LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Archive for the ‘bocconi avvelenati’ Category

Stop alla caccia dove si avvelenano i cani

Posted by lidafirenze su 30 marzo, 2010

[da La Repubblica Firenze – 25/03/10] di Franca Selvatici

Vietare la caccia e la raccolta di funghi e tartufi nelle aree in cui siano stati gettati bocconi avvelenati e attivare con procedure rapide la sospensione o revoca dell´autorizzazione alle aziende faunistico-venatorie dove si riscontrino legami con gli avvelenamenti di animali. Sono le proposte di Wwf, Italia Nostra, Lega antivivisezionista (Lav) e Comitato europeo difesa animali (Ceda) per contrastare più efficacemente la barbarie delle esche avvelenate. Un fenomeno sempre più allarmante. Secondo la Polizia Provinciale, nel 2009 in provincia di Firenze gli avvelenamenti sono triplicati rispetto al 2008, con un balzo da 163 a 484 episodi. Nel 2009 sono stati avvelenati 252 piccioni, 100 galline, 97 cani, 19 gatti, un lupo, 2 istrici, 4 scoiattoli. Negli ultimi tre anni nel solo comune di Impruneta sono stati uccisi 15 cani, un gatto, 50 lepri, una volpe. Gli avvelenamenti avvengono anche in città, e le cause sono molteplici. Nelle aree rurali però le indagini hanno accertato la responsabilità di certi ambienti di cacciatori e di aziende faunistico venatorie dove sono state trovate anche trappole, tagliole, lacci e veleni.

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Firenze: triplicati i casi di bocconi avvelenati

Posted by lidafirenze su 29 marzo, 2010

Triplicati nel 2009 i casi di animali avvelenati. Questi i dati riportati dalla Polizia Provinciale, che li rende noti nella statistica per l’anno 2009 sull’avvelenamento animali nella Provincia di Firenze. Rispetto al 2008 si è registrato un balzo da 163 a 484 episodi. E tra gli animali che hanno assunto esche avvelenate, 402 sono morti.
Se nel 2008 le vittime erano essenzialmente cani (128) e gatti (28) nell’ultimo anno gli animali più colpiti sono stati i piccioni (252) e le galline (100), seguiti da cani (97) e gatti (19). La ferocia dei criminali non ha risparmiato però animali quali il lupo (1) che pure è specie in via d’estinzione, a cui nel 2009 è stata dedicata una campagna promossa dalla Provincia (‘Attenti al lupo’), e lo scoiattolo (4 le vittime).
Se i delitti sono aumentati le denunce nel 2009 sono invece lievemente calate: 165 segnalazioni a fronte delle 192 dell’anno precedente. I veleni più utilizzati sono stati endosulfan, fosfuro di zinco e metaldeide. I periodi di maggior attività per gli avvelenatori sono stati marzo, agosto e settembre. In cima alla truce classifica troviamo i comuni di Firenze con 21 casi, Montespertoli con 16 e Reggello con 9.

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Animali, la strage silenziosa

Posted by lidafirenze su 29 marzo, 2010

[da IL TIRRENO – 28/03/2010] di Gabriele Firmani

Toscana – Cani, gatti, lepri, volpi, lupi, istrici continuano a rimanere vittime di esche e bocconi avvelenati. Nel solo 2008 le segnalazioni di animali morti per avvelenamento in Toscana sono state 529. Le province maggiormente colpite dal fenomeno sono in ordine, Firenze, Pisa e Arezzo.  Per lo più sono randagi o specie selvatiche a cadere nella trappola di apparentemente innocui colli di pollo o amalgami di carne di vario genere, imbottiti al loro interno con fosfuro di zinco, pesticidi, anticoagulanti o metaldeide.
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DISERBANTI E ANTIGELO, TORNANO KILLER CANI Nella zona di Prato.

