LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

NO AL COLLARE A STROZZO!!

Posted by lidafirenze su 26 gennaio, 2009

da desi.baggiani@ala.it
Mi arrivano spesso appelli e mails vari corredati da foto di cani che indossano collari a stragolo. “Passi” che queste foto mi vengano inviate da ex proprietari in cerca di una nuova casa per il loro cane, per lo più gente ignorante che manco sa esattamente cosa sia il benessere per un animale e che non lo rispetta (perchè altrimenti non se ne separerebbe …). MA MI FA PROFONDAMENTE INCAZZARE QUANDO LE FOTO DI CANI CON IL COLLARE A STRANGOLO LE RICEVO DA VOLONTARI E ANIMALISTI. Forse non vi rendete conto dei danni che il collare a strangolo causa sia dal punto fisico che psicologico sull’animale. Il collare a strangolo non solo è dannoso, ma non risolve nessuno dei problemi per i quali lo sento spesso “consigliare” da sedicenti educatori o addestratori

Vi faccio il copia-incolla di un articolo, leggete, informatevi e piantatela di usare i collari a strangolo! E ditelo anche a chi gestisce canili, rifugi e pensioni da cui spesso arrivano le foto che vengono poi diffuse … E’ inutile dire che si amano i cani quando poi li si portano a passeggio con uno strumento di tortura attaccato al collo!!!!!!!!!

Desi

NO AL COLLARE A STROZZO!! (fonte: blog di Roberto Franceschetti)

Io mi rifiuto di lavorare con persone che mi portano il cane con il collare a strangolo e consiglio semplici collari di corda o di cuoio, o ancora meglio l’uso di una pettorina. State alla larga da chi vi consiglia di comprarlo e soprattutto da chi vi dice che non fa male al vostro cane, vi assicuro che se ne può fare benissimo a meno; il vostro cane e soprattutto il suo collo vi ringrazieranno……

I danni del collare a strangolo

A.S.E.T.R.A. (Associazione di Studi Etologici e Tutela delle Relazioni con gli Animali) vuole segnalare l’esistenza di un problema misconosciuto ma concreto: quando si monta un collare a strangolo e si agisce strattonando, si ottiene lo scorrimento di un cappio che si stringe attorno al collo impedendo il passaggio dell’aria e sottoponendo il cane a disagio o a dolore, suscitando in lui un sentimento di paura e/o sofferenza. Non certo il tipo di emozione che vorremmo il nostro amico provasse quando prendiamo in mano il guinzaglio. Poiché oggi sempre più spesso i proprietari si affidano a educatori cinofili o addestratori e molte sono le segnalazioni che riceviamo in proposito all’uso di metodi coercitivi o brutali, di cui il collare a strangolo è solo uno dei più diffusi, occorre allora che i proprietari stessi prendano coscienza di quello che viene fatto ai loro animali e che può danneggiarne non solo il fisico, ma anche e soprattutto l’equilibrio psichico. È necessario rifiutare che vengano usati metodi e strumenti che possano recare dolore o spaventare gli animali. La violenza non è mai giustificata. I collari posizionati a strozzo sono stati usati sui cani per molti anni; sono così comuni che solo poche persone riflettono bene prima di usarli. Potrebbero forse diventare meno comuni se la gente fosse consapevole del fatto che questi (oltre ad essere strumenti d’addestramento inefficaci) sono la causa di molti problemi fisici fra cui: Lesioni ai vasi sanguigni dell’occhio Danni a trachea ed esofago Gravi traumatismi della colonna cervicale Svenimenti Paralisi temporanea delle zampe anteriori Paralisi del nervo laringeo Atassia degli arti posteriori L’analisi dei danni causati dal collare a strozzo ha mostrato che alcuni cani presentavano una dislocazione vertebrale mentre altri avevano subito danni permanenti ai nervi. Ancora, una condizione chiamata sindrome di Horner, talvolta causata da traumatismi del collo, provoca disturbi agli occhi e paresi facciale. I difensori del collare a strozzo spesso ne consigliano l’uso sui cani fin da giovane età. Al contrario proprio sugli animali giovani vi è un maggior rischio di lesioni gravi e permanenti. Si dimostra pertanto che tale metodica si rivela non solo controindicata ai fini dell’educazione del cane, ma concretamente pericolosa. Ci sono molti istruttori che possono mostrare metodi più efficaci e sicuri, metodi che non richiedono l’uso di forza o che non hanno il potenziale di causare dolore o danni fisici.

