LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Archive for the ‘eventi spiacevoli’ Category

Acireale: i cani servivano per i combattimenti!

Posted by lidafirenze su 25 luglio, 2009

ACIREALE (CATANIA) – La pista ora sembra quella dei cani da combattimento. Potrebbe non essere stata infatti la femmina di Dogo argentino a sbranare il piccolo Giuseppe Azzarelli, il bimbo di 7 anni ucciso da un branco di cani ad Acireale, in provincia di Catania, ma un cane di taglia più grossa, non presente tra quelli trovati dagli investigatori all’interno del fondo dove è avvenuta la tragedia. Lo rendono noto i carabinieri della compagnia di Acireale, dopo gli esiti dell’esame effettuato sul corpo della vittima da parte del medico legale. Il pm non ha disposto l’autopsia in quanto “non risulterebbe utile alle indagini dei carabinieri”. E intanto la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità.

Gli inquirenti, durante il sopralluogo, hanno trovato nel fondo agricolo cinque cani, tre incatenati e due liberi. Uno di questi, un dobermann, era in possesso di regolare microchip, la cui lettura ha permesso ai veterinari dell’Asl che collaborano con i carabinieri di risalire al legittimo proprietario, che oltre un mese fa ne aveva denunciato la sparizione in un altro paese della provincia etnea. “Non si esclude – spiegano i carabinieri – che il fondo della tragedia, situato in un quartiere popolare di Acireale, possa essere stato utilizzato come luogo di custodia di cani da combattimento”.

“Gli dicevamo sempre di non andare dai cani perché era pericoloso”. Così fra le lacrime Ivan Azzarelli, fratello del piccolo Giuseppe. A mamma Alfia la tragedia è stata celata fino a questa mattina. Il marito della donna, Nino Azzarelli, magazziniere della locale squadra di calcio, che ieri sera ha trovato il corpo parzialmente sotterrato dagli animali quasi fosse una razione di cibo, le aveva detto che Giuseppe era stato ferito da un cane e che era ricoverato in ospedale, ma che non c’era da preoccuparsi. Poi, questa mattina, nell’ospedale di Acireale, le ha detto la verità. La donna ha gridato ed è svenuta. Poi è stata sedata ed è sotto il controllo dei medici.

Per il sindaco Nino Garozzo “è una morte terribile e assurda che getta nello sconforto tutta la città. Gli investigatori sapranno chiarire chi teneva quei cani, a quale scopo e come mai dei ragazzini ogni pomeriggio si recassero lì”. Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini nota che bisogna “applicare pienamente le normative vigenti in materia di anagrafe canina, di principi di responsabilità civile e penale del proprietario e in materia di lotta al randagismo e di percorsi educativi”. “Mi auguro – conclude il sottosegretario lanciando un appello all’assessore alla Sanità siciliana Massimo Russo – che davvero in Sicilia possa partire una rinascita che ci permetta di non vedere più questa regione toccata da fatti così drammatici”.
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BAMBINO SBRANATO DAI CANI AD ACIREALE: INFORMAZIONE INESATTE…I CANI SONO DEL FRATELLO…SERVIVANO PER I COMBATTIMENTI………IERI AL TELEGIONALE….E’ STATA DATA LA NOTIZIA

BAMBINO SBRANATO DAI CANI AD ACIREALE

ACIREALE (CATANIA) – Un bimbo che non aveva ancora compiuto sette anni è stato sbranato ieri sera in contrada San Cosimo, alla periferia di Acireale, da almeno cinque cani inferociti. Tra di loro un pitbull, un doberman e una femmina di razza dogo argentino che aveva partorito da poco una cucciolata.