Posted by lidafirenze su 24 marzo, 2009

23 marzo 2009 – Torna puntuale come la primavera la piaga dei bocconi avvelenati in Valbisenzio. Sembrava solo un brutto ricordo dello scorso anno quando morirono oltre dieci animali e invece le ultime due morti di cani avvenute nei giorni scorsi ripropongono di nuovo il problema dei bocconi avvelenati e gettano nuovamente scompiglio nella frazione di Luicciana a Vaiano. Frammentarie le notizie, le voci in paese si rincorrono tra omertà e rabbia: quello che è certo è che ci sono due cani morti in circostanze sospette.
I due eventi però non sembrano essere direttamente collegati, nonostante siano avvenuti a distanza di pochi giorni. Il primo animale sembra sia stato vittima di un avvelenamento volontario: quando il cane è arrivato all’ambulatorio veterinario di Vaiano era infatti già cadavere. Quale sia stata la sostanza incriminata sarà possibile saperlo solo tra due mesi, tanto serve per avere i referti degli accertamenti medici sull’animale. L’ipotesi è che a uccidere il cane sia stato un collo di pollo riempito con liquido antigelo usato per le auto: un boccone apparentemente appetitoso, che invece si è rivelato fatale.
Il secondo caso pare riconducibile ad un avvelenamento fortuito: con l’arrivo della bella stagione sono infatti riprese le passeggiate nei boschi e lungo il letto del Bisenzio dove si trovano numerosi orti privati. E’ frequente che i diserbanti e gli insetticidi usati per uccidere i parassiti degli orti vengano accidentalmente ingeriti dalle bestie che poi rischiano come avvenuto in questo caso, la morte.
Nel 2007 furono dieci forse dodici i cani vittime di avvelenamenti (numeri che non sono certi poiché non tutti i proprietari hanno denunciato oppure si sono recati dal veterinari) mentre nel 2006 a fare scalpore furono due cagnette: una avvelenata e salvata in extremis a Montepiano e una invece uccisa con un colpo di arma da fuoco a Cerreto.Con la primavera alle porte il timore è che la contrapposizione tra chi è pronto a puntare l’indice contro tutto e tutti e chi invece continua a ignorare il problema, riprenda vigore.
Silvia Bini, La Nazione

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Polpette avvelenate è strage di cani e gatti

Posted by lidafirenze su 11 febbraio, 2009

LA SICILIA PALERMO
4 FEBBRAIO 2009
Allarme lav a piana degli albanesi
Polpette avvelenate è strage di cani e gatti

Leone Zingales
Piana degli Albanesi (PA). Strage di cani e gatti nel territorio di Piana. Lo denuncia la Lav, che ha raccolto la denuncia di numerosi cittadini che hanno trovato in strada o nelle piazze le carcasse di animali. «Da venerdì scorso il territorio – informa una nota della Lav -, è cosparso di bocconi avvelenati che già in cinque giorni hanno fatto numerose vittime tra cani e gatti. Per alcune di queste sarà l’Istituto Zooprofilattico di Palermo, tramite esame autoptico, a stabilire il tipo di veleno usato». L’Associazione animalista ha scritto al sindaco di Piana per chiedere «dei provvedimenti urgenti che mettano in sicurezza gli animali, ma anche gli stessi cittadini, poichè è noto che i casi di avvelenamento di randagi non sono solo un esempio di intolleranza e maltrattamento di animali, perseguibile per legge, ma costituiscono anche un serio problema di sicurezza pubblica. Un tale spargimento di veleno, sia dentro che fuori il centro urbano, impone – secondo la Lav – un intervento immediato come prescritto dall’ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 18 dicembre 2008 ‘Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati’». «Quanto successo a Piana – dice Marcella Porpora, coordinatrice regionale Lav Sicilia – è intollerabile. Abbiamo scritto al Prefetto».

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-ANSA AMBIENTE
3 FEBBRAIO 2009
CANI E GATTI AVVELENATI NEL PALERMITANO

PALERMO – La Lav denuncia che da venerdi’ scorso il territorio di Piana degli Albanesi (Pa) e’ cosparso di cibo avvelenato che ha provocato numerose vittime tra cani e gatti. In una nota la Lega antivivisezione spiega di aver raccolto denunce dei cittadini sulla ”incredibile ecatombe di animali” e il ritrovamento ”fin sull’uscio della propria casa di numerose carcasse”. Alcune di queste saranno esaminate nell’Istituto Zooprofilattico a Palermo, per stabilire il tipo di veleno usato. La Lav ha chiesto al sindaco di Piana degli Albanesi ”provvedimenti urgenti che mettano in sicurezza gli animali, ma anche gli stessi cittadini, poiche’ e’ noto che i casi di avvelenamento di randagi non sono solo un esempio di intolleranza e maltrattamento di animali, perseguibile per legge, ma costituiscono anche un serio problema di sicurezza pubblica”.

