sono vaganti e che vanno sterilizzati». Ma Giovanni Venticinque non ci sta. E’ il sindaco di Scicli dove due giorni fa è morto un bambino di dieci anni azzannato da un cane. Dal suo punto di vista la colpa è «dell’assenza di leggi» che, anche quando ci sono, «sono superficiali». E’ vero, non rispetta le regole, il sindaco – a Scicli non c’è un canile – ma il problema, ricorda, è la mancanza di fondi: «Il governo dia alle amministrazioni i soldi per costruire i canili». In Sicilia servirebbero anche delle leggi oltre che i soldi. Sull’isola il ritardo normativo è il più alto d’Italia. La legge nazionale del ‘91 è arrivata nove anni dopo.
E i decreti attuativi a luglio del 2007. Il risultato? Su 600 mila cani randagi più del 10% sarebbero solo in Sicilia. Aldo Grasselli, segretario nazionale dei veterinari pubblici, non si nasconde che dietro potrebbe esserci «l’ombra della mafia che ha interessi sui canili dove vengono stipati i cani per poi strozzare con le rette i Comuni». Tra accuse e controaccuse, le aggressioni proseguono. Il sottosegretario sta pensando a un provvedimento per creare partnership tra pubblico e privato. Attraverso «convenzioni» – spiega Francesca Martini – si proverà a «mettere in rete la veterinaria pubblica e privata e aumentare così la sterilizzazione dei cani randagi». Ma chi pagherebbe questa integrazione del servizio? Perché finora accade questo: i randagi costano 2-3 euro al giorno nei canili pubblici. Quando il loro numero supera la capienza del canile, dovrebbero essere trasferiti in una struttura privata ma solo in pochi casi si obbedisce alla legge, perché costerebbe due o anche tre volte di più. Colpa dei comuni? Del canile? Del governo che taglia i fondi?
Anche il Codacons, l’associazione dei consumatori, punta il dito «in primo luogo contro i Comuni» che «inventano convenzioni con canili inesistenti». Ma anche contro il sottosegretario Martini che «avrebbe dovuto finanziare adeguatamente il fondo per l’attuazione della legge 281» e poi «di Regioni, e servizi veterinari delle unità sanitarie locali che dovrebbero sottoporre a controllo sanitario le strutture». Secondo la Lav viene abbandonato un cane ogni 3 minuti. Dal loro punto di vista la responsabilità è di Comuni e Province perché «non considerano il randagismo una priorità». Se ci si concentra sul caso della morte del bambino di Scicli l’Enpa, ente per la protezione degli animali, se la prende con chi «invece di custodire e alimentare gli animali, li ha lasciati liberi sul territorio senza cibo né acqua. Per adesso risulta arrestata la persona incaricata materialmente della custodia degli animali ma con quanta leggerezza è stato fatto un affidamento così incauto a una persona oltretutto gravata da precedenti penali specifici?». E Marcella Porpora della Lav Sicilia, parla di «una generale sottovalutazione» del problema: «C’erano 40 cani, erano affidati a una sola persona ma i carabinieri sospettavano la malnutrizione degli animali, i vicini avevano più volte segnalato le fughe attraverso la recinzione». E nessuno aveva preso provvedimenti. I veterinari italiani accusano la politica perché oggi «la gestione della popolazione canina è affidata alla buona volontà dei Comuni, quando non all’improvvisazione». Secondo Carlo Scotti, presidente dell’associazione, esiste un eccesso di delega agli enti locali. E quindi chiede al ministero della Salute un coordinamento delle strutture veterinarie private.

17/3/2009 – IL CASO
Codacons: “La Martini si dimetta”

«Considerato che è il sottosegretario alla Salute dei cittadini e non solo degli animali, ne chiediamo la rimozione»
ROMA
Le dichiarazioni del sottosegretario al Welfare Francesca Martini in merito al fenomeno del randagismo dei cani sono «di una gravità inaudita e dimostrerebbero che il sottosegretario considera la tutela dell’incolumità pubblica secondaria rispetto alla tutela degli animali». Lo afferma il Codacons: «Considerato che Martini è il sottosegretario alla Salute dei cittadini e non solo degli animali – sottolinea l’associazione – il Codacons ne chiede la rimozione».
Il sottosegretario alla Salute, in una dichiarazione rilasciata all’Ansa e riferendo di colloqui con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e con il prefetto di Ragusa, aveva sostenuto: «Sottolineo l’attenzione per la tutela dell’incolumità pubblica con un’azione immediata nel rispetto delle leggi vigenti ma no alla mattanza incondizionata».
Secondo il Codacons, infatti, «è semmai da terzo mondo che un branco di cani possa andare in giro liberamente ad aggredire e ridurre in fin di vita degli esseri umani senza che questo venga impedito. Inoltre – prosegue l’associazione in una nota – è di tutta evidenza che le forze dell’ordine che stanno attualmente setacciando il territorio non possono essere oggettivamente tutte rifornite di anestetico, non essendo normalmente in dotazione».
Il Codacons, quindi, pur auspicando che i cani randagi vengano tutti catturati o anestetizzati chiede, come previsto dalle attuali normative, «l’uso di tutti i mezzi per tutelare i cittadini, ivi compreso l’abbattimento».

A questo link http://sondaggi.quotidianonet.ilsole24ore.com/?sondaggio=1917 trovate un sondaggio in cui si chiede se sia giusto l’abbattimento dei cani randagi “pericolosi”

Ricordiamo a tutti che questi animali sono vittime dell’incoscienza umana, dell’abbandono e dell’indifferenza.

Ogni volta che l’uomo si trova si trova di fronte alle sue colpe, cerca la soluzione più facile per cancellarle e gli animali sono i primi a pagarne le spese.

Al momento il sondaggio ha superato il 74% di scelta a favore dell’abbattimento. Facciamo in modo di invertire questa assurda tendenza

RANDAGI KILLER: MARTINI, PROSSIMA SETTIMANA SARO’ IN SICILIA(ANSA) – ROMA, 17 MAR – La prossima settimana ‘saro’ in Sicilia per un incontro con la Regione e i sindaci’. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, in merito ai casi dell’aggressione da parte di randagi nel ragusano.
‘Ieri ho gia’ inviato in Sicilia il comandante dei Nas e oggi – ha riferito Martini – gia’ in giornata arrivera’ una funzionaria del ministero’.
Martini ha ribadito quindi la responsabilita’ dei sindaci che ‘disapplicando le leggi sono i fautori di situazioni di gravita’ di questo tipo’. (ANSA).Apc-Sicilia/ Domani riunione d’emergenza a Palermo su randagismo
Con istituzioni, Ausl e associazioni degli animaliRoma, 17 mar. (Apcom) – Una riunione di emergenza sul randagismo è stata convocata dall’assessore della Regione Sicilia alla Sanità, Massimo Russo, per fare il punto della situazione ed individuare i primi interventi da attuare immediatamente per arginare il fenomeno.
“Ci sono competenze e responsabilità ben precise su cui intendo vigilare – ha spiegato Russo – ma dobbiamo anche sviluppare una politica che preveda un piano di sterilizzazione dei cani randagi, l’adozione di un piano territoriale di interventi per la costruzione di rifugi sanitari, il risanamento delle strutture comunali esistenti, la predisposizione di ambulatori veterinari pubblici, l’adeguamento strutturale di rifugi già esistenti o la costruzione di nuove strutture gestite dalle associazioni per la protezione degli animali. Esistono risorse messe a disposizione dal Ministero della Salute ma sono certo che reperiremo altre somme nel bilancio regionale per fronteggiare l’emergenza”.
L’assessore è stato in costante contatto con il sottosegretario alla salute Francesca Martini con la quale c’è piena convergenza riguardo alle criticità e ai rimedi da porre in essere.
“Nei prossimi giorni – ha aggiunto Russo – mi incontrerò con il sottosegretario per affrontare, d’intesa con il Ministero, non soltanto gli aspetti legati a questa emergenza ma anche quelli relativi alla riorganizzazione e al miglioramento, nel suo complesso, di questo delicato settore. Credo sia anche necessaria l’istituzione di percorsi formativi rivolti ai proprietari di cani e programmi di educazione al rispetto degli animali”.
Alla riunione di domani mattina, che si svolgerà a Palermo all’assessorato regionale alla Sanità, sono stati convocati il presidente della provincia di Ragusa, i sindaci dei comuni della provincia di Ragusa, il direttore generale dell’Ausl 7, il dirigente dell’area interdipartimentale di sanità pubblica dell’azienda veterinaria dell’Ausl 7 e i responsabili delle quattro associazioni per la protezione degli animali iscritte all’albo della provincia di Ragusa.
“Questa – chiarisce il dirigente generale dell’assessorato Antonella Bullara – è la prima di una lunga serie di riunioni che verranno convocate in tempi brevissimi”.

Randagi, stop all’abbattimento
Polemica sulle responsabilità

18 marzo 2009

SONDAGGIO / I randagi vanno abbattuti?

Prosegue la caccia ai cani randagi nella provincia di Ragusa. Le forze dell’ordine sono mobilitate per catturare gli animali – meno di una decina, sembrerebbe, quelli ancora liberi – responsabili domenica scorsa della morte del piccolo Giuseppe Brafa, modicano di 10 anni, aggredito e ucciso in contrada Pisciotto, tra Marina di Modica e Sampieri, in territorio di Scicli, e del ferimento grave, ieri mattina, di una turista tedesca di 24 anni.
Alla richiesta di abbattimento e alle prime disposizioni venute dalla Procura di Modica e dalla prefettura di Ragusa è arrivato uno stop dopo l’intervento del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini che ha invocato l’osservanza delle leggi sottolineando «l’attenzione per la tutela dell’ incolumità pubblica con un’azione immediata nel rispetto delle leggi vigenti» ma pronunciando il «no alla mattanza incondizionata». Nel mirino il circuito delle responsabilità. Un sistema che, ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, non ha bisogno di nuove leggi che già ci sono. «Ci sono servizi veterinari – ha spiegato Maroni – che controllano le Asl, ci sono le responsabilità dei Comuni che devono organizzare i canili, ci sono le responsabilità delle Regioni che organizzano il servizio di accalappiamento dei cani, che di solito funziona. Bisogna capire perchè in questo caso non ha funzionato».

Ma sulla questione abbattimenti è polemica.
La lotta al randagismo, ha detto Rocco Buttiglione (Udc), «deve diventare una priorità, a tutela dei nostri bambini» e lotta contro il randagismo «significa catturare i randagi, sterilizzarli, trovare loro nuovi padroni quando questo è possibile, ricoverarli nei canili, ma, in situazioni di drammatica emergenza come quelle di alcuni comuni meridionali – ha affermato Buttiglione – abbattere quei capi che sono pericolosi per la vita dei nostri bambini che devono avere il diritto di circolare senza diventare preda di branchi di cani feroci».
La senatrice dell’Italia dei Valori, Patrizia Bugnano, ha chiesto invece una nuova legge mentre per la deputata del Pdl, Barbara Mannucci, «si uccidono i cani a prescindere per nascondere le vere responsabilità delle amministrazioni locali» che dal 2003, ricorda, «hanno ricevuto circa tre milioni di euro oltre ai fondi della regione». Il deputato del Pd, Enrico Farinone, chiede un «piano straordinario» contro il randagismo e «la convocazione da parte del Governo degli assessori delle regioni del centro-sud». Compatto il fronte anti-abbattimento delle associazioni come Animalisti Italiani, Lega Antivivisezione (che sollecita da subito un ddl per la sterilizzazione), l’Associazione italiana difesa animali e ambiente (che sull’abbattimento ha presentato un esposto-denuncia), l’Ente protezione animali («uccisioni degne di Saddam»).

Dal lato opposto il Codacons che chiede le dimissioni del sottosegretario Martini. Dietro le gravi aggressioni, storie di cani da strada, circa 600.000, dicono le stime ufficiali, di cui 68.000 solo in Sicilia. Ma si calcola che i randagi siano quasi un milione in tutta Italia con un Sud dove l’emergenza, ora, si è rivelata in tutta la sua crudeltà.

Intanto la Ente per la Protezione Animali ha chiesto di «fare chiarezza sull’utilizzo dei fondi che il Governo nazionale e quello regionale hanno stanziato in questi anni per far fronte al fenomeno del randagismo in Sicilia», sottolinenando che «il solo Ministero della Salute ha erogato, dal 2003 ad oggi, circa tre milioni di euro; a questo stanziamento vanno aggiunti i fondi regionali».
«Evidentemente – ha rilevato l’Enpa- queste risorse non sono state correttamente impiegate se in tutta la Sicilia il randagismo continua ad essere una emergenza regionale».

http://www.lastampa.it/sondaggi/cmsvota.asp?IDsondaggio=1256#
Sondaggio fatto a membro di segugio!!! manca la quarta opzione!!!!! STERILIZZAZIONE E CANILE CON REGISTRAZIONE ALL’ANAGRAFE CANINA!!!!

Comunicato stampa ANTA ONLUS
Ragusa: la caccia al randagio è aperta!

