LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Archive for the ‘notizie vegetariane’ Category

Addio carne, nel 2050 vegetariano 1 su 2

Posted by lidafirenze su 4 settembre, 2011

[da Ansa.it] GORIZIA – Il musicista Bryan Adams e l’atleta Carl Lewis, ma anche l’ex Beatle Paul McCartney e il filosofo Peter Singer. Cosa li accomuna? Sono tutti vegetariani. E come loro, sette milioni di italiani si dichiarano fedeli al vegetarismo, stile di vita più che mera forma di alimentazione. Un numero in esponenziale e continuo aumento, stando a un’indagine dell’AcNielsen rielaborata dall’Eurispes: secondo una proiezione, entro il 2050 saranno 30 milioni i vegetariani in Italia, mentre nel 2000 erano appena 1,5 milioni.

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In libreria “La cucina etica dolce”

Posted by lidafirenze su 7 giugno, 2010

Dessert rigorosamente senza ingredienti di origine animale con il nuovo ricettario etico

Roma, 7 giu. (Adnkronos) – Tiramisù, torta della nonna, cannoli siciliani, bignè e panna cotta rigorosamente senza uova, burro, latte e miele. In altre parole: dolci etici. Con oltre 100 ricette, arriva in libreria la più completa raccolta per realizzare dolci e dessert senza ingredienti di origine animale. “La cucina etica dolce”, a cura di Dora Grieco e Roberto Politi (Edizioni Sonda, euro 24,50), presenta ricette di dolci e dessert della nostra tradizione ed etnici. Un qualificato ricettario di pasticceria, sia di semplice sia di elaborata esecuzione, non solo per vegan: “per tutti i palati golosi e curiosi, per chi privilegia la leggerezza e ama sperimentare gusti parzialmente nuovi o dolci dal nome e dall’aspetto tradizionale, ma reinterpretati con sfumature diverse”.

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Lo sguardo sugli animali maltrattati alimenta la scelta vegetariana

Posted by lidafirenze su 31 maggio, 2010

[da Corriere.it]

Libri come «Eating animals» di Foer mostrano il lato oscuro dell’industria agroalimentare

Il 2010 potrebbe l’anno in cui essere vegetariani diventerà un fenomeno di massa. Dopo le scoperte di abusi negli allevamenti intensivi, dopo le continue denunce per la salmonella e altre malattie che rischia chi mangia animali male allevati. Dopo svariati choc culturali e infiniti esempi diffusi, qualcuno lo prevede davvero, almeno in America

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INFLUENZA SUINA: SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG

Posted by lidafirenze su 28 aprile, 2009

Associazione Vegetariana Animalista
via Cesena 14 Roma 00182 tel. 06 7022863 – 3339633050
http://www.vegetariani-roma.ithttp://www.universalismo.it

Franco Libero Manco, presidente AVA

Mucca pazza ai prioni, vitelli agli estrogeni, pesce al mercurio, tacchini agli ormoni, uova alla salmonella, polli alla diossina, poi l’influenza aviaria dei volatili ed ora quella dei suini. Ogni pericolo per la salute viene incontestabilmente dall’uso innaturale per l’uomo di mangiare animali. La carne è sempre e comunque imputata nelle peggiori patologie che flagellano il genere umano. Per contro non si è mai sentito che la dieta a base di vegetali abbia la purché minima controindicazione: anzi ogni potere disintossicante, ogni capacità depurativa e di guarigione viene esclusivamente dal mondo vegetale. Chi al primo posto vuole mettere la gola e non la salute deve essere anche disposto a pagarne le inevitabili conseguenze.

Qualcuno, per sostenere ad oltranza la sua bistecca dirà che anche i vegetali coltivati in modo convenzionale sono inquinati. E’ vero ma la differenza è abissale. A parte che questi per il loro alto contenuto di fibra e acqua non permettono agli inquinanti di stazionare a lungo nel nostro organismo (cosa che succede con i prodotti carnei dal momento che questi per essere digeriti sono necessarie dalle 50 alle 70 ore a differenza della frutta che si digerisce in mezz’ora e delle verdure in 2 ore) è utile ricordare che la carne in genere contiene circa 2700 diverse sostanze chimiche proibite composte da: farmaci, pesticidi, ormoni, antibiotici, tossine metaboliche, acido lattico da sforzo e da stress, adrenalina accumulatasi nei fluidi dell’animale ecc. Si trovano nella carne mediamente 2-3 volte più pesticidi che nei formaggi, 13 volte più che nei cereali, 17 volte più che nei vegetali a foglia, 50 volte più che nella frutta, 72 volte più che nelle patate.