STUDIO SUI DANNI CAUSATI DAL COLLARE A STRANGOLO

“Studio retrospettivo sui danni causati dagli strattoni al guinzaglio e dal tirare con il collare a strangolo” dal libro “Clinica Comportamentale del Cane e del Gatto” di Karen L. Overall”, Edizioni Medico Scientifiche, rif.pag. 423 e 424, Imitazione dei comportamenti tipici della specie. La gente spesso si impone di tirare con il collare a strangolo o di scrollare il cane prendendolo per la collottola, insistendo che è ciò che i cani fanno agli altri cani. Sebbene il gioco e la comunicazione intraspecifica spesso contemplino i morsi e le prese alle spalle e al collo, questi comportamenti non sono analoghi a quelli utilizzati dalle persone. In uno studio retrospettivo condotto in Svezia sul dolore, sui danni o sulle modificazioni della colonna vertebrale nei cani, Hallgren(1992) scopri che il 91% dei cani con anomalie cervicali erano stati strattonati al guinzaglio o erano cani che da molto tempo tiravano al guinzaglio, oltre al fatto che nello stesso gruppo compariva l’uso del collare a strangolo in proporzioni molto elevate. Tutto questo suggerisce ampiamente che tali correzioni sono potenzialmente dannose. Ma si tratta poi veramente di comportamenti tipici della specie o sono una loro imitazione ? In un’indagine sui com portamenti madre-cucciolo nelle cucciolate, su 190 allevatori, il 97,2% non ha mai assistito allo scrollamento della collottola da parte della madre nei confronti del cucciolo (Hallgren 1990). In migliaia di casi di osservazione di varie forme di aggressività verificatesi naturalmente,si è notato che lo scrollamento per la collottola è raro e insolito (Schulder & Netto, 1991). Le correzioni più efficaci sono quelle che sfruttano il repertorio comportamentale intrinseco alla specie considerata e la violenza raramente risponde a questi criteri.

Il collare a strangolo

Sono passati quasi 10 anni da quando Waggingweb (e il Gentle Team) ha pubblicato un articolo contro l’uso del collare a strangolo. Articolo che ha suscitato una alzata di scudi in difesa di metodi e strumenti basati sulla coercizione Dite NO! al collare a strangolo.
E’ stata una frase a farmi decidere di scrivere di nuovo “Non basta comprarlo, se non si sa come usarlo…”

La mia risposta è stata “perché, c’è un modo per usarlo?”. Ovvio che c’è.
Se siete curiosi, dovete infilarlo al collo del cane formando una P, dovete tenere lento il guinzaglio, e quando il cane tira o fa qualcosa che non vi piace, dare un deciso strattone (“come se doveste far partire un tagliaerba”).
Per capire meglio il meccanismo, provate questo gioco. Tenete il moschettone del guinzaglio in una mano, e la mano vicino al collo. Chiedete a un amico di tenere la maniglia del guinzaglio, e di posizionarvi dietro di voi. Chiedetegli di dare degli strattoni, più o meno forti. Tenete il moschettone con forza, o rischiate di colpire il vostro amico! A questo punto, provate a indicare con le mani di quanto il vostro amico ha tirato: 15 cm? 50 cm? Vi accorgerete che uno strappo di pochi centimetri (2 o 3!!!) vi ha causato un forte disagio.
Il moschettone era nella vostra mano. Non era attaccato al collo. Non era attaccato a un collare a strangolo.
educazione cane
A cosa serve un collare a strangolo

