LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Su il disegno di legge Orsi

Posted by lidafirenze su 24 marzo, 2009

Giovedì, 18 Settembre 2008

Cenni, Pd : “Verifica sulla 157 e trasferimenti alle regioni. Da qui si riparte per attualizzare le norme sulla caccia”

Un’interrogazione al Ministro per le Politiche agricole e forestali, Luca Zaia per chiedere al governo di presentare al Parlamento la relazione di attuazione della legge 157 del 1992 sul prelievo venatorio e di provvedere, al più presto, al trasferimento alle regioni delle risorse derivate dalla tassa di concessione governativa per la licenza di porto d’armi per la caccia, così come sancito dalla legge 23 del 2000. E’ quella presentata nei  giorni scorsi da Susanna Cenni, deputata del Partito democratico, alla vigilia dell’apertura dell’anno venatorio e in seguito alle ipotesi di modifica della legge quadro sulla caccia, ventilate da alcuni esponenti del Pdl.

“E’ tempo di apertura della stagione venatoria – si legge nell’interrogazione – , e come sempre, anche di ‘caccia’ al consenso dei cacciatori da parte di numerosi esponenti del Pdl, magari promettendo un ritorno indietro nella corretta cultura del prelievo venatorio, e riproponendo in molti casi un’idea di caccia elitaria, privatizzata e per censo”.

“La legge 157 del 1992 – prosegue la deputata del Pd –  ha rappresentato un punto di equilibrio avanzato e condiviso dalle associazioni venatorie, agricole ed ambientaliste. Tra i principi ispiratori della norma ci sono la tutela del patrimonio faunistico venatorio nazionale, la disciplina dell’attività attraverso parametri e dati scientificamente indiscutibili e la programmazione attenta del prelievo. Una legge avanzata che molte regioni hanno ben applicato con buoni risultati e che, certamente, nel quadro nazionale presenta luci ed ombre. E’ però impensabile che si proceda tout court ad un suo stravolgimento senza produrre un quadro esatto sulla sua applicazione. Quindi vediamone l’applicazione senza ‘fughe in avanti’ e, se ci sono punti da aggiornare, si apra un tavolo con le regioni, il mondo venatorio, agricolo e ambientalista per un suo aggiornamento”.

“In una fase – sottolinea Cenni – in cui il Paese si concentrerà sul federalismo, occorre procedere al trasferimento dovuto per le annualità che vanno dal 2004 al 2008 compresi, considerato che in questa materia le competenze sono di regioni e province. Mi attendo risposte certe e sollecite, utili per un lavoro serio, condiviso e non strumentale, che consenta l’apertura di un confronto capace di far evolvere ulteriormente le politiche venatorie, rispettando il principio della certezza delle norme e della sostenibilità”.

Mercoledì, 11 Febbraio 2009

“Il ddl Orsi è un testo antistorico, antieuropeo ed antifederalista”

“Un disegno di legge pericoloso, che propone una caccia senza limitazioni e senza controllo e che mina nelle fondamenta la legge 157”. E’ questo il commento di Susanna Cenni, responsabile caccia e fauna del governo ombra del Pd, al disegno di modifica della legge 157, presentato oggi, mercoledì 11 febbraio, in Commissione ambiente al Senato dal relatore di maggioranza Franco Orsi (Pdl). “In materia di caccia il Popolo della Libertà – sottolinea Cenni – comincia nel peggiore dei modi, presentando un testo dal linguaggio antieuropeo ed antifederalista, che parla solo al fondamentalismo venatorio, ma non al Paese e al mondo della caccia responsabile”.