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SICILIA TODAY
3 FEBBRAIO 2009
Palermo, ecatombe di animali a causa di bocconi avvelenati

Piana degli Albanesi (PA) – Da venerdì scorso il territorio comunale di Piana degli Albanesi è cosparso di bocconi avvelenati che già in cinque giorni hanno fatto numerose vittime tra i cani e i gatti randagi e padronali. La moria degli animali e lo spargimento a tappeto del veleno nella pubblica via, fenomeno diffuso in tutta la provincia di Palermo, in quest’ultimo caso ha assunto dimensioni allarmanti.Sono stati gli stessi cittadini di Piana a denunciare alla LAV l’incredibile ecatombe di animali ed a tutt’oggi il ritrovamento fin sull’uscio della propria casa di numerose carcasse di animali. Per alcune di queste sarà l’Istituto Zooprofilattico di Palermo, tramite esame autoptico, a stabilire il tipo di veleno usato. La LAV ha scritto al Sindaco di Piana degli Albanesi per chiedere dei provvedimenti urgenti che mettano in sicurezza gli animali, ma anche gli stessi cittadini, poiché è noto che i casi di avvelenamento di randagi non sono solo un esempio di intolleranza e maltrattamento di animali, perseguibile per legge, ma costituiscono anche un serio problema di sicurezza pubblica.Un tale spargimento di veleno, sia dentro che fuori il centro urbano, impone un intervento immediato come prescritto dall’ Ordinanza Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 18 dicembre 2008 “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”.Nell’ Ordinanza, il Sindaco, in caso di episodi di avvelenamento anche solo sospetto, deve dare immediate disposizioni per l’apertura di una indagine, da effettuare in collaborazione con le altre Autorità competenti. Qualora venga accertata la presenza di bocconi o esche contenenti sostanze tossiche o nocive e/o la loro ingestione deve provvede ad attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica dell’area interessata.

Entro 48 ore dall’accertamento della violazione deve provvedere ad individuare le modalità di bonifica del terreno e del luogo interessato dall’avvelenamento, prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica nonché a intensificare i controlli da parte delle Autorità preposte.

“Quanto successo a Piana è intollerabile e rende l’idea di come un atto grave come lo spargimento di veleni nella pubblica via sia diventata una pratica quasi quotidiana e purtroppo sottovalutata dalle Istituzioni” dichiara Marcella Porpora Coordinatrice regionale LAV Sicilia “Oltre ad aver scritto al Sindaco di Piana degli Albanesi perché attivi gli immediati interventi previsti dall’Ordinanza Ministeriale, abbiamo scritto al Prefetto di Palermo affinché istituisca un Tavolo tecnico al fine di contrastare in maniera efficace ed organizzata il fenomeno dello spargimento di bocconi avvelenati e di mettere in sicurezza animali e persone”

L’ Ordinanza prevede, infatti, l’istituzione di un Tavolo tecnico di coordinamento presso la Prefettura per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno.Il Tavolo tecnico, coordinato dal Prefetto o da un suo rappresentante, deve essere composto da un rappresentante della Provincia, dai Sindaci delle aree interessate e da rappresentanti dei Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, del Corpo Forestale dello Stato, degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali competenti per territorio, delle Guardie zoofile e delle Forze di Polizia locali.

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Cosa fare in caso di avvelenamento!

Posted by lidafirenze su 4 febbraio, 2009

LO SCHERMO

1 FEBBRAIO 2009

Cosa fare in caso di avvelenamento di animali
LUCCA – Utilizzare bocconi avvelenati è un reato perseguibile per legge, che deve essere denunciato alle autorità di polizia. Chiunque rinvenga materiale di questo tipo è tenuto a denunciarlo alle autorità ed alla Asl. Lo ribadisce una recente ordinanza del Ministero della Salute, che abbiamo pubblicato la scorsa settimana.

Anna Benedetto

Ma come comportarsi in caso di avvelenamento di un animali? “Il veterinario è il punto di riferimento essenziale – si legge sul sito del ministero della salute -. Qualora si verifichi un evento potenzialmente pericoloso come ingestione di veleni o sostanze tossiche (topicidi, pesticidi, fitofarmaci, lumachicidi o sostanze non note) oppure sovradosaggio o scambio accidentale di farmaci, ingestione di piante, funghi, ecc. da parte di animali domestici è necessario valutare subito il rischio di intossicazione, contattare un medico veterinario o recarsi presso il più vicino pronto soccorso veterinario”.
La raccolta delle seguenti informazioni è estremamente importante per poter rispondere alle domande del medico veterinario: identificare nel modo più preciso possibile la sostanza con la quale il nostro animale è venuto a contatto (nome commerciale del prodotto ed eventuali indicazioni di rischio in etichetta); osservare le caratteristiche macroscopiche del prodotto: odore, colore, aspetto (es. schiumosità); fornire indicazioni circa la quantità assunta in modo accidentale o intenzionale; comunicare la via di esposizione (inalazione, ingestione, contatto cutaneo ecc.); indicare il luogo (aperto o chiuso); comunicare il tempo trascorso dall’ingestione e tra l’ingestione e la comparsa di eventuali sintomi.
In caso di animale deceduto chiamare il veterinario per fare tutti gli accertamenti del caso oppure prelevare l’animale morto ed inviarlo, tramite un Veterinario, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale che provvederà ad effettuare gli esami di laboratorio per accertare la causa del decesso e segnalare l’episodio al Servizio veterinario dell’ASL competente per territorio e agli Organi di Polizia.
In caso di ritrovamento di esche avvisare gli Organi di Polizia ed il Servizio veterinario della ASL competente per territorio oppure, in caso di impossibilità di un intervento immediato da parte delle Autorità competenti, prima di raccogliere qualunque materiale sospetto munirsi di guanti e mascherina. Il materiale raccolto, accuratamente custodito e trasportato in contenitori di plastica chiusi ermeticamente, deve essere inviato, tramite un Veterinario, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale.
Come si presentano le esche? Carcasse di piccoli animali (quaglie, piccioni, polli) imbottiti di veleno, uova avvelenate, salsicciotti imbottiti di veleno, pezzi di prosciutto avvelenati, polpette di carne cruda, palline da tennis ripiene di veleno. Le esche possono contenere anche altre sostanze mortali come chiodi, spilli, vetro ecc.
Quali sono le zone a rischio? In ambiente urbano: parchi, giardini, spazi condominiali e zone dove vivono colonie feline, in ambiente extraurbano: aziende faunistiche, oasi naturali, parchi naturali, terreni agricoli coltivati e località di montagna dove si raccolgono tartufi.
Azioni legali. Utilizzare bocconi avvelenati è un reato. La denuncia contro i responsabili, sospetti tali o ignoti consente di migliorare il monitoraggio ed i controlli sul territorio per prevenire i rischi per le persone, gli animali e l’ambiente.

TISCALI ANIMALI

2 FEBBRAIO 2009

Topicida contro i cani, cosa fare in caso di avvelenamento

Non conosce soste il triste fenomeno dell’avvelenamento di animali. Quello di Chiavari è solo l’ultimo di una lunga serie alla quale non si riesce a porre rimedio. Nella cittadina ligure un 69enne è stato denunciato dai carabinieri poiché aveva cosparso le aiuole di piazza Torriglia con colla topicida.
Il suo intento era tenere lontani i cani dalla piazza che solitamente frequentava ma il rischio era di sterminare tutta la fauna che frequenta la piazza. Dopo la segnalazione fatta da alcuni proprietari di animali, i carabinieri del nucleo operativo di Chiavari hanno identificato e denunciato l’autore dell’uso improprio del topicida.
L’uomo è stato fortunatamente fermato prima di mietere vittime ma spesso le esche avvelenate uccidono animali domestici gettando i loro padroni nella disperazione. Ma ecco cosa si può fare per soccorrere opportunamente un animale avvelenato.
“Il veterinario è il punto di riferimento essenziale”, come si legge sul sito del ministero della salute. “Qualora si verifichi un evento potenzialmente pericoloso come ingestione di veleni o sostanze tossiche (topicidi, pesticidi, fitofarmaci, lumachicidi o sostanze non note) oppure sovradosaggio o scambio accidentale di farmaci, ingestione di piante, funghi da parte di animali domestici è necessario valutare subito il rischio di intossicazione, contattare un medico veterinario o recarsi presso il più vicino pronto soccorso veterinario”.
Per rispondere alle domande del veterinario è fondamentale la raccolta del maggior numero di informazioni. il medico avrà minori difficoltà se si è potuto identificare nel modo più preciso possibile la sostanza con la quale l’animale è venuto a contatto.
È importante anche fornire indicazioni circa la quantità assunta in modo accidentale o intenzionale e la via di esposizione (inalazione, ingestione, contatto cutaneo). Meglio conoscere anche il tempo trascorso dall’ingestione e tra l’ingestione e la comparsa di eventuali sintomi.
Se il veterinario non può intervenire subito, può comunque fornire indicazioni utili circa il comportamento da tenere e gli eventuali interventi di primo soccorso come l’induzione del vomito. Infine bisogna cercare di mantenere calmo l’animale e mai somministrare latte.
Il ministero della Salute ricorda che “utilizzare bocconi avvelenati è un reato perseguibile per legge, che deve essere denunciato alle autorità di polizia. Chiunque rinvenga materiale di questo tipo è tenuto a denunciarlo alle autorità ed alla Asl”.

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Pippo, vittima dei cacciatori a Castelfiorentino

Posted by lidafirenze su 26 dicembre, 2008

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Firenze, 23 dicembre 2008

Il 17/12/2008, nel Comune di Castelfiorentino, i cacciatori hanno ammazzato Pippo, uno dei gatti di Elisabetta Matteini, la nostra responsabile della sezione di Castelfiorentino del CEDA onlus – Comitato Europeo Difesa Animali.

Pippo si trovava tranquillamente all’interno del terreno di proprietà di Luca Frediani, quando un colpo di fucile, a distanza molto ravvicinata, lo colpisce ed il cane di uno dei due cacciatori presenti lo raccoglie come fa normalmente con le altre disgraziate “prede”; inutile la corsa dal veterinario che ha dovuto constatare il decesso dopo una atroce agonia.

Purtroppo tali tragedie, così come la piaga dei “bocconi avvelenati” e la scomparsa di altri animali di affezione come segnalatoci da altri cittadini, trovano terreno fertile in una area dove l’amministrazione comunale investe poco in materia di sensibilizzazione per il rispetto degli animali; ricordiamo a tal proposito l’ordinanza comunale da noi contestata che vieta l’accesso indiscriminato ai cani in diverse aree della cittadina compresa la centralissima piazza Gramsci, ponendo sullo stesso livello le persone educate e le persone con scarso senso civico che sono una piccolissima parte, e che vedrà il 18 marzo 2009 la nostra associazione difendere davanti al Giudice di Pace il ricorso per una multa a noi elevata nel corso di un presidio dimostrativo proprio in piazza Gramsci il giorno 29 giugno 2008.

Condanniamo fortemente quanto avvenuto alla nostra responsabile che presenterà denuncia all’Autorità giudiziaria mentre la nostra Associazione si costituirà parte civile.

Rivolgiamo l’invito al Comune di Castelfiorentino a costituirsi parte lesa al fine di mostrare all’opinione pubblica lo sdegno e la condanna per la tragedia consumata e di attuare una forte campagna di sensibilizzazione alla quale, se richiesto, possiamo offrire il nostro contributo.

Elvino Gasparotti
CEDA onlus – Comitato Europeo Difesa Animali
Consigliere Nazionale – Delegato Regionale
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CEDA onlus – Comitato Europeo Difesa Animali
Delegazione Regionale Toscana
Aderente alla Consulta Tutela Animali
Assessorato Ambiente – Provincia di Firenze
http://www.ceda-fi.tk – Tel 3389847200 – Fax 02700444336

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Martini: guerra ai bocconi killer

Posted by lidafirenze su 1 dicembre, 2008

Il sottosegretario alla Salute: «è gravissimo danno che viene perpetrato attraverso questo reato penale nei confronti degli animali e dell’ambiente»
ROMA
Giro di vite del Governo sui cosiddetti bocconi killer, ovvero esche e altri alimenti contenenti sostanze nocive o veleni finalizzati all’uccisione di cani, e spesso utilizzati anche durante la stagione venatoria. A preannunciarlo, in una nota, è il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che sottolinea «il gravissimo danno che viene perpetrato attraverso questo reato penale nei confronti degli animali e dell’ambiente», attraverso un atto che «rappresenta un vero attentato alla salute pubblica soprattutto per l’alto rischio a cui espone i bambini che dovessero entrare in contatto» con queste trappole spesso letali per gli amici a quattro zampe.

«Ritengo necessario – scrive dunque Martini a seguito di un vertice sul tema, ieri a Verona, con istituzioni pubbliche, associazionismo e Corpi dello Stato coinvolti nella tutela del territorio – emanare in tempi brevissimi un’ordinanza che rafforzi il quadro normativo finalizzato a tutelare la salute pubblica salvaguardando l’incolumità delle persone, degli animali e dell’ambiente, dallo spargimento di esche contenenti sostanze nocive o bocconi avvelenati».

«I capisaldi del provvedimento riguarderanno – anticipa il sottosegretario – l’obbligo, da parte del padrone o del responsabile dell’animale nonchè delle pubbliche istituzioni in caso di fauna selvatica, di denunciare l’avvelenamento o il rinvenimento delle esche; il pieno coinvolgimento della veterinaria e degli Istituti zooprofilattici sperimentali ai fini della realizzazione delle analisi sulle esche; l’obbligo di bonifica dell’area contaminata attraverso la sua delimitazione, oltre a un giro di vite teso a un corretto utilizzo e catalogazione di sostanze purtroppo utilizzate a fine illegale».

«Riterrei, inoltre, importante valutare anche in Italia – prosegue il sottosegretario – l’aggiunta di sostanze repellenti ai veleni più usati con l’obiettivo di proteggere i bambini da un eventuale contatto con esche killer disperse sul territorio. Stiamo lavorando all’attivazione di un numero verde per le denunce, poichè abbiamo bisogno di intervenire in tempi brevissimi per stanare i colpevoli e dare ai cittadini collaboranti un punto di riferimento istituzionale per rispondere a questo grave attentato alla salute e all’incolumità umana e animale», conclude Martini.

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BOCCONI AVVELENATI

Posted by lidafirenze su 21 ottobre, 2008

Martedì 21 Ottobre 2008 L’Arena di Verona

Quattromila firme arrivate da tutta Italia!
Da tutta Italia in 3.914 chiedono al Prefetto di Verona Italia Fortunati e al presidente del Consiglio regionale Veneto Mario Finozzi di attivarsi per dire basta ai bocconi killer. E’ la contabilità aggiornata a ieri relativa alla petizione on-line aperta dal Comitato veneto contro i bocconi nel maggio 2007. E tra le pagine del sito www.venetocontroibocconi.it si trova anche proposta di legge regionale che vorrebbe trattare le aree interessate dal fenomeno dei bocconi come quelle percorse da incendio, cioè con la chiusura totale, ma che è al palo da oltre un anno. Nell’assenza di riferimenti istituzionali, è sul sito che vengono segnalati gli avvelenamenti: 56 i cani morti dall’inizio dell’anno nel veronese oltre a un numero imprecisato di gatti e animali selvatici. «E’ solo la punta dell’iceberg», precisa Paola Lombardo, «perché c’è chi denuncia sul sito e anche alle forze dell’ordine, ma sono tantissimi quelli che le denunce non le sporgono». Anche queste informazioni sono state inserite nel dossier che ieri mattina il Comitato ha consegnato al sottosegretario Martini: «La mattanza, nel veronese, inizierà a breve: le statistiche rivelano picchi nei mesi invernali, per questo era importante agire», spiega Lombardo. Mattanza senza confini visto che nel dossier ci sono anche relazioni inviate da Firenze, dal Trentino, dall’Abruzzo e da Ragusa.P.D.C.

LA BATTAGLIA. In arrivo un provvedimento di legge che affronterà la distribuzione delle sostanze chimiche e gli aspetti repressivi, educativi e di prevenzione
Parte da Verona la sfida contro i «bocconi killer»
Il sottosegretario Martini annuncia un’ordinanza nazionale mirata a fermare la strage di cani, gatti, volpi.

Paola Dalli Cani
La battaglia contro i bocconi al veleno riparte da Verona: «Presto un’ordinanza di rilievo nazionale fornirà i presupposti giuridici che consentano a quanti operano sul territorio di combattere il fenomeno. Distribuzione delle sostanze chimiche, aspetti repressivi, educativi e di prevenzione saranno alla base del provvedimento che concerterò con i tecnici del Corpo forestale e gli esperti del ministero della Salute».
Lo ha annunciato ieri il sottosegretario veronese Francesca Martini, a conclusione di un incontro con i volontari del Comitato contro i bocconi avvelenati e per la difesa del territorio di Verona e provincia. Un fenomeno, quello delle esche killer, che ha mietuto vittime a centinaia fra gli animali domestici e quelli selvatici.
«Tra gli aspetti contemplati dall’ordinanza ci sarà anche la necessaria regolamentazione nella vendita di prodotti chimici, come i ratticidi di seconda e terza generazione, che sono alla portata di tutti e che sono stati sovente utilizzati per i bocconi killer», ha aggiunto il sottosegretario leghista. Se questo è l’impegno istituzionale che avrà portata nazionale, l’on. Martini ha pensato anche al panorama veronese: complice l’appartenenza allo stesso schieramento, il sottosegretario ha telefonato a Luca Coletto, assessore provinciale alle Politiche del settore faunistico. «Ho caldeggiato la riconvocazione del tavolo di lavoro sul problema dei bocconi e l’attivazione quanto prima del numero verde per le segnalazioni dei casi di avvelenamento. Se mi sarà possibile», ha concluso Martini, «interverrò io stessa al tavolo provinciale».
Il numero verde servirà a registrare le segnalazioni, ma soprattutto a mettere in moto gli accertamenti da parte dei veterinari delle Ulss, della Forestale e della Polizia provinciale. Il tavolo provinciale dovrà riprendere l’agenda che venne compilata a giugno quando, nella sede della Polizia provinciale, si incontrarono Federcaccia, Forestale, Polizia provinciale, Ordine dei veterinari, servizi veterinari delle Ulss. Motore dell’incontro, anche in quella occasione, era stato il Comitato contro i bocconi: e ieri, nell’ufficio del vice ministro alla Salute, c’erano il presidente del Comitato Paola Lombardo, il veterinario Cristina Squaranti, William Monachini (Comitato), il comandante provinciale del Corpo forestale Paolo Guidi, il veterinario Diego Ferrari che è anche consulente dei tavoli tecnici del ministero. Sarà lui stesso, già domani, a iniziare a Roma l’elaborazione del testo della ordinanza con la quale Francesca Martini si propone di arrivare alla tracciabilità nella vendita di veleni, «cioè maggior controllo nella vendita, responsabilità da parte di chi vende e chi acquista, quantitativo acquistabile e acquistato, sanzioni sulla cessione. L’uso di bocconi al veleno», ha aggiunto Martini, «se di per sé è un atto delittuoso indecente, ha conseguenze sull’ambiente ed è potenzialmente pericoloso per la salute dell’uomo, in termini di contaminazione e di ingresso nella catena alimentare».
Per questo i padroni dei cani ammazzati dai bocconi al veleno hanno cercato l’on. Martini. E proprio sulla pericolosità sociale del fenomeno, secondo il Comitato, si deve puntare per risvegliare il senso civico. Di qui la proposta di una pubblicità progresso con un testimonial autorevole che inviti la popolazione a denunciare.

I veleni sono in vendita: serve un giro di vite!
I veleni che ammazzano cani, gatti e animali selvatici si trovano sugli scaffali dei supermercati: la dicumarina è l’anticoagulante killer contenuto in gran parte dei ratticidi. La nuova frontiera nel fenomeno dei bocconi fa rima con queste sostanze che sembrerebbero annacquare le statistiche degli avvelenamenti. «Si tratta di anticoagulanti che provocano la morte lenta e che dunque destano meno sospetti rispetto alle convulsioni che caratterizzano solitamente i casi di avvelenamento», spiega il veterinario Cristina Squaranti. Di qui l’esigenza di arrivare alla tracciabilità anche dei ratticidi. Sarebbe un passo avanti, ma è pur vero che le sostanze killer sono vendute a chi ha licenza d’uso di pesticidi, patentino rilasciato dalla Provincia o con presentazione del codice fiscale. Si vendono così «esteri fosforici, metaldeide, acaricidi, insetticidi, fungicidi ed erbicidi spesso trovati nei bocconi», conferma Diego Ferrari, veterinario ed esperto del ministero. Negli anni ’80 c’erano stricnina e arsenico, e dopo il divieto di vendita la diffusione è crollata, «ma non è scomparsa, perché qualcuno le acquista all’estero». Come uscire dunque dal limite di applicazione della legge, che definisce la distribuzione di bocconi avvelenati come reato penale, ma può essere contestato in caso di flagranza o di possesso di veleni e bocconi? Maglie strette e sensibilizzazione.P.D.C.

Visita il sito www.venetocontroibocconi.it

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