LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

“Adottate le nostre cavie”

Posted by lidafirenze su 23 aprile, 2009

Finiti gli esperimenti l´università di Pisa cerca casa agli animali. Quello dell´ateneo pisano è il primo progetto in Italia di affido di topini, criceti, piccioni, conigli e maialini d´India. “Sono esemplari sani” spiega il preside di Farmacia

di Laura Montanari

Se la sono vista brutta, poveri reduci passati in slalom da provette e prelievi. Stressati dagli esperimenti, sacrificati alla ricerca scientifica, adesso le cavie da laboratorio hanno l´occasione di riprendersi al volo la vita. Si possono adottare: topini, ratti, criceti, maialini d´India, piccioni e coniglietti. Li cede in affido l´università di Pisa ed è il primo ateneo in Italia a farlo. Da cavie ad animali di compagnia, il passo non è breve, ma ecco come questo scombinato orfanotrofio di profughi della ricerca scientifica, questa sottospecie di «compagnia dei Celestini» cercherà un lasciapassare per uscire, con tanto di certificato veterinario, dagli stabulari dei dipartimenti accademici.
L´adozione è gratuita, gli interessati possono compilare un modulo che trovano su Internet all´indirizzo: www. unipi. it/ricerca/animali/ e formalizzare la richiesta all´ateneo. In questo preciso momento non ci sono animali in cerca di un padrone, ma nelle prossime settimane non appena si chiuderanno alcuni esperimenti, chi è in lista d´attesa per un criceto o per un coniglio, potrà essere contattato. Le cavie che finiscono in adozione non hanno contratto malattie: sono animali che ci hanno aiutato a testare farmaci o pomate, a studiare reazioni e comportamenti. Animali che ci hanno dato una mano e che adesso chiedono a noi qualcosa in cambio: una gabbia un po´ più grande, un prato, un campo, una famiglia, essere adottati insomma.

Il progetto è nato un anno fa ed è firmato dal comitato di ateneo per la sperimentazione animale, cioè l´organo che valuta di volta in volta le proposte di ricerca che prevedono test sugli animali vivi. Due conigli e un porcellino d´India sono finiti in un agriturismo, due criceti a casa di Stefania, altri ad associazioni animaliste. E´ lunga una ventina di nomi la lista di chi ha già preso in consegna una cavia dal laboratorio.
«Sono animali sani, controllati dai veterinari – spiega Antonio Lucacchini, preside della facoltà di Farmacia – li abbiamo utilizzati a qualche fine scientifico, ma finita la ricerca possono tornare a fare una vita normale». Una vita a cui però non possono pensare gli scienziati, da qui l´idea dell´ateneo di lanciare un bando per l´adozione. «Chi è interessato può contattare i nostri uffici – spiega Antonella Pochini dell´ufficio Ricerca – appena si libera un animale della specie richiesta, verrà dato in affido. Condizione indispensabile è che sia sano e in buona salute, per esempio non vengono cedute né cavie infette né lobotomizzate». Se è vero che le università svolgono studi di laboratorio con l´uso degli animali, sempre di più il principio della libertà di ricerca va a coesistere con quello di una «scienza con coscienza». L´ateneo di Pisa ha un comitato che sorveglia le condizioni degli animali nei laboratori e assicura l´obiezione di coscienza agli studenti che preferiscono non assistere agli esperimenti con le cavie.

(17 ottobre 2007)


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