LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Ecco chi il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini

Posted by lidafirenze su 23 aprile, 2009

Ripristino utilizzo dei richiami vivi nelle cacce tradizionali

Sottosegretario Francesca Martini firma Ordinanza

Fonte: © MINISTEROSALUTE.it – Pubblicata il 01/08/2008

Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato oggi l’Ordinanza che ripristina la possibilità di utilizzo dei richiami vivi nell’ambito delle cacce tradizionali alle specie migratorie, in particolare alle specie acquatiche. Il ripristino dell’uso dei richiami vivi è motivato dal fatto che oggi il rischio della diffusione dell’influenza aviaria, che ne aveva determinato il divieto di utilizzo, è ritenuto irrilevante.

Il patrimonio di tradizione venatoria è ricco in tutta l’Italia e in particolare lungo il bacino del Po e in tutta la pianura padana fino al Delta e nelle zone vallive distribuite sui fiumi che ne caratterizzano il bacino idrografico. Basti pensare per esempio al Ticino, all’Adda, al Mincio, al Po, all’Adige.

Il Sottosegretario Martini ha dichiarato: «Ritengo molto importante per il mondo venatorio la firma di un’ordinanza che va proprio nella direzione della tutela di tradizioni che hanno fatto parte dell’identità della nostra terra. Chiaramente la firma di questo provvedimento avviene in un momento in cui sono venute praticamente a decadere le motivazioni per le quali era stato precedentemente vietato l’uso dei richiami vivi».

Ordinanza bocconi avvelenati: tanto rumore per nulla

Per usare una terminologia venatoria, un provvedimento che e’ uno specchietto per le allodole a cui hanno abboccato in tanti. Non si aggiunge nulla di sostanziale alla legislazione vigente ma si da’ l’impressione di avere fatto qualcosa di importante. E poi ci si lamenta dell’eccesso di leggi in Italia: coraggio, questa dura 12 mesi. E nel frattempo si risolve il problema dei bocconi avvelenati. O no? (20/01/09)

Il problema e’ drammatico e per dimostrarlo bastera’ ricordare due episodi degli ultimi mesi. La strage di cinque orsi marsicani in Abruzzo nell’Ottobre 2007 e un progetto di reintroduzione del gipeto in Sardegna annullato dai bocconi avvelenati. Senza contare le migliaia di altri animali uccisi ogni anni: domestici, selvatici, rari, protetti, non importa. Tutti vittime del veleno di delinquenti.

Ed ecco ora dal Governo la risposta al problema! Un’ordinanza temporanea (vedere il link a destra per il testo completo). Ma e’ davvero la via per estirpare questa drammatica piaga? Secondo noi no, anche se molte associazioni ambientaliste e animaliste hanno levato il loro plauso.

Che dire? Di animalisti creduloni che accettano le perline colorate dgli stessi politici che il giorno prima contribuiscono al massacro dei migratori (che forse non hanno gli occhioni dolci dei cagnolini) è piena l’Italia. Uno dei primi atti della Martini è stato – ricorderete – consentire l’uso di anatre (legate o meno) come richiami vivi nella caccia agli acquatici, modificando le ordinanze per la prevenzione dell’influenza aviaria

L’avvelenamento doloso degli animali e/o la caccia con bocconi avvelenati sono già vietati dal codice penale e dalla legge 157/92 sulla caccia. In termini sanzionatori non si aggiunghe alcunchè. E senza sanzioni… Che uno pubblico ufficiale come il sindaco debba avvisare la magistratura di un reato lo dice già l’art. 331 del codice di procedura penale.

Si ordina a dei pubblici ufficiali di fare il loro dovere, ed è già un programma. Oddio, forse per un Governo come questo che vuole “semplificare”, “alleggerire”, “velocizzare” – una serie di sinonimi che significano “vogliamo fare come accidenti ci pare e conviene ai nostri interessi di bottega” – il rispetto delle norme fa certamente notizia.

Sicuramente se c’è qualche istituto zooprofilattico riottoso a fare analisi per motivi di bilancio l’ordinanza è d’aiuto, ma allora non si capisce perchè valga solo 12 mesi. Peraltro quando un operatore di polizia sequestra una carcassa per sospetto avvelenamento, l’abc delle indagini è curare che venga analizzata o chiedere al PM di voler disporre in tal senso. L’ordinanza a che serve?

Che un pesticida debba essere addizionato di amaricante così il bambino non se lo beve… non sappiamo se faccia ridere o piangere. Anche qui la normativa sull’uso dei pesticidi già prevede che siano adeguatamente custoditi (d. lgs. 194/2005) . C’è poi il veterinario obbligato a segnalare l’avvelenamento; ma un professionista ha bisogno di un’ordinanza ministeriale per comportarsi come tale?

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Una Risposta to “Ecco chi il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini”

  1. Carmelo Furnari said

    mi fa piacere che qualcuno si sforzi di aprire gli occhi. mi auguro che gli animalisti creduloni siano sempre meno perchè non ne abbiamo prprio bisogno.
    leggere articolo al link:

    http://www.larena.it/stories/Provincia/151811/

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