Sarebbe stata proprio quest’ultima ad azzannare per prima il piccolo che si era avvicinato per vedere i cuccioli. Gli altri cani avrebbero poi fatto scempio del corpo del bimbo, al quale è stata quasi staccata di netto la testa con un profondo morso alla gola. Uno spettacolo raccapricciante scoperto proprio dai genitori del piccolo – il padre, è un magazziniere dell’Acireale calcio, la madre è casalinga – allarmati per il mancato rientro del figlio. Dopo alcune ore di ricerche si sono ricordati di quel fondo alla periferia del paese dove il piccolo, insieme ad altri bambini, portava da mangiare ed accudiva un branco di cani. E sono stati proprio loro a ucciderlo senza pietà. Sul posto sono arrivate subito unità cinofile, che hanno portato via gli animali, oltre a personale della Asl e ai carabinieri. La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un’inchiesta per risalire ai proprietari dei cani o identificare a chi fossero affidati.

La vicenda sembra ricalcare, per molti versi, quanto accaduto il 15 marzo scorso nelle campagne tra Marina di Modica e Sampieri, in provincia di Ragusa. Anche in quel caso una muta di cani sbranò un bambino, Giuseppe Brafa, di dieci anni. Lo stesso branco assalì due giorni dopo una turista tedesca di 25 anni che stava facendo jogging sulla spiaggia, riducendola in fin di vita. La giovane, riuscì a salvarsi, ma il suo viso e il suo corpo sono rimasti sfregiati per sempre. Le indagini portarono all’arresto, con l’accusa di concorso in omicidio colposo, di Virgilio Giglio, 64 anni, l’uomo che aveva avuto in affidamento i cani dalla Procura di Modica come custode giudiziario. Un’inchiesta non ancora conclusa, che ha visto un rimpallo di responsabilità tra magistrati, autorità sanitarie e amministratori comunali.

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Bimbo sbranato dai cani in Sicilia Gli animali erano del fratello

Posted by lidafirenze su 25 luglio, 2009

Bimbo sbranato dai cani in Sicilia Gli animali erano del fratelloIvan Azzarelli

ACIREALE (CATANIA) – I cani che hanno ucciso il bimbo di 6 anni, Giuseppe Azzarello, erano del fratello della vittima, Ivan, 19 anni, che li custodiva in un recinto vicino a casa. E’ stato lo stesso ragazzo ad ammetterlo ai magistrati. Ivan, che ha precedenti per furto, era soggetto all’obbligo di firma, e domani sarà interrogato in procura alla presenza di un avvocato.

Ivan ha ribadito ai magistrati che aveva detto a Giuseppe di non andare nel recinto dove il bambino, sfuggendo al controllo, si era già recato più volte prima della tragedia a portar da mangiare ai cani.

Le indagini, che proseguono, potrebbero portare alla pista dei cani da combattimento. Pare infatti che non essere stata infatti la femmina di Dogo argentino a sbranare Giuseppe ma un cane di taglia più grossa, non presente tra quelli trovati dagli investigatori all’interno del fondo dove è avvenuta la tragedia. Lo rendono noto i carabinieri della compagnia di Acireale, dopo gli esiti dell’esame effettuato sul corpo della vittima da parte del medico legale. Il pm non ha disposto l’autopsia in quanto “non risulterebbe utile alle indagini dei carabinieri”. E intanto la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità.

Gli inquirenti, durante il sopralluogo, hanno trovato nel fondo agricolo cinque cani, tre incatenati e due liberi. Uno di questi, un dobermann, era in possesso di regolare microchip, la cui lettura ha permesso ai veterinari dell’Asl che collaborano con i carabinieri di risalire al legittimo proprietario, che oltre un mese fa ne aveva denunciato la sparizione in un altro paese della provincia etnea. “Non si esclude – spiegano i carabinieri – che il fondo della tragedia, situato in un quartiere popolare di Acireale, possa essere stato utilizzato come luogo di custodia di cani da combattimento”.