Viene venduto come il collare che non rovina il pelo, o come il collare che insegna al cane a non tirare al guinzaglio. Se lo usate a strangolo, ogni volta che la catena scorre nell’anello, strappa il pelo. Cani che subiscono regolarmente strattoni hanno metà del collo rasato. Se non volete rovinare il pelo al vostro cane, e la sua salute, imparate a gestirlo senza usare la forza, attraverso la comunicazione.
Quanto all’insegnare al cane a non tirare… Dopo il primo strattone “tecnico”, il cane si spaventa, e rallenta perché ha paura. L’aumento dello stress porta però il cane a essere più reattivo e a tentare la fuga dalla situazione di forte disagio, in altre parole, a tirare più forte di prima. I cani che subiscono strattoni smettono di tirare con gli addestratori, e tirano come e più di prima con i proprietari. Se vi siete sentiti dire “tira più forte” o “non lo sai fare”, sapete di cosa parlo.
problemi cane
A cosa serve un collare a strangolo
A rovinare il rapporto tra voi e il vostro cane.
A causare forti stati di ansia e di stress nel cane, e avere comportamenti di fuga (da voi!!!).
A innescare e aumentare reazioni aggressive verso cani e persone estranee.
A rendere una passeggiata insieme un piccolo inferno quotidiano.
A trasformarvi da una persona empatica e affezionata al proprio cane in una persona che gestisce il proprio rapporto con il cane con la forza e la violenza. Se avete sentito dire che uno strattone non fa male al cane, chiedetevi: allora perché dovrebbe smettere di tirare quando viene strattonato? Il principio su cui si basa è la paura: il cane ha paura dello strattone, e per evitarlo non tira al guinzaglio.
“Niente è peggio del rispetto basato sulla paura” (J.P. Sartre)

33 Risposte to “NO AL COLLARE A STROZZO!!”

  1. francesco said

    scusa ma io sono x il collare a strozzo, io possiedo dei pastori del caucaso, pensa se mi si sfila il collare cosa verrebe fuori.. mi dirai lo devi gestire, e sono d’accordo con te,quanti persone conosci che sanno gestire un pastore del caucaso! e chi non lo sa gestire|| che facciamo, facciamo mordere le persone; io 20 anni indietro possedevo 2 pastori belga neri uno di loro con il collare stretto ma dico stretto legato x qualche ora lui entro mezzora se lo sfilava per fortuna non mordeva.
    saluti

  2. lidafirenze said

    Rispondo come Nicoletta Soverini e non come LIDA:
    ^_^ purtroppo non conosco personalmente pastori del Caucaso e neanche conosco indirettamente la razza.
    Sempre personalmente non sono favorevole al collare a strozzo. Il mio ragazzo ha un incrocio pastore maremmano e pastore belga ed ha optato adesso per un collare a semi-strozzo, che alla fine è un collare normale perchè non strozza per niente, presi da un eccesso di preoccupazione glielo abbiamo preso più largo…^_^
    Non ci siamo pentiti della scelta lo vediamo più contento che con quello in tessuto, che gli stava troppo preciso.
    Il collare di ora quando si stringe del tutto diventa uguale a quello di prima e non sfugge al nostro controllo, è vero che con cani di grossa taglia si crea sempre il panico se si trovano sciolti o se fuggono. Bisogna prestare sempre un occhio di riguardo se si vuole portarli a giro, purtroppo!
    Taglie del genere sono difficili da gestire finchè non hanno recepito tutti i comandi (proverbiale la testardaggine dei maremmani) e so anche che la pettorina è molto sconsigliata perchè si creano problemi di postura a lungo andare.

  3. Desi said

    Faccio mio il motto di una nota educatrice ed istruttice cinofila che si chiama Alexa Capra (se scrivi su un motore di ricerca trovi tutto quello che vuoi sul suo conto) che dice “PER COMUNICARE USIAMO LA TESTA, NON LE BRACCIA”. Questo signica che per una corretta gestione di un cane di grossa mole ci vuole, più che la forza fisica ed un inutile e dannoso collare a strangolo, CERVELLO ed una corretta educazione del cane, oltre ad una doverosa conoscenza delle caratteristiche intrinseche della razza. Se non si è in grado di gestire un determinato cane senza ricorrere all’uso della coercizione (e mettetela come vi pare ma un collare a strangolo E’ COERCIZIONE E VIOLENZA SULL’ANIMALE), significa che si è sbagliato qualcosa nel rapporto con il cane stesso e nella sua educazione. Magari invece di prendere QUEL CANE scelto magari per estetica invece che per le sue attitudini, era meglio optare per un altro tipo di razza ….. Desi