“La lista delle ‘assurdità’ – continua la deputata Pd – contenute nel Disegno di legge è davvero lunga: si comincia dalla scomparsa dell’interesse della comunità nazionale nella tutela della fauna, che discende direttamente dalla Costituzione, e che rischia di andare a complicare ulteriormente i rapporti di competenza tra Stato e Regioni. Troviamo antistorico e privo di buon senso dare la possibilità di iniziare a sparare a partire dai 16 anni; liberalizzare totalmente i richiami vivi; punire le Regioni che eccedono il 30% di territorio protetto e non quelle che sono ancora sotto il 20%; far sparire le specie “superprotette” e togliere, dopo la già avvenuta soppressione dell’Infs ad opera governo, all’Ispra il ruolo di organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le Regioni e le Province autonome, senza che tale compito sia riassegnato. La lista purtroppo potrebbe continuare a lungo”.

“Nelle scorse settimane il Partito democratico – continua Susanna Cenni – ha esplicitato con chiarezza durante un seminario la propria posizione: “no” all’abbattimento dei principi che hanno tenuto assieme prelievo e tutela. Per riaffermare questa idea ci batteremo con forza in Parlamento e nel Paese. Mentre l’Italia – aggiunge Cenni – comincia a sentire gli effetti della grave crisi economica e finanziaria che sta attanagliando il mondo, il Pdl, ritiene che la priorità sia impegnare il Parlamento su proposte di questa natura. Proposte che non solo non aiuteranno a favorire una forma responsabile di caccia, ma porranno le basi per un modello medievale di caccia esclusiva, che ignora le regole e i principi di tutela, e, soprattutto, contribuiranno a produrre un ulteriore baratro tra la sensibilità della società italiana e l’esercizio venatorio”.

“Oggi – dice la responsabile caccia e fauna del governo ombra – sono altre le priorità da affrontare, a partire dalla sofferenza del mondo agricolo per i danni causati dagli ungulati, dalla necessità di un rapporto più trasparente tra Stato e Regioni e da una più stretta relazione tra scienza e programmazione venatoria. Su questi punti, tra l’altro, è stato già avviato un lavoro di ascolto in Commissione agricoltura della Camera che potrebbe produrre proposte importanti e magari unitarie”. “Ma soprattutto – conclude Cenni – sono ben altre le priorità degli italiani e del Parlamento, che passerà dalla raffica di decreti del governo senza possibilità di modifica alcuna, al pasticcio venatorio del senatore Orsi”.

Mercoledì, 4 Marzo 2009

Fuoco a volontà: il pasticcio venatorio del senatore Orsi

Una deregulation pericolosa che propone una caccia senza limitazioni e senza controllo minando le fondamenta della legge 157. Saranno queste le conseguenze dell’approvazione del disegno di legge di modifica della legge 157 presentato nelle scorse settimane dal senatore del Popolo delle Libertà, Franco Orsi. La maggioranza ribalta regole e divieti liberalizzando in modo indiscriminato l’attività venatoria, presentando un testo dal linguaggio antieuropeo ed antifederalista, che parla solo al fondamentalismo venatorio, ma non al Paese e al mondo della caccia responsabile. I primi a pagare le conseguenze di queste novità saranno proprio i cacciatori che dovranno far fronte ad una crescente insofferenza nei confronti della loro attività.

La lista delle ‘assurdità’ contenute nel disegno di legge è davvero lunga: si comincia dalla scomparsa dell’interesse della comunità nazionale nella tutela della fauna, che discende direttamente dalla Costituzione, e che rischia di andare a complicare ulteriormente i rapporti di competenza tra Stato e Regioni. E’ antistorico e privo di buon senso dare la possibilità di iniziare a sparare a partire dai 16 anni (strana idea mentre si lanciano continui allarmi sulla sicurezza) per esempio; liberalizzare totalmente i richiami vivi; punire le Regioni che eccedono il 30% di territorio protetto e non quelle che sono ancora sotto il 20%; far sparire le specie “superprotette” e togliere, dopo la già avvenuta soppressione dell’Infs ad opera governo, all’Ispra il ruolo di organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le Regioni e le Province autonome, senza che tale compito sia riassegnato. La lista purtroppo potrebbe continuare a lungo.