“Gli dicevamo sempre di non andare dai cani perché era pericoloso”. Così fra le lacrime Ivan Azzarelli, fratello del piccolo Giuseppe. A mamma Alfia la tragedia è stata celata fino a questa mattina. Il marito della donna, Nino Azzarelli, magazziniere della locale squadra di calcio, che ieri sera ha trovato il corpo parzialmente sotterrato dagli animali quasi fosse una razione di cibo, le aveva detto che Giuseppe era stato ferito da un cane e che era ricoverato in ospedale, ma che non c’era da preoccuparsi. Poi, questa mattina, nell’ospedale di Acireale, le ha detto la verità. La donna ha gridato ed è svenuta. Poi è stata sedata ed è sotto il controllo dei medici.

Per il sindaco Nino Garozzo “è una morte terribile e assurda che getta nello sconforto tutta la città. Gli investigatori sapranno chiarire chi teneva quei cani, a quale scopo e come mai dei ragazzini ogni pomeriggio si recassero lì”. Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini nota che bisogna “applicare pienamente le normative vigenti in materia di anagrafe canina, di principi di responsabilità civile e penale del proprietario e in materia di lotta al randagismo e di percorsi educativi”. “Mi auguro – conclude il sottosegretario lanciando un appello all’assessore alla Sanità siciliana Massimo Russo – che davvero in Sicilia possa partire una rinascita che ci permetta di non vedere più questa regione toccata da fatti così drammatici”.

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“IO L’HO VISTO” Servizio salvataggio animali abbandonati in autostrada.

Posted by lidafirenze su 24 giugno, 2009

Per dovere di cronaca dobbiamo rettificare il precedente comunicato relativo alla lodevole iniziativa di prevenzione al fenomeno degli abbandoni in autostrada.
Il comunicato non è infatti aggiornato ne completo come dovrebbe. Il servizio innanzitutto è attivo solo dal 25 luglio!
A gestire l’iniziativa poi, non è la polizia stradale, che offre solo la propria collaborazione, ma 300 volontari di AIDAA E PRONTOFIDO che si stanno preparando a questo compito da tre mesi.
In ogni caso sottolineamo come in casi di abbandono di animali, sia sempre possibile contattare Carabinieri e Polizia di zona e pretendere un intervento immediato!
Si ringrazia Lorenzo Croce, presidente Nazionale AIDAA, per averci fornito le corrette informazioni riguardo a questo lodevole servizio.

Quante volte ci siamo imbattuti, percorrendo le autostrade italiane, in animali vaganti, soprattutto cani, spesso abbandonati in strada da proprietari criminali e insensibili. Purtroppo proprio gli stessi animali sono stati, oltre che vittime, protagonisti inconsapevoli di incidenti stradali. E’ superfluo dire che l’abbandono è un gesto ignobile e da vigliacchi e noi siamo qui a ribadire che gestire un animale anche durante il periodo estivo, non è poi così difficile.
Basta sapersi organizzare con un po’ di anticipo e trovare l’albergo che accetta anche il nostro amico oppure affidarlo alle pensioni per animali fino al nostro ritorno.
Le numerosissime campagne informative che cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica per evitare l’abbandono sono sempre più efficaci, ma purtroppo il fenomeno è ancora piuttosto diffuso. Anche quest’anno PRONTOFIDO e RADIO 105, RADIO MONTE CARLO e VIRGIN RADIO, organizzano il servizio di salvataggio per i cani abbandonati in autostrada nel
periodo estivo, l’iniziativa prende il nome di IO L’HO VISTO! Se stai viaggiando in autostrada e vedi un animale abbandonato, fermati alla prima area di sosta ed invia un sms al numero 334 1051030. Ricordati di specificare la località dell’avvistamento, l’ora, la provincia, la direzione di marcia. Il tuo sms sarà pubblicato sul sito dell’Autogrill e da qui inoltrato alla sede più vicina della Polizia Stradale, quest’ultima interverrà avvisando le strutture preposte al recupero del cane. La legge 281 del 14 Agosto 1991 “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo” obbliga ogni comune a prelevare i cani abbandonati e a curarli vietandone la soppressione.
Se invece vedi un animale abbandonato non in autostrada puoi rivolgerti ai Vigili del Comune di competenza oppure ai Carabinieri al 112.