L’attuale influenza suina è solo la punta dell’iceberg di una potenziale situazione patologica generalizzata a cui va incontro la salute umana. La stragrande maggioranza delle malattie che colpiscono il genere umano, e che non si manifestano in modo così letale, ma che debilitano e accorciano la vita dell’uomo, sono imputabili per il 75% alla cattiva alimentazione, cioè all’uso di carne, pesce, derivati animali (resi ammalati e pazzi dal dolore) nonché dal cibo “spazzatura”. Ma si sa, come diceva Seneca “Ne uccide più la gola della spada”. Infatti mangiare carne è solo una questione di gola, non di necessità nutrizionali come conferma non solo l’eccellente salute dei vegetariani ma gli scienziati e i ricercatori indipendenti, nonché gli Istituti di ricerca più accreditati del mondo come L’American Institute for Cancer Research, il World Cancer Research Fund, L’American Cancer Society , L’American Heart Association, L’Heart and Stroke Foundation of Canada, Le Unified Dietary Guidelines elaborate dalla American Cancer Society, l’American Heart Association, il National Institutes of Health, e la American Academy of Pediatrics che hanno pubblicamente preso posizione a favore di diete a base di cibi vegetali e contro il consumo di carne.

Avete visto in che condizioni disumane vengono allevati gli animali da macello, in genere, e i suini in particolare? Tutta la loro breve esistenza in strettissime gabbie metalliche, senza mai vedere la luce del sole, ingozzati di cereali e soia: alimenti innaturali per questi animali che nello stato naturale brucherebbero l’erba verde e fresca dei prati. A causa di tale condizione le difese si abbassano e per scongiurare epidemie si è costretti a somministrare loro farmaci di ogni tipo, compresi gli estrogeni, antibiotici, sulfamidici, betabloccanti ecc. che entrano nel metabolismo di chi mangia quelle carni intrise di veleni e di dolore.

Saggezza vorrebbe eliminare la causa del problema, cioè smettere definitivamente di cannibalizzarsi e diventare vegetariani, invece di cercare soluzioni sintomatiche tramite vaccini e farmaci vari pur di non rinunciare alla bistecca. Se anche questa volta la faremo franca, forse la prossima epidemia potrebbe essere fatale per l’intero genere umano. Ma che importa se andremo al Creatore prima del tempo stabilito? L’importante è arrivare contenti e con lo stomaco pieno, anche se questa sarà stata la causa della nostra rovina fisica e morale.

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Dati recenti sulla caccia

Posted by lidafirenze su 28 aprile, 2009

TUTTA LE VERITA’ SULLA VERGOGNA DELLA CACCIA

I CACCIATORI SONO DI CENTRO – SINISTRA – SINISTRA ?

Quanti sono i cacciatori in Italia?

Nel 2006 il numero dei cacciatori in Italia era di 765.404 unità

271.904 nel Nord
255.766 nel Centro
237.734 nel Mezzogiorno

Nel 2009 i cacciatori sono circa 700.000.

I cacciatori sono prevalentemente di sinistra?

I cacciatori prevalentemente di Centro – Sinistra – Sinistra sono un gran balla:
La metà dei cacciatori è iscritta da sempre a Federcaccia, che tutto è meno che una sigla di sinistra e ha avuto per decenni come presidenti deputati democristiani come Giacomo Rosini.
L’ANUU e CONFAVI (l’associazione di Berlato, che raggruppa piccolissime sigle estremiste) hanno molti aspetti di contiguità al nord con Lega e AN rispettivamente.
L’arcicaccia è al 10%. Quindi la balla dei cacciatori di sinistra è colossale.

