LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

CANE AZZANNA BIMBO, PAURA A PARMA

Posted by lidafirenze su 18 marzo, 2009

2009-03-18 17:15

L’aggressione è avvenuta nel pomeriggio nel cortile di un’abitazione. Il piccolo, di 7 anni, non sarebbe in pericolo di vita. Il bambino si sarebbe avvicinato all’animale che dormiva: il cane, si sarebbe dunque rivolto verso di lui mordendolo alla testa.

PARMA – E’ stato giudicato guaribile in circa una settimana dai sanitari del pronto soccorso dell’ ospedale di Parma, il bimbo di sette anni azzannato nel primo pomeriggio da uno dei cani della zia.

Il piccolo ha riportato in particolare abrasioni al volto, una ferita al padiglione auricolare e un’ altra al cuoio capelluto. In un primo momento le sue condizioni erano apparse gravi, anche perché a causa dei morsi era imbrattato di sangue. In queste ore rimane in osservazione all’ospedale, dal quale però potrebbe essere dimesso entro poche ore. Il veterinario dell’Ausl di Parma Mauro Cavalca, che ha visitato l’animale, ne ha deciso il trasporto al canile municipale dove sarà sottoposto a profilassi

Le aggressioni da parte di cani spesso sfociano in tragedia, soprattutto quando di fronte alla reazione dell’animale c’è un bambino o un anziano. Demonizzare il migliore amico dell’uomo? Nessuno lo vuole: i cani in Italia sono 7 milioni. a essere sotto accusa, dunque, sono gli uomini che dovrebbero vigilare sui quattrozampe di cui sono responsabili, e la mancanza di leggi apropriate. Non erano cani randagi, ma erano affidati dalla procura di Modica a un privato cittadino, un animalista convinto che li teneva. I cani inoltre stavano in una recinzione, non erano in balia di loro stessi». Ottanta cani – questa l’entità dell'”allevamento” – non si possono gestire soltanto contando sulla buona volontà, ma nel comune un canile non c’era, anche se la legge lo impone. «Sui canili siamo indietro anni luce, stiamo cercando di costruire un canile, ma abbiamo solo 15mila euro all’anno in bilancio per le società che chiamiamo per portare i cani in canile – ammette adesso il sindaco Venticinque -. Il governo dia soldi per obbligare e mettere in condizioni le amministrazioni a costruire i canili».

«La legge parla chiaro, i Comuni dovrebbero provvedere al servizio di cattura dei cani randagi e alla realizzazione di canili comunali – denuncia l’AIDAA, l’associazione italiana difesa animali e ambiente -. Nonostante ciò sono ancora più di 1600 i comuni italiani che sistematicamente disattendono l’applicazione della legge 281». I cani in circolazione da considerare “randagi” e senza controllo sarebbero 600mila nel solo Meridione. «Inquieta e deprime che – afferma il presidente della Protezione Animali, Carla Rocchi – a 18 anni dall’entrata in vigore della legge di contrasto al randagismo, era il 1991, e nonostante le risorse che hanno consentito a molte regioni italiane di controllare, contenere, e addirittura superare tale emergenza, esistano ancora aree del nostro paese dove, nonostante l’impegno e la dedizione dei volontari delle associazioni, le istituzioni locali non abbiano ancora affrontato con la necessaria determinazione e professionalità il fenomeno del randagismo». Per tutta risposta il Governo, fa notare l’AIDAA, «ha tagliato di oltre 2.000.000 di euro i fondi annuali per lotta al randagismo». La paura degli amanti degli animali è che questi episodi di cronaca scateni l’ennesima tragica e inutile “caccia al cane”.

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