LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Due rapaci abbattuti in pochi giorni Bracconaggio scatenato a caccia chiusa tra Imola e Castel San Pietro Terme.

Posted by lidafirenze su 2 marzo, 2009

Castel san Pietro Terme (BO) – Un raro esemplare di Falco Pellegrino è stato ritrovato in difficoltà la scorsa settimana in via Cova a Castel San Pietro Terme, all’interno della zona di ripopolamento e cattura. Un cittadino ha recuperato l’animale e lo ha subito portato alle veterinarie dott.sse Livia Zamboni e Maria Caretta di Castel San Pietro, grazie alle cui cure l’animale è stato messo in condizione di affrontare il viaggio verso il centro specializzato.I volontari del Wwf hanno provveduto a trasferire l’animale al Centro di recupero di Fauna selvatica “Il Pettirosso” di Modena, un’autentica istituzione per la serietà ed i risultati raggiunti nella cura e nel recupero della fauna selvatica.Il referto dei veterinari del centro di recupero di Modena emette una dura sentenza per il raro Falco pellegrino: due pallini da caccia in piombo nel corpo del raro falconide hanno rotto l’ala e ferito l’animale nella zampa.L’animale sarà operato e, una volta ripresosi ed effettuata la riabilitazione, potrà forse essere liberato nella zona di ritrovamento da parte dei volontari del Wwf.
Un’altra segnalazione ha consentito ai volontari del Wwf di Imola di recuperare, invece, nella mattinata di martedì 17 febbraio, un altro rapace ferito nelle campagne di Imola, in via Sellustra, all’interno di un’altra Zona di Ripopolamento e Cattura. Si tratta di una poiana femmina ferita da diversi giorni e con una brutta frattura dell’omero dell’ala.
Le lastre ai raggi X del veterinario emettono la medesima sentenza che per il Falco Pellegrino: due pallini di piombo in corpo ma, più di tutto, è molto grave e difficilmente recuperabile la ferita a causa della lunga esposizione all’aria aperta che ha reso le fragili ossa del rapace ormai necrotiche.
“Al rapace si prefigura un futuro in gabbia a memoria dell’umana crudeltà e dell’arroganza dei bracconieri di casa nostra: difatti si prevede che sarà difficile poterla liberare nuovamente in natura” affermano i volontari del Wwf.Anche la poiana è stata conferita al Centro “Il Pettirosso” di Modena, nel tentativo di salvare l’ala dall’amputazione e consentirle una vita dignitosa in un’adeguata voliera.
Per entrambi gli episodi le guardie giurate del Wwf provvederanno a sporgere denuncia nei confronti di ignoti per i reato di caccia fuori periodo, caccia in ambito protetto ed abbattimento di specie particolarmente protette.”Bocconi avvelenati, trappole, lacci, fucili: il territorio non è più governato dallo stato e dalle sue articolazioni, ma è sempre più evidente che cacciatori e bracconieri lo considerano ‘cosa loro’, così come la fauna selvatica”.Alcune foto della poiana potranno essere visionate sul sito del Wwf Imola: www.wwf-imola.org.

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