LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

– Randagi – La Campania fa la legge per non sterilizzarli

Posted by lidafirenze su 11 maggio, 2009

Un’incredibile limite in una terra con 70mila cani vaganti. Per offrire nuovi alibi alle Asl e ai politici.
Anche quest’anno entro e non oltre il 31 maggio i Comuni interessati in collaborazione con le AA.SS.LL. territoriali dovranno presentare alla Regione Campania Assistenza Sanitaria il progetto per la campagna di sterilizzazioni. La delibera di Giunta Regionale datata 7/12/07 è stata pubblicata sul B.U.R.C n.1 del gennaio 2008. Ma sono di questi giorni le iniziative intraprese da qualche Comune capoluogo campano e da qualche Provincia: convocare le AA.SS.LL. competenti, i Sindaci, alcune Associazioni Animalistiche per stipulare un protocollo d`intesa per il progetto sterilizzazioni. Considerato che lo scorso anno soltanto pochi “eletti” erano stati informati e sollecitati alla presentazione dei progetti si intuisce che il Ministero, alla luce degli ultimi eventi di allarme randagismo, ha sollecitato gli enti istituzionali preposti ad aprire tavoli di concertazione. Al di là dei tempi strettissimi per qualsiasi iniziativa, l’allegato “B” detta modalità e termini di accesso ai
progetti di prevenzione del randagismo inaccessibili: Il contributo regionale sarà erogato, all`ASL competente, per il prossimo anno (2010) nella misura di n.1 intervento chirurgico X 600 abitanti.La domanda deve essere corredata dal certificato che attesti la consistenza della popolazione umana presente sul territorio sede del piano. Certificato rilasciato dall ’ASL competente che attesti la consistenza della popolazione canina presente nell’ambito del territorio sede del piano;
totale dei cani di proprietà; totale dei cani ricoverati nei canili negli ultimi due anni. Gli uni e gli altri devono essere riscontrati in Banca Dati Anagrafe Canina.Certificato, dei Servizi veterinari dell’ASL competente che attesti il numero di interventi di sterilizzazione dei cani randagi in regime ordinario nell’ambito del territorio sede del piano. Il costo medio per ciascuno intervento di sterilizzazione chirurgica è valutato in 164,00 euro. Qualche città, capoluogo (Caserta), consente ai
privati cittadini di usufruire della sterilizzazione gratuita pagando il ticket di 57 euro (come previsto dal punto 1.2). Certamente il numero degli interventi è molto limitato, in quanto le zone rurali o montane hanno branchi di cani numericamente non quantificabili e si tratta di zone a limitata popolazione umana; impossibile l’accalappiamento e quindi il
procedimento di cattura con trappole perchè molto lungo, dispendioso. Non solo: bisognerebbe prevedere interventi in loco per la pronta reimmissione sul territorio. Anagrafe canina: il servizio veterinario AS dedica soltanto qualche ora alla settimana all’operazione di microchippatura, con orari non sempre utili per i proprietari che si recano al lavoro. Le aree interne della Campania sono per la maggior parte abitate da agricoltori ed allevatori i quali utilizzano i cani per la guardia alle greggi, agli animali da cortile, per difesa, per la caccia alle volpi o cercatartufi.
Insomma un proprietario dovrebbe caricarsi in macchina decine di cani, percorrere non pochi chilometri per anagrafare i cani. Certamente, in anagrafe canina sono presenti, forse, il 50% dei cani di tutto il territorio regionale. Capita anche che il cane ha il microchip ma il veterinario non ha avuto il tempo per inserirlo in anagrafe! Cicerale docet! È stato necessario un periodo di tre mesi per identificare i cani che sarebbero dovuti essere già in anagrafe canina al momento dell`ingresso nel canile. Le strutture per gli ambulatori veterinari pubblici, devono essere messi a disposizione dai Comuni mentre la parte operativa per gli interventi è riservata ai medici ASL. Ma i Comuni non si sentono obbligati a tanto sia perché non hanno gli immobili adatti sia perché non vogliono gravarsi di un fitto. È anche accaduto che visto che i servizi ASL non hanno ritenuto idonei i locali messi a disposizione perché molto lontani o molto vicini a centri popolati. Le AA.SS.LL.,a loro volta, ritengono di non avere le risorse economiche in bilancio per dotarsi di un ambulatorio pubblico. I randagi incidentati o vengono soccorsi da veterinari privati pagati da qualche buon samaritano oppure silenziosamente soppressi. Ancora! Non tutti i medici veterinari pubblici si rendono disponibili per gli interventi chirurgici in quanto non si sentono dotati di una buona manualità! I servizi veterinari tendono a minimizzare il problema randagismo e sottostimare la popolazione canina ovviando
all’anagrafe. Pochi cani. Poche sterilizzazioni. Poco lavoro. Non presentano progetti di sterilizzazioni sufficienti alle realtà territoriali e non chiedono le risorse economiche necessarie al Ministero. Non ci sono soldi? Non si lavora! La soluzione al randagismo? I canili… sistema riposante e veloce.