Nelle scorse settimane il Partito democratico ha espresso con chiarezza, durante un seminario, la propria posizione: “no” all’abbattimento dei principi che hanno tenuto assieme prelievo e tutela. Per riaffermare questa idea ci batteremo con forza in Parlamento e nel Paese. Mentre l’Italia comincia a sentire gli effetti della grave crisi economica e finanziaria che sta attanagliando il mondo, il Pdl, ritiene che la priorità sia impegnare il Parlamento su proposte di questa natura. Proposte che non solo non aiuteranno a favorire una forma responsabile di caccia, ma porranno le basi per un modello medievale di caccia esclusiva, che ignora le regole e i principi di tutela, e, soprattutto, contribuiranno a produrre un ulteriore baratro tra la sensibilità della società italiana e l’esercizio venatorio.

Oggi sono altre le priorità da affrontare, a partire dalla sofferenza del mondo agricolo per i danni causati dagli ungulati, dalla necessità di un rapporto più trasparente tra Stato e Regioni e da una più stretta relazione tra scienza e programmazione venatoria. Su questi punti, tra l’altro, è stato già avviato un lavoro di ascolto in Commissione agricoltura della Camera che potrebbe produrre proposte importanti e magari unitarie. Ma soprattutto sono ben altre le priorità degli italiani e del Parlamento, che passerà dalla raffica di decreti del governo senza possibilità di modifica alcuna, al pasticcio venatorio del senatore Orsi.
Su questi punti, i danni all’agricoltura e il contenimento della presenza di ungulati, sarà invece presentata una proposta di legge dal PD.

Venerdì, 13 Marzo 2009

Domani a Pianella Susanna Cenni e Roberto Bozzi incontrano il mondo venatorio locale

Il disegno di legge proposto dal senatore Pdl Franco Orsi sulla caccia, che cancella le basi dell’attuale legislazione, consente ai sedicenni di sparare e permette l’imbalsamazione delle prede, oltre alla possibilità di detenere richiami vivi senza alcun limite numerico, sarà il tema di più stretta attualità che verrà affrontato domani, sabato 14 marzo a Pianella. Nei locali del Circolo Arci, a partire dalle ore 16, si confronteranno sulla situazione della caccia italiana e sulle questioni specifiche del territorio, Susanna Cenni, parlamentare del Partito democratico e membro della Commissione agricoltura alla Camera, Roberto Bozzi, sindaco uscente e candidato alle primarie del Partito democratico per il Comune di Castelnuovo Berardenga, e i rappresentanti del mondo venatorio locale. L’incontro di sabato fa parte del ciclo di appuntamenti che Bozzi sta tenendo nelle frazioni del comune castelnuovino in vista delle primarie di domenica 22 marzo.

Lunedì, 23 Marzo 2009

“Il governo si attivi presso la Commissione europea sulla questione storno”

Quali sono, ad oggi, le procedure avviate dal governo italiano presso la Commissione europea per escludere lo storno dalle specie non cacciabili e se, a questo scopo, sono stati attivati procedimenti normativi integrati fra i ministeri competenti e la Conferenza Stato – Regioni. Lo chiede Susanna Cenni, parlamentare del Partito democratico, in un’interrogazione a risposta immediata presentata nei giorni scorsi in Commissione agricoltura alla Camera.

“La richiesta di inserimento dello storno tra le specie cacciabili – ricostruisce la deputata senese – ha una lunga storia, ed è stata sollecitata in più occasioni dalle regioni. Nel 2007, l’allora Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro, anche alla luce di tali richieste, avanzò istanza alla competente Commissione europea per inserire lo storno nell’elenco delle specie cacciabili in Italia. Richiesta poi reiterata dall’attuale Ministro Luca Zaia a giugno 2008. Il punto è, come emerso da un incontro promosso dalla Regione Liguria lo corso settembre tra i rappresentanti dei Ministeri dell’Ambiente, delle Politiche agricole, dei Rapporti con le Regioni e delle Politiche europee, che la Commissione Europea, per poter esaminare la proposta di reinserimento dello storno, è in attesa di una richiesta specifica del governo Italiano e non del solo del Ministero competente”. “Circa tale richiesta – ricorda ancora la parlamentare – nello scorso luglio si è espressa unanimemente anche la Commissione agricoltura della Camera dei Deputati”.