Inutile dire che era tutto previsto, tanto è fiato sprecato, siamo giunti là dove già si sapeva che si sarebbe giunti. Ogni tanto qualche morso qua e là non fa notizia, ma quando in pochi giorni un bambino muore e una donna è in fin di vita e per giunta nello stesso Comune, allora scoppia il finimondo e si scopre che il randagismo non è solo un fenomeno temporaneo, ma un vero e proprio problema sociale. Come risolverlo? Con i fucili e le pistole! Ammazziamoli tutti, togliamoci il problema di torno e mettiamoci una pietra sopra! A Modica, Scicli è questo che stà accadendo, giustizia sommaria! Queste le ultime notizie che giungono da quei luoghi, volontari disperati che piangono al telefono chiedendoci aiuto, le loro parole: -“C’è li stanno ammazzando tutti!”, riecheggiano ancora nelle mie orecchie e anche il loro respiro affannato nella corsa disperata per cercare di salvare i cani impauriti, indifesi che si nascondono per non prendersi una pallottola, manco fossimo a Beirut durante un rastrellamento.
Siamo in Sicilia, siamo in Italia, la Patria dei diritti, la Patria del rispetto a tutti e per tutti, dove la Legge è uguale per tutti.
Siamo umani e da umani crediamo che morire per aggressione da parte di chiunque sia un omicidio, perciò lo strazio della morte di un bambino ci distrugge dentro e il nostro pensiero và a quei genitori che fino a ieri avevano un figlio e oggi si ritrovano a piangere sulla sua tomba. Chi commette un omicidio secondo la legge và punito, ma in questo caso come si fa a punire chi lo ha commesso sé chi lo ha commesso è inconsapevole di ciò che fa? Un branco di cani, per giunta affamati, se lasciati liberi, fuori da un contesto di socializzazione con l’uomo ritorna allo stato atavico del lupo: caccio per mangiare, attacco per difendere il territorio.
Questo è il risultato di anni di inezia, di evitamento nell’affrontare un problema grave quale quello del randagismo. La legge c’è dal 1991, obbliga i comuni e quindi i Sindaci alla regolamentazione delle nascite, ad approntare sistematicamente programmi di sterilizzazione. Niente di tutto questo è mai stato messo in atto specialmente nel Centro Sud Italia e non solo in Sicilia, si è solo pensato a demandare ad altri le responsabilità, ad incamerare soldi stanziati dallo Stato per programmi di sterilizzazioni, mai attuati. Oggi ci si accorge dopo che un bambino muore e una donna è in fin di vita all’ospedale che forse si doveva fare qualcosa. Ipocrisia, pura ipocrisia, abbiamo lasciato le porte aperte e i buoi sono scappati, tardi ormai recriminare! L’uomo è colpevole di una tragedia simile, non gli animali che come tali si comportano.
Abbiamo permesso in 18 anni che la popolazione dei randagi si moltiplicasse a dismisura, abbiamo permesso che si creassero canili contenitore senza il ben che minimo controllo, correre a ripari adesso è impresa impossibile.
Il sindaco di Scicli la soluzione l’ha trovata: -” Abbattiamoli tutti sono colpevoli di omicidio”- il problema si risolve e la coscienza trova pace, ma poi sono i cani i veri assassini?
firma vicepresidente

Da un quotidiano del 17/03/2009:

«Il Comune di Modica – racconta Martini come esempio – aveva ottenuto un finanziamento di 50 mila euro
per l’apertura di un canile. Ebbene, non ha mai ritirato i fondi perché non ha preparato la documentazione per ottenerli».
Ma il Comune a questo proposito tiene a precisare che «ha redatto nel 2006, precedente amministrazione, un progetto sulla scorta delle indicazioni del Ministero della Salute per dotare la città di un parco canile con tutti i crismi dettati da regole di civiltà e di amore verso i cani.
L’importa complessivo del progetto, che doveva sorgere su un terreno di proprietà del comune, era di un milione di euro. Il ministero concesse uno stanziamento di 50 mila euro che non sarebbe servito a dare un minimo di funzionalità alla struttura».
Si parla però anche di altri fondi stanziati per contrastare il fenomeno del randagismo, dei quali
si sa poco o nulla sul loro reale utilizzo. Almeno, a giudicare dalla massiccia presenza (circa 75mila) di cani vaganti nell’Isola. E c’è chi ha fatto i conti: dal 2003 – spiega la direttrice scientifica degli Animalisti Italiani Ilaria Ferri – «solo con le finanziarie sono stati destinati alla Sicilia 2 milioni e 198 mila euro per la lotta al randagismo. A questo punto ci chiediamo che uso se ne sia fatto di questi soldi, e se un utilizzo diverso dall’originale c’è stato, siamo di fronte a una distrazione di fondi: insomma, un reato di cui
chiederemo conto». C’è poi un altro «inquietante dato: il 60% di questi soldi che lo Stato ha messo a disposizione della Sicilia era obbligatoriamente destinato alla sterilizzazione degli animali -denuncia Ferri- ma, dall’evidente situazione che si è creata, sembra proprio che non sia stato così».

Perchè il codacons non denuncia questo?????? SONO SOLDI PUBBLICI!!!!!!

ASSOCIAZIONI ANIMALISTE E PROTEZIONISTE

Amici del Cane Onlus – Amici degli Animali – AmiciCani – Animalisti Italiani – Associazione Rapid Dogs Rescue – FRECCIA 45 – ANTA – LIDA Lega Italiana Diritti dell’Animale – Lega Nazionale Difesa del Cane – OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

AGGRESSIONI DA CANI E RANDAGISMO: LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE

UNITE CONTRO LE DECENNALI INADEMPIENZE DEI COMUNI SICILIANI

CANI KILLER O ISTITUZIONI LATITANTI DA ANNI?

10 associazioni animaliste e ambientaliste denunciano le inadempienze croniche e gravissime di Comuni e ASL in Sicilia e chiedono un atto che imponga d’urgenza la sterilizzazione obbligatoria di tutti i cani sul territorio

I casi di aggressione avvenuti in questi giorni a Scicli (RG) dovrebbero far riflettere tutte le amministrazioni comunali siciliane sull’urgenza, ormai inevitabile, di attuare le leggi contro il randagismo che vengono gravemente disattese. “Da anni assistiamo ad una politica irresponsabile di non-gestione del randagismo – denunciano i responsabili di 10 Associazioni animaliste e protezioniste: Amici del Cane Onlus – Amici degli Animali – AmiciCani – Animalisti Italiani – Associazione Rapid Dogs Rescue – FRECCIA 45 – ANTA – LIDA Lega Italiana Diritti dell’Animale – Lega Nazionale per la Difesa del Cane – OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali – nonostante abbiamo continuamente avanzato proposte ed offerto collaborazione alle Amministrazioni comunali, troppo spesso sorde anche rispetto agli obblighi di legge in materia di randagismo”.

Non esistono “cani killer” ma Istituzioni latitanti: la stragrande maggioranza dei comuni siciliani è inadempiente rispetto agli obblighi previsti dalla legge regionale 15 del 2000 e dalle precedenti norme risalenti al 1991 (legge statale sul randagismo n. 281) o addirittura al 1954 (regolamento di polizia veterinaria sui cani aggressivi)! Quella del randagismo in Sicilia è diventata un’emergenza per scelta delle amministrazioni comunali che scelgono di ignorare le leggi e si sono rifiutate di avviare misure di prevenzione del randagismo dando attuazione alle normative vigenti che pongono in capo ai comuni la sterilizzazione e l’identificazione, tramite microchip, dei cani privi di proprietario.

I Comuni, così come prescrive la Legge n.15 del 2000 devono, anche in consorzio tra di loro, progettare e costruire Rifugi Sanitari e per il Ricovero di cani e gatti. Tramite queste strutture i servizi veterinari delle ASL devono attuare interventi di controllo demografico delle popolazioni randagie così come sollecitato da anni anche dal Ministero della Salute, che con diverse circolari rivolte proprio alle amministrazioni del sud Italia ha qualificato la sterilizzazione dei randagi come un’azione di sanità pubblica urgente ed inderogabile.

Le 10 Associazioni  animaliste sottolineano che “la sterilizzazione dei randagi è l’unico modo legale, razionale e produttivo per arginare la drammatica questione sempre più avvertita dai cittadini. Ma in Sicilia i Comuni e le ASL che attuano le sterilizzazioni si contano sulle dita delle mani; nessun comune attiva le polizie municipali per controllare se i cani di proprietà posseggano il previsto e obbligatorio microchip; non si disincentivano gli abbandoni né vengono adeguatamente perseguiti i reati di abbandono e maltrattamento di animali; non vi è nessuna cultura sul cane di quartiere o sulle colonie feline… Chi paga le conseguenze di tutto questo? Cittadini e randagi naturalmente!”

Questi i punti-chiave che, secondo le Associazioni di volontariato animalista, devono divenire le priorità degli enti locali e delle ASL siciliane in tema di lotta al randagismo:

a) campagne massicce di sterilizzazioni dei randagi; riconoscimento e assistenza sanitaria delle colonie feline e dei cani di quartiere e liberi sul territorio comunale, come previsto dalle norme vigenti;

b) lotta al fenomeno degli abbandoni e per il controllo demografico degli animali d’affezione;

COMUNICATO STAMPA                                                                                                                                                pag.2/2

c) adozioni di cani e gatti ospiti dei canili/gattili privati e dei cuccioli randagi; chiusura dei canili-lager creati da speculatori che hanno trasformato il randagismo in un ricco business a spese dei fondi pubblici;

d) costruzione di rifugi sanitari e per il ricovero, pubblici, così come prevede la legislazione (es. creazione di strutture di parco-canile come alternativa al vecchio concetto di canile);

e) educazione al rispetto degli animali (programmi nelle scuole, nei quartieri) e al possesso responsabile di animali d’affezione (campagne e controlli per microchippare i cani, e diffusione della sterilizzazione).

e) pronto soccorso h24  con ambulanza attrezzata per animali incidentati o feriti;

f) educazione al rispetto degli animali (programmi nelle scuole, nei quartieri) e al possesso responsabile di animali d’affezione (campagne e controlli per microchippare i cani, e diffusione della sterilizzazione).

Di fronte agli avvenimenti tragici del ragusano sta emergendo la fobia e l’odio incondizionato contro i randagi, tanto che qualcuno paventa soluzioni sommarie e fai-da-te (polpette avvelenate, battute di “caccia al cane” ecc.): le Associazioni diffidano pubblicamente chiunque agisca in modo illegale avvelenando, cacciando o maltrattando gli animali, perché non è certo così che si risolve il problema.

Cittadini ed associazioni animaliste, invece, dovrebbero unirsi per fare emergere le responsabilità degli enti competenti che sono rimasti inattivi, veri responsabili di questa “emergenza”. Con l’odio e le “spedizioni punitive” non si sanano le inadempienze ma si colpisce ancora chi è di fatto la vera vittima: l’animale umano e non.

18 marzo 2009

Associazioni Siciliane:

L.I.D.A. Lega Italiana Diritti dell’Animale

Amici del Cane Onlus

Amici degli Animali

Lega Nazionale per la Difesa del Cane

Animalisti Italiani

OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali

ANTA Associazione Nazionale Tutela Animali

Associazioni fuori regione:

FRECCIA 45 – Associazione per la protezione e difesa animale

Associazione Rapid Dogs Rescue

AmiciCani

Associazione Canili Lazio
risposta al CODACONS da ACL

Apprendiamo che il Codacons si scaglia in un suo comunicato contro il Sottosegretario alla Salute On. Martini, rea d’avere chiesto a Scicli (RG) il rispetto della legge che prevede l’accalappiamento e la valutazione comportamentale dei cani aggressivi e non una mattanza incondizionata.
E ci chiediamo: dov’era il Codacons quando nella civilissima Cremona e nella molto meno civile Cicerale (SA) andavano in fumo milioni di euro per lo smaltimento di carcasse di migliaia di animali fatti nascere unicamente per essere bruciati come rifiuti speciali? Per citare solo due modesti esempi. Dov’era quando denunciavamo attraverso il nostro sito http://www.associazionecanililazio.it l’esistenza di strutture lager mantenute con i soldi dei contribuenti e grazie alla latitanza delle istituzioni? La verità è che il randagismo ha fatto comodo per anni a molti per alimentare un business spesso retto da società commerciali fraudolente dove gli animali erano e sono le vittime. Se solo una minima parte del denaro dato ai canili lager e alle società di smaltimento fosse stato speso per la prevenzione attraverso la sterilizzazione, non saremmo a questo punto.
Non è un luogo comune dire che talvolta le vittime si trasformano in carnefici. Carnefici del tutto incolpevoli nel caso di Scicli dove nessuno degli organi competenti ha fatto dall`inizio quello che avrebbe dovuto. Il paradosso è che sia dovuto morire un innocente per fare aprire gli occhi agli italiani. Ma nella maniera sbagliata. E si è scatenata una vera e propria caccia alle streghe dove le streghe sono i cani.
L’unica che in Italia in pochi mesi ha dato prova di comprendere il problema – che è di malasanità e di cattiva gestione di risorse pubbliche -, l’unica che sta cercando di elaborare e approntare soluzioni efficaci con l’ausilio di persone competenti è l’On Martini e forse non è un caso che un’associazione fortemente politicizzata come il Codacons le dia contro. La nostra Associazione, che di politicizzato non ha nulla ed è formata da volontari appartenenti alle categorie più disparate, da professionisti, seri lavoratori, manager – e non da gente che non ha niente da fare come vorrebbero i luoghi comuni sugli animalisti – invita tutti a sostenere la Martini ed è certa che la Lega Nord non le farà mancare il suo supporto.
Per una risposta efficace – e non miope – al problema randagismo, ci uniamo alla proposta della LAV per un’Ordinanza ai Sindaci, ai Presidenti di Regione e ai Prefetti e un un atto governativo che imponga d’urgenza la sterilizzazione obbligatoria di tutti i cani sul territorio nazionale e la moratoria delle vendite di animali d’affezione, in modo da aumentare le adozioni e limitare l’abbandono delle cucciolate con enormi problemi economici per le Amministrazioni pubbliche, morali e di sicurezza.
Invitiamo le altre associazioni, anche dei consumatori, a stringersi compatte intorno alla figura del Sottosegretario alla Salute On. Martini.

La Presidente
Avv. Maria Cristina Salvucci

L’on Martini contro l’ordinanza del sindaco di Modica

ANIMALI: MARTINI, ORDINANZA SINDACO MODICA PASTICCIO PER AGGIRARE LEGGE
NO A STRAGE DI INNOCENTI PER COPRIRE LE PROPRIE MANCANZE
Roma 18 mar. (Adnkronos Salute) – “No a una strage di innocenti per coprire anni di mancati interventi da parte delle autorità locali”. A scagliarsi con forza contro l’ordinanza del sindaco di Modica, Antonello Buscema – che ordina “l’abbattimento da parte di tutte le forze dell’ordine dei cani abbandonati di cui risulti la pericolosità, presenti nel territorio di Modica fino al confine con il territorio del Comune di Scicli, e ciò di concerto con il competente ufficio veterinario” – è il sottosegretario al Welfare Francesca Martini, che ha inviato in Sicilia i carabinieri dei Nas e segue da vicino l’emergenza randagi.
E’ fondamentale intervenire per tutelare la sicurezza dei cittadini, ricorda il sottosegretario. Ma in questo modo “si ordina, di fatto, di sparare sui cani. Questa ordinanza è un pasticcio gravissimo – accusa la Martini – che cerca di aggirare la legge e, teoricamente, vorrebbe proseguire una strage di innocenti per coprire le assenze delle autorità locali, che da anni non fanno nulla contro il randagismo”. Ma la legge, ribadisce la Martini, parla chiaro. “E nessuna ordinanza – dice il sottosegretario all’ADNKRONOS SALUTE – può essere in contrasto con una legge dello Stato”.
“I casi di comprovata pericolosità sono definiti come tali da un veterinario, dopo osservazione clinica e comportamentale – ricorda – dunque anche i protocolli eutanasici vanno rispettati. In Italia non
si può giocare con le parole per autorizzare una strage di cani abbandonati. Confido – conclude la Martini – nell’azione illuminata dell’assessore alla Sanità regionale, Massimo Russo, anche in quanto
magistrato”.
(Mal/Adnkronos Salute)
18-MAR-09 17:03

Animali. Amministrazioni da cani.