Cosa pensano gli italiani della caccia?
(Indagine Eurisko)

Otto italiani su dieci vogliono abolire la caccia, contro le doppiette soprattutto le donne e i giovani sotto i 25 anni. A favore soltanto il 5,9%. Assolutamente contrari alla caccia quasi otto italiani su dieci che si oppongono strenuamente anche a ogni ipotesi di liberalizzazione del settore venatorio. Lo zoccolo duro del popolo anti-doppiette sono le donne, in special modo le casalinghe, seguite dai giovani, soprattutto gli under 25, particolarmente sensibili all’ambiente e determinati a difendere a spada tratta la natura. Ecco l’Italia anti-caccia così come è stata fotografata da un sondaggio commissionato a Eurisko.Contraria alle doppiette è il 74,1% della popolazione, favorevole un esiguo 15,2%. Molto favorevole uno sparuto 5,9%; quest’ultimo baluardo della caccia si compone, per lo più, da cacciatori e individui che rappresentano l’indotto (ex-doppiette, familiari, simpatizzanti, chiunque abbia interessi economici al riguardo.) A osteggiare un’ulteriore liberalizzazione del settore venatorio è l’82,5% del campione, d’accordo solo il 9,8%. I più convinti della liberalizzazione rappresentano il 4,3%.

I numero dei cacciatori cresce o diminuisce?

I cacciatori calano con una continuità impressionante:

nel 1980 erano 1.701.853
nel 1990: 1.446.935
nel 2000: 801.835
nel 2006: 765.404
nel 2009 circa 700.000

dal 1980 al 2006 hanno subito un calo vertiginoso di 936.44 unità.
Quasi un milione in meno.

Numero dei cacciatori in Italia dal 1980 al 2002:

1980 1.701.853
1981 1.685.105
1982 1.622.321
1983 1.593.151
1984 1.585.709
1985 1.574.873
1986 1.571.630
1987 1.564.492
1988 1.500.986
1989 1.481.028
1990 1.446.935
1991 1.315.946
1992 1.135.228
1993 1.023.157
1994 966.586
1995 901.006
1996 874.627
1997 809.983
1998 796.019
1999 821.455
2000 801.835
2001 791.848
2002 800.457
2006 765.404

Il numero dei vegetariani cresce o diminuisce?

Mentre i cacciatori calano, i vegetariani crescono smisuratamente.
Secondo vari fonti sono cresciuti dal 2000 al 2006 di 4 milioni e mezzo di unità.

Ecco i dati:

2000 2,5%, circa 1,5 milioni. Fonte: ISTAT.
2001 4,8%, circa 2,8 milioni. Fonte: Tiscali
2002 5,0%, circa 2,9 milioni. Fonte: Eurispes marzo 2002.
2004 7,9%, circa 4,6 milioni. Fonte: FADOI, maggio 2004.
2004 9,5%, circa 5,5 milioni. Fonte: AC Nielsen, agosto 2004, campione 17.000 persone.
2004 10,6%, circa 6,1 milioni. Fonte: La Repubblica, 2004.
2006 10,4%, circa 6,0 milioni. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.

E secondo Nielsen ed Eurispes i soli vegani rischiano di diventare più numerosi dei cacciatori:

2004 1,0%, circa 580.000. Fonte: AC Nielsen, estate 2004, campione di 17.000 persone.
2006 1,1%, circa 600.000. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.

Sono esagerate queste statistiche?

Forse lo sono. Diciamo che siano valide al 50%. Vi sembrano pochi 3 milioni di vegetariani – che per assoluta chiarezza , cito come zoccolo duro dell’animalismo, perché ci sono milioni di persone che, pur non essendo vegetariane, detestano caccia e vivisezione? E anche i 160.000 buddisti non vanno considerati?

Crescerà ancora il numero dei vegetariani?

A questo proposito l’Eurispes – che conferma il numero dei vegetariani nel nostro paese e ci informa che nel 2050 saliranno a 30 milioni: la metà circa della popolazione. E il Consumer Analysis Group inglese ci mette al corrente che il vegetarianismo sarà la norma dal 2047; che il 45% della popolazione britannica mangia meno carne mentre il 25% sta contemplando la scelta vegetariana; questo significa che 14.500.000 persone sono potenziali vegetariani. Si aggiunga a questa cifra i quattro milioni di vegetariani già esistenti e 250.000 vegani (The Guardian del 22 febbraio 2005) e si avrà un’idea della forza del futuro movimento animalista: quasi 19 milioni su una popolazione di 59.5 milioni di persone.

Quanti sono gli animali uccisi durante la stagione venatoria?

