LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Carta d’identità per gatti randagi La campagna animalista Tursi scheda i felini senza padrone. Ciascuno con nome e foto

Posted by lidafirenze su 2 marzo, 2009

Vincenzo Galiano

Genova – NOME: ROMEO. Sesso: maschio. Età: 8 anni. Segni particolari: macchia bianca sul petto. Stato di salute: buono, sterilizzato. Romeo è uno dei 12 mila gatti randagi che abitano il territorio comunale e che, prossimamente, saranno schedati dal Comune. Un popolo a quattrozampe, spesso invisibile, che grazie al censimento programmato dall’Ufficio diritti degli animali acquisterà ben presto volto e identità. Magari anche un nome. «Ma non è questo l’aspetto più importante», sorride Paola Vada, dirigente dell’ufficio del Comune che si occupa di proteggere, curare e contenere sul piano demografico, attraverso periodiche campagne di sterilizzazione, la fauna urbana. Cani e gatti, ma non solo. Animali «da affezione», “cittadini” pienamente riconosciuti e tutelati dalla legge.
Sono circa 900 le colonie feline sottoposte a salvaguardia dal Comune per un totale, come detto, di oltre 12 mila gatti. Circa 700 i volontari, ovvero le “gattare”, che si prendono cura dei randagi sotto la regia e col beneplacito di Tursi. C’è anche una cooperativa sociale, composta da 12 operatori, che si occupa delle colonie di gatti prive di custodi. «Tutti gli animali che vivono sul nostro territorio – premette Vada – sono tutelati dalla legge regionale numero 23 del 2000. Legge che è stata meglio specificata, nel 2002, con il regolamento comunale per la tutela e il benessere degli animali in città». «I gatti che vivono in stato di libertà sul territorio – recita in particolare l’articolo 27 del regolamento – sono protetti ed è fatto divieto a chiunque di maltrattarli o allontanarli dal loro habitat». I gatti vivono sempre in gruppi, più o meno folti, le colonie appunto. Gruppi stanziali radicati in habitat, vale a dire «qualsiasi territorio o porzione di esso, urbano e non, edificato e non, sia esso pubblico o privato», come strade, piazze, scalinate, edifici abbandonati, giardini, vicoli.
In sintesi: nessuno tocchi Romeo. Giù le mani dai felini randagi, altrimenti si rischiano sanzioni pesanti. Pure le tanto bistrattate gattare hanno pieno diritto di cittadinanza: la maggior parte di loro sono riconosciute dal Comune e possono esibire apposito tesserino. Laddove i gatti e chi li accudisce sono mal tollerati, l’Ufficio tutela animali provvede ad affiggere avvisi, con tanto di timbro, in cui si ricorda che le colonie feline sono protette e, dunque, è vietato rimuovere il cibo, l’acqua e le strutture di ricovero predisposte per gli animali. «Ovviamente i volontari devono a loro volta rispettare le norme igieniche ed evitare di lasciare sporcizia in giro», ricorda Vada.
Dietro la tutela dei gatti, non c’è solo passione ma una macchina complessa di cui fanno parte, oltre al Comune e ai volontari, anche la cooperativa di animal sitter “Rastrello”, Asl, Regione, Provincia e associazioni animaliste. Il sistema sarà reso ancora più efficiente: «Realizzeremo un database con tutte le informazioni sulle varie colonie che individueremo su una mappa georeferenziata». Per ogni colonia si conoscerà il numero dei componenti e di ogni gatto la storia sanitaria: malattie, passate o in corso, abitudini, se è o deve essere sterilizzato. I singoli felini saranno fotografati per poterli prontamente identificare, forse avranno anche un nome. Tutti i dati saranno informatizzati e continuamente aggiornati. Gran parte del lavoro sarà eseguito dalla cooperativa “Rastrello” che schiererà sul campo, armati di taccuino e macchine fotografiche, due laureati in scienze naturali. La stessa cooperativa organizzerà, «in collaborazione con gattare molto esperte», corsi di formazione sulla cattura dei gatti allo scopo di curarli o sterilizzarli. «Prendere un gatto selvatico non è affatto semplice e comporta dei rischi», sottolinea Valerio Risso, responsabile del personale della cooperativa “Rastrello”: «Bisogna sapere come agire e avere attrezzature adeguate».

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Una Risposta to “Carta d’identità per gatti randagi La campagna animalista Tursi scheda i felini senza padrone. Ciascuno con nome e foto”

  1. alessandra said

    SEMBRA FANTASCIENZA!COMPLIMENTI PER IL VOSTRO LAVORO VIVO IN SARDEGNA E LA 281 AL MASSIMO PUÒ ESSERE UNA STRADA PROVINCIALE….

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