Geltrude Fucci
Lega nazionale per la difesa del cane

Per risolvere il caso dovranno avere 42 milioni di residenti.
La Regione Campania ha fatto una legge straordinaria contro il randagismo.
Pagherà alle Asl la sterilizzazione di un cane randagio ogni 600 abitanti.
E siccome i randagi sul territorio sono 70mila, per abbattere il fenomeno la popolazione campana dovrà salire a 42 milioni di persone. Così la Regione debellerà il fenomeno. Se già la Campania è ridotta così con 6 milioni di abitanti, Dio ci scampi dal pensarla moltiplicata per sette. Che dire? Una legge fenomenale. Chi l’ha pensata, la notte, è un genio. Perché così sistema tutti: la Regione, che dimostra di averci pensato. E l’Asl, che potranno dire: non ci danno i mezzi. A meno che la Campania non si moltiplichi al ritmo dei cani randagi che non cura. Da qualunque parte la si giri, la norma dimostra che alla Regione non frega proprio niente dei cani. Non che occorresse essere un genio per capirlo. La delibera di giunta in vigore dal gennaio scorso è un capolavoro di letteratura inutile. Per mettersi a posto la coscienza. Assessori e presidente moralmente restano integerrimi e inattaccabili. Le Asl potranno dire che non riescono ad avere i fondi perché le disposizioni sono impossibili da applicare. Per due ragioni: per la regola appunto di pagare una sterilizzazione ogni 600 abitanti nella regione col più alto tasso di randagismo, 70mila cani per la strada di proprietà dei sindaci, e perché per avere i fondi bisogna censire la popolazione canina sul territorio, randagia e non. Bisogna alzare il culo dalla sedia e lavorare. Quante volte è successo? In altre parole, i randagi ci sono, i randagi resteranno e si moltiplicheranno. La veterinaria
pubblica resterà identica a se stessa. Inerte. Indifferente. La Regione dirà di aver fatto una buona legge perché chiede che sia applicata l’anagrafe, le Asl diranno che non hanno uomini e soldi. Insomma, diciamocelo chiaro e tondo, bisognerebbe fare quello che non si è mai fatto prima. Per negligenza, per coprire qualcuno. In troppi casi, lasciando la camorra lavorare nei canili e guadagnare milioni di euro accalappiando, incenerendo. Gli amici non daranno mai fastidio. Le Asl diranno che i cani stanno bene. Le forze dell’ordine metteranno sotto sequestro i canili delle associazioni. Questa è la legge della Campania. Sono i fatti. Il randagismo non è solo figlio dell’ignoranza, ma della malafede. Dei criminali. E un
piano come questo non nasce con l’intenzione di fermarli. Un cane sterilizzato ogni 600 abitanti. Così si sterilizza la legalità. Con chi sta la Regione?

Stefania Piazzo
s.piazzo@lapadania.ne

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