In Italia con una popolazione di 58.000.000 abitanti si massacrano 150.000.000 di animali, negli Stati Uniti, con una popolazione di 250.000.000 di abitanti se ne uccidono 134.000.000.

E il referendum sulla caccia?

Un punto di riferimento è il referendum del 1990. Nel 1990: gli italiani aventi diritto al voto erano 49.000.000, se non erro, per raggiungere il quorum erano necessari 24.033.209 votanti. Il quorum non fu raggiunto per la mancanza del 7,7 % dei voti. Evitiamo riflessioni sul non raggiungimento del “quorum” per non spargere sale su ferite ancora aperte. Lo sappiamo: il 23% degli italiani non votano per protesta, il 44,4% per apatia. Inoltre nel 1990 esisteva ancora un esercito di elettori defunti o irreperibili nelle liste “Aire”: circa 1.200.000 persone. E se non si riescono a mobilitare i cittadini davanti ad una potenziale svolta maggioritaria, che possibilità esiste di raggiungere il “quorum” in un referendum riguardante poveri animali che equivalgono a “res nullius”?

Analizziamo il voto del 1990, e cerchiamo di interpretare le cifre:

il 43,3% degli aventi diritto al voto votarono per il referendum del 1990 = 21.070.000
Di questo 43,3% il 92,3% si espresse contro la caccia = 19.447.610
Il 7,7% si espresse a favore della caccia = 1.622.390
Se ne deduce che circa 19.447.610 italiani erano potenzialmente contro la caccia.
Non è difficile intuire che chiudere i terreni privati ai cacciatori equivaleva ad una specie di morte venatoria.
Nel 1990 i cacciatori erano 1.446.935 ora sono meno della metà
Se ne deduce che il sentimento degli italiani verso la caccia ha raggiunto livelli di negatività abissale. Conclusione: i partiti li difendono e li corteggiano. Perché ?

Quanti sono gli animali nelle case italiane?

Sono 45.000.000 gli animali che vivono nelle case degli italiani, tra i quali 6.500.000 cani e 8.000.000 di gatti.

Portano voti i cacciatori?

La risposta, come un allegro “refrain”, è sempre la stessa: portano voti e sono radicati nel territorio.
Ma è così? Portano voti? E dove sono i cacciatori in questo paese?
Nel Nord, con l’esclusione dell’Emilia e Romagna, dove la “sinistra” boccheggia e PDL e Lega trionfano, sono 271.000.

Piemonte 30.060
Valle d’Aosta 1.533
Lombardia 86.135
Trentino Alto Adige 7.399
Veneto 58.158
Friuli Venezia Giulia 11.121
Liguria 23.603

Nella fascia rossa, se mi si permette di usare questa logora espressione, ove la “sinistra” raccoglie un notevole numero di voti, sono 206.417, ma nel 1999 erano 244.508.

Emilia Romagna 53.895
Toscana 109.304
Umbria 43.218

Nelle Marche e nel Lazio, esterni alla fascia rossa, sono 103.244

Marche 33.002
Lazio 70. 242

In Abruzzo e Molise, che non concedono un’enormità di voti alla “sinistra”, sono 19.030

Abruzzo 14.859
Molise 4.171

Nel Sud che non dà un grande numero di voti alla sinistra i cacciatori sono 125.610

Campania 46.874
Puglia 32.012
Basilicata 7.833
Calabria 38.891

Nelle isole, che di voti ne concedono assai pochi, i cacciatori sono 88.479

Sicilia 49.588
Sardegna 43.588

Come hanno risposto gli italiani all’autorizzazione alla caccia di altre specie attualmente non cacciabili?

(Sondaggio Ipsos 11 marzo 2009. La Repubblica)

Siete favorevoli ad autorizzare la caccia ad altre specie attualmente non cacciabili?
FAVOREVOLI =
MEDIA ITALIANA: 7%
PDL + LEGA: 5%
PD + IDV: 7%
ALTRI PARTITI: 16%
NON RISPONDE: 5%

Siete favorevoli ad autorizzare la caccia agli uccelli migratori?
FAVOREVOLI =
MEDIA ITALIANA: 6%
PDL + LEGA: 3%
PD + IDV: 6%
ALTRI PARTITI: 8%
NON RISPONDE: 5%

Siete favorevoli a rilasciare licenze per cacciare ai giovani di 16 anni?
FAVOREVOLI =
MEDIA ITALIANA 6%
PDL + LEGA 5%
PD + IDV 7%
ALTRI PARTITI 4%
NON RISPONDE 5%

Quante sono le vittime della caccia in Italia abbattute dal fuoco “amico”?