Dal sito: http://www.vitadacani.info/

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STRISCIA LA NOTIZIA ALLO ZOO DI POPPI

Posted by lidafirenze su 25 maggio, 2009

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009/05/C_35_video_9453_GroupVideo_filevideo.wmv

Puntata di Venerdì 22 Maggio2009. Edoardo Stoppa di STRISCIA LA NOTIZIA è andato a verificare le condizioni di alcuni animali nel Parzo zoo di Poppi.

Intervistati Donato Marmorini (Segretario wwf Arezzo), Ilaria Isacchi (Referente Lav Arezzo) e la proprietaria del parco.

“Nella puntata del 22 maggio di Striscia la notizia è andato in onda un servizio sullo zoo di Poppi realizzato da Edoardo Stoppa e nel quale sono intervenuti i rappresentanti di WWF Arezzo e LAV Arezzo. Si tratta di un caso che come WWF seguiamo da oltre 10 anni insieme a LAV e ENPA locali e appunto con il servizio di ieri ci auguriamo che qualcosa si smuova. La situazione infatti, è impantanata da circa due anni, ossia dall’agosto 2007 quando riuscimmo a far intervenire il NIRDA del Corpo Forestale dello Stato, per verificare il rispetto delle normative nazionali. Per chi fosse ulteriormente interessato ad approfondire questo argomento, può scaricare dal sito WWF Arezzo il  DOSSIER che WWF, ENPA e LAV Arezzo hanno realizzato e inviato alle competenti autorità, nel quale si descrive e si documenta dettagliatamente la situazione all’interno dello zoo”    Donato Marmorini. Segretario Associazione WWF Arezzo, Via Guido Monaco 1, 52100 AREZZO tel. e fax 0575/27280 e.mail: arezzo@wwf.it
www.wwf.it/arezzo

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ANZIANO AGGREDITO DA CANI A LICATA IN SICILIA: NO A INUTILI ALLARMISMI

Posted by lidafirenze su 19 maggio, 2009

Milano (16 maggio 2009) Apprendiamo con sgomento e con profondo dispiacere che due cani randagi avrebbero aggredito un signore di 87 anni di Licata in Sicilia. Dalle prime notizie di agenzia parrebbe che l’uomo sia stato aggredito da due randagi mentre percorreva a piedi la strada provinciale di San Michele e che lo stesso sia ora ricoverato in gravi condizioni presso l’ospedale San Giacomo d’Altopasso. “Ci auguriamo ovviamente che questo signore guarisca il prima possibile- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA-ma la nostra paura è che questo ennesimo fatto seppur grave, scateni ancora una psicosi collettiva come già accaduto il 15 marzo a Scicli pertanto chiediamo di evitare inutili e pericolosi allarmismi che possono portare a delle vere e proprie battute di caccia contro i cani randagi. Il problema del randagismo non si risolve a fucilate ma con l’applicazione delle leggi che ci sono e vengono disattese alla grande dalla maggior parte delle amministrazioni locali sia in Sicilia che in molte altre regioni del Centro e del Sud Italia. Non voglio qui tornare a denunciare i fatti che tutti oramai conosciamo a partire dal taglio dei fondi per la lotta al randagismo e dal mancato utilizzo dei medesimi fondi da parte delle amministrazioni comunali e dei settori veterinari delle strutture pubbliche che hanno quantomeno delle responsabilità per omissione di controllo. Quello che mi preme sottolineare- continua il presidente AIDAA Lorenzo Croce- è la necessità di porsi seriamente tutti insieme nel cercare le soluzioni al fenomeno del randagismo. Noi abbiamo già indicato la necessità di costruire almeno nuovi 500 canili pubblici e sanitari nel sud per far fronte all’emergenza ma occorre anche un piano straordinario di sterilizzazione dei cani randagi a partire dalle regioni del Sud Italia. E’ inutile- dice Croce- scandalizzarsi e stracciarsi le vesti quando capitano questi fatti se in Italia ci sono almeno 1.600 enti locali che non applicano la legge 281/91 sulla lotta al randagismo, e soprattutto se chi dovrebbe vigilare su un fenomeno che riguarda complessivamente oltre 700.000 cani randagi dei quali solo 150.000 ospitati nei canili rifugi si limita a proclami che si dissolvono nell’aria appena si spengono le telecamere. Anziché abbattere i cani- conclude Croce- si processino e mettano in galera chi avendo responsabilità non ha applicato per decenni la legge contro il randagismo”.