L’Enpa: «Come sono stati spesi i fondi contro il randagismo?» LA POLEMICA Solo in Sicilia più di 2 milioni di euro

MONICA VIVIANI
da il Tirreno 18.03.’09

«QUI ci sono responsabilità da paura a tutti i livelli». Il duro attacco sui cosiddetti «cani killer» arriva da Carla Rocchi, presidente dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa) che ha minacciato di denunciare «chiunque si rendesse responsabile di tale reato», ovvero l’abbattimento dei cani di Modica. Gli abbattimenti sono stati sospesi. E ora? «Noi procediamo lo stesso con le denunce contro chi si è macchiato di comportamenti illegali o omertosi». La legge 281 però non esclude la soppressione. «La legge parla di eutanasia ad opera di veterinari solo se il cane ricoverato in una struttura è incurabile e di comprovata pericolosità. Non si parla di battute di caccia. Per fortuna i cacciatori si sono dissociati. Quanto sta accadendo mi ricorda quel sindaco che anni fa, ai tempi della guerra nei Balcani, per risolvere il problema randagismo voleva mandare tutti i cani in Albania». Di chi è la responsabilità per quanto sta accadendo? «In generale è dei sindaci che hanno l’obbligo di provvedere al fenomeno. Ma non solo».
Chi altro? «Dal 2003 a oggi lo Stato, quindi senza contare i fondi regionali, ha erogato alla regione Sicilia 2 milioni e 168mila euro per far fronte al fenomeno randagismo, di cui il 60% vincolato alla sterilizzazione. Quante ne hanno fatte le Asl? Evidentemente queste risorse non sono state correttamente impiegate se in tutta la Sicilia il randagismo continua a essere un’emergenza. Ma qui la responsabilità è anche di chi ha affidato, se di affido giudiziario si tratta, quei cani a una persona inadeguata». Quindi la magistratura? «Insomma è come affidare un bambino a un pedofilo! Se affido un bambino a una famiglia non vado a controllare? Se si tratta di un affido da parte della magistratura questa ha l’obbligo di vigilare e di disporre le risorse». Da un controllo fatto a settembre sembra però che tutto fosse a norma. «E da settembre a ora cosa è successo? Un cataclisma?». Cosa si dovrebbe fare davanti a simili emergenze? «L’assessore regionale deve vedere quanto ha in cassa, quanto ha dato ai Comuni e provvedere con le sterilizzazioni. Devono prendere iniziative e l’Enpa è disponibile a prendere in consegna i cani. Comunque la legge è di 18 anni anni fa e il primo tavolo regionale per affrontare il problema ci sarà domani». Non è, per caso, che è la legge che non funziona? «Vi sono vaste zone del Paese dove è stata applicata e il randagismo non è più un problema. Come a Trieste, Genova, Pescara, nella stessa Roma. La legge è la stessa e la ripartizione dei fondi anche». Come andrà a finire? «Sono poco fiduciosa e temo che dopo questo clamore tutto tornerà come prima».

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=sondaggio&chId=30&sezId=8720&id_sondaggio=6369

dal Portale della Rete Civica del Comune di modica
http://www.comune.modica.rg.it/newsreader.asp?id=121 18/03/2009 13.48.59

Esecutiva l’ordinanza di abbattimento dei cani pericolosi nel territorio della Città

Ufficio Stampa
Emanata dal Sindaco di Modica per non aver ricevuto dagli organi competenti garanzie sull’ordine pubblico. “Ho assunto un impegno preciso con il Papà di Giuseppe. Quello di far emergere le responsabilità per la morte assurda di un bambino, di un nostro giovane concittadino. Faremo di tutto, per le nostre competenze, perché ciò avvenga.” Ha esordito così il Sindaco di Modica Antonello Buscema stamani nella conferenza stampa a Palazzo San Domenico promossa per spiegare ai giornalisti,presenti il Vice Sindaco Enzo Scarso e il Presidente del Consiglio Comunale Paolo Garofalo, un’ordinanza, firmata e inviata agli organi preposti ieri notte, nella quale si ordina “l’abbattimento, da parte di tutte le forze dell’ordine, dei cani abbandonati di cui risulti la pericolosità presenti nel territorio comunale ad iniziare dalla località balneare di Marina di Modica fino al confine con il territorio del Comune di Scicli e ciò di concerto con il competente ufficio veterinario.” Il primo cittadino è giunto con gradualità ad assumere questa decisione estrema. Dopo le note inviate, ieri, all’ufficio veterinario provinciale dell’Ausl 7 di Ragusa, al Ministero della Salute, al Prefetto di Ragusa al Procuratore della Repubblica di Modica, per avere risposte concrete sui provvedimenti utili come la cattura dei cani abbandonati nel territorio di Modica, per garantire la sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico ha deciso di emanare l’ordinanza di abbattimento dei cani assumendosi per intero le sue responsabilità. Ieri sera, in una nota firmata dal Presidente del consiglio comunale al termine di una conferenza dei capigruppo,i consiglieri comunali hanno dato pieno sostegno all’azione del Sindaco e dell’amministrazione al fine di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica nel territorio di Modica. Nel merito della questione il Comune si costituirà parte civile,ritenendosi parte lesa per la morte del giovane Giuseppe Brafa e per le ricadute negative sull’immagine della Città e del territorio,nei confronti dei responsabili di quanto accaduto. Altra azione legale sarà concretizzata nei confronti della stampa e delle emittenti televisive nazionali che con scarso impegno professionale hanno determinato confusione geografica sui luoghi teatro delle tragedie determinando grave danno all’immagine della Città. Al sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, il Sindaco ha replicato, dopo averlo fatto a Radio 24 stamani, sostenendo che il progetto di un parco canile nel 2006 il Comune di Modica lo aveva redatto sulla scorta delle indicazioni del Ministero della Salute e della legge. Solo che quel progetto di un milione e trecento mila euro ricevette un finanziamento di 50 mila euro non sufficiente neanche a realizzare la recinzione del canile. Il Comune aveva messo a disposizione dell’opera un terreno di sua proprietà. “La verità, commenta il sindaco Buscema, e che lo Stato trasferisce i servizi ma non le somme per gestirli. Anche quella della costruzione del canile è rimasta vittima delle contraddizioni di questo principio.”

Modica lì 18 marzo 2009 Il Capo Ufficio Stampa

LAIKA & BALTO Associazione Onlus Tutela Cani Abbandonati e altri Animali
Sede legale: Via Pisacane 22 – 20098 San Giuliano M.se (Mi)
Tel. 333.9651570 – e-mail: info@laikanimali.org – web: http://www.laikanimali.org
San Giuliano Milanese, 19 marzo 2009

Sindaco di Modica, Antonello Buscema
sindaco@comune.modica.rg.it
Sig. Prefetto
prefettura.ragusa@interno.it

Oggetto: cani randagi a Marina di Modica
Abbiamo aspettato qualche giorno nel scrivere la presente per rispetto della famiglia del piccolo Giuseppe Brafa, alla quale ci uniamo al dolore; crediamo non sia facile per nessuno immedesimarsi realmente in un simile situazione.
Una disgrazia (e altre) che non sarebbero dovute succedere, ma ancora una volta è accaduta per una negligenza umana! Per nessuno di noi sarebbe simpatico trovarsi nel bel mezzo di un branco di cani inselvatichiti, ma quando si tratta di persone che uccido e che stuprano gli viene diminuita la pena, quando in una tragedia sono coinvolti i cani, la sentenza è di ucciderli.
Troppo comodo arrivare al metodo estremo nell’emergenza (soppressione), per farlo apparire giustificabile, perché non lo è affatto. Non è una novità la situazione degli animali randagi che esiste nelle regioni meridionali del nostro paese, non sono nati oggi i branchi di cani che vivono per le strade e sopravvivono. E’ naturale che non socializzando con l’uomo il loro istinto diventi selvatico e predatore.
La colpa di tragedie come quelle avvenute in questi giorni non è dei cani, ma di chi ha tralasciato i più logici provvedimenti e per i quali avrebbe avuto tutto il tempo di attuarli, provvedimenti tra l’altro dettati da una chiara Legge nazionale che servono a “prevenire” ed evitare di trasformare queste disgrazie, a lungo andare, in situazioni di psicosi collettiva.
Pensare di rinchiudere questi cani per il resto della loro vita, in anguste gabbie di qualche fatiscente canile, negandogli almeno una parte di quella libertà che hanno avuto dalla nascita, non crediamo sia una logica soluzione, appoggiamo invece le Associazioni che si sono proposte per accogliere questi cani in strutture idonee nel tentare una seria rieducazione.
Cogliamo l’occasione per dire che tutti noi contribuenti italiani, animalisti ed Associazioni, ci siamo un po’ stufati di sentirci rispondere che non ci sono i finanziamenti per sterilizzare i randagi o per realizzare strutture idonee per accoglierli. Ci siamo veramente stancati che la realtà dei cani in Italia debba essere sempre messa in seconda linea e la si dimentichi per comodità, tranne quando accade il grave fatto del giorno.

Rossana Conti
Presidente
LAIKA & BALTO Onlus

NOTA STAMPA

” RANDAGISMO E LUTTI ANNUNCIATI”

Se qualcuno pensa, o crede, che i fatti di Ragusa e dintorni siano fenomeni legati a situazioni locali e contingenti, si sbaglia e non poco. L’ennesima tragedia che ha colpito un bambino e una ragazza sono la chiara dimostrazione di quanta inadeguatezza c’è nell’affrontare un problema da sempre conosciuto per i suoi effetti, ma non per le sue dimensioni.
Purtroppo si continua a sbagliare, sia nell’assumere le informazioni che nell’utilizzarle, i segnali che emergono da chi dovrebbe agire fanno denotare la grande impreparazione nelle azioni che si vogliono
intraprendere.

Nessuno tocchi la 281/91, mai applicata, una Legge che dava e da, ancora oggi, risposte adeguate: l’art 2, stabilisce per le ASL l’impegno/obbligo delle sterilizzazioni; l’art 4, impone ai Comuni singoli o associati la realizzazione di canili adeguati. Entrambi articoli disattesi, con la certezza di poter confermare che troppi soggetti hanno interesse affinché questi articoli vengano modificati o non applicati.

Si parla della pericolosità dei cani randagi e della loro aggressività, ma perché stupirsi? Forse gli umani sono meno pericolosi quando hanno fame?
Forse ci si è dimenticati di quanto è accaduto nel tragico evento sui ghiacciai dove alcuni uomini hanno fatto cose simili, istinto di sopravvivenza? Condizione che appartiene a tutti gli esseri viventi. I cani non nascono randagi, lo diventano, quando sono abbandonati in luoghi ostili e privi di ogni possibilità di sopravvivenza, spinti verso la loro potenziale pericolosità da Sindaci lungimiranti che, invece di trovare soluzioni adeguate, pensano di vietare la loro l’alimentazione da parte di
cittadini sensibili e preoccupati. Portati alla fame, è logico che gli animali diventino pericolosi: non ci vuole una grande intelligenza per capirlo.

In questo Paese la programmazione non è di casa: meglio l’emergenza, così si può agire senza troppi problemi e rimanendo tolleranti nei controlli, durante i quali tutto è giustificabile, soprattutto le spese irrazionali e inutili. L’assenza di un programma di sterilizzazioni serio (art 2, comma 1,
della legge 281/91) fuori dall’imposizione di tariffe elevate e impossibili; l’assenza di strutture di accoglienza diffuse sul territorio (art 4, comma 1, L. 281/91); l’inadeguatezza dei soggetti abilitati a rispondere, con programmi e azioni concrete: ecco l’origine di questo male.

A quanti lutti dobbiamo ancora assistere prima di capire che non è facendo salotto che si risolve il problema del randagismo? Nel nostro Paese esistono
le risorse necessarie, sia umane che finanziarie, per cercare di mettere la parola fine a questo problema, bisogna solo metterle insieme. La programmazione deve vedere tutti i soggetti abilitati a impegnarsi seriamente. Le associazioni animaliste sono da sempre in prima linea impegnandosi per risolvere il problema, ma mancano all’appello proprio le istituzioni.

Basta con le statistiche finalizzate a dimostrare quanto siamo bravi, basta con le riunioni per compiacersi a vicenda, basta dare finanziamenti a
pioggia senza verificare i programmi di attuazione, basta con le improvvisazioni. Si deve voltare pagina e fare le cose seriamente, con programmi finalizzati a giungere a soluzioni vere.

Oltre miliardo di euro è la spesa che ogni anno viene sostenuta, soprattutto dai comuni, per i canili e per i cani reclusi, mentre per le sterilizzazioni le risorse sono scarse e impiegate male. Un milione e mezzo di randagi sono un problema serio, per molti invece è solo un business.
Taranto, Bari, Catania, Messina, Agrigento, Napoli, Caserta, Campobasso, sono città assediate da randagi e da una miriade di canili privati.. è un caso? No!! Cani che emigrano da NORD a SUD e viceversa, perché? Si specula al NORD come al SUD e per scoprirlo basterebbe una semplice indagine. La ricca torta messa a disposizione da amministratori poco accorti,
superficiali e alle volte pure conniventi, ha creato il business, come è stato ampiamente descritto nell’inchiesta del 2005, su RAI Uno mattina grazie all’ANTAonlus (inchiesta sul randagismo in Italia e sugli affari che questo fenomeno produce).

Nessuno tocchi i cani, vittime inconsapevoli, a loro volta, della stupidità dell’uomo che li ha sempre sfruttati anche per sporchi interessi personali (
lotte clandestine ). Le soluzioni del randagismo sono semplici e a portata di mano, pur nella difficoltà del tempo che occorre per risolvere il
problema, non si deve inventare nulla di nuovo. La necessità di far apparire i cani randagi dei veri killer è semplicemente il modo per non assumersi le
proprie responsabilità.

Se solo il 5% dei fondi spesi inutilmente o regalati ad avventurieri, fossero investiti per sterilizzazioni e prevenzione del fenomeno randagismo, in meno di tre anni si vedrebbero i primi risultati con la riduzione del numero randagi, per arrivare ai 5 anni con la riduzione del 30% dei randagi e in 10 anni la situazione sarebbe assolutamente sotto controllo, i randagi a quel punto sarebbero un patrimonio prezioso e raro, senza stragi e senza business.

Chi viene eletto per risolvere i problemi della comunità ha l’obbligo morale di trovare adeguate soluzioni e se non ha le competenze necessarie per farlo ha il dovere di coinvolgere chi tali competenze può metterle a disposizione per giungere ad una reale soluzione del problema.

Bruno Mei Tomasi
Presidente ANTA onlus

firma Bruno

Randagismo, alta tensione a Scicli
SCICLI (RAGUSA) – Sono tornati a scuola dopo che il Comune ha garantito la presenza di due vigili urbani davanti alla loro sede i 10 alunni di due multiclasse dell’istituto elementare di Marina di Modica, frazione balneare che confina con Scicli, il paese dove cani randagi hanno ucciso Giuseppe Brafa di 10 anni e ferito altre tre persone.
Ieri i loro genitori si erano rifiutati di farli andare a scuola per paura che in zona ci fossero altri animali liberi pericolosi. Questa mattina il vice sindaco di Modica li ha rassicurati e ha inviato due agenti di polizia municipale a vigilare sulla struttura.
Intanto rimangono stazionarie le condizioni di salute di Marya M., la turista tedesca di 24 anni originaria del land del Baden-Wurttemberg, che due giorni fa da un branco di cani randagi a Sampieri, nel Ragusano, dove domenica scorsa era stato aggredito e ucciso a morsi Giuseppe Brafa, di 10 anni.
La giovane è ricoverata con la prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania. Il quadro clinico, secondo i medici, rimane grave per lo choc emorragico subito e per il rischio infezioni che resta ancora alto. Per gli esperti ci vorranno diversi giorni di prima di potere esprime una prognosi definitiva.
Secondo quanto si è appreso da fonti mediche, oggi all’ospedale Cannizzaro dovrebbe arrivare il padre della ragazza, accompagnato da un funzionario del consolato tedesco in Italia.
Il camionista coraggioso. Intanto grazie all’intervento di un cittadino coraggioso c’è un cane randagio in meno sul lungomare di Ragusa: a catturarlo però non sono state le forze dell’ordine ma un camionista che lo ha reso inoffensivo con un bastone.
L’uomo mentre era al lavoro si è dovuto fermare un attimo per strada: è sceso dal camion ed è stato subito avvicinato da un cane nero, che ha cominciato a ringhiare contro di lui.
Il camionista non si è spaventato e lo ha colpito per difendersi. Poi lo ha bloccato, caricato sul proprio mezzo e consegnato alla polizia municipale. L’animale è stato poi affidato ai responsabili dei canili che l’hanno preso in custodia.
Convalidati gli arresti di Giglio. Il gip di Ragusa, Maurizio Rubino, ha convalidato il fermo di Virgilio Giglio, il 64enne accusato di concorso in omicidio colposo e resistenza a pubblico ufficiale nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Giuseppe Brafa, di 10 anni e il ferimento di altre tre persone che sarebbero stati causati dai cani che l’uomo teneva in casa, in contrada Pisciotto di Scicli.
Il giudice ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’indagato concedendogli gli arresti domiciliari. Le indagini erano state svolte dai carabinieri della Compagnia di Modica coordinati dal sostituto procuratore Maria Moggiaro.
Il legale di Giglio, l’avvocato Francesco Riccotti, si è detto “soddisfatto per l’attenuazione del sistema di custodia cautelare” e ha annunciato “ricorso contro questa decisione, certo – ha spiegato – di potere dimostrare l’assoluta estraneità del mio assistito alle accuse che gli sono state mosse”.
La tesi difensiva di Giglio è che i cani che hanno aggredito le persone non sono suoi, ma farebbero parte di un branco che si sposta continuamente tra Sampieri e Marina di Ragusa.

ARKUS

Da qualche tempo la nostra Associazione medita su come agire concretamente nei confronti di quelle Amministrazioni che da anni, disattendendo alle leggi vigenti, stanno portando l’Italia a livello di Terzo Mondo anche per quanto riguarda il settore animale.

Spesso ci ha trattenuto il sospetto che forse l’Italia E’ nel Terzo Mondo e solo una grande presunzione, una sproporzionata opinione di noi stessi e della nostra societa’ fondata sul lavoro (onesto!) ci fa credere di essere civilizzati, istruiti, solidali, ecc. ecc.

Quel sospetto diventa poi certezza quando accadono cose come quelle stanno accadendo in questi giorni in Sicilia e in altre parti del Sud (per ora…) nei confronti dei cani randagi.

Ribadire la causa che ha scatenato l’istinto tribale di molti nostri simili (ci fa fatica chiamarli “esseri umani”) non e’ il caso. I giornali ne sono pieni e non vogliamo contribuire a mischiare e far passare in secondo piano (come ora sta succedendo, ammettiamolo) una grande tragedia, come quella della morte di un bambino di 10 anni, per la quale non abbiamo parole tanto e’ la costernazione. Pensare a lui che non c’e’ piu’ ed alla disperazione dei suoi genitori e’ un dolore immenso.

Tuttavia, non possiamo fare a meno di notare e FAR NOTARE come le Amministrazioni coinvolte, e non solo loro, cavalcando l’onda dell’emozione generale, approfittino della situazione per far passare in sordina le loro responsabilita’, la loro inettitudine, le loro omissioni, le loro connivenze (coscienti e non).

Abbiamo Sindaci e Prefetti che ordinano di “sparare a vista” contro esseri indifesi, resi selvatici dalla fame, dalla sete e dagli stenti; abbiamo “grandi” Giornalisti, Attori, Onorevoli (???), Comitati Nazionali, persino Preti, che prendono carta e penna o aprono la bocca e sproloquiano.

Cercano consensi o sono solo degli emeriti cretini? E’ una domanda che ci facciamo spesso, anche in molte altre occasioni, per motivi diversissimi. Per cui lasciamola senza risposta.

Invece concentriamoci sulle responsabilita’ che questa tragedia si porta dietro .

Siamo di fronte a due Amministrazioni, quella di Scicli e quella di Modica, che non hanno fatto niente o molto poco per fronteggiare il fenomeno del randagismo. Per loro la LEGGE NON ESISTE. Lo dimostra la mancanza di rispetto per le ordinanze di questi giorni del Sottosegretario al Ministero della Salute, On. Martini.

La Legge 281/91 in materia di randagismo, l’Art. 737 del C.P. in materia di maltrattamento animale, la Legge della Regione Sicilia 3 Luglio 2000, n. 15 in materia di animali di affezione, l’Ordinanza 18 Dicembre 2008 (in vigore dal 17.01.09) contro i bocconi avvelenati: solo numeri su carta straccia, niente di piu’!!!

Perche’ dovrebbero avere altro significato? Perche’ dovrebbero preoccuparsene? Non lo fanno le ASL, non lo fanno le Forze dell’Ordine, non lo fanno i Prefetti, non lo fa la Regione Sicilia stessa. Tutte Istituzioni che conoscono bene il fenomeno. I volontari zoofili non hanno mai fatto mancare informazioni o richieste d’aiuto anche di fronte a maltrattamenti tribali sugli animali da parte di energumeni frustrati e incivili (violenze gratuite, combattimenti di cani, canili lager, tratta di cuccioli, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta…) che pure sono presenti sul loro territorio.

Da anni in Sicilia si ricevono (e si dividono) milioni di Euro dallo Stato ( SOLDI DEI CONTRIBUENTI!) per la gestione del randagismo (costruzione di strutture sanitarie a norma, sterilizzazioni, prevenzione, ecc. ecc.): dove sono stati investiti questi soldi?!?!?

Vige una sorta di silenziosa e colpevole COMPLICITA’ DEL NON FAR NULLA, tanto sono solo animali “senza Patria e senza diritti”. Poi, quando succedono tragedie come quella appena successa, allora TUTTI AVANTI AL GRIDO DI “MORTE AL RANDAGIO!”, scatenando ed utilizzando gli istinti piu’ bassi dei propri concittadini, ignari e contenti, per risolvere in modo piu’ rapido e definitivo il problema del randagismo.

E’ DAVVERO TROPPO! E’ ORA CHE OGNUNO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA’!

Quindi, STANCHI dei soprusi sui cani e gatti, STANCHI delle Istituzioni Indifferenti e Nullafacenti, STANCHI di vedere elargire “gratuitamente” i soldi (I NOSTRI) dei contribuenti, STANCHI di tutti gli “Scaricabarile” per non ammettere le proprie responsabilita’, l’Associazione ARKUS, UnCane, UnAmico ha dato mandato al proprio Studio Legale affinche’ verifichi se esistano i presupposti per una denuncia:

– nei confronti del Sindaco GIOVANNI VENTICINQUE di SCICLI (RG) per le sue eventuali responsabilita’, ancorche’ indirette, nella morte del piccolo Giuseppe, avendo disatteso la Legge 281/1991 e la L.R. 15/2000 in materia di randagismo;

– nei confronti del Sindaco ANTONELLO BUSCEMA di MODICA (RG), valutando le sue responsabilita’, ancorche’ indirette, nell’aggressione della turista inglese, in quanto ha disatteso la legge 281/1991 e la L.R. 15/2000 in materia di randagismo;

– nei confronti di CHI ha affidato un gruppo di cani randagi ad una struttura di Sampieri, fatiscente ed inadeguata, come quella del Sig. Virgilio Giglio;

– nei confronti della AUSL Locale che non ha vigilato e provveduto a quanto di sua competenza (compreso le denunce del caso) sullo stato di randagismo della zona; nonche’ per aver certificato come “perfettamente idonea” la struttura del Sig. Virgilio Giglio.

– nei confronti dei suddetti Sindaci VENTICINQUE e BUSCEMA, valutando le loro responsabilita’ nell’aver autorizzato la mattanza dei cani randagi con armi da fuoco ed aver, indirettamente, istigato, senza contrastarlo, anche l’utilizzo dello strumento dell’avvelenamento dei cani da parte dei propri concittadini, causando un precedente pericoloso (in alcune Regioni italiane e’ gia’ stato preso ad esempio) alla disobbedienza di Leggi dello Stato e, conseguentemente, ai danni degli animali di affezione.

Infine verra’ chiesto al Sottosegretario al Ministero della Salute, On. Francesca Martini, ed al Ministro delle Finanze On. Giulio Tremonti, per quanto di loro competenza, affinche’ pretendano dalla Regione Sicilia resoconto, rendendolo pubblico, dell’utilizzo e la distribuzione dei finanziamenti ricevuti dallo Stato per la cura degli animali di affezione e la prevenzione del randagismo.

Tutto quanto sopra esposto costituira’ INIZIATIVA QUADRO anche per ogni Amministrazione inadempiente e colpevole di mancata ottemperanza alla Legge 281/91 e relative Leggi Regionali.

ARKUS, UnCane, UnAmico

Eva BertoliniBrunelli

Presidente

23/3/2009 – IL CASO

Guerra per i cani, è caccia
aperta agli animalisti

Al Sud volontari aggrediti e auto bruciate: «Nessuno deve nutrire i randagi assassini»
ANTONELLA MARIOTTI
TORINO
Sta succedendo quello che mai avrei creduto possibile qui, in una cittadina civile: siamo in guerra, due volontarie che portavano cibo ai cani sono state aggredite: una ha una ferita alla testa e all’altra hanno sfasciato la macchina».Angela vive in Puglia, a Barletta, a molti chilometri dalle spiagge dove la settimana scorsa un branco di randagi ha sbranato e ucciso un bambino e ferito gravemente una ragazza. Ma, dopo il dramma di Scicli, la psicosi è esplosa in tutto il Sud. E nel mirino sono finiti non soltanto i cani, ma anche i volontari che da sempre danno loro da mangiare.
«Ormai siamo al delirio – racconta Valentina Raffa, che vive a Modica, dove il sindaco ha firmato un’ordinanza che consente di eliminare i randagi -. Tagliano l’erba per non offrire rifugio e scampo ai cani, l’ordine è di accalappiare o uccidere tutti gli animali, anche quelli già sterilizzati. Orde di cacciatori hanno assaltato le farmacie per comperare veleno. Stanno preparando polpette letali. Noi volontarie siamo poche, ci minacciano tutti i giorni, ma cerchiamo di salvare tutti i cani che riusciamo a raggiungere».Il diario quotidiano di Valentina raggiunge le caselle di posta elettronica di tutte le associazioni animaliste sembra un bollettino di guerra con le cifre dei «caduti» e dei «salvati», caricati in auto e portati via di corsa attraverso i campi, di nascosto per evitare ritorsioni e minacce.Il tam-tam arriva sino alle associazioni animaliste di Milano, Bolzano, Torino: si cercano «stalli» cioè soste temporanee per cuccioli e cani adulti, «dateci una mano, se ne adottate uno a testa li salviamo tutti» scrive Domenica. Oggi sette cani partiranno per Milano, «cerchiamo di svuotare le campagne per evitare la strage».«Ieri sera sono scesa a Marina di Modica con alcuni amici – continua Valentina – all’ entrata c’erano i carabinieri che stazionavano, i cani erano circondati ed avevano una fame pazzesca. Se nessuno li nutre, diventano ancora più pericolosi. Ma i giustizieri vogliono ucciderli e minacciano noi: al buio abbiamo cercato di vedere se ci fosse qualche boccone velenoso in giro. Sono scesa io sola, gli altri hanno avuto paura, i cani erano furiosi, e gli uomini che li braccavano arrabbiati quasi quanto loro».Ieri Valentina è tornata in strada ha raccolto cinque cuccioli che si erano rifugiati in un cassonetto. «Adesso ci chiama anche il Comune – racconta – anche se non è compito nostro raccogliere i randagi. Il problema è che se adesso il cane del vicino abbaia lo segnalano come pericoloso e lo fanno portare via. Così aumentano gli abbandoni: la gente qui non vuole problemi».L’emergenza è gestita con i soldi dei volontari e delle donazioni, anche se nella sola Sicilia in tre anni sono arrivati tre milioni di euro per la lotta al randagismo. Dove sono finiti? Se l’è chiesto il sottosegretario alla Salute Francesca Martini facendo in conti in tasca ai sindaci che sono responsabili per legge.Un’idea i volontari se la sono fatta ma non possono raccontarla, senza contare che mafia e camorra hanno fiutato il business ormai da anni, ogni cane frutta qualche euro al giorno e così i «gestori» dei canili privati sperano che il numero dei randagi aumenti: più cani più soldi, e se mancano animali si «rubano», anche dai giardini privati. «Qui è la normalità, come gli avvelenamenti – spiega Viviana Nastasi di Catania -. A noi hanno ucciso Boldo nell’ambulatorio veterinario del Comune, l’hanno avvelenato, sarebbe stato adottato il giorno dopo. Perché? Non lo sappiamo forse è stata una minaccia a noi volontarie, abbiamo fatto la denuncia ma forse non lo sapremo mai».VENERDI’ 27, MANIFESTAZIONE NAZIONALE
L’ordinanza
Lunedì scorso, dopo la tragedia di Scicli, il sindaco di Modica ha pubblicato un’ordinanza che permette l’uccisione dei randagi.
La reazione
«Fermiamo la strage». E’ l’appello che Vanessa Branca, fondatrice de «La città dei cani», ha lanciato la scorsa settimana su Facebook.
Il corteo a Roma
Lav, Enpa e altre associazioni scenderanno in piazza venerdì pomeriggio per chiedere una legge che punisca penalmente i sindaci inadempienti alla legge sul randagismo, e commissariare le amministrazioni locali nei casi più gravi.

http://www.firmiamo.it/dovesonoglieurostanziatiperilrandagismo

No alle vendette I veri bastardi sono gli uomini

jerry-3Mark Twain lo sapeva già: «Se raccogliete un cane affamato e gli date da mangiare, potete star sicuri che non vi morderà. Questa è la principale differenza tra l’uomo e il cane». Verranno abbattuti con un’iniezione, mentre guaiscono a terra, tremando. I cani hanno paura dei veterinari, anche quelli randagi, anche gli assassini. Quando vedono una siringa sbarrano gli occhi. I cani bisogna saperli accarezzare, altrimenti mordono e dimenticano che da millenni amano l’uomo. Il sindaco di Modica abbasserà il pollice e penserà di aver fatto il proprio dovere. Giustizia è fatta. La coscienza è pulita. La morte di un bambino può essere archiviata con un po’ di veleno nelle vene del branco ribelle. L’uomo è un animale meschino, quando trova qualcuno a cui sbattere sul groppone la colpa si sente in grazia con Dio. Basta un agnello sacrificale e tutti i peccati del mondo vengono spazzati via. Il guaio è che i randagi moriranno e non servirà a nulla. Li hanno già catturati. Le agenzie annunciano che hanno preso anche il capo branco, quasi fosse Bin Laden o il brigante Fra Diavolo. L’enfasi è la stessa.
Quello che fa paura è altro. In Sicilia i randagi vagano nelle città e nelle periferie. Si ritrovano in branchi, abbandonati dall’uomo, affamati, cattivi, perché la fame è cattiva, e con la diffidenza negli occhi. La Sicilia è come Budapest, un’altra terra dove l’uomo ha rotto il contratto con il cane. Lo ha ripudiato. E anche lì c’è lo stesso problema. Il branco è pericoloso. Ma all’origine di tutto questo c’è un essere senza morale, l’uomo.
È l’uomo che prende i cani e li abbandona, perché l’amore è fatica. È responsabilità. È impegno. Il cane non è una merce. Non si prende al supermercato. Non lo butti nella spazzatura. E per ucciderlo, comunque, ci vuole stomaco. Il randagismo non è un’invenzione dei cani. È menefreghismo, vigliaccheria, avidità. Tutti difetti umani. C’è gente che ci campa con i canili. Sapete quanto ricevono dai Comuni i canili in Sicilia? Tre euro al giorno. A Milano 80 centesimi. I canili servono, ma troppo spesso sono solo un affare. È l’uomo che abbandona. È l’uomo che fa diventare il cane selvaggio. È l’uomo che incrocia le razze per moda o brutalità. E crea macchine da guerra. È l’uomo che non fa l’unica cosa saggia da fare di fronte a queste emergenze: sterilizzare i cani randagi. È l’uomo che se ne frega e ora diffonde la paura.
Tutti noi stiamo accarezzando un gioco malsano. Ogni giorno buttiamo fuori chili di paura, li diffondiamo nella società, quasi a voler dare una forma al male che si agita dentro di noi. Stiamo creando eserciti di mostri su cui scaricare ossessioni e sensi di colpa. Oggi tocca ai cani killer, ieri e domani a qualcun altro. La psicosi dei cani assassini farà altro male. Altra gente lascerà per strada il presunto omicida. Paura, paura, paura. Questa è la ricetta per risolvere tutti i nostri problemi. Poi ogni tanto facciamo il nostro sacrificio agli dei. Basta una siringa, un guaito e per qualche giorno siamo liberi dal male.

LA SICILIA DI MESSINA 22-03-2009

  • Roccalumera. *«Se un cane viene abbandonato dal proprietario al quale non si riesce a risalire, non c’è altra soluzione se non una pietosa e rispettosa eutanasia». Sul dilagante fenomeno del randagismo

nella riviera jonica (fino ad ora, per fortuna, senza gravi conseguenze) ed in merito alle numerose denunce di cittadini preoccupati, è intervenuto il sindaco di Roccalumera, Gianni Miasi, con una dichiarazione che ha acceso un vivace dibattito. «E per favore – aggiunge il sindaco – prima di indignarvi e di sommergermi di ipocrite contumelie pensate se il bambino morto azzannato o la turista moribonda, o tanti altri di cui si è parlato negli ultimi tempi in Sicilia e altrove, fossero vostro fratello, vostra moglie, vostra madre o un vostro parente stretto. So che perderò consensi – incalza Miasi – ma quello che ho detto non mi andava di trattenerlo in nome dell’ipocrisia». Il sindaco ha inoltre evidenziato che per l’accalappiamento di ogni cane ci sono dei costi per il Comune e che «gli esseri umani vengono prima degli animali. Sarete d’accordo che non è possibile che un bambino di 10 anni venga ucciso da cani inferociti e che una turista austriaca, se sopravviverà alle gravissime ferite, non abbia più il suo viso…».
CARMELO CASPANELLO

ENNA, RANDAGISMO: LAV E LIDA CONTRO L’ACCALAPPIAMENTO IMMOTIVATO DI RANDAGI INNOCUI. GLI ANIMALISTI: NO ALLA PSICOSI, SI ALLE STERILIZZAZIONI PER IMPEDIRE L’INCREMENTO DELLE POPOLAZIONI RANDAGIE

Diffida al Comune di Enna per evitare la deportazione dei randagi al canile privato MIMIANI di Caltanissetta: si buttano al vento migliaia di euro che invece dovrebbero essere investiti per una campagna straordinaria di sterilizzazioni, vero metodo risolutivo del randagismo

24.03.2009 – Da diversi giorni sono in corso catture massive e non selettive di cani randagi sul territorio di Enna ad opera della Ditta MIMIANI Srl di Caltanissetta su incarico/convezione del Comune, ma le gli accalappiamenti non sarebbero indirizzati verso cani mordaci o malati o comunque problematici, ma indistintamente rivolti ad una generica quanto irrazionale rimozione degli animali liberi sul territorio. E’ questo l’allarme lanciato dalla LAV di Enna con una nota urgente indirizzata al Sindaco Rino Agnello ed all’Assessore all’Agricoltura Vincenzo Margio, inviata anche all’Ispettorato Regionale Veterinario di Palermo, al Servizio veterinario dell’ASL n. 4 ed all’Ufficio Territoriale del Governo di Enna.

Secondo la LAV tale “campagna di accalappiamento” parrebbe dettata da ragioni “emotive” giacché non risulta essere stata programmata né preceduta da una valutazione e conoscenza del territorio e da una stima della popolazione canina. Inoltre, è grave il fatto che le massicce catture non sono state nemmeno comunicate dall’Amministrazione ennese alle Associazioni animaliste locali, come la LAV e la LIDA (che ha condiviso la protesta della Lega Anti Vivisezione), né è stata valutata opportuna un’audizione delle stesse presso l’Autorità comunale o altre forme di coinvolgimento e partecipazione, benché rappresentino soggetti attivi nella gestione del randagismo secondo la L.r. 15/2000 e la L. n. 281/1991.

LAV e LIDA criticano queste scelte del Comune di Enna perché sono improduttive (in quanto non servono a combattere il randagismo alla fonte) e costituiscono un’emorragia di fondi pubblici: dalla stampa, infatti, si apprende che già ammonta a ben 262 soggetti il numero di cani ricoverati presso il MIMIANI con una retta giornaliera a carico del Comune di Enna per un costo di 250mila euro/anno; l’ulteriore incremento di animali ricoverati a seguito dei recenti accalappiamenti non potrà che aumentare l’esborso delle risorse economiche comunali!

“Invece di concedere migliaia di euro alle tasche dei canili privati, questi fondi dovrebbero essere investiti per una campagna straordinaria di sterilizzazioni, vero metodo risolutivo del randagismo” dichiarano Lorena Sauli, responsabile provinciale della LAV, e Veronica Motta, responsabile provinciale della LIDA. “L’ambulatorio comunale per le sterilizzazioni – cofinanziato dalla Regione Siciliana – risulta ancora inspiegabilmente inattivo – continuano Sauli e Motta – e ciò determina la grave mancata attuazione delle disposizioni regionali e statali in tema di controllo demografico delle popolazioni randagie. La periodica cattura di certe quantità di cani, come continua ad avvenire a Enna, è un modo di affrontare il problema randagismo assolutamente inadeguato, irrazionale, fortemente antieconomico, privo di efficacia (se non momentanea) e, soprattutto, totalmente difforme e non rispettoso delle indicazioni e delle prescrizioni di cui alla legge regionale n. 15/2000 ed al Decreto dell’Assessore regionale alla Sanità n. 2825 del 2007 recante le “Linee guida” in materia di randagismo, nelle quali sono state individuate le attività che devono essere svolte prioritariamente da tutti gli operatori che sono parte attiva nella gestione del randagismo”.

Per questo motivo la LAV ha notificato al Comune di Enna la formale richiesta di sospendere tali catture immotivate “al fine di programmare una serie di interventi più razionali e ben pianificati, coinvolgendo le Associazioni animaliste e, soprattutto, stabilendo l’attuazione delle azioni prioritarie per come definite dal vigente quadro normativo (sterilizzazione e reimmissione sul territorio)”. LAV e LIDA, infine, chiedono che l’Amministrazione comunale provveda urgentemente a “convocare urgentemente un tavolo tecnico fra tutti gli operatori ed organismi competenti in materia”.

http://www.lavsicilia.it
http://www.lav.it

Da: info@legadelcane.org
Data: 23/03/2009 17.27

Se Hitchcock fosse ancora vivo, sicuramente sarebbe grato ai politici e alla stampa che, con il martellante allarmismo di questi ultimi giorni, gli avrebbero fornito abbondante materiale per un altro romanzo di successo. Dopo “Gli uccelli”, ecco a voi signore e signori “I cani”.
Gli amministratori siciliani si sono svegliati la mattina del 16 Marzo e hanno visto le loro città improvvisamente invase dai cani. Cani “killer”, cani “assassini”, cani untori di chissà quali orribili malattie.
Cani che brulicano in pieno centro, cani che dormono al sole sdraiati sulle aiuole, cani che mettono al mondo altri cani di cui nessuno, fin’ora, si era accorto. Cani che si materializzano dovunque, che spuntano dal nulla e che nel nulla devono ritornare, perché adesso siamo in piena emergenza e dobbiamo subito correre ai ripari.
Nel lontano 1991 fu emanata la legge n. 281, la prima a tutela degli animali, la prima a fornire indicazioni ben precise ai Comuni e alle Regioni in fatto di prevenzione del randagismo, dando a queste ultime sei mesi di tempo per emettere specifiche normative in materia. Ma a quel tempo in Sicilia non sapevamo neppure cosa fossero i randagi e per questo motivo, forse, la regione Sicilia ha impiegato ben nove anni per partorire, dopo un travaglio lungo e laborioso, la sua legge regionale, la n. 15/2000. La legge parla di sterilizzazione, di rifugi comunali, di anagrafe canina e di tanti altri strumenti utili a contenere il randagismo. Ma in Sicilia, isola felice, gli amministratori continuavano ad ignorare la presenza dei randagi sul territorio, tanto che la Regione ha avuto bisogno di altri sette anni per emanare il regolamento esecutivo della suddetta legge regionale, che risale ad aprile 2007. E intanto a proliferare non erano solo i cani, ma anche i canili convenzionati, enormi discariche pronte a contenere i cani di nessuno, i cani-fantasmi di cui non si sa nulla ma che sono costati ai comuni milioni e milioni di euro per mantenerli là dove è più facile occultare la loro presenza e la loro sofferenza.
E finalmente, a marzo 2009, il risveglio! Ci voleva la morte di un bambino per puntare i riflettori su una realtà cronicizzata resa possibile solo da un’indifferenza durata 18 anni, durante i quali le uniche a dare fastidio sono state le Associazioni animaliste, voci inascoltate che segnalano un problema sempre più difficile da gestire, gruppi di “fanatici” che ogni giorno, a proprie spese, soccorrono animali feriti, trovano casa ai cuccioli abbandonati, fanno sterilizzare le cagne e le ospitano a casa dei volontari per la degenza. Volontari che chiedono l’applicazione delle leggi, la creazione di strutture che non siano lager, i controlli sull’iscrizione dei cani all’anagrafe canina; volontari che le stesse amministrazioni tartassano di richieste di intervento per sopperire a quanto non è stato fatto in questi anni.
Ora i politici hanno fretta, devono trovare subito soluzioni ad un problema che non hanno mai voluto risolvere, sbandierano che proteggeranno l’incolumità dei cittadini da queste “belve” che hanno invaso le città. <<Facciamoli sparire, mandiamoli all’estero, uccidiamoli tutti, dimostriamo che siamo efficienti e che sappiamo fronteggiare l’emergenza. Che importa che fine faranno, in fondo sono solo cani…>>.
VERGOGNA!!!!!

LNDC – Sez. Catania e provincia

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
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Anno IV – numero 79

venerdì 20 marzo 2009

Randagismo. Vertice al Comune
Incontro con l’assessore Licari per fare il punto della situazione

Si è tenuto, alla Sala gialla di Palazzo del Carmine, un vertice convocato dall’assessore comunale alla Sanità, Silvano Licari (nella foto) per trattare il problema del randagismo. Al vertice erano presenti anche i rappresentanti degli uffici competenti, dell’ Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Polizia municipale, dell’Asl 2 e delle associazioni animaliste Lida e Lav. ”Scopo dell’incontro – spiega Licari – fare il punto della situazione sul fenomeno del randagismo nella nostra città, soprattutto dopo i tragici fatti accaduti presso il Comune di Sampieri. Fatte le debite differenze. I cani che si sono resi protagonisti dell’episodio erano mantenuti da un privato in condizioni di maltrattamento e senza cibo. E tenuto conto della scarsità delle risorse economiche in cui si trovano i comuni di tutta l’isola per contrastare il  dilagarsi del grave fenomeno del randagismo, possiamo affermare che l’amministrazione ha in questi anni messo in pratica tutte le  norme previste dalle leggi regionali ed anche le linee guida emanate dall’assessorato alla Sanità regionale. Ambulatorio veterinario comunale, anagrafe canina, sterilizzazione dei randagi, censimento della popolazione randagia, canile, servizio di accalappiamento e pronto soccorso. Questo ha consentito non certamente di eliminare il randagismo, ma di tenere sotto controllo il fenomeno che ha in altri comuni proporzioni ben maggiori, impedendo il verificarsi di episodi come quello che è recentemente  stato riferito dalle cronache. Quella del  randagismo è una piaga regionale che può essere contrastata solo attraverso norme di prevenzione e di controllo soprattutto contro il malcostume dell’abbandono dei cani e del mancato rispetto dell’obbligo della anagrafe . E’ inoltre diffusa la resistenza da parte dei proprietari a  sterilizzare i propri cani e questo provoca un  notevole incremento del problema per il triste fenomeno dell’abbandono delle cucciolate. Abbiamo messo in atto tutte le misure che la legge ci consente  per controllare il fenomeno che avrebbe altrimenti avuto ben più grosse dimensioni”. Il vertice è servito a fare il punto sul problema che – anche a detta delle forze dell’ordine – non ha a Caltanissetta proporzioni tali da ritenere opportuno di essere inserito tra le priorità . Occorre fare infatti differenza tra gli episodi di aggressione in città praticamente assenti, e la paura che molti cittadini hanno dei cani a tal punto che preferirebbero addirittura vederli eliminati anche quando non costituiscono fonte di pericolo”.  E aggiunge: “Abbiamo messo a punto il primo censimento della popolazione canina randagia a Caltanissetta e questo ci consentirà di intervenire non più su segnalazione della cittadinanza ma grazie ad una programmazione degli interventi di accalappiamento e sterilizzazione che ci porterà in breve tempo al controllo di tutta la popolazione canina in città”.
Licari evidenzia: “Gli interventi saranno adesso mirati, non più solo su segnalazione del cittadino, ma attraverso una programmazione degli accalappiamenti che daranno la priorità alle situazione più pericolose. Questo consentirà una razionalizzazione delle risorse perchè in canile andranno solo i cani pericolosi mentre gli altri verranno sterilizzati e preferibilmente reimmessi nel territorio come prevedono le linee guida. E’ indispensabile  che la cittadinanza collabori segnalando non tanto  la presenza dei branchi che già conosciamo ma semmai gli episodi di abbandono o cattiva custodia  e la mancata registrazione  presso l’anagrafe canina. Invitiamo pure i veterinari liberi professionisti a farsi parte attiva rispettando  le norme che prevedono la denuncia per la mancata registrazione dei cani che vengono da loro curati”.
A conclusione del vertice è stato stabilito che l’amministrazione emanerà una direttiva per la programmazione degli interventi di accalappiamento e per rafforzare la sterilizzazione dei cani randagi, allo studio inoltre un incentivo perla sterilizzazione dei cani di proprietà.

EMERGENZA RANDAGISMO:
SUBITO UN PIANO DI INTERVENTI CONCRETI CON UN DECRETO LEGGE
E UN COMMISSARIO STRAORDINARIO

Oggi, purtroppo dopo la morte di un bambino e il ferimento di altre persone in provincia di Ragusa, a fronte di eloquenti immagini viste non solo in Italia ma nel mondo, tutti si rendono conto finalmente dell’importanza della questione randagismo.
Fino ad oggi tanto, troppo, è stato scaricato sulle spalle del volontariato mentre in buona parte Stato, Regioni, Asl veterinarie e Comuni hanno dimenticato o non attuato i compiti e le responsabilità che le leggi gli affidano da quasi venti anni sul randagismo, da trent’anni sulla tutela degli animali, da sempre per la tutela della salute e dell’incolumità pubblica.
Nelle regioni del Sud in particolare è scattata un’inaccettabile, anche sotto il profilo giuridico, caccia al randagio, c’è chi si sente libero di utilizzare bocconi avvelenati, Sindaci emanano Ordinanze illegittime e illegali che autorizzano a uccidere cani vaganti violando leggi e codice penale, Comuni che non controllano i propri cani scaricati in canili spesso senza alcun requisito di buona custodia chiedono cifre iperboliche per costruire cattedrali nel deserto dopo che per anni hanno mai proposto alcun progetto, Asl veterinarie continuano a ignorare le proprie responsabilità pregresse e attuali.
Oggi è necessario invece che vi sia un punto di svolta affinché le parole siano seguite da fatti concreti e davvero utili.
I problemi sono noti e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con il Sottosegretario Martini ha iniziato da mesi un’importante, necessaria e improcrastinabile inversione di rotta.
Ogni mancata decisione da parte di tutti i soggetti deputati a dare soluzioni positive e nel rispetto pieno della legalità che elevi la questione da irrisoria a importante, ogni ritardo, sarebbe ulteriormente colpevole e riproporrebbe nuovamente e anche più drammaticamente l’emergenza registrata in questi giorni in Sicilia in altre parti d’Italia.

Per questo chiediamo la vostra adesione e il sostegno a queste richieste:

In provincia di Ragusa
Varo di un Piano straordinario per i cani catturati e quelli da catturare con loro detenzione in strutture compatibili, immediata verifica del loro status di proprietà e responsabilità, rieducazione con veterinari comportamentalisti, loro adozione a livello nazionale.

In Sicilia
Varo di un Piano regionale straordinario con:
-messa in mora dei Comuni inadempienti per le prescrizioni dettate dalla legge regionale per la prevenzione del randagismo n.15/2000 in particolare su sterilizzazione e anagrafe canina;
-controlli a tappeto da parte delle Polizie municipali dell’obbligo di iscrizione all’anagrafe canina e microchip;
-prevenzione e repressione del reato di spargimento di bocconi avvelenati con un piano fra tutte i Corpi di polizia nazionale e locale e l’istituzione da parte dei Prefetti del “Tavolo di coordinamento” per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno così come previsto dall’Ordinanza contingibile ed urgente in materia.

In tutta Italia da parte del Governo
Varo di un Decreto legge che preveda:
-la nomina di un Commissario straordinario per l’emergenza randagismo in tutte le Regioni del centro e sud Italia;
-la mappatura delle aree maggiormente colpite dal fenomeno e individuazione dei Comuni inadempienti
-verifiche sull’impiego dei fondi stanziati per il randagismo e richiesti da Comuni e Asl veterinarie recupero delle somme non spese;
-cambiamento dei criteri di ripartizione delle risorse pubbliche in favore di progetti concreti,
-dotazione di strumenti di lettura di microchip a tutte le Forze di Polizia e verifiche a tappeto sull’iscrizione all’anagrafe canina;
-misure di prevenzione per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani;
-la realizzazione di un piano straordinario di sterilizzazione;
-messa in rete delle anagrafi canine e aggiornamento continuo dei dati;
-messa in rete della veterinaria pubblica e privata;
-una moratoria nelle fonti di approvvigionamento di cani come la vendita e la riproduzione;
-abbassamento dell’Iva a livelli europei su prestazioni veterinarie e cibo per canili senza fine di lucro e cani adottati nei canili;
-varo immediato dei corsi di educazione alla conoscenza etologica e al rispetto degli animali nelle scuole previsti dal 2004 dall’articolo 5 della Legge 189 ma mai attuati.

Gianluca Felicetti – presidente Lav
Carla Rocchi – presidente Enpa
Ilaria Ferri – direttore scientifico Animalisti Italiani
Laura Rossi – presidente Lega Nazionale perla Difesa del Cane

Le adesioni di rappresentanti di associazioni nazionali e locali vanno inviate a g.felicetti@lav.it o via fax allo 06.4461326

23/03/2009
CATANIA, ATTO INTIMIDATORIO CONTRO L’ENPA: “CONTINUEREMO A TUTELARE I
DIRITTI DEGLI ANIMALI”

Grave atto intimidatorio, sabato 21 marzo alle 22.30, contro la sede provinciale dell’Enpa di Catania; ignoti, alla guida di
un’autovettura privata, hanno forzato il cancello e sono penetrati all’interno della struttura dove hanno gettato del letame. Con questo gesto, un avvertimento in pieno stile malavitoso, qualcuno ha voluto colpire e “punire” l’attività dei volontari siciliani, da tempo in “prima linea” nel segnalare alle autorità e all’opinione pubblica le numerose irregolarità riscontrate in zona. Non è casuale, del resto, che tale episodio sia avvenuto pochi giorni dopo i fatti del Ragusano
e le dure prese di posizione dell’Enpa che, insieme ad altre associazioni animaliste, è riuscita a bloccare dissennati progetti con cui si preparava lo sterminio dei randagi. Ma è soprattutto a Catania che la Protezione Animali si è attirata alcune ostilità. E’ da tempo, infatti, che la sezione catanese dell’Enpa rileva e denuncia sistematiche inadempienze normative da parte delle autorità locali, amministrazione comunale e servizi sanitari. “La lista delle irregolarità – spiega Cataldo Paradiso, consigliere nazionale della Protezione Animali – è lunga. Si parte dalla mancata attivazione del
tavolo di coordinamento previsto dall’ordinanza Martini in materia di bocconi avvelenati per arrivare alle numerose irregolarità nella gestione del randagismo”. Tra l’altro, proprio a seguito dei tragici fatti del Ragusano, i volontari della Protezione Animali hanno rilevato una recrudescenza nella diffusione di esche avvelenate. “Si tratta sicuramente di una ritorsione contro i randagi – commenta Paradiso – di fronte alla quale dobbiamo sottolineare l’immobilismo delle autorità. Nel solo comune di Misterbianco (Catania), tanto per citare un esempio, sono stati avvelenati sei cani; benché avessimo più volte segnalato l’urgenza, i corpi senza vita dei randagi sono stati abbandonati a sé stessi per tre giorni senza che il Comune o i Servizi Sanitari locali adottassero le misure previste dal provvedimento Martini”. Irregolarità a Catania anche nell’affidamento dei randagi, ospitati presso una struttura priva della necessaria autorizzazione sanitaria. “A questo proposito – prosegue Paradiso – abbiamo evidenziato non solo le carenze amministrative della struttura ma anche numerose altre anomalie. In particolare, abbiamo segnalato come i cani fossero addormentati da personale non appartenente ai servizi veterinari locali e come alcuni animali, invece di essere portati in strutture adeguate, sparissero letteralmente nel nulla”. “Non mi stupisco – conclude Paradiso – che la nostra attività possa aver infastidito qualcuno; il gesto di sabato sera ne é la conferma.
Tuttavia, se pensano di intimorirci, si sbagliano di grosso; noi andremo avanti per la nostra strada. Anzi, proseguiremo con più energia e convinzione la nostra battaglia per la tutela dei diritti degli animali. (23 marzo)

OGGETTO: PROPOSTA DI INTERVENTO RANDAGISMO AL SUD

Vista l’emergenza creatasi anche nel nostro Paese in merito al randagismo e ai preoccupanti episodi occorsi recentemente Lamento Rumeno Onlus, sulla base di quanto fatto in Romania, propone un concreto intervento a risoluzione del problema: un programma di sterilizzazioni con l’ausilio di una clinica mobile.
In meno di due anni a Bucarest sono state effettuate 2.850 sterilizzazioni;
La sterilizzazione e’ l’unico rimedio per arginare il randagismo nel pieno rispetto dell’ animale, della sua salute, eliminando la sofferenza di altre vite.
La proposta di Lamento Rumeno Onlus consiste nell’attrezzare un camper ove poter effettuare gli interventi chirurgici, con l’ausilio di medici veterinari volontari.
Onde evitare il dilagare del fenomeno nonche’ il ripetersi di manifestazioni di violenza dovute soprattutto all’allarmismo causato dai media, attiviamoci per intervenire fattivamente e per proporre alle Amministrazioni locali e regionali un’iniziativa concreta, risolutiva e del tutto gratuita.
Siamo quindi a richiedere il supporto delle associazioni animaliste al fine di condividere il progetto, avviarlo e renderlo operativo quanto prima.
Il nostro compito sara’ quello di coordinarci, nelle rispettive regioni di competenza, al fine di promuovere l’iniziativa, ottenere la collaborazione gratuita dei veterinari nonche’ raccogliere il materiale sanitario necessario per gli interventi.
L’aspetto piu’ importante rappresentato dalla raccolta fondi per l’acquisto dell’unita’ mobile verra’ affrontato direttamente con le associazioni che decideranno di aderire al progetto.

I migliori saluti

Lamento Rumeno Onlus
Laura Pontini

Associazione Protezione Animali LAMENTO RUMENO ONLUS

Via Macagnat 26 – 33050 Santa Maria la Longa (UD) Tel. 0432 995452 Laura Pontini cell. 349 2886751
info@lamentorumeno.org http://www.lamentorumeno.org
Lamento Rumeno c/c postale n. 70994579 – IBAN IT07 I086 3163 6900 0010 0838 186
C.F.: 90015560304

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INCONTRO A VILLA NISCEMI SULLA PREVENZIONE DEL RANDAGISMO, PALERMO

In data 11/03/2009 a Villa Niscemi si è tenuto un convegno per dare il via al progetto sulla riduzione del randagismo canino nella città di Palermo. Per tale progetto sono stati stanziati 135 mila euro. Al convegno hanno preso parte il manager dell’usl 6 di Palermo Salvatore Iacolino,il vicesindaco , i rappresentanti delle varie associazioni e dei vari rifugi. Tale progetto prevede la sterilizzazione di duemila randagi l’anno. E’ prevista inoltre la creazione di un secondo ambulatorio comunale, la presenza di uno psichiatra per i cani più difficili, la costruzione di un gattile e di una toilettatura per cani. In seguito alla sterilizzazione e la microchippatura i cani ritenuti non aggressivi verranno rimessi in territorio qualora vengano ritenuti adatti a stare in strada, mentre i cani più aggressivi potranno essere affidati alle varie associazioni animaliste e/o ambientaliste cittadine iscritte all’albo regionale. Il progetto si basa quindi su una sinergia tra il comune,l’usl e le associazioni animaliste, ma non solo, anche l’Ateneo ed il Policlinco faranno la loro parte contribuendo con cinquemila euro l’anno per otto anni.

Paola Spitaleri
L.i.d.a Palermo

http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&data=2009/03/16&id=43142&from=aggregatore_search

EMERGENZA RANDAGISMO, TUTTI ALLA MANIFESTAZIONE
Indetta per venerdì pomeriggio a Roma.

26 marzo 2009 – Vi invitiamo a partecipare alla manifestazione che si terrà a Roma venerdì 27 marzo dalle 16 alle 19 a Piazza Montecitorio a sostegno del Sottosegretario alla Salute On. Martini nella linea adottata di rispetto della legalità dopo i tragici fatti di Scicli e per chiedere al Governo misure urgenti contro il randagismo elencate nell’appello unitario promosso da Lav, Enpa, Animalisti Italiani e Lega nazionale per la difesa del cane.

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Modica – Randagi killer nel Ragusano: indagati due veterinari della Asl

A Milano un corteo composto da 20 associazioni per dire “NO” alle stragi di cani randagi nel sud Italia.
Due nuovi avvisi di garanzia nell`inchiesta sulla morte del piccolo Giuseppe Brafa, sbranato e ucciso il 15 marzo.
Due veterinari della Asl di Ragusa sono indagati nell`inchiesta sulla morte del piccolo Giuseppe Brafa, sbranato da un branco di cani randagi a Sampieri, frazione di Scicli, il 15 marzo scorso, e sulle gravi ferite riportate da un altro bambino e da una turista tedesca azzannati dai randagi.

GIÀ IN MANETTE IL CUSTODE DEI CANI – Dopo l`arresto, avvenuto il pomeriggio del 15 marzo, di Virgilio Giglio, 62 anni, a cui gli animali erano affidati in custodia, dalla Procura di Modica, dunque, ci sarebbero nuovi avvisi di garanzia. Li ha firmati il pm titolare dell`inchiesta, Maria Letizia Mocciaro.

«NO ALLA CACCIA AI RANDAGI A COLPI DI FUCILE» – La morte del piccolo Giuseppe ha scatenato nel Ragusano una vera e propria caccia ai cani randagi. A tal proposito, domenica a Milano diverse associazioni animaliste hanno organizzato un corteo, che si è snodato nel centro della città da piazza del Duomo a piazza Castello, per dire “no” alle stragi di cani randagi nel Sud Italia. La vicenda prende spunto proprio dalla morte di un bambino di 10 anni ucciso da un branco di cani randagi nel Ragusano il 15 marzo scorso. «No alla strumentalizzazione della morte di un povero bimbo – affermano le associazioni animaliste – per risolvere a colpi di fucile il randagismo. Siciliani posate i fucili e usate il cervello».

Sit in De Lillo: sterilizzare i randagi

In trecento hanno manifestato ieri davanti a Montecitorio per chiedere di risolvere il doloroso problema del randagismo. Tra questi Monica Cirinnà e Fabio De Lillo, passato e presente del fondamentale Ufficio Diritti Animali. L’obiettivo è scongiurare tragici eventi come quelli, recenti, siciliani. Presenti le associazioni «Canili Lazio onlus», «Volontari canili di Porta Portese» e «Forza piccoli Amici». Nel corso della manifestazione, cominciata con un minuto di silenzio per ricordare l’uccisione di Giuseppe, il bambino di Scicli, c’è stata la consegna di un documento a sostegno della linea adottata dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini sul rangagismo. Le associazioni chiedono l’adozione di misure efficaci contro il randagismo come la sterilizzazione obbligatoria degli animali chiusi nei canili, rifugi, gattili; la sterilizzazione obbligatoria di tutti gli animali liberi accuditi presenti sul territorio e una moratoria sulle vendite di animali provenienti da allevamenti amatoriali. Infine il pagamento di tutte le tasse regionali e comunali conseguenti, a vantaggio delle adozioni dai canili.

Milano, 29.03.2009
COMUNICATO STAMPA CRONACA
AFFOLLATO CORTEO CONTRO LE UCCISIONI DEI CANI RANDAGI

Perfettamente riuscita, nonostante la pioggia battente, l’iniziativa contro l’uccisione dei cani randagi in Sud Italia.
Decine di associazioni, centinaia di persone arrivate da varie regioni italiane e alcuni cani hanno sfilato per le vie del centro di Milano, da piazza Duomo al Castello, per chiedere il ripristino della legalità e per chiedere ai sindaci di attuare finalmente ciò che le leggi dello Stato impongono da 15 anni.
Dopo la tragedia della morte del bimbo di Scicli in Sicilia è scattata la caccia ai cani: sindaci che emanano ordinanze di abbattimento dei cani vaganti (illegali e illegittime, contro cui lo stesso Ministero della Salute si è espresso), cittadini che sparano, avvelenano,
torturano.
“Dal Sud arrivano testimonianze agghiaccianti di violenze contro gli animali, degne del peggiore Far West e di inciviltà mostruosa”, ha affermato Edgar Meyer, presidente dell’associazione Gaia Animali & Ambiente, una delle associazioni promotrici.
“Sterilizzazioni, campagne di prevenzione del randagismo, anagrafe canina, costruzione di canili sono strumenti previsti dalle leggi ma mai messi in campo da molti sindaci inadempienti e servizi veterinari Asl incapaci del Mezzogiorno”, ha sottolineato Meyer. “Quegli stessi sindaci causa del fenomeno del randagismo al Sud ora si scagliano contro le prime vittime, gli animali abbandonati e vaganti sul territorio. E’ necessario fermare questo massacro illegale e ingiusto”, ha aggiunto Roberta Oteri di Canilimilano.

Per info: 338.8360753 (Roberta Oteri – Ass. Canilimilano) –   339.2742285 (Edgar Meyer -Ass. Gaia)

GAIA animali & ambiente- Corso Garibaldi, 11 – 20123 Milano.
Tel/Fax: 02.86463111
www.gaiaitalia.itsegreteria.gaia@fastwebnet.it

RANDAGI KILLER:MARTINI A PREFETTI,FERMARE BOCCONI AVVELENATI
(ANSA) – ROMA, 31 MAR – Allarme bocconi avvelenati a seguito dell’emergenza randagismo. E per frenare questo fenomneno il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha scritto ai Prefetti per richiamarsli a una pronta applicazione dell’ ordinanza in materia. Lo riferisce una nota del ministero del Welfare.
«Nel quadro dell’emergenza randagismo – si legge nella nota – si è verificato un incremento ulteriore dei fenomeni delittuosi legati allo spargimento di bocconi killer volti all’ avvelenamento di cani con correlato rischio per la salute pubblica, per la fauna selvatica, nonché per l’ambiente. In questo contesto il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini – prosegue la nota – ha deciso di inviare una lettera ai Prefetti per richiamarli ad una pronta applicazione di quanto disposto dall’Ordinanza recante `Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati´ che ha emanato il 18 dicembre 2008».
In particolare il Sottosegretario Martini ha invitato i Prefetti ad una rapida istituzione del previsto Tavolo di coordinamento con le Forze dell’ordine e gli Enti interessati. (ANSA).

Comunicato stampa del 31 marzo 2009

RANDAGISMO: LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE INCONTRANO PRESSO IL MINISTERO DELLA SALUTE  IL  SOTTOSEGRETARIO MARTINI E L’ASSESSORE DELLA REGIONE SICILIA RUSSO. UN OTTIMO INIZIO.

Roma. Oggi, alla presenza del Sottosegretario Martini, la Sen. Carla Rocchi Presidente Enpa, il Presidente della LAV Gianluca Felicetti, il Presidente Lega Nazionale difesa del Cane Laura Rossi e il Direttore Scientifico degli Animalisti Italiani Onlus, hanno incontrato l’Assessore alla Sanità della Regione Siciliana Dott. Mario Russo, in merito all’emergenza randagismo.
Le Associazioni Animaliste hanno preso atto con soddisfazione della volontà dell’Assessore di coinvolgerle per procedere rapidamente a tutti quegli interventi economici, organizzativi e di controllo che pervengano al tempo stesso al risultato di fare luce sulle responsabilità e sugli interventi necessari a superare, in provincia di Ragusa e in tutta l’isola, la condizione di emergenza e, fino ad oggi, di grave sottostima del problema.
Le Associazioni hanno fornito all’Assessore le loro proposte e il pieno sostegno delle proprie strutture territoriali che, in un incontro a breve, costituiranno una task force per la gestione dell’emergenza e per l’avvio di una auspicata condizione di rispetto delle leggi, tutela degli animali e della salute.
Le Associazioni e l’Assessore Russo hanno concordato nell’esigenza di dare piena applicazione alla legge nazionale e regionale, la cui mancata applicazione da parte delle strutture territoriali a ciò preposte, ha causato il disastro gestionale che ora appare evidente agli occhi di tutti e le ben note tragedie conseguenti.
Le Associazioni esprimono il loro compiacimento per la positiva sinergia posta in essere dalla collaborazione tra il Ministero, Regione e volontariato.

La manifestazione si farà a piazza Matteotti a Modica (RG) dalle 16:00 alle 18:00 0 19:00.Un abbraccio

Annalisa(L.I.D.A. Sicilia)

ASSOCIAZIONI ANIMALISTE E PROTEZIONISTE

LIDA Lega Italiana Diritti dell’Animale – Amici del Cane Onlus – Amici degli Animali Associazione Barcellonese – AmiciCani – Animalisti Italiani – Lega Nazionale Difesa del Cane – OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali – Associazione Empedoclina Protezione Cani Randagi – Aronne – Eolo a Quattro Zampe – Gruppo Bairo Onlus – ANTA

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Manifestazione animalisti a Modica

Gli animalisti siciliani si riuniranno giorno 4 aprile a Modica (RG) in piazza Matteotti per manifestare contro l’ordinanza folle e illegale del sindaco di Modica, Antonello Buscema che invitava ad abbattere, qualora mostrasse aggressività, qualsiasi cane. La psicosi di massa ha causato casi di avvelenamenti su tutto il territorio siciliano anche su cani di proprietà, intolleranza verso cani tranquillissimi, false dichiarazioni di mordacità, AUSL impegnate ad accalappiare poveri cani di quartiere e rinchiuderli per sempre in canili troppo spesso lager.

“Siamo stanchi di questa caccia alle streghe” – afferma Annalisa De Luca Cardillo responsabile regionale L.I.D.A. – “i veri killer sono comuni ed AUSL sorde alle Leggi ed inadempienti da 19 anni. Gli animalisti si sobbarcano spese e pene da anni. Siamo stanchi di essere sfruttati per la nostra sensibilità! I cani non sono degli assassini, – conclude Annalisa De Luca Cardillo – diventano tali se sono maltrattati, non sterilizzati e senza cibo. Un branco è assolutamente innocuo se viene monitorato tramite sterilizzazione, se vi è qualcuno che da loro da mangiare e nessuno li maltratta. Diffidiamo chiunque a commettere gesti illegali e ricordiamo che esistono pene severe per chi si macchia di tali reati, per queste persone nessuna pietà, la denuncia scatterà immediatamente.”

1 aprile 2009

Le Associazioni:

LIDA Lega Italiana Diritti dell’Animale

Amici del Cane Onlus

Amici degli Animali Associazione Barcellonese

AmiciCani

Animalisti Italiani

ANTA

Lega Nazionale Difesa del Cane

OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali

Associazione Empedoclina Protezione Cani Randagi

Aronne

Eolo a Quattro Zampe

Gruppo Bairo Onlus

Adoc: inutile violenza contro cani ultradecenni da sempre in Piazza Duomo (CT)

L’Adoc è stata allertata da alcuni iscritti all’associazione dopo aver assistitito alla cattura con pistole caricate a sedativi di tre cani in Piazza Duomo -ha reso noto Claudio Melchiorre, presidente dell’associazione. Dei tre cani, uno ha superato abbondantemente i dieci anni ed è senza denti.”
Secondo l’associazione, “Pare evidente che la psicosi dei randagi colpisce ancora e a farne le spese sono tre animali che nulla hanno di violento.” L’associazione ha chiesto alle istituzioni di lavorare per calmare gli animi. “I cani randagi pericolosi sono quelli rinselvatichiti -ha ricordato Melchiorre – e tornati selvaggi. Non è il caso della quasi totalità dei cani che vivono nelle nostre strade.” Ovviamente, ribadiscono all’Adoc, “gli animali pericolosi vanno abbattuti. Ma scatenare inutili cacce contro gli animali è barbarie e violenza gratuita.” L’Adoc, riferendosi poi alle inchieste pubblicate in questi giorni, sottolinea come questi animali troppo spesso vanno a finire in canili lager che spingono al cannibalismo queste povere bestie.”
L’Adoc ha quindi chiesto alle istituzioni comunali di Catania di fare sapere alla cittadinanza dove vengo deportati i cani e, soprattutto, di far sapere se ci sono rischi simili a quelli dell’insorgenza della mucca pazza nei canili che vincono le gare d’appalto dei comuni. “Se quel che abbiamo letto su alcune di queste strutture è vero, l’idea che ci siamo fatti è che ci possa essere un pericolo
potenziale molto più pericoloso di una morsicatura, se non si vigila su questi campi di tortura animale. Ed è bene ricordare che la violenza sugli animali nel nostro ordinamento è penalmente rilevante.” Adoc invita pubblicamente Asl e Comuni a far cessare le cacce indiscriminate e a lavorare con metodo. Chiudendo le strutture dove la crudeltà è di casa, non quelle dove gli animali vengono confortati e
quindi ritornano ad essere domestici e amici dell’uomo.

La provocazione: cani randagi? Meglio morti ammazzati

di Oscar Grazioli

03 Aprile 2009 – Oggi mi va di lanciare una provocazione forte, anzi, per la verità, di rilanciarla, in quanto l’idea originale è di un collega. Tutti ricordate certamente gli avvenimenti tragici accaduti a Scicli, dove un bambino ha perso la vita e una giovane turista ci è andata vicino, a causa dei morsi di cani randagi o mal custoditi.

Il problema del randagismo, fenomeno ovviamente secondario all’abbandono dei cani, pare essere irrisolvibile, almeno per oltre metà del territorio nazionale. Oltre 600.000 cani vagano impauriti, affamati e spesso malati per forre e campagne, costituendo un pericolo per l’incolumità pubblica e questo è un dato di fatto.

Che poi non siano i cani i responsabili diretti di questa situazione è ovvio. Sono gli amministratori di mezza Italia che, sono totalmente inadempienti incapaci anche di spendere i soldi che lo stato (noi, con le nostre tasse) loro eroga.I canili lager sono ogni giorno sui giornali e in TV. Quasi ogni settimana Striscia la Notizia o Le Iene entrano con telecamere nascoste (quando riescono a entrare) in ambienti che solo il sonno della ragione può regalare alla nostra fantasia. E non è che da domani o fra un anno ci sia da aspettarsi molto di più.

Sono decenni che questo paese non riesce ad affrontare un problema inesistente nella maggior parte delle nazioni civili. In queste condizioni, il presidente dell’Ordine dei veterinari di Ragusa, il dottor Giuseppe Licitra, ha lanciato quella che, appunto è una provocazione, forse più che una vera e propria proposta. Scrive l’ufficio stampa della LAV che Licitra “propone apertamente di riprendere dopo diciannove anni, le uccisioni dei cani randagi catturati e non reclamati da alcun proprietario (dimenticando che se non c’è un privato, ai sensi del Codice Civile ne è proprietario il Sindaco….). Riapriamo le camere a gas per i quattrozampe?”

Ho scritto che facevo un rilancio di stampo pokeristico sulla proposta del collega. Piuttosto che vedere cani subire per anni le più atroci torture, a cominciare dalla fame alla sete, per finire con le malattie che li divorano, preferisco anch’io tornare a oltre vent’anni fa, quando una pietosa iniezione “li metteva a dormire”.

Se non lo sapete esiste un decreto legislativo che permette a un comune, senza canile, di aprire un bando e mettere i cani all’asta. Se non si interveniva sulla stampa a supporto dell’ENPA, pochi giorni fa a Grosseto oltre 400 cani rischiavano di finire, impacchettati dentro un vagone ferroviario, in un canile di Crotone, dove, dopo tre anni, un altro bando e un’altra asta poteva essere vinta da uno sloveno o da un tedesco e via così.

Immaginate cani vecchi, malandati, che si sono abituati agli odori, alle voci, a qualche carezza di chi li accudisce, trovarsi a 700 chilometri di distanza in un canile mal gestito e, dopo tre anni, a 1500 chilometri in uno ancora peggiore. Ovvio che non può succedere, ma se fosse il mio cane lo preferirei spento da una mano pietosa, piuttosto che in tali condizioni. E adesso ditemene di tutti i colori!

OSCAR GRAZIOLI

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13 Risposte to “Caso Scicli”

  1. Tutto il nostro sostegno, tutto l’amore che da anni riversiamo nella causa animalista a favore dei randagi del sud… raggiunga volontari, associazioni, e animalisti dell’isola siciliana. Siamo con voi… anima e corpo.

  2. LAURA GIOVANNITTI said

    MA BASTA CON LE “CRUDELTA'” SUGLI ANIMALI.!!!

  3. Chiara said

    nn ci sono parole….solo vergogna!!

  4. CINZIA said

    purtroppo chi non HA LA voce per far valere i propri diritti…ha ben poche speranze di vivere in questo mondo, e chi cerca di dar loro voce deve lottare contro ignoranza, cattiveria …. gratuita, di suoi consimili. SOLO DUE COSE SONO INFINITE, L’UNIVERSO E LA STUPIDITA’ UMANA. E NON SONO SICURO DELLA PRIMA (a.einstein)

  5. LA MARTINI NON SI TOCCA!!! HO SCRITTO A CODACONS

    ———- Messaggio inoltrato ———-
    From:
    To:
    Date: Tue, 17 Mar 2009 23:02:53 +0100
    Subject: protesta per la richiesta di rimozione dell’on. Martini

    Ma con quale coraggio mi chiedo, come potete anche solo rilasciare tali comunicati? Ma non vi vergognate neanche un po’? Terzo mondo è leggere quanto scrivete; da questo si evince chiaramente che il rispetto che avete per la vita è dimostrato solo nei confronti degli esseri umani e non degli altri esseri senzienti. LA VITA E’ SACRA IN OGNI SUA FORMA E L’ODIO E LA VENDETTA SI CIBANO DEI VOSTRI CUORI SPINGENDOVI A DIRE ERESIE AI LIMITI DEL PATETICO. Ci sono migliaia di soluzioni che un comune potrebbe prendere in considerazione dopo aver elargito tantissimi soldi a sindaci inadempienti che se li sono intascati senza spenderli per prevenire una situazione che era una tragedia annunciata! L’On. Martini si batte per il rispetto per la vita, noi tutti siamo addoloratissimi per la morte di quel bambino ma non viviamo nel far west…. e la giustizia a tutti costi non lo riporterà in vita né risolverà il problema alla radice. Le misure da adottare sono ben altre, STERILIZZAZIONE A TAPPETO! Sono anni che ci battiamo per questo, sono anni che spendiamo saldi di tasca nostra (non avendo a portata quelle del sindaco per riprendere i fondi destinati a questo!!!) per sterilizzare i cani del sud, per anni abbiamo affidato i cani del sud in tutta Italia pagandone i viaggi e le cure veterinarie e malgrado i nostri aiuti non siete stati lo stesso in grado di cavare un ragno da un buco!!! La colpa non è dei cani ma di chi li possiede, sono di propr ietà del sindaco, lui non ha saputo gestirli per rimpinguarsi le tasche!!! Difenderemo sempre i più deboli e chi non ha voce (bambini inclusi) da chi si arroga diritti assurdi speculando sulla vita di chi non ha potere per difendersi. Questo è quanto…. e adesso che c’è una persona che ha potere di darne a chi non ha… per cortesia, evitiamo richieste patetiche… Cordialmente Serena Ruffilli – Presidente (Sezione Firenze) LIDA – Lega Italiana dei Diritti dell’Animale https://lidafirenze.wordpress.com/

  6. Olga di Torino said

    Grande Serena!!! Certo che l’On. Martini non si tocca!! Tanto disgusto x sindaci e tutta quella gentaglia che s’intasca i soldi! Non sono degni di occupare tali cariche. Anzi devono essere accusati della morte di quel povero ragazzo xkè la colpa è solo loro!! Rispetto x la vita e onestà sono valori irrinunciabili.

  7. stefano said

    Cari amici,
    la situazione è incredibile. Sembriamo nella preistoria! Sono stati uccisi 2 cani ufficialmente secondo i Carabinieri e 5 secondo i giornalisti (ma pare sia più attendibile quest’ultima informazione) , anche se non li ho potuti vedere…… ……. tra telefonate e acceleratore a tavoletta mi sono recata a Marina di Modica mentre un’altra volontaria Oipa è andata in zona Pisciotto dove i carabinieri hanno sparato ai cani…. Scene pazzesche tra giornalisti che m’hanno intervista ed io urlavo che non si poteva uccidere indistintamente e che era un reato e cacciatori che giungevano a gruppi con le macchine e le mimetiche! E noi in 4!!!! Ho urlato a tutti e mandato a quel paese tutti tra una telefonata e l’altra quando finalmente è giunta la chiamata che mi informava del fermo posto alla strage dall’on. Martini, quando oramai la piazza era piena di cacciatori e carabinieri, qualcuno della finanza e della polizia….. …… Che peccato, chiusa la caccia! Me ne sono andata solo quando i vet. ausl il sig. del canile e i carabinieri decidevano di prendere i narcotizzanti per sparare ai cani e metterli in canile…… .. Ho salvato Jerry, cagnetto splendido tutto bianco e una sua compagnetta uguale a lui……… adesso non so nemmeno dove metterli! Sono al momento da una mia amica ma piangono e il marito non li vuole (al centro storico la gente già si lamenta)… quello della pensione è disponibile domani per 2 ed io ne ho 4 da sistemare… ……… …… qui è psicosi collettiva.. .. la gentaglia presente in piazza e i cacciatori parlavano di ‘giustizia collettiva’ e pare che stasera andranno ad uccidere cani per cui devo organizzare una ronda……. …. sono a pezzi! Appena rientrata quando ho lasciato al sicuro i due cani che ho preso, ho messo in carica il cell…… mia madre tentava da tempo di dirmi che nuovamente c’era l’ordine di uccidere a vista solo se erano aggressivi (voglio vedere dei cani circondati come sono…..) e addirittura hanno parlato di catture e di sparare qualora fosse necessario anche a Ragusa! Scusate le notizie frammentarie, ma il tel. squilla ogni 3 secondi….. non so nemmeno cosa ho scritto….. …. adesso mi ha informato una volontaria, Vanessa, che delle 16.00 c’è il nuovo ordine di stop della Martini! domani c’è incontro con l’assessore regionale anche se sono invitate solo le associazioni iscritte all’albo regionale (e la mia no) ma penso proprio che andrò lo stesso…… ……. Una Sicilia del ‘400. I miliari dell’Arma con le mitragliette non facevano entrare al Pisciotto… ……… ….. e dopo lo stop (il primo, quello dell 12-13 circa) mentre sbraitavo e sono quasi afona, i cacciatori provocavano pure e arrivavano a gruppi! Una signora dice che il cane cui dava da mangiare non c’è più…. non l’ha trovato, ma nel giardino c’era un bossolo, anche se ha sbagliato a darlo ad un poliziotto che lo ha dato ad un carabiniere. ……… ho recuperato anche dei cani di un’altra signora, che li tiene in un villaggio… ……. terrorizzati! se ne sono scappati per la frazione balneare…. …….. Ragazzi, sono stanca, ma non mollo……. ….. non vi preoccupate, So che ci siete tutti! Domani, credo, vi darò il mio postepay (mi spiace anche farlo… ma devo) perchè non saprei nemmeno come fare per 4 cani in pensione e non so neppure se stasera ne salverò altri!…. So che state firmando tutti delle petizioni, grazie! Scrivete anche alla Martini e dite pure che io, Valentina Raffa, delegata provinciale dell’Oipa sono pronta, insieme a tutti quelli che vorranno, a fare tutto ciò che serve contro tutti i Comuni perchè rispettino la legge!….. anche perchè, a differenza di altri ‘animalisti’ con cui sono furibonda, non guardo in faccia a nessuno…. posso ammettere pure dei passi avanti da parte di qualche sindaco….. ma voglio che rispettino la legge!
    Ciao a tutti. Spero di aggiornarvi presto…. scusate ma non so bene come ho scritto… le telefonate sonon a raffica… questa email è scritta in una trentina di momenti, Adesso state tranquilli, almeno per le uccisioni ufficiali… . ma quelle illegali sarà difficile scongiurarle. ….

  8. Lucia said

    E’ sconcertante! sono senza parole…è questo si definisce “essere umano” VERGOGNATEVI spero soltanto nella giustiza divina a questo punto ASSASSINI….è più comodo agire così perchè in altri modi si sciuperebbe troppo dempo x esseri indifesi vero!?! ma invece di prendervela con quei poveri canuzzi perchè non andate veramente a cercare altre vergogne
    Ps non passerò MAI più da Scicli.

  9. barbara said

    Spero che qualcuno prenda dei provvedimenti in merito a questa vicenda vergognosa..spero di ricredermi su un sud che da spettacolo e vergogna!

    Spero che qualcuno sappia parlare anche di amore e rispetto e che dia il buon esempio creando leggi e strutture per la crescita di un benessere non limitato a chi ha potere e soldi ma a tutti coloro che hanno bisogno di ricredere in questa vita!

    Di ricredere in questo mondo pieno di violenza e crudelta e disprezzo verso tutto e sopratutto della specie animale che è usata vergognosamente per lucro, venduta, violata e considerata solo oggetto!

    Barbara Francione
    di Firenze

  10. skrondo said

    mi chiedo se sia possibile costituirsi parte civile (penso ad associazioni nazionali o a familiari delle vittime) in un eventuale (e augurato) procedimento contro i responsabili dei fatti di Scicli.
    Quali sono i responsabili? In primis le istituzioni locali che hanno permesso anni di degrado che, si badi bene, non è solo sporadico e localizzabile in quel di Ragusa ma in tutto il centro sud.
    Chiedo che sia fatta giustizia per le vittime umane e non, mi auguro che ci sia una risposta da parte del Governo centrale. Perchè se le leggi ci sono vanno fatte rispettare e se non ci sono vanno create, come in ogni paese che si considera civile.

  11. lidafirenze said

    Ciao a tutti,

    un appello urgente da Valentina, che sta facendo di tutto per portare via
    quanti piu’ cani possibile dalla Sicilia.
    Servono dei volontari che siano disponibili a fare viaggi aerei da Catania a
    Milano e da Catania a Roma per accompagnare i cani, perche’ se viaggia anche
    una persona si possono portare piu’ cani in uno stesso viaggio.

    Valentina puo’ essere contattata via mail all’indirizzo:
    valentina.raffa@gmail.com o al telefono al numero 333-3477763.

    Per favore, non scrivetele per chiederle informazioni generiche, scrivete o
    chiamate solo per offrire il vostro aiuto, perche’ si tratta di una
    situazione di emergenza e il tempo non basta mai per star dietro a tutto.

    Grazie
    AgireOra Network

  12. Mara said

    …amici ce la faremo…
    tutte le cose che sono veramente grandi,a
    prima vista sembrano impossibili

  13. lidafirenze said

    DIVULGATE, FATE QUALCOSA, AFFINCHE’ QUALCUNO AIUTI QUESTO
    VOLONTARIO…. NON VORREI MAI ESSERE NELLA LORO SITUAZIONE….

    da facebook:

    Vi disturbo per un appello urgente, sono Gerardo Filippini abito a
    Scicli (rg) sono un socio della Lav Sicilia. Certamente sarete a
    conoscenza dei tragici episodi che hanno visto il nostro piccolo paese
    alla ribalta per le aggressioni mortali da parte di un branco di cani.
    Perchè scrivo a voi? Sono veronese abito quì da 9 anni e non sappiamo
    (intendo i pochi animalisti di queste parti) dove sbattere la testa
    ,abbiamo bisogno di aiuto.La situazione per i randagi di Scicli sta
    diventando di ora in ora sempre più drammatica. Nella popolazione sta
    montando una rabbia violenta all’indirizzo di quegli animali che fino
    a pochi giorni fà,venivano considerati innnocui e ben tollerati.La
    nostra paura è che in questo clima di tensione, in molti si sentano
    autorizzati all’eliminazione dei randagi. Siamo arrivati al punto di
    nascondere i cani di strada, di vigilare e monitorare costantemente
    per quanto possibile ,le aree dove sono dislocati.Non sto parlando di
    branchi assasini ma di piccoli nuclei di cani pacifici.Non è semplice
    ne facile, lo ripeto siamo in pochi,pochissimi.Vi chiediamo di
    aiutarci a far adottare qualche cane, tra quelli che consideriamo piu’
    in balia di malintenzionati. Se Vi è possibile fare qualcosa per noi
    ma sopratutto per loro, potete contattarmi ai n.0932-938169
    338-5701314 – 333-4252290

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