Associazione Vittime della Caccia
d.caprini@gmail.com
info@vittimedellacaccia.org

DATI DAL 1 SETTEMBRE 2008 AL 31 GENNAIO 2009
(Periodo corrispondente alla stagione venatoria)

I DATI DELLE VITTIME PER ARMI DA CACCIA

EPISODI DI CRONACA OSSERVATI: 127, da cui rilevate 136 vittime (tra morti e feriti) 44 tra la gente comune.

TOTALE FERITI: 94
TOTALE MORTI 42
FERITI CACCIATORI 67 – FERITI GENTE COMUNE 27
MORTI CACCIATORI 25 – MORTI GENTE COMUNE 17
TOTALEVITTIME (morti e feriti) tra I CACCIATORI: 92
TOTALEVITTIME (morti e feriti) tra la GENTE COMUNE: 44
TOTALI VITTIME AMBITO VENATORIO 103
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 13 – Morti 3 ) TOTALE 16
VITTIME CACCIATORI (Feriti 65 – Morti 22 ) TOTALE87
TOTALI VITTIME ARMI DA CACCIA IN AMBITO EXTRA-VENATORIO 33
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 14 – Morti 14 ) TOTALE28
VITTIME CACCIATORI (Feriti 2 – Morti 3 ) TOTALE5
VITTIME PER MUNIZIONE SPEZZATA: 42
VITTIME PER MUNIZIONI A PALLA UNICA: 37
ELISOCCORSI INTERVENUTI 25

Conclusione.

Domanda da un milione di dollari:

CONSIDERANDO CHE OTTO ITALIANI SU DIECI VOGLIONO ABOLIRE LA CACCIA;
CONSIDERANDO CHE CONTRARIA ALLA CACCIA È IL 74,1% DELLA POPOLAZIONE E FAVOREVOLE È UN ESIGUO 15,2%;
CONSIDERANDO CHE I VEGETARIANI, LO ZOCCOLO DURO DELL’ANIMALISMO, CRESCONO ESPONENZIALMENTE E SONO DIVENTATI NEL 2006 SEI MILIONI, IL 10,4% DELLA POPOLAZIONE SECONDO L’EURISPES, MENTRE I CACCIATORI SONO CALATI DAL 1980 AL 2009 DI QUASI UN MILIONE DI UNITÀ;
CONSIDERANDO CHE IL NUMERO DEGLI ITALIANI CONTRARI AI CAMBIAMENTI EFFETTUATI DAL GOVERNO BERLUSCONI RIGUARDO LA NUOVA LEGISLAZIONE SULLA CACCIA SONO L’88% DELLA POPOLAZIONE;
CONSIDERANDO QUELLO CHE STA ACCADENDO NEL MONDO RIGUARDO LA DEVASTAZIONE DEL PIANETA E IL MASSACRO DELLE SPECIE;
PERCHÉ SOSTENETE SEMPRE I CACCIATORI E IGNORATE QUESTA MASSA DI PERSONE CHE HANNO A CUORE IL PROBLEMA DELLA SOFFERENZA DEL NON UMANO E NON VI VOTANO PERCHÉ CONSIDERANO IL VOSTRO SOSTEGNO ALLA CACCIA E ALLA VIVISEZIONE OFFENSIVO ?
E’ STRATEGICAMENTE INTELLIGENTE PERDERE TUTTI QUESTI VOTI? E’ ETICO? E’ GIUSTO? PERCHÈ LO FATE?