In Sicilia il fenomeno del randagismo secondo i dati del ministero è cosi diffuso.

CANI OSPITATI NEI CANILI 10..338
CANILI RIFUGIO 42
CANILI SANITARI 37
NUMERO PRESUNTO CANI RANDAGI ANCORA LIBERI 68.000
CANI DI PROPRIETA’ 246.000

Per info 3478883546-3926552051

Sostieni e firma le nostre petizioni:

per chiedere la realizzazione immediata della banca dati del dna dei cani contro l’importazione dei clandestina dei cuccioli
www.firmiamo.it/dnacaniobbligatorio

per chiedere che non vengano tagliati i fondi per la lotta al randagismo
www.firmiamo.it/noaitaglifondirandagismo

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA

www.aidaa.netdirettivo.aidaa@libero.itpresidenza.aidaa@libero.it

Telefoni 3926552051-3478883546

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Morto il coniglio gigante inglese – è stato il viaggio aereo per andare allo stupido programma della D’Urso?

Posted by lidafirenze su 8 maggio, 2009

Doveva partecipare allo Show dei record

Il coniglio gigante non fa il record. O meglio, potrebbe farlo se fosse il primo animale nella storia della tv morto prima di andare in onda. Ma questo chi può dirlo. La vicenda è questa: Amy, il coniglio più grande del mondo dal peso di 20 kg, è morta per un attacco di cuore dopo il viaggio dalla sua casa di Worcester (Gb) verso Milano. Anzi, secondo il Telegraph verso gli studi de lo Show dei record, il programma in onda su Canale 5 di Barbara D’Urso.

Avrebbe dovuto parteciparvi, ma purtroppo, traccc, morta. Amy, non sarà più una star. Povera. Di lei si sa che viveva in una cuccia di cane, era di razza continentale ed era molto ghiotta. Per darle da mangiare servivano 10 sterline al giorno. Nel menù quotidiano: due mele, tante carote, mezzo cavolo, fieno fresco e una ciotola di cibo per cani.

Annette Edwards, la padrona di Amy, ha detto disperata: “È un vero mistero. Era sano, giovane, per essere un coniglio, e il veterinario aveva ritenuto che fosse idoneo per affrontare un volo aereo”. Amy ha partorito più di trenta figli. E Annette spera che tra di loro possa esserci un degno erede, quantomeno di stazza: “Alice è già 5 centimetri più lunga della madre alla sua età”. L’anno scorso Amy aveva detronizzato Roberto, considerato precedentemente il coniglio più grande del mondo.

Sul sito inglese PetStreet, che parla di animali domestici, si legge a proposito della vicenda: “Oggi forse Amy sarebbe viva, se le fosse stato consentito di fare ciò che fanno gli altri conigli: condurre una vita tranquilla, in compagnia dei propri simili”.

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NO ALLA MODIFICA DELLA SPECIE UMANA!

Posted by lidafirenze su 6 maggio, 2009

I brevetti sulla materia vivente e il loro percorso da tempo preannunciato

La brevettabilità della materia vivente (o facoltà di privatizzare, attraverso un brevetto, una pianta, un animale, ma anche una parte del corpo umano), è stata conquistata dalle aziende biotech negli anni ’80-’90, con nuove leggi brevettuali del tutto rivoluzionarie. Con il pretesto di una minima modifica genetica introdotta nell’organismo, la pianta o l’animale divenuto Ogm (organismo geneticamente modificato) viene trasformato da inalienabile “bene comune” dell’umanità (quale elemento del creato o della natura) in proprietà privata dell’azienda, alla quale consente di riscuotere i diritti ad ogni ciclo riproduttivo.

Le nuove leggi brevettuali hanno inoltre consentito di riscuotere i brevetti sui geni umani nel momento stesso della loro scoperta, senza Interventi di “creatività” umana (e oltre 6.500 brevetti per altrettanti geni furono concessi a Craig Venter, lo scienziato americano che nel 2000 riuscì per primo a pubblicare il sequenziamento del genoma umano, nonostante lui abbia sempre pubblicamente dichiarato che offriva la sua scoperta all’umanitàŠ).

Ma la storia degli Ogm, in particolare delle loro applicazioni in agricoltura, dove le industrie che li imponevano sul mercato hanno potuto riscuotere ingenti diritti, ci ha in questi anni insegnato alcune cose.

La prima: dietro ai presunti benefici annunciati a gran voce per commercializzare gli Ogm non vi è altro che Š i benefici commerciali per i detentori dei brevetti. Nessuna delle caratteristiche migliorative annunciate (maggiore produttività, maggiore sostenibilità) si è realizzata, mentre sono sempre più gravi le conseguenze negative, di carattere ambientale e di carattere sociale, che fanno degli Ogm di certo non la soluzione per la fame nel mondo, ma una importante concausa di essa (vedi anche le parole del Papa, citate nell’Osservatore Romano dell’1/05/09, “la campagna di semina di Ogm, che pretende assicurare la sicurezza alimentare [Š] rischia di rovinare i piccoli agricoltori [Š] e di renderli dipendenti dalle società produttrici di Ogm”).

La seconda: gli effetti ottenuti con la modifica del DNA, non corrispondono mai a quelli programmati. All’interno del DNA, i suoi diversi frammenti operano in combinazioni di tale complessità da non consentire di determinare i risultati. Allo stesso modo, dentro all’organismo o ad un ecosistema, le infinite relazioni che legano le diverse parti costituiscono una rete talmente fitta da rendere gli esiti delle manipolazioni, sia a breve che a lungo termine, del tutto imprevedibili.

La terza: chi detiene i brevetti possiede un potere economico di tale portata che ogni insuccesso verrà tenuto nascosto fino a negarne l’evidenza.

La quarta: la cultura temeraria che ha ispirato le nuove applicazioni di tante importanti scoperte scientifiche, mirata ad inseguire successi professionali e soprattutto economici, riduce l’essere vivente, uomo compreso, ad una scatola di montaggio, snaturando il valore stesso della vita. Questa cultura è una delle cause più gravi dell’attuale crisi globale che coinvolge l’intera società umana, la sua economia, la sua politica e soprattutto i principi più fondamentali di etica senza i quali essa non potrà sopravvivere.

Oggi, trascurando il fatto che l’intervento sulle linee germinali dell’uomo è vietato da precisi accordi internazionali, due idoli del mondo della Scienza infrangono, dalla prima pagina di ” Repubblica” (5/05/09) una nuova impensabile barriera: quella dell’eugenetica.
James D. Watson, scopritore ufficiale del DNA nel lontano 1953 e noto per la sua posizione favorevole ad un’eugenetica molto spinta, per la quale ha già in passato ricevuto molte critiche, in una intervista che reca il titolo alquanto esplicito “Usiamo il DNA per migliorare la specie” dichiara “se aggiungere 3 o 4 geni al DNA servirà a renderci più sani e intelligenti, dobbiamo farlo [Š] non dobbiamo avere paura di entrare nell’ignoto”.
Umberto Veronesi ha invece l’ardire, malgrado l’incalzare quasi quotidiano di documenti scientifici che dimostrano l’insuccesso degli Ogm in agricoltura (vedi nota 1), di affermare ancora che essi combattono fame e sete nei paesi poveri e che migliorano l’alimentazione nel mondo occidentale. Pur se più cauto nel valutare i futuri interventi sul DNA umano (che richiedono, egli afferma, un lungo dibattito pubblico) egli non sembra contrario ad un simile passo.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, che ha sempre visto nella produzione dei “designer babies” (bambini prodotti su ordinazione) una minaccia ben reale – grazie ai brevetti sui geni umani, al brevetto anch’esso già concesso sull’embrione umano e ad un sempre più disinvolto uso della clonazione riproduttiva – mette in guardia chi con grande facilità accetta oggi dichiarazioni come quelle di Watson e di Veronesi, mette in guardia chi è inconsapevole delle spinte commerciali che continueranno ad essere il motore di ogni innovazione, di ogni passo futuro impropriamente definito come “progresso”.

Un business come quello dei “designer babies”, che di certo potrebbe essere il più importante di tutti i tempi per le aziende biotech, se autorizzato dalla Società Civile, renderà le visioni di Orwell e di Huxley per noi paurosamente reali.

(1) – Rapporto 2006 di Friends of the Earth “Who benefits from GM crops?”
– Rapporto IAASTD, International Assessment of Agricultural Knowledge, Science andTechnology for Development”, commissionato dalle Nazioni Unite
– Rapporto “Failure to yield” di UCS, Union of Concerned Scientists
– Documenti di Charles Benbrook, già direttore Agricoltura nella Academy of Sciences degli USA

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it
Sito internet: http://www.equivita.org

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Vogliono chiudere il Carapax

Posted by lidafirenze su 15 aprile, 2009


VENERDI 17 APRILE SI VUOLE CHIUDERE IL CENTRO CARAPAX – PETIZIONE D’AIUTO

Venerdi 17 aprile, cioè venerdi dopo Pasqua, la Comunità Montana di Massa Marittima vuole chiudere il Centro Carapax, e prenderne TUTTA la gestione estromettendoci. Si tenta quindi di rubare 20 anni di duro lavoro di centinaia di volontari, quasi 3 milioni di euro di investimenti da parte dell’Unione Europea, di privati, di associazioni e fondazioni, e 17.000 animali sotto la tutela e responsabilità della
International Rana Foundation, di proprietà di migliaia di soci, enti parchi italiani e esteri, spesso in prestito a scopo riproduttivo per la salvaguardia della specie. Si mette cosi a repentaglio la vita di tanti animali, si vuole distruggere una decina di posti di lavoro. E’ un’offesa per 2000 volontari di tutta la Toscana, di tutta l’Italia, di tutto l’Europa, che in questi 20 anni hanno reso il Centro Carapax grande!

AIUTATECI AD IMPEDIRE QUESTO FIRMANDO LA PETIZIONE andando sul sito www.carapax.it. GRAZIE

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SEQUESTRATO IL RIFUGIO LA CUCCIA ORA I VIGILI SORVEGLIANO GLI ANIMALI

Posted by lidafirenze su 8 aprile, 2009

cari amici il rifugio La cuccia domenica è stato sequestrato,è uscito un articolo sul giornale e-polis di palermo di oggi 7 aprile .
A breve cercheremo di inserire l’intero articolo……….qui sotto un breve accenno……….per visionare l’articolo andate sul sito di e-polis di palermo del 07 aprile http://www.epolispalermo.it
“La polizia municipale sorveglia i cani ,mentre gli operatori della gesip si occupano dei cagnolini.
Il responsabile giudiziario in questo caso è il sindaco ,spiegano dalla polizia municipale è visto che il provvedimento di sequestro era già scattato,il monitoraggio dell’area spetta agli agenti,che effettuando vari controlli dinamici durante tutto l’arco della giornata tengono d’occhio il canile”Il provvedimento aumenta quindi la necessità di adozioni e il bisogno urgente di sfollare il rifugio nn ci abbandonate per qualsiasi cosa chiamate la signora al 338…

aggiornamento del 07 aprile

Cari amici mi appena arrivato un aggiornamento in merito la situazione del rifugio .
un volontario che è a stretto contatto con cettina mi ha scritto che cettina ha ravvisato episodi di maltrattamento da parte di chi si occupa adesso dei suoi cani ( personale della gesip)!
Lei stessa ha contattato la polizia che le ha consigliato di sporgere denuncia e ieri l’ hanno addirittura minacciata e buttato la vespa davanti la sua macchina per non farla uscire!
I cani sono in mano a persone sprovviste di sentimento e amore verso di loro,per pulire le gabbie nn hanno neppure fatto uscire i cani,si sono limitati a buttare secchi di acqua bagnandoli tutti……………
che fine faranno questi cani?a quanto ho capito cettina nn può entrare al rifugio……….gli hanno tolto le chiavi………
malgrado ciò lei continua ad andare al rifugio,sta li davanti a guadare ma gli è negato di poterli avvicinare……….dopo più di 10 anni che si occupa di loro è questo quello che si meritava?
nell’articolo nn cè neppure un riferimento a lei,si parla di volontari che la aiutano da anni !!!Forse volevano dire mesi!!!!!!!e neanche visto che nell’ultimo periodo era rimasta sola con uno o due volontari che saltuariamente la aiutavano………….
Cosa si può fare?cosa riserva il futuro ……………
per favore girate a tutti i vostri contatti
si accettano consigli sul da farsi cettina sta male!!!!
tel.338/3484466
http://www.rifugiolacuccia.it
info@rifugiolacuccia

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MARTINI, TUTELARE CANI TRASFERITI DA GROSSETO A CROTONE

Posted by lidafirenze su 2 aprile, 2009

Roma, 31 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – Tutelare la salute e il benessere dei cani, ricordando che si tratta di esseri “senzienti” e dotati quindi di propria sensibilita’ psico-fisica. Lo ricorda il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che ha inviato una lettera al sindaco di Grosseto per invitarlo “ad una attenta riflessione in merito al trasferimento di cani ricoverati attualmente nel canile rifugio di Principina a Mare, nel Comune di Grosseto, presso un’altra struttura situata a Crotone in Calabria”.
Il trasferimento dei cani, conseguente ad una gara di appalto bandita ai sensi del “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture…”, secondo il sottosegretario, “oltre a porre a rischio la loro salute e il loro benessere a causa del lungo viaggio che devono affrontare, non tiene in debita considerazione i principi affermati da numerose sentenze e sanciti dal Trattato di Lisbona che ritengono gli animali da compagnia esseri senzienti e dotati quindi di propria sensibilita’ psico-fisica”.
I 440 cani del comune di Grosseto saranno trasferiti a Crotone.
Questo succede quando la gestione dei nostri amici pelosi viene messa in gara al ribasso d’asta; anche se nel caso di Grosseto la gara bandita dall’amministrazione comunale ha visto un solo partecipante. La base d’asta era di 1 milione e 500 mila euro.

Una domanda: quale cittadino grossetano andrà fino a Crotone per adottare un randagio?
Sono anni che chiediamo parchi canili, fruibili dai cittadini, raggiungibili con i mezzi pubblici……intanto qualche pubblica amministrazione, pur di spendere qualche centesimo in meno
nell’immediato, decide di spendere milioni di euro per anni CONDANNANDO ALL’ERGASTOLO cani colpevoli SOLO di essere nati randagi o di essere stati abbandonati.

PARLATO IERI CON LAV DI GROSSETO
HANNO OTTENUTO CHE NON FACCIANO IL TRASFRIMENTO, CHE SI COMINCI COSTRUZIONE DI CANILE MUNICIPALE E INTANTO SI POSSA MONITORARE QUELLO CONVENZIONATO, ANDATO IN SOVRANNUMERO PERCHè NON FACEVA ADOZIONI

SE VOLETE SENTIRLO: GIACOMO – LAV 328-5639980 oppre lav.grosseto@tiscali.it

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