  4. Veronika said

    Scusate, ma secondo me state creando molta disinformazione e soprattutto state trattando l’argomento in maniera piuttosto banale e scontata.
    E’ vero che in questo siete avvantaggiati del nome di questo arnese che solo a leggerlo fa venire i brividi (strozzo, strangolo… brrrr) ma io direi che la testa non dobbiamo usarla solo per comunicare ma anche per riflettere bene prima su ciò che vogliamo comunicare.
    Mi dispiace molto ammetterlo, ma trovo molto presuntuoso da parte vostra criticare così duramente persone come animalisti, volontari, veterinari, allevatori e addestratori che utilizzano o semplicemente consigliano l’uso di questo tipo di collare. Questo è scorretto, sia nei confronti dei professionisti sopra elencati, sia nei confronti del lettore che in tal modo riceve informazioni parziali e soprattutto alterate.
    Mi pare che qui si sia parlato solo degli effetti (ovviamente negativi) causati da un cattivo utilizzo del collare, senza però specificarlo e lasciando intendere che quello è il metodo con cui utilizzarlo. Invece di fare tanto i saccenti, perchè non specificate che qualunque tipo di collare, utilizzato col metodo dello “strappo” può causare i medesimi danni all’animale? Perchè parlate di coercizione senza sapere cosa significa? Obbligare il cane a stare legato a voi tramite guinzaglio non è coercizione?
    Per vostra informazione, la prima cosa che un bravo educatore insegna riguardo il collare a strozzo è proprio il modo corretto di utilizzarlo e soprattutto gli effetti deleteri di un cattivo utilizzo. Perchè in effetti il punto è solo quello: come utilizzarlo. E dimostrate anche una certa ignoranza in merito, con tutte quelle sciocchezze sullo strattonare “come per avviare un tagliaerba”: ma siete fuori? E se uno legge e pensa che veramente si usi così e lo fa col proprio cane? Chiunque abbia un minimo di buonsenso non strattonerebbe mai, anche perchè ne annullerebbe il risultato. Quel collare funziona proprio perchè fa capire al cane che è lui stesso che si fa del male tirando e quindi lo induce a non tirare più. E state tranquilli che il cane, da solo, non si farà del male.
    Ma perchè invece di fare tanta inutile polemica sul collare in questione non vi impegnate in una battaglia per regolamentarne l’utilizzo? Essendo potenzialmente molto dannoso, a mio parere non dovrebbe essere venduto a chiunque e soprattutto così, senza istruzioni, indicazioni e controindicazioni. Ci sono moltissime cose che male utilizzate possono divenire pericolose e bene utilizzate possono risolvere problemi seri.
    E poi, scusate, ma il fatto che persone veramente amanti degli animali come i volontari dei canili lo utilizzino non vi fa venire qualche dubbio? Invece di “incazzarvi profondamente”, provate a riflettere…. E non mi dite che i volontari non amano i cani, perché se non li ami veramente non vai lì a pulire gli escrementi gratuitamente!
    In conclusione vi spiego perchè sono contrariata dalla vostra cattiva/parziale/scorretta informazione:
    fino all’anno scorso ero anch’io decisamente contro il collare a strozzo, anzi, ero molto più dura di voi nell’esprimermi contro. Poi mi è capitato di adottare una cucciola derivata husky che in poco tempo è divenuta più pesante di me e che tirava da morire. Ovviamente il discorso facilone del non prendere QUEL CANE non ha senso, perché quando si adotta un cucciolo abbandonato, per di più meticcio, non si può certo prevedere il domani. Inoltre non è detto che tutti abbiano la possibilità economica di seguire i costosi corsi di educazione cinofila, che col metodo gentile tra l’altro richiedono ancor più tempo (e quindi denaro). Che dovevo fare, portarla in canile quando vedevo che cresceva e tirava troppo? Darla via? Non avrei mai potuto: l’amo troppo e lei ama me, solo è un po’ testona. Esponendo il mio problema tutti, dall’esperto all’amatore, mi hanno suggerito questo collare, ma io, testona più del mio cane e profondamente contraria, mi sono rifiutata. Fino a quando ho ricevuto lo stesso consiglio dal mio veterinario, che è un amico d’infanzia e una persona che stimo. Lui mi ha spiegato bene tutto, partendo dalle conseguenze negative di un uso scorretto, le uniche di cui avete parlato voi, ed insegnandomi come, quando e perché utilizzarlo. Mi ha ripetuto fino alla nausea che non avrei mai dovuto strattonare o fermare bruscamente il cane, bensì lasciarlo fare da solo, addirittura assecondandolo se era lui a strattonare all’improvviso. Non sto qui a spiegarvi il resto, vi dico solo che ha funzionato: utilizzato con intelligenza e nel modo corretto, questo collare è educativo e non uno strumento di tortura. In poco più di un mese la mia cagnona ha imparato ed il famigerato collare è finito nel cassetto dove tuttora si trova. E vi assicuro che non si è mai fatta male, mentre prima, col collare normale, era sempre lì che tirava e tossiva.
    Ve lo ripeto: tutte le cose, utilizzate nel modo sbagliato, possono essere dannose, ma se invece utilizzate correttamente possono risolvere dei problemi, perché metterle al bando? E che vogliamo dire del morso utilizzato sui cavalli allora? Perché non vi impegnate affinché venga bandito?
    E, mi ripeto, del guinzaglio che vogliamo dire? Non è coercizione utilizzarlo? Non è coercizione limitare la libertà di un animale? E non siate ipocriti mettendovi a posto la coscienza convincendovi che il cane ha piacere di essere gestito così, che il guinzaglio lo rassicura e tutte le altre sciocchezze che si dicono: essere legati è sempre e comunque una violenza e un’umiliazione.
    Curare i diritti degli animali non vuol dire fare disinformazione e farsi belli criminalizzando uno strumento potenzialmente dannoso: visto che il collare a strozzo esiste e viene venduto a chiunque e ci sarà sempre gente che lo compra, se proprio ci tenete ai cani, fate in modo che la gente sappia come utilizzarlo. Se poi vi piace vincere facile, allora continuate pure a sbraitare senza ottenere nulla….
    Tra l’altro, se fosse solo lo strumento di tortura da voi descritto, come mai non c’è una legge che lo vieta, come per il taglio di orecchie e coda? E’ evidente che non tutti gli animalisti la pensano come voi, quindi abbiate l’umiltà di accettare che il vostro è solo uno dei molti punti di vista possibili e soprattutto non siate offensivi con chi la pensa diversamente.
    Cordiali saluti.