Paolo Ricci
ILFRACOMBE
DEVON
U.K.
E Mail: ricci@esperia.fsnet.co.uk

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NASCE LA MAPPA VEGANA ITALIANA

Posted by lidafirenze su 30 marzo, 2009

Vegan d’Italia unitevi, e partecipate al progetto “Mappa vegana italiana”, un’idea Troglodita Tribe (editoria casalinga) con il supporto di Vallevegan (l’A-fattoria degli animali liberi) e la Veganzetta (approfondimenti vegan). L’obiettivo: scrivere un elenco di luoghi vegan, abitati da persone vegan che divengono punto di riferimento per un nuovo paesaggio, per favorire le richieste, i bisogni, gli scambi e gli incontri fra persone vegan. L’idea della Mappa Vegana Italiana nasce dal concetto di mutuo appoggio tra persone che stanno condividendo una particolare visione del mondo. Al progetto possono partecipare individui, gruppi, aziende, associazioni, comunità, branchi e tribù pronte a fare rete, a disegnare una nuova geografia vegan, antispecista, libertaria. La Mappa Vegana Italiana sarà realizzata annualmente in forma cartacea (autoprodotta con tecniche di editoria casalinga e arricchita con articoli e notizie ), ma sarà fruibile (con periodici aggiornamenti) anche in forma digitale:
www.mappaveganaitaliana.org


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LE STRANEZZE CULINARIE DI ALCUNI VEGETARIANI

Posted by lidafirenze su 26 gennaio, 2009

Franco Libero Manco

Associazione Vegetariana Animalista

via Cesena 14 Roma 00182 tel. 06 7022863 – 3339633050

www.vegetariani-roma.it www.universalismo.it

Molti vegetariani hanno l’errata convinzione che per alimentarsi in modo vegetariano occorre essere esperti di arte culinaria, far ricorso ad elaborare pietanze, attingere ai libri di cucina o seguire le indicazioni degli esperti in fatto di gastronomia, come se il vegetarismo fosse una dieta alimentare inventata di recente e non il sistema di vita di tutte le generazioni che ci hanno preceduto le quali solo occasionalmente avevano la possibilità di consumare pasti a base di carne.  Sono pochi i vegetariani, e soprattutto le vegetariane, che sanno approntare una cena in modo semplice e conforme ai principi della buona cucina senza ricorrere a cibi esotici, strane combinazioni, spezie orientali, indiane o intingoli di vario genere.  E’ raro trovare tra i vegetariani la possibilità di mangiare in modo semplice, normale, naturale, senza ricorrere a pietanze di sapore orientale, a spezzatini di soia, seitan, tofu, cous cous, tempeh, proteine ristrutturate, hamburger, polpette vegetali, creme e burro di sesamo, wurstel, affettati, hummus, gomasio, e via dicendo: alimenti in gran parte venuti dall’altra parte del pianeta. Il classico piatto di pasta al sugo di pomodoro resta una pietanza quasi dimenticata; la verdura cotta al vapore e condita con un filo d’olio a crudo, viene spesso sostituita con involtini ripieni, con legumi in polpette ecc.; le patate lesse e la ricca e semplice insalata, senza l’aggiunta di semi di sesamo o spezie varie, vengono quasi sempre rimpiante in ogni cena vegetariana.  Oltre a dare un’immagine sbagliata della dieta vegetariana, si pensa che per passare dalla dieta onnivora a quella vegetariana occorra integrare nutrienti e sapori che diversamente verrebbero a mancare. Nulla di più sbagliato: la paura che in fondo possa esserci la carenza di qualche nutriente resta perfino agli addetti ai lavori. Il potere della medicina allopatica e dei nutrizionisti televisivi continua a mietere vittime anche tra i più aggiornati, eppure basterebbe chiedersi se nei prodotti di derivazione animale vi sia qualcosa che non è contenuto nel mondo vegetale per neutralizzare qualunque dubbio e soprattutto basterebbe chiedersi se il nostro organismo di animali fruttariani ha bisogno (per stare in buona salute) di consumare prodotti cadaverici di derivazione animale. Mangiare in modo vegetariano è la cosa più semplice, più buona e più salutare del mondo: non significa inventare un nuovo modo di alimentarsi ma semplicemente escludere dalla propria dieta ciò che non è compatibile con la nostra natura e mangiare tutto il resto che il mondo vegetale ci offre in modo così copioso. Cioè una volta esclusi animali (e possibilmente anche derivati) si può liberamente consumare tutti i cibi vegetali possibilmente di stagione, integrali e biologici. E il gioco è fatto. La vita diventa più semplice; il portafoglio ne risente positivamente, ne beneficia anche la natura oltre la nostra salute. La dieta va dalla pasta alla polenta, dal riso ai minestroni, dalla cicoria di campo alla zucca, dai ravanelli alle carote, dalla lattuga al sedano, dalle lenticchie ai ceci, dalla mela all’arancio, dall’uva passa ai fichi secchi, dalle noci alle mandorle e scusate e è poco. In questo c’è tutto ciò che serve al nostro organismo per vivere in ottima salute. Provare per credere.