“Come è noto – sottolinea Susanna Cenni – molte Regioni italiane ricorrono a deroghe temporanee, autorizzate dagli organismi competenti, per prevenire e contenere i danni a specifiche culture causate, tra gli altri, anche dallo storno. Se la richiesta di escludere il volatile dalle specie non cacciabili venisse portata avanti dal governo, le Regioni potrebbero finalmente interrompere la pratica delle deroghe e l’agricoltura potrebbe trarne indubbi benefici”. “Secondo le indicazioni scientifiche – spiega la parlamentare Pd – lo storno gode di un buono stato di salute e non ci sono problemi per la sua conservazione. Come abbiamo messo in evidenza nella risoluzione approvata a luglio scorso in Commissione agricoltura, i danni ripetutamente provocati dagli storni sono, invece, assai consistenti”. “Per questo – chiude Cenni – ci auguriamo che il governo si mobiliti quanto prima per contrastare la diffusione indiscriminata di questo migratore, attivandosi al più presto presso la Commissione europea per il reinserimento dello storno (sturnus vulgaris) nell’elenco delle specie cacciabili”.

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5 Risposte to “Su il disegno di legge Orsi”

  1. Giovanni said

    L’unica cosa positiva è l’opposizione alle proposte di legge pro caccia selvaggia.
    Tutto il resto che si legge in quelle pagine web è negativo al 100%, pessimo, disastroso.I politici validi e posivi per gli animali e i cittadini(e quindi inevitabilmente contrari alla caccia) purtroppo sono assai pochi.Che tristezza e che amarezza.

  2. Francesca said

    Non mi stupisce per niente. Queste idee ci sono già da anni, tutti i governi ci riprovano, il fine è far guadagnare chi produce armi, munizioni ecc. L’unica frase che mi lascia perplessa è: “mi vergogno di essere italiano”. In Gran Bretagna i cittadini possono sparare a tutto ciò che gli dà fastidio, liberamente, infatti i corvidi vengono uccisi ovunque e i loro nidi distrutti anche con i pulcini all’interno. La RSPB è stata costretta ad intervenire consigliando perlomeno l’utilizzo delle “pietose” trappole Larsen! In Germania poco meno. Sapevate che buono è il pasticcio di ghiandaia? Mah, nessuno si è mai vergognato di essere inglese o tedesco…

  3. lidafirenze said

    Concordo con te Francesca, anche sulla frase “mi vergogno di essere italiano”. Probabilmente chi scrive guarda la trave nel suo occhio e non la pagliuzza in quello altrui, però dovendo scegliere… essere italiani è il male minore che ci potesse capitare.

  4. VENANZIO said

    noi agricoltori siamo favorevoli alla proposta del Senatoe Orsi al fine di tutelare le ns produzioni. Oggi siamo costretti a non seminare in zone montane a causa dei numerosi danni da fauna ungulata, abbiamo oltre 3 stazi recintati a mt 2 per difendere i ns greggi dai lupi.
    E’ questa l’Italia? per il bene dei cosidetti protezionisti mandiamo alla fame chi vive di agricoltura! infine, sapevate che nel mio paese è stat tolta la Guardia Medica ma è stato costruito il canile comprensoriale?
    Saluti Venanzio

  5. lidafirenze said

    “infine, sapevate che nel mio paese è stata tolta la Guardia Medica ma è stato costruito il canile comprensoriale?”
    E la cosa non la fa riflettere?!?

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