  5. lidafirenze said

    Oh mamma Veronika quanto hai scritto… giuro che ho letto tutto ^_^
    Comunque quest’articolo non è stato scritto dal primo che è passato ma da una persona che comunque si occupa dell’educazione di animali, infatti se clicchi sul titolo accedi al sito dal quale è stato tratto.
    Per esperienza non consiglierei mai un collare a strozzo, il mio ragazzo ha un incrocio fra un belga e un maremmano ed è tanto testardo che se volesse riuscirebbe a tirare tanto da strozzarsi sul serio. Noi non abbiamo avuto dubbi sul collare da scegliere, scegliendo un semi-strozzo, comodo perchè comunque capisce che non tirando all’impazzata il collare gli rimane molto largo.
    E’ stato il primo cane del mio ragazzo e lui l’ha educato con il “metodo gentile”, l’unico che fra l’altro ha funzionato, non che abbia provato cose truci, ma ad esempio lasciarlo chiuso se combinava una birbonata era l’incentivo per fargli fare di peggio una volta liberato nuovamente. Specifico inoltre che non abbiamo seguito alcun corso, ma solo letto articoli e l’ingrediente segreto è stato “tanta buona volontà da parte nostra”. Non è un cane perfetto ora ma è buono e ad un anno di età ha smesso di distruggere tutto, limitandosi a poche cose alla volta.
    Come volontaria non consiglio mai il collare a strozzo, anzi si consiglia quando possibile le pettorine, sempre guardando la grandezza del cane, perchè anche quelle non sempre possono essere indicate, ugualmente, per il pelo del cane, non sempre può andar bene un collare a catena che può rovinare la cute o irritare.
    Consiglierei poi di chiedere, quando si decide per un’adozione, sempre il cucciolo più consono alle proprie capacità. Non dico che una ragazza debba prendere un cane di 20 kg, ad una mia amica ho trovato un’incrocio lupo ed uno maremmano, ma avendo avuto molti cani, so assolutamente che riuscirà ad educarli da qui a quando diventeranno enormi.
    Non mi è poi piaciuto il tono del commento ma su questo sorvolo… se vuole le indico la persona su cui scatenare le proprie ire, visto che non era un articolo scritto dalla LIDA Firenze.
    Credo si debba rispettare tutte le opinioni senza alterarsi troppo, purtroppo le cose davvero terrificanti sono altre. Mi dispiace che lei si sia sentita toccata e inquanto alla legge penso che non ci sia perchè comunque è uno strumento utile per ottenere alla svelta risultati dal proprio animale, credo che si dia la colpa al cane che tira e si auto-strozza e non al padrone che lo usa.
    Poi comunque quelli sono pareri di esperti. Se lei si fida di più del suo veterinario ben venga, ma la invito a non alterarsi inutilmente, noi siamo abbastanza informati per non acquistare collari a strozzo.
    Concludo raccontandole una cosa personale riguardo al collare del cane del mio ragazzo. Abbiamo aspettato 3 mesi per avere il nostro collare misura grande a semi-strozzo perchè finivano immediatamente. Guardavamo i collari a strozzo più economici e sempre presenti, gli unici della sua taglia (perchè ancora tutti sono convinti che il cane grosso vada domato e non educato ^_^). Intanto lo portavamo a giro con un collarino di stoffa che proprio non s’addiceva alla sua stazza, ma aspettavamo, perchè se mancava in tutti i negozi voleva dire che è quello era proprio il collare migliore. Così è stato!

  6. Veronika said

    Chiedo scusa per aver indirizzato male le mie ire… ma così come a Lei non è piaciuto il tono del mio commento, a me non è piaciuto il tono dell’articolo da voi riportato.
    Il motivo per cui mi sono alterata è molto semplice: nell’articolo di cui sopra, l’esperto non si limita a sconsigliare l’utilizzo del collare in questione, bensì criminalizza implicitamente chi lo utilizza o lo consiglia (e faccio notare che spesso a consigliarlo sono altri esperti, quindi qui ci sarebbe da aprire un dibattito sulla effettiva competenza di chi si ritiene tale).
    In sostanza, io che mi ritengo una persona amante degli animali e che comunque ho utilizzato il collare, leggendo mi sono sentita quasi una criminale e la cosa mi ha dato enormemente fastidio.
    La cosa che mi ha infastidita maggiormente è che l’autore, per avvalorare la sua posizione (o magari solo per farsi pubblicità, visto che ha un centro di educazione cinofila…) ha riportato informazioni parziali e spesso inesatte: tanto per dirne una, egli ha scritto “…strumenti d’addestramento inefficaci”: ora, il metodo può essere senza dubbio discutibile, ma è un dato di fatto che i risultati si ottengono, quindi l’informazione fornita è inesatta e forse mirata a portare acqua al proprio mulino.
    Poteva dire che il suo metodo è migliore, visto che la pubblicità comparativa è legale, ma non credo sia corretto mentire.
    Per non parlare poi di quanto detto riguardo il metodo di utilizzare il collare: l’autore scrive “…quando si monta un collare a strangolo e si agisce strattonando…” lasciando intendere che quello è il modo di utilizzarlo. Anche qui abbiamo un’informazione del tutto errata, la qual cosa mi lascia pensare che l’esperto non sia poi così esperto, visto che non sa come si utilizza correttamente il collare. Allo stesso modo io potrei criminalizzare un medicinale dicendo “…quando si prendono 10 pasticche a stomaco vuoto si può morire, quindi non prendete mai pasticche!”
    E che dire di questa frase:

    Ma non si usa così!! Questo equivale a prendere 10 pasticche a stomaco vuoto!
    Sarebbe stato corretto spiegare che c’è modo e modo; che bene utilizzato è uno strumento non dannoso e che da i suoi risultati e che male utilizzato è pericolosissimo per il cane.
    Lei mi ha detto “Credo si debba rispettare tutte le opinioni senza alterarsi troppo”: io credo sia legittimo alterarsi quando chi esprime le proprie opinioni fornisce informazioni errate per avvalorarle (parlo sempre dell’ autore), e poi quelle non erano opinioni ma affermazioni e proprio questo mi ha fatto alterare.
    Come ho già detto, anche un normalissimo collare di cuoio, utilizzato strattonando, può causare i medesimi danni, però di questo non si parla mai. Come alternativa si propongono le pettorine, però da studi altrettanto autorevoli è emerso che anche queste possono essere dannose…
    Dal canto mio, nonostante tutto, rimango comunque contraria all’utilizzo indiscriminato di questo collare, specialmente a lungo termine: credo che sia uno strumento educativo efficace, da usare comunque con le dovute modalità e soprattutto per un breve, brevissimo periodo, affinché l’animale impari, e non perennemente, anche perché se uno è costretto ad utilizzarlo sempre, allora vuol dire che il cane non ha capito nulla e il padrone meno di lui: in questo caso ritengo anch’io che ci sia coercizione.
    Dal canto mio, ho spiegato come fossi profondamente contraria e come poi mi sia ricreduta. Io credo di averlo utilizzato nel modo corretto ed ho risolto un problema non da poco, senza mai strattonare o strozzare la mia cagnona, che amo più di me stessa; forse sono stata fortunata ad avere un cane intelligente? Non so, può darsi. Comunque se non avessi avuto risultati di sicuro avrei cambiato metodo, anche perché con gli altri miei cani non l’ho mai usato.
    Però non penso di essere una criminale per aver tolto dalla strada una cucciola che poi col crescere si è dimostrata un po’ esuberante. E non penso di dovermi vergognare perché non ho i soldi per un corso di educazione cinofila: o meglio i soldi ce li avrei, ma preferisco spenderli per fare donazioni ai canili e cercare di aiutare più cani che posso (cosa che faccio). Non sapendo quanto sarebbe cresciuta, avrei dovuto portarla in canile? Lei mi ha sottolineato che non consiglierebbe un cane di oltre 20 kg ad una ragazza non esperta e sono anche d’accordo, ma le ripeto che io la cucciola l’ho trovata abbandonata e quindi il problema non me lo sono andata a cercare. Gli altri cuccioli li ho piazzati tutti, ma lei nessuno la voleva e nel frattempo tra noi è scattato il feeling. Se la vedesse ora, non si direbbe proprio che per un mese ha portato il collare a strangolo…
    Spero che ora abbia compreso il motivo della mia alterazione (di cui mi scuso ancora) e del perché mi sia sentita criminalizzata leggendo l’articolo che avete riportato: per colpa di questo genere di pubblicazioni, molta gente poi ti guarda come un mostro se hai il cane con lo strangolo, magari gli stessi che incontri al parco che si tirano letteralmente dietro i loro bei barboncini tutti cotonati come fossero dei carrelli (però col collare di cuoio, per carità…).
    Spero di essermi spiegata, perché non vorrei passare per una tifosa dello strangolo, ma neanche per una che non sa riconoscere una scorretta informazione o ancor peggio per una che fa del male al proprio cane.

    Mi permetto una piccola osservazione:
    Lei mi dice “Poi comunque quelli sono pareri di esperti. Se lei si fida di più del suo veterinario ben venga”: ci tengo a precisare che il mio veterinario (a quanto pare implicitamente inesperto…) mi ha detto tutto quello che hanno detto gli esperti riguardo alle conseguenze negative, con la differenza che mi ha anche specificato che tali conseguenze si hanno solo come risultato di un errato utilizzo del collare. In più mi ha insegnato ad usarlo correttamente, quando il cane era già cresciuto, con ottimi risultati e senza nessun “ferito”. La mia modesta opinione è che essere esperti non significa conoscere e trattare solo una parte di un argomento. Oppure sarebbe il caso di specificare che quelli sono esperti solo nello studio delle conseguenze negative, mentre esistono anche esperti dell’utilizzo corretto e dei risultati positivi: come dire, bisogna sempre guardare le due facce della medaglia e solo quando entrambe sono negative si può dire “è sbagliato”.
    Anche picchiare sