LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Archive for the ‘saluti importanti’ Category

PERDONATEMI MA GLIELO DOBBIAMO: UN ATTO D’AMORE A CHI ORA E’ LIBERO DAL DOLORE… IL DANNO E LA BEFFA..AGGIORNAMENTI E OMAGGIO A CHI NON CE L’HA FATTA

Posted by lidafirenze su 10 giugno, 2009

VI PREGO DI GUARDARE QUESTO VIDEO GIRATO DA CLAUDIA CONTE:

SOLO PER RICORDARE GLI OCCHI DI CHI NON CE L’HA FATTA…

SO’ CHE PARECCHI DI VOI NON LO FARANNO PER TIMORE, MA CREDETEMI SE VI DICO CHE NON C’E’ NULA DI TERRIBILE SE NON LA VISTA DEI LORO OCCHI, NESSUNA SCENA CRUENTE, SOLO L’INIFINITA SPERANZA NEGATA DEI LORO INCREDIBILI OCCHI, GEMME PREZIOSE IN QUESTO MONDO INSANABILE…

AMBRA
Nella vicina “civilissima” Spagna avviene uno dei più atroci massacri imposto ai cosiddetti pet meglio conosciuti come animali d’affezione, ogni giorno.. Loro che vengono massacrati nelle strade, se vengono accalappiati e finiscono nelle Perreras hanno 10 giorni per ritrovare i loro proprietari, trovarne di nuovi oppure MORIRE! Per loro non c’è altra salvezza nè Comune che paghi le loro cure, il loro cibo.. Da poco troppo poco tempo si sta occupando di loro una ragazza esile ma dal cuore grande, si chiama Claudia..da sola contro tutti.. Ho deciso di non lasciarla sola, consapevole del fatto che qui in Italia i cani non vengono soppressi dopo 10gg ma uccisi in altrettanti abominevoli modi nelle strade, nei canili lager, negli allevamenti clandestini etc etc. Con Lei E. e G., ma non solo, stanno lavorando dall’Italia per darle sostegno morale e stanno seguendo la parte burocratica. Il lavoro è lungo e non so quando e come finirà.. Claudia, grazie a dei “padrini di viaggio” sta portando in Italia alcuni piccoli fortunati, ma altri le muoiono davanti agli occhi ogni giorno. Qualcosa sono già riuscita a fare, ma non basta… Chiedo a Voi di vedere i siti: http://crueltyinspain.webnode.com/ WWW.LIDAESPANA.IT Solo dopo aver pensato a quello che vedrete MANDATE UNA MAIL CON SCRITTO “IO ADERISCO”, VOSTRO NOME E COGNOME A : crueltyinspain@gmail.com Più siamo meglio è..

Jlenia

P.S.
Ricordatevi di visionare il Blog per le novità!
http://blog.libero.it/AltarediAslan/

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Ciao Spike

Posted by lidafirenze su 15 aprile, 2009

p1000362Oggi un saluto importante. Tutto di Nicoletta che se ne approfitta di gestire questo blog.
Di gatti ogni giorno ne muoiono tanti ma oggi è un saluto speciale a questo gattone che conoscevo ma che non avevo mai carezzato. Seguivo i suoi passi, i problemi ai reni, il cibo che mangiava…sempre cicciottello!
Un gatto GATTO, di quelli che vanno e vengono, li vedi sempre a giro, come fossero i padroni del mondo. Un gatto geloso che è riuscito a far passare un allergia e a piazzarsi in una casa piena d’amore. Un gatto fortunato, di quelli che tanti mici invidiano, curato e coccolato. Se n’è andato stanotte mentre esplorava, mentre Lara lo cercava e io aspettavo lo trovasse mentre una chat mi raccontava la sua apprensione. Un’amicizia a distanza, prima mamma dei miei mici e io la zia del suo, spesso osservato e disturbato con una cam. Quando lo vedevo pensavo… un giorno anche Tigro sarà così grosso!

Ciao grande Spike…

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Ad Emilio Nessi, storico collaboratore de LA7

Posted by lidafirenze su 28 marzo, 2009

L’animalismo rimpiange la perdita di un amico, un collega, un combattente per i diritti degli animali, che anche in questa occasione non ha smesso di correre. La tua telecamera si è spenta, la riaccenderemo per continuare la tua battaglia a favore dei senza voce.

Ciao Emilio…

Giovanni Porta

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=24254&cat=cultura

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L’ultimo saluto di Beto

Posted by lidafirenze su 19 gennaio, 2009

1piano-bee2alcancelletto_appDa Loredana
Beethoven se ne è andato. Con dignità e calma come era suo modo, durante la notte. Come al solito la sofferenza per la perdita mi priva delle parole che vorrei dire, e questa volta in particolare il dolore è immenso e lascia inermi. Il dolore di tutti, a cominciare da Marisa e Sonia, che lo avevano salvato e lo hanno curato e amato come un figlio per tutti questi anni, pur nella dimensione del canile. Il dolore di chi lo ha seguito e si è interessato a lui, di chi ci ha generosamente aiutato a curarlo, di chi l’ha conosciuto e non potrà fare a meno di ricordarlo per sempre. Vi allego il suo ultimo saluto, mandato tempo fa; le parole di Viviana, che insieme ad Eleonora l’aveva accolto nel rifugio Panda per farlo stare al caldo durante l’inverno; […] di due splendide persone che avevano deciso di adottarlo, Daniela e David. Beethoven lascia un grande vuoto; sembra che il mondo sia più buio ora che non c’è più il suo faccione ad illuminarlo.. lo è sicuramente per me. Perché lui era così, un grande essere, e ti entrava nel cuore. Amarlo era facile… per lasciarlo andare ci vuole coraggio.
Addio Beto, riposa ora…
Loredana

Da Viviana
Cara Loredana,
Quando offrii ospitalità per Beethoven ti dissi: “Certo che è una bella responsabilità ospitare una SuperStar come Beethoven!” E non era uno scherzo…Abbiamo organizzato per lui un’accoglienza davvero speciale, allestendo di sana pianta uno spazio “con posizione centrale” tutto suo, con casettina, giardinetto e dandogli un megaspazio dove passeggiare e correre dietro alla giovane fanciulla che gli faceva compagnia…o dove sdraiarsi al sole, cosa che adorava fare. Gli abbiamo consegnato lo scettro ed è stato subito il Re. Quando passava qualche canetto davanti al suo cancelletto, gli faceva vedere i denti, così, senza degnarlo di troppa importanza… poi “elargiva” i suoi indimenticabili sguardi alla fila di visite di “amici umani” giunti per celebrarlo e adorarlo… lui faceva le sue belle scodinzolate e non si lasciava scappare neanche una coccola…
Con quei suoi occhi dolcissimi, unici, ci ha conquistato tutti profondamente. Tutto ormai ruotava intorno a Beethoven: “Come sta? Che fa? Gioca? Dorme? Passeggia?” In pochi giorni ha accumulato un repertorio di foto e film degno di un vero Divo: Beto che corre, Beto che sta spaparanzato al sole, Beto che si fa coccolare la pancia…
E da Re ci ha lasciato. Con la dignità di chi lascia questo mondo senza tante storie, continuando il suo sonno per sempre. Un grande dolore ci ha stretto il cuore, al quale si è aggiunta la rabbia per la beffa di averlo visto così felice per troppo poco tempo. Il primo pensiero, lo ammetto, è stato: sarebbe stato meglio non averlo mai conosciuto…
Ma ripensando a quei momenti così felici, quando lo osservavamo curiosi mentre, ondeggiando la coda, perlustrava il territorio con dovizia di annusate o quando Eleonora lo “”divorava” di baci e di coccole e lui se le prendeva tutte… non possiamo non pensare che sia stato bene così. La sua felicità è stata assolutamente più importante del nostro dolore di ora.
E’ stato un onore averlo con noi, non lo dimenticheremo mai.

Da David e Daniela
Appena arrivati al rifugio di Eleonora io e mia madre siamo rimasti invasi da quello sguardo tenero e di pura bontà che Beethoven ti sparava addosso. Le parole alla fine non rendono nessun merito…Avevamo deciso di prenderlo a marzo appena trasferiti nella nuova casa con giardino… nelle volte che sono andato a trovarlo gli sussurravo : “cerca di resistere per altri due, tre mesi…ti prego” e so per certo che avrebbe voluto… ma ora non ci sono “perchè” anzi, forse ce ne sono troppi che resteranno tali. Volevo dargli una casa…una famiglia…un posto caldo…un letto magari dove mettercelo se non fosse riuscito…volevo fargli provare tutte quelle cose che nella mia mentalità sono la normalità. Molti cani di una certa età con acciacchi pesanti o gravi malattie non vengono adottati per queste ragioni e finiscono per passare una vita intera così. E invece loro come tutti dovrebbero essere presi in considerazione. L’unica cosa di cui sono contento è che è capitato in rifugi dove è stato davvero amato e coccolato oltre che seguito e curato…e quindi a differenza di molti che vivono situazioni di una crudeltà inimmaginabili e inenarrabili è stato fortunato ed è riuscito a sentire il calore delle persone (moltissime) che gli hanno offerto il proprio cuore, proprio come lui faceva. Dopo tutto ciò che ha vissuto ancora dava credito alla nostra razza…e questo solo grazie a determinate persone che lo hanno accudito amato e prestato le cure di cui aveva bisogno…ma sono sicuro che nel suo enorme cuore ogni carezza vera donatagli è custodita, sacra come la bontà che solo gli animali riescono a dare.
David e Daniela.

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Quei cani che agli uomini insegnano cos’è la compassione

Posted by lidafirenze su 15 dicembre, 2008

LIBERO
13 DICEMBRE 2008

OSCAR GRAZIOLI

Quella che leggete potrebbe essere una fiaba di Natale, da raccontare ai bambini sotto l’albero, se solo avesse un lieto fine. Non è così e allora tenetela per voi. Se non l’avranno già capito da soli, gli farete leggere queste storie quando saranno più grandicelli, perché si rendano conto di quanto possa differire un uomo da un cane.
Cala la sera, piove e nevischia, sulla strada che, a pochi chilometri da casa mia, porta dalla collina di Montericco verso l’entrata della città. Traffico intenso, un paio di settimane al Natale e se c’è la crisi, apparentemente non sembra, vista la fretta con cui auto di grossa cilindrata sfilano verso il centro, prima che chiudano i negozi addobbati di luci e strass, come ogni anno. Poco distante dal manto stradale c’è una villetta con un giardino recintato. Nella cuccia, al caldo, l’anziana mamma tiene d’occhio quel cucciolo indaffarato a perlustrare la rete di recinzione, quella femmina di pochi mesi che salta fra i primi fiocchi di neve che vede nella sua vita, mentre si ferma a saggiare le losanghe della rete con la zampa. La piccola, a un certo punto, si arresta, dà un’occhiata verso la cuccia dove la mamma si è assopita, solleva il bordo della rete che ha ceduto e va incontro alle luci scintillanti dei fari e della città. l’auto riparte . L’anziana Daisy se ne accorge troppo tardi, quando un urlo straziante la fa saltare verso la rete. Ci mette un po’ di tempo a sollevare quel lembo già cedevole e in pochi minuti è sul ciglio della strada dove, dalla testa della cucciola, esce un filo di sangue, mentre l’auto che l’ha investita rallenta, sembra fermarsi, esita. Poi, nell’assordante fragore di clacson e trombe che la spingono a non arrestarsi, sgomma via, verso i negozi che sono vicini all’ora di chiusura. Non vorrete trovare la saracinesca chiusa per un cane investito che ha sbattuto contro un cordolo, vero? La mamma si siede sul ciglio, fa un passo avanti e uno indietro, salta di qua e di là, abbaia verso quei motori rombanti, quelle portiere che non si aprono, quelle gomme che rallentano e poi riprendono. Dentro gli abitacoli gli occhi scrutano il bordo della strada, poi si voltano a guardare gli stop della macchina davanti che si sono spenti. «Riparti, su, magari ci fregano l’ultimo ippopotamo di peluche, mentre si chiude la serranda del negozio». Sul bordo della carreggiata la mamma continua disperata a cercare di attrarre l’attenzione dei passanti, abbaiando senza sosta. Daisy ansima e il sangue si mischia ai fiocchi di neve. Per tre ore, sotto la pioggia e la neve, la mamma piange chi sa che sta per andarsene, nell’indifferenza di qui finestrini chiusi. È un passante che, dopo quasi quattro ore, chiama i carabinieri. Daisy ha visto la neve per la prima e l’ultima volta e la mamma viene consegnata ai proprietari che la tengono in casa al caldo, almeno per quella notte. pietà canina . Dall’altra parte del mondo, in Cile, un cane cerca di attraversare l’autostrada “Vespucio Norte” a Santiago e viene investito da un’auto. Pochi minuti dopo arriva un altro cane che, schivando camion e macchine, riesce ad afferrare il suo simile per la collottola e per le zampe, trascinandolo sul bordo della strada portandolo fuori pericolo. Inutilmente però perché quel cane che forse non aveva mai incontrato muore subito dopo per le gravi ferite inferte dall’auto.
Queste due storie, geograficamente lontane, sono accomunate dal destino di due morti così uguali e così distanti da meritare una riflessione, anche se lontana dall’albero di Natale.

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Vi chiedo solo di fermarvi a guardare…

Posted by lidafirenze su 8 novembre, 2008

Oggi approfitto di questo blog per fare due saluti importanti e personali, sicura che tanti altri vorranno aggiungersi a me nel ricordare queste due creature.

Volevo salutare due cagnolini che ci hanno lasciati per cause inerenti l'”essere umano”. “Sbadataggine” direbbero alcuni ma io non so… Sono sempre le solite storie che non hanno un senso, una macchina che corre, un fucile che spara…

Siamo diversi è vero, io quando guido guardo ogni angolo della strada, anche sui muriccioli delle case, potrei vedere quel gattino scomparso, o quel canino che nella foto rideva! Ognuno attraversa la vita carico dei suoi problemi e magari non ha tempo per fermarsi a guardare eppure, secondo me, si priva di tanta vita così facendo. Ci macchiamo di errori profondi, che per alcuni sono “non aver chiuso la porta quel giorno per far entrare un po’ di sole”, “non aver stretto il collare perchè non sentisse male”, “aver rimandato una passeggiata”, “non aver avuto tempo per fare una carezza”. Chi sa, mi chiedo io, se chi non ha frenato e chi ha sparato si senta alla stessa maniera?!? Chi sa perchè non ha provato a soccorrere quell’anima che gli ha attraversato la vita?!?

Oggi si chiamano Jamelia e Zago.

Facciamo che domani non accada.

Penso di poter parlare a nome di tutti dicendo che vi siamo vicini in questo grande dolore!

Nicoletta Soverini

sono, anzi ero, la proprietaria di zago.
purtroppo è stato ammazzato da un cacciatore, vicino a casa, tolto il collare e buttato in una macchia.
non ho parole….
manuela m.

Con enorme dispiacere vi comunichiamo che Jamelia è stata ritrovata.. investita a cento metri da casa… dove forse stava riuscendo a tornare. Siamo tutti molto addolorati… pare non abbia sofferto e che sia morta sul colpo, nessuno si è fermato a soccorrerla…Serena R.

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