LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Archive for the ‘non tutti sanno che’ Category

Spagna: polemiche per il cartone animato anti-corrida sulla tv pubblica

Posted by lidafirenze su 20 febbraio, 2010

[da Corriere.it] TVE mostra un cartoon in cui il toro riesce a fuggire dall’arena e i sostenitori della corrida si indignano

Anche Walt Disney, probabilmente, avrebbe scelto un lieto fine e concesso l’indulto al toro. Ma i cartoni animati trasmessi dalla prima rete della Tve, la televisione pubblica spagnola, piuttosto beffardi nei confronti del matador hanno provocato una sollevazione tra i sostenitori della corrida che non hanno tollerato l’affronto.

Il cartone animato antitaurino è andato in onda nel pomeriggio di domenica, momento di massimo ascolto infantile, facendo infuriare gli adulti appassionati di corride che lo hanno giudicato «diseducativo»

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Ecco Cleo, la cinghialina orfana che si crede un gatto

Posted by lidafirenze su 16 giugno, 2009

Cleo è una cinghialina trovata da un giovane in un bosco della bassa vallata del Vara, alla Spezia. Il ragazzo stava passeggiando con i suoi cani quando ha sentito un pianto disperato. Cleo vegliava la madre, rimasta uccisa nel laccio di un bracconiere. Il ragazzo ha raccolto il cucciolo e ha contattato l’ufficio tutela animali della Spezia, diretto da Antonietta Zarrelli. Il cucciolo è stato ribattezzato Cleopatra. Non si sperava di salvarla: è sempre molto difficile quando si tratta di neonati. Tuttavia al centro Wwf dei Ronchi di Massa sono riusciti a nutrirla con il biberon. Ora il problema è il futuro: Cleo dipende completamente dall’uomo, attende di essere nutrita, e si comporta come un animale domestico. Reinserirla in un ambiente selvatico è impensabile: correrebbe festosa tra le braccia dei cacciatori. La Zarrelli si appella ai parchi nazionali: se qualcuno ha posto, la adotti
[10 giugno 2009]

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Bimba di 5 anni allevata da cani e gatti. Non parla: abbaia e miagola

Posted by lidafirenze su 28 maggio, 2009

MOSCA (27 maggio) – Scoperta a Cita, nella Siberia orientale, ai confini della Mongolia, una bambina di cinque anni allevata da cani e gatti e in grado di esprimersi solo come gli animali.

Come hanno riferito le autorità, Natasha – questo il nome della piccola paragonata a Mowgli, il personaggio del libro dela Giungla – non è mai uscita di casa ed è stata rinvenuta in un appartamento sporco e in stato di abbandono dove viveva con i genitori che non si sono tuttavia mai occupati di lei. «Trascurata, con i vestiti sporchi e con un comportamento più simile a quello di un animale domestico, la piccola Natasha si gettava sulle persone come fosse un cagnolino. In questi anni la bambina ha potuto apprendere solo la lingua degli animali», ha detto un portavoce della polizia citato da Interfax. Nell’appartamento, ha aggiunto, vi era un cattivo odore insopportabile e dappertutto cani e gatti.

I genitori, la mamma di 25 anni e il padre di 27, si palleggiano a vicenda le responsabilità, e gli ispettori dei servizi per la protezione dell’infanzia hanno avviato indagni per chiarire le circostante di un caso così raccapricciante. Natasha è stata affidata a una istituzione pubblica dove riceve assistenza medica e psicologica, ma dove continua a trattare il personale saltando e abbaiando.

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Medusa killer avvistata nel Mediterraneo

Posted by lidafirenze su 21 maggio, 2009

i suoi tentacoli possono provocare la paralisi e perfino un arresto cardiaco

La Physalia Physalis “intercettata” vicino alle coste di Murcia. Si teme che arrivi alle Baleari

La Physalia Physalis
La Physalia Physalis

MADRID – Ha un bel nome: Physalia Physalis. Un soprannome evocativo di grandi avventure trans-oceaniche: Carabela Portuguesa (Vascello Portoghese). E una pessima reputazione: una sua carezza può essere letale. La medusa più pericolosa del mondo è stata avvistata nel Mediterraneo. Non una sola, ma una colonia: viaggia in un gruppo di cinquanta, non lontano dalle coste di Murcia, secondo le segnalazioni del Centro oceanografico di Los Alcázares.

CONDIZIONI FAVOREVOLI – Erano dieci anni che non si faceva vedere così vicino e, stando ai sospetti di Oceana, organizzazione internazionale per la protezione degli oceani), la formazione si è lasciata sospingere dalle correnti nel bacino del Mediterraneo, attraverso lo Stretto di Gibilterra, incoraggiata dalle condizioni favorevoli offerte dal cambio climatico e dalla scomparsa di molti pesci, suoi nemici naturali. La caccia alle tartarughe marine e la loro rarefazione sono un altro contributo alla prosperità della trasparente “assassina”.

PARALISI E ARRESTO CARDIACO – Più che una medusa, il Vascello Portoghese è un sifonoforo, a forma di vescicola piena di gas; e i suoi tentacoli possono provocare la paralisi anche in un uomo e perfino un arresto cardiaco. L’infida Physalia Physalis ha un raggio di azione di trenta metri, mentre galleggia sorniona, cullata dalle onde. La cattiva notizia è che, se dovesse trovarsi bene nel Mediterraneo, potrebbe installarsi e proliferare, creando non pochi problemi al turismo balneare. La buona notizia è che le piogge abbondanti di questa primavera stanno creando una barriera di acqua dolce e fredda generalmente poco gradita alle meduse. Per ora, quindi, niente allarmismi o previsioni catastrofiche per la stagione estiva, ma si segue con attenzione la passeggiata fuori rotta della flotta tropicale, che veleggia verso le Baleari.

Elisabetta Rosaspina
29 aprile 2009

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ATTENZIONE: attraversamento ricci!

Posted by lidafirenze su 21 maggio, 2009

Autisti!

ricordatevi: quando guidate state attenti anche a me perché questa é la stagione di noi piccoli 🙂

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NO ALLA MODIFICA DELLA SPECIE UMANA!

Posted by lidafirenze su 6 maggio, 2009

I brevetti sulla materia vivente e il loro percorso da tempo preannunciato

La brevettabilità della materia vivente (o facoltà di privatizzare, attraverso un brevetto, una pianta, un animale, ma anche una parte del corpo umano), è stata conquistata dalle aziende biotech negli anni ’80-’90, con nuove leggi brevettuali del tutto rivoluzionarie. Con il pretesto di una minima modifica genetica introdotta nell’organismo, la pianta o l’animale divenuto Ogm (organismo geneticamente modificato) viene trasformato da inalienabile “bene comune” dell’umanità (quale elemento del creato o della natura) in proprietà privata dell’azienda, alla quale consente di riscuotere i diritti ad ogni ciclo riproduttivo.

Le nuove leggi brevettuali hanno inoltre consentito di riscuotere i brevetti sui geni umani nel momento stesso della loro scoperta, senza Interventi di “creatività” umana (e oltre 6.500 brevetti per altrettanti geni furono concessi a Craig Venter, lo scienziato americano che nel 2000 riuscì per primo a pubblicare il sequenziamento del genoma umano, nonostante lui abbia sempre pubblicamente dichiarato che offriva la sua scoperta all’umanitàŠ).

Ma la storia degli Ogm, in particolare delle loro applicazioni in agricoltura, dove le industrie che li imponevano sul mercato hanno potuto riscuotere ingenti diritti, ci ha in questi anni insegnato alcune cose.

La prima: dietro ai presunti benefici annunciati a gran voce per commercializzare gli Ogm non vi è altro che Š i benefici commerciali per i detentori dei brevetti. Nessuna delle caratteristiche migliorative annunciate (maggiore produttività, maggiore sostenibilità) si è realizzata, mentre sono sempre più gravi le conseguenze negative, di carattere ambientale e di carattere sociale, che fanno degli Ogm di certo non la soluzione per la fame nel mondo, ma una importante concausa di essa (vedi anche le parole del Papa, citate nell’Osservatore Romano dell’1/05/09, “la campagna di semina di Ogm, che pretende assicurare la sicurezza alimentare [Š] rischia di rovinare i piccoli agricoltori [Š] e di renderli dipendenti dalle società produttrici di Ogm”).

La seconda: gli effetti ottenuti con la modifica del DNA, non corrispondono mai a quelli programmati. All’interno del DNA, i suoi diversi frammenti operano in combinazioni di tale complessità da non consentire di determinare i risultati. Allo stesso modo, dentro all’organismo o ad un ecosistema, le infinite relazioni che legano le diverse parti costituiscono una rete talmente fitta da rendere gli esiti delle manipolazioni, sia a breve che a lungo termine, del tutto imprevedibili.

La terza: chi detiene i brevetti possiede un potere economico di tale portata che ogni insuccesso verrà tenuto nascosto fino a negarne l’evidenza.

La quarta: la cultura temeraria che ha ispirato le nuove applicazioni di tante importanti scoperte scientifiche, mirata ad inseguire successi professionali e soprattutto economici, riduce l’essere vivente, uomo compreso, ad una scatola di montaggio, snaturando il valore stesso della vita. Questa cultura è una delle cause più gravi dell’attuale crisi globale che coinvolge l’intera società umana, la sua economia, la sua politica e soprattutto i principi più fondamentali di etica senza i quali essa non potrà sopravvivere.

Oggi, trascurando il fatto che l’intervento sulle linee germinali dell’uomo è vietato da precisi accordi internazionali, due idoli del mondo della Scienza infrangono, dalla prima pagina di ” Repubblica” (5/05/09) una nuova impensabile barriera: quella dell’eugenetica.
James D. Watson, scopritore ufficiale del DNA nel lontano 1953 e noto per la sua posizione favorevole ad un’eugenetica molto spinta, per la quale ha già in passato ricevuto molte critiche, in una intervista che reca il titolo alquanto esplicito “Usiamo il DNA per migliorare la specie” dichiara “se aggiungere 3 o 4 geni al DNA servirà a renderci più sani e intelligenti, dobbiamo farlo [Š] non dobbiamo avere paura di entrare nell’ignoto”.
Umberto Veronesi ha invece l’ardire, malgrado l’incalzare quasi quotidiano di documenti scientifici che dimostrano l’insuccesso degli Ogm in agricoltura (vedi nota 1), di affermare ancora che essi combattono fame e sete nei paesi poveri e che migliorano l’alimentazione nel mondo occidentale. Pur se più cauto nel valutare i futuri interventi sul DNA umano (che richiedono, egli afferma, un lungo dibattito pubblico) egli non sembra contrario ad un simile passo.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, che ha sempre visto nella produzione dei “designer babies” (bambini prodotti su ordinazione) una minaccia ben reale – grazie ai brevetti sui geni umani, al brevetto anch’esso già concesso sull’embrione umano e ad un sempre più disinvolto uso della clonazione riproduttiva – mette in guardia chi con grande facilità accetta oggi dichiarazioni come quelle di Watson e di Veronesi, mette in guardia chi è inconsapevole delle spinte commerciali che continueranno ad essere il motore di ogni innovazione, di ogni passo futuro impropriamente definito come “progresso”.

Un business come quello dei “designer babies”, che di certo potrebbe essere il più importante di tutti i tempi per le aziende biotech, se autorizzato dalla Società Civile, renderà le visioni di Orwell e di Huxley per noi paurosamente reali.

(1) – Rapporto 2006 di Friends of the Earth “Who benefits from GM crops?”
– Rapporto IAASTD, International Assessment of Agricultural Knowledge, Science andTechnology for Development”, commissionato dalle Nazioni Unite
– Rapporto “Failure to yield” di UCS, Union of Concerned Scientists
– Documenti di Charles Benbrook, già direttore Agricoltura nella Academy of Sciences degli USA

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it
Sito internet: http://www.equivita.org

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GALLINE DA COMPAGNIA

Posted by lidafirenze su 2 marzo, 2009

Bruna Magi

È nata una nuova passione, l’avicoltura da ornamento. Cioè anatre e polli, e specialmente le gallinelle, di svariate forme e colori, fatte crescere non per arrostirle, ma per goderne la compagnia e la bellezza. Fra le razze più amate spicca la Moroseta, che ha un piumaggio diverso da quello di tutti gli altri polli e che al tatto risulta talmente soffice da sembrare pelo. Ma le caratteristiche che attirano di più sono il ciuffo che fa simpatia e le “calze” delle zampe. E anche perché è molto docile: dicono gli esperti che quanto lei lo è forse solo la “Cocincina nana”, con forme ancora più morbide e tondeggianti: una vera maggiorata! In omaggio al suo fascino (vanta 24 varietà di colorazione) è stato creato un club italiano di razza. A vederle si resta così stupiti da mettere in dubbio che si tratti di vere e proprie galline. Ci sono quelle piccole, dette americane, e altre di origine asiatica, oggi oggetto di attenzioni e cure, proprio cani e gatti. Fra le razze preferite, non solo le “forme” piccoline e tondeggianti, ma anche quelle slanciate e imponenti che si ritrovano nelle Brahma varietà grande e Cocincina varietà grande. Anch’esse di origine asiatica, hanno un peso che si aggira intorno ai 5 kg. Invece la razza più piccola è la Serama: originaria della Malesia, ha una coda molto eretta e zampe cortissime. E se non è la forma, la colorazione o la taglia dell’esemplare a conquistare sguardi e affetto, per molti è il colore dell’uovo: esistono razze che depongono uova color cioccolato, come la Marans. O di altri colori brillanti, come le uova celesti dell’Araucana e quelle meravigliose, stile “marmo” dell’Anatra Cayuga originaria dell’omonimo lago dello Stato di New York. L’evento più atteso per gli appassionati, prima ancora della competizione ai Campionati Italiani che si svolgono una volta l’anno, è la nascita dei pulcini nel periodo primaverile. Con l’aumento della luce solare le galline cominciano un intenso ciclo di deposizione che fa schiudere molte uova, c’è chi sceglie apposite incubatrici, e chi, invece, amante di un evento tutto al naturale, sceglie come madri le chiocce con alta attitudine alla cova. Una community ha facilitato la diffusione di questa avicoltura da ornamento e da selezione, la trovate al seguente link: cocincina.leo.it. Un forum di avicoltura che conta moltissimi iscritti, fra cui esperti e giudici del settore, persone che con la passione hanno messo a disposizione il loro tempo libero per insegnare a chi si avvicina a questo hobby le basi dell’allevamento e della selezione. E non solo, in certi casi le gallinelle sono persino capaci di salvare la vita. Dice Mauro Sabatelli, un imprenditore che ha dovuto chiudere l’attività: «Ora faccio soltanto consulenze, abito in una casa in mezzo al bosco e mi sono circondato di animali: Macchia e Stellina, due cagnolini, molto vivaci e affettuosissimi, tre gerbilli, topini siberiani molto carini e teneri, il galletto Mimì, detto metallurgico per i riflessi metallizzati del piumaggio, e tre gallinelle. La sera, quando loro dormono vado a controllare se tutto funziona e prelevo le uova, se le hanno deposte. Hanno il guscio di colori differenti: Gioconda, la più anziana, le fa più grandi e col guscio bianco, mentre le altre due producono ovetti più piccoli di quelli che si trovano in commercio. Quando dormono si lasciano accarezzare senza reagire. Ho costruito loro un riparo in alto per evitare volpi e faine. Le nutro con gli avanzi di casa. La mia famiglia “avicola”? Vidi su un giornale di inserzioni un annuncio in cui una signora gentilissima regalava galletti americani. Ne ho avuto uno in dono, poi ho comprato Cocò, quindi Gioconda, Mimì e infine due gemelline. Passatempo economico, costano 7 euro e 50 l’una. Ho voluto due galletti perché sono talmente belli che uno l’ho prestato come “stallone” alla mia vicina, che alleva galline di razza tradizionale. Fino a Natale uova ne ho viste poche. Ma ora la media è di 6/7 la settimana e man mano che le giornate si allungano aumenta la produzioneGioconda appena può esce dal pollaio e se ne va in giro negli orti dei vicini, il che non è opportuno. Siamo in attesa della primavera e speriamo in qualche nidiata. Marcella (mia figlia che ha sette anni), aspetta con ansia. La vita di campagna mi ha ridato la misura delle cose. Grazie alle galline.

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Grazie al film Ratatouille anche il topo diventa animale domestico

Posted by lidafirenze su 2 marzo, 2009

topini1OSCAR GRAZIOLI

Siete soli o anziani o un po’ depressi? Insomma, la vita non ha più il sorriso del sole sorgente? Forse state pensando (giustamente) che un animale vi terrebbe compagnia, ma ci sono alcuni problemi. Il cane è certamente l’animale che più si relaziona con l’uomo, ma è impegnativo, specie per chi lavora fuori casa.topini5 Il gatto è più autonomo, ma se siete maniaci dell’igiene, e tenete molto alle tende ricamate dalla nonna potreste entrare in serio conflitto con chi pretende (e non sente ragioni) di infilarsi sotto le vostre coperte, passeggiare sul tavolo di cucina e ridurre le tende a mo’ di tagliatella. Criceti, pesci rossi e canarini sono delicati, hanno una scarsa comunicativa e vivono poco. Ebbene ho io l’animale che fa per voi. Un bel topone da fogna, più nobilmente noto come “Rattus norvegicus”, insomma una pantegana. Sono fuori di melone? Per niente. Sappiate che il commercio dei ratti “da compagnia” in Italia, ma soprattutto in Francia, Germania e Gran Bretagna, ha conosciuto un vero e proprio boom dopo l’uscita di Ratatouille, il topo gourmet che ha spopolato nei cinema. topini7Addirittura in Inghilterra si alleva il “fancy rat”, un ratto domestico di particolare bellezza (immagino le smorfie delle lettrici!) con splendidi colori del mantello a pelo raso. Se andate sui siti web degli amici dei ratti, troverete scritto che si tratta di animali molto puliti e se qualcuno ha obiezioni gli viene chiesto di stare dentro una fogna e di chiedersi quanto olezzerà uscendone dopo un anno. Gli stessi rattofili garantiscono che, uomo a parte, è dimostrato scientificamente che gli unici animali in grado di ridere (emettendo particolari ultrasuoni) e di sognare sono proprio i ratti. Ho qualche dubbio, ma qui gli esperti sono loro, i quali vi consigliano questo animale d’affezione, perché fedele, giocherellone, intelligente, allegro e amichevole come un cane, ma indipendente come un gatto. Il suo punto debole e che tende a rosicchiare e soffre spesso di problemi respiratori. Per il resto è un bijou, dicono loro.Questa euforia degli amanti di ratti è stemperata in questi giorni da una notizia che ha messo in allarme i sistemi sanitari europei. In Francia e Germania si sono verificati numerosi casi di infezione da Cowpox nell’uomo. Si tratta di un virus che causa gravi lesioni sulla pelle che, per fortuna, tendono a guarire ma in lunghi periodi di tempo. L’origine dei focolai è stata individuata in ratti infetti, acquistati nella repubblica Ceca. Se consideriamo che questi ratti non trovano ricovero solo nelle case degli amanti del genere, ma sono massicciamente venduti, vivi o congelati, come pasto per altri animali “da compagnia” (i serpenti), risulta evidente il perché anche il ministero della Salute italiano ha allertato medici e veterinari nell’alzare il livello d’attenzione su questi come su molti altri animali non convenzionali che hanno vari momenti di successo a seconda delle mode. Però, care lettrici sole, un bel ratto con la coda glabra… Pensateci su.

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Balene: arriva mappa di suoni per proteggerle Allo studio segnale d’allarme per evitare collisioni con navi

Posted by lidafirenze su 2 marzo, 2009

(ANSA) – BUENOS AIRES, 22 FEB – Allo studio in Argentina una ricerca per identificare i suoni percepiti dalle balene, al fine di prevenire incidenti ai cetacei. Ogni anno, infatti, centinaia di balene australi si avvicinano alle coste di Valdes per riprodursi, e l’aumento del traffico marino nella zona ha moltiplicato i rischi di incidenti, spesso mortali, per questi animali. In base alla mappa dei suoni, gli scienziati sperano di poter sviluppare un segnale di allarme per evitare collisioni con le navi.

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Indonesia/ Tigre di Sumatra sbrana due taglialegna illegali La specie è la più a rischio di estinzione del mondo

Posted by lidafirenze su 2 marzo, 2009

Giacarta, 22 feb. (Ap) – Una tigre di Sumatra ha sbranato due boscaioli illegali in Indonesia occidentale, facendo salire a cinque il numero delle persone uccise in meno di un mese da esemplari di questa specie ad alto rischio di estinzione. Le vittime, un uomo e il figlio diciottenne, sono state attaccate mentre dormivano accanto ad una pila di legno rubato in una foresta protetta dell’isola di Sumatra, ha riferito Didy Wurdjanto, funzionario dell’agenzia di conservazione dello Stato. Tre persone erano già state uccise alla fine di gennaio nella zona. I rangers dell’area la settimana scorsa hanno catturato una tigre femmina adulta che si ritiene sia la responsabile degli attacchi. L’animale è stato trasferito altrove. La tigre di Sumatra, che è la sottospecie di tigre più a rischio di estinzione del mondo, vive unicamente a Sumatra, la grande isola dell’Indonesia occidentale. È diffusa ovunque, dalle foreste di pianura a quelle di montagna, e si trova anche in diverse aree non protette. Solamente 400 esemplari vivono nelle riserve e nei parchi nazionali e le restanti, circa 250, sono diffuse in aree che stanno andando perse a causa dell’agricoltura. Le riserve inoltre non sono sicure, poiché, nonostante gli sforzi di conservazione, molte tigri vengono uccise dai bracconieri ogni anno.

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