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Lineaverde una puntata dedicata all’orribile “Fiera del Bue Grasso” di Carru’

Posted by lidafirenze su 7 gennaio, 2009

15 dicembre 2008Segnalazione di Ivana – loroiv@virgilio. it

Puntata di domenica 14 dicembre :http://www.lineaver de.rai.it/ category/ 0,1067207, 306-1081432, 00.html

Oltre al tema macabro, il conduttore ha pensato bene di dar spazio a una persona, probabilmente uno degli organizzatori, che, per fare pubblicita’ al suo “prodotto” e fare terrorismo psicologico contro l’alimentazione vegetariana ha detto cose tipo: “la carne è indispensabile e i bambini che non mangiano carne perdono i capelli” e che “per ottenere la stessa quantità di ferro contenuta in un etto di carne servono 5 kg di spinaci”, come se il ferro nell’alimentazione vegetariana si ottenesse dagli spinaci.. E’ chiaro che questa persona cercava solo di tirare acqua al proprio mulino, ma il conduttore della trasmissione l’ha lasciato fare, senza ribattere nulla. Spieghiamogli quanto una dieta a base vegetale sia piu’ salutare di una che prevede carne a ogni pasto, e quanto irresponsabile sia da parte sua permettere questa disinformazione (ovviamente senza insulti, se dovete scrivere solo per sfogarvi, lasciate perdere), scrivendo a: lineaverde@rai. it

Grazie per la partecipazione, AgireOra Network info@agireora. org

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GLI ANIMALISTI NON PORTANO SCARPE DI PELLE

Posted by lidafirenze su 15 dicembre, 2008

Associazione Vegetariana Animalista
via Cesena 14 Roma 00182 tel. 06 7022863 – 3339633050
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Franco Libero Manco

Spesso noi animalisti crediamo di essere apposto con la nostra coscienza quando non consumiamo prodotti animali e lottiamo per la loro liberazione ma a volte non ci rendiamo conto che se indossiamo scarpe di pelle o cuoio stiamo camminando sopra il cadavere di qualche animale, nostro fratello, che nel contempo lottiamo per i suoi diritti e cerchiamo di difendere dalla violenza umana. E’ la forza dell’abitudine e soprattutto il poco senso critico che a volta viene a mancare. Ma non possiamo non solo non essere coerenti con la nostra filosofia di amore e di rispetto per ogni essere vivente ma anche prestare il fianco a chi aspetta un nostro errore per dire che anche noi… e così giustificare se stesso, ogni abuso e ogni sfruttamento. In fondo non è poi così difficile abolire dalla propria vita e dal proprio guardaroba resti di animali. Attualmente non mancano le alternative alla pelle con le quali sostituire scarpe, portafogli, cinte e oggetti vari. Oggi sono in commercio prodotti alternativi alla pelle, fatti di lorica, di ecopelle, di yuta, di cotone, di poliuretano. Attivarsi in modo che i negozi possano avere questi prodotti è compito nostro. Consiglio a chi volesse attivarsi in tal senso di entrare in un qualunque negozio di scarpe o anche di pellicce e chiedere semplicemente se hanno prodotti cruelty free, alternativi alla pelle o alle pellicce, anche se non si ha intenzione di acquistare nulla. In questo modo tra i rivenditori si diffonde l’idea della richiesta e siccome è la domanda a generare la produzione può essere un mezzo molto efficace. Altro problema spesso trascurato ma ingiustificabile per una coscienza animalista è (qualcuno ci accuserà di estremismo) l’uso della lana nei nostri capi di abbigliamento, di coperte, piumini e trapunte con piume d’oca. Per quanto riguarda la lana sono in pochi ad associare questo prodotto allo sfruttamento spesso brutale della pecora. Gran parte della lana oggi in commercio è ottenuta da pecore Merinos selezionate negli anni in nodo da avere un’epidermide rugosa che corrisponde ad un manto con quantità di lana maggiore che spesso raggiunge la metà del peso dell’animale. Nei mesi estivi tale condizione causa una più intensa sudorazione e ad una maggiore disposizione ad essere attaccate da parassiti e a subire infestazioni. Per arginare questo problema gli allevatori non si fanno scrupoli e senza anestesia asportano lembi di carne dalla zona circostante l’ano lasciando una ferita dolorosa e sanguinante. Le pecore allevate per produrre lana oltre a soffrire terribilmente il caldo nei mesi estivi, dopo la tosatura, senza il loro manto naturale protettivo, subiscono i micidiali rigori del freddo. Solo in Australia ogni anno ne muoiono circa un milione. E’ come se costringessero noi umani a portare cappotto e sciarpa in pieno agosto e ci spogliassero nudi nel periodo invernale.
Utilizzare coperte di lana non solo non è coerente con la nostra coscienza animalista ma non è consigliabile neppure sotto il profilo igienico, infatti specialmente la lana Merinos risulta essere terreno fertile per una elevata concentrazione di acari, dannosi specialmente per le persone allergiche. Anche le coperte sintetiche hanno controindicazioni, in particolare quelle in poliestere che possono causare asma e difficoltà di respirazione. La lana se non è certificata bio può avere serie controindicazioni a causa dei pesanti trattamenti che subisce con sostanze chimiche e di sintesi. Alternativa alla lana e ai piumoni sono la canapa, il kapok e le coperte in cotone biologico. Il kapok è una fibra vegetale tenera, liscia e morbida, le cui fibre non si infeltriscono e non si raggrumano come avviene con la lana e il cotone, è particolarmente igienico ed è in grado di tenere lontani acari e tarme. La pratica più diffusa per l’utilizzo delle piume d’oca per imbottire piumoni, cuscini, coperte e altro ancora (praticata specialmente in Cina e in buona parte dei paesi europei) viene attuata mediante spiumatura degli animali vivi. Le oche vengono appese per il collo con le zampe legate, o semplicemente immobilizzate tra le gambe dell’ operatore, mentre gli vengono strappate via tutte le piume del corpo e spesso anche brandelli di pelle.. La reazione delle oche causa ulteriori ferite all’epidermide totalmente priva di difese. Questo avviene quando le oche hanno appena 8 settimane di vita e viene ripetuta ogni 8 settimane prima di essere uccise. Per chi proprio non vuole rinunciare alle piume l’alternativa potrebbe essere quella di utilizzare coperte con piume d’oca non spiumate da vive, (praticamente gli animali vengono allevati a scopo alimentare e poi uccisi) alla canapa e il kapok o i piumini in cotone biologico, privo di pesticidi e diserbanti. Ma utilizzare i resti di un povero animale allevato e ucciso a vantaggio della specie umana, tirannica e padrona, è inconciliabile con la nostra coscienza animalista.

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Ricette vegane

Posted by lidafirenze su 10 novembre, 2008

– www.vegan3000.info

Ricette e info per buongustai e golosi rispettosi degli animali e dell’ambiente un esempio?
Antipasti
Bruschette con le cime di rapa
Cipolline glassate
Melanzane agli aromi
Primi
Carbonara vegetale
Crema di zucca (2)
Gnocchetti di semolino
Gnocchi di patate al pomodoro
Pasta al cavolfiore
Quinoa en Salpicon
Riso Basmati alle verdure
Riso giallo alle melanzane
Risotto all’indivia
Risotto alla borraggine
Risotto integrale agli agrumi
Tortelli tofu e spinaci al sugo
Zuppa di lenticchie con sfogliatina di mais
Secondi e contorni
Barchette di zucchine ripiene
Bocconcini di seitan al curry
Caponata invernale di verdure
Crêpes funghi e radicchio
Fagioli in umido
Farinata di zucchine e pinoli al forno
Hamburger di soia
Insalata invernale agli agrumi
Involtini di riso in foglia di verza
Melanzane al curry di verdure
Misto di cavoli in agrodolce
Padellata croccante saporita
Patate alla Zeus
Peperoni verdi piccoli ripieni
Polpette di seitan (2)
Scaloppine di seitan alla taggiasca
Spezzatino di seitan all’indiana
Spiedini di seitan
Tofu in salsa allo zenzero

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