LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Animali, la strage silenziosa

Posted by lidafirenze su 29 marzo, 2010

[da IL TIRRENO – 28/03/2010] di Gabriele Firmani

Toscana – Cani, gatti, lepri, volpi, lupi, istrici continuano a rimanere vittime di esche e bocconi avvelenati. Nel solo 2008 le segnalazioni di animali morti per avvelenamento in Toscana sono state 529. Le province maggiormente colpite dal fenomeno sono in ordine, Firenze, Pisa e Arezzo.  Per lo più sono randagi o specie selvatiche a cadere nella trappola di apparentemente innocui colli di pollo o amalgami di carne di vario genere, imbottiti al loro interno con fosfuro di zinco, pesticidi, anticoagulanti o metaldeide.

«I dati – sottolinea Guido Scoccianti, consigliere nazionale di Wwf Italia – sebbene si riferiscano soltanto alla piccola percentuale di casi denunciati ai vari distaccamenti della Polizia provinciale, parlano chiaro: dal 1977 c’è divieto assoluto di usare esche avvelenate, ma queste continuano a rappresentare una costante minaccia nella campagna toscana».  L’intensificarsi degli avvelenamenti nei mesi primaverili o alla fine dell’estate, subito dopo o subito prima della stagione venatoria, in concomitanza cioè con le attività di ripopolamento di lepri e fagiani, secondo il Wwf fa puntare il dito contro gli istituti faunistico-venatori quali principali autori degli episodi, che sono perseguiti penalmente dalla legge. Possono esserci anche altre motivazioni alla base degli avvelenamenti – continua Scoccianti – «ad esempio schermaglie fra cercatori di tartufi oppure la volontà di tutelare i polli da possibili predazioni, ma la causa primaria del fenomeno è la persecuzione di predatori operata dai cacciatori dove vengono effettuate attività di ripopolamento di animali».  «Le ultime sentenze provenienti dalla Procura di Firenze – rincara la dose – lo
confermano: finalmente si è cominciato a togliere quell’aura di impunità che prima caratterizzava queste vicende, condannando, quanto meno al pagamento di ammende pecunarie, i primi responsabili individuati di tali crimini». Ma le ancora sporadiche azioni della magistratura, a detta di Scoccianti, non possono lasciare soddisfatti: «Assistere alla morte per avvelenamento di un animale, costretto a ore e ore di straziante agonia prima del definitivo arresto del battito cardiaco, è uno spettacolo raccapricciante».  Finalizzata a debellare il fenomeno la richiesta avanzata due giorni fa da Wwf Toscana, Lav, Italia Nostra e Ceda (Comitato europeo difesa animali), di procedere immediatamente all’applicazione rigorosa della legge regionale n.39 del 2001: «Oltre che a controllare il commercio di tutte quelle sostanze utilizzate per ricavare le esche avvelenate – spiega Scoccianti – riteniamo prioritario introdurre il divieto di caccia e di attività agro-silvo-pastorali, come la raccolta di funghi e tartufi, nelle aree dove ci sono stati casi di avvelenamento, con la conseguente sospensione o revoca dell’autorizzazione ad operare a quegli istituti faunistico-venatori che insistono su tali territori.
Soltanto così – avverte – con un accorato impegno da parte di Regione,
Province e Comuni, si potrà interrompere questa strage non ammissibile
in un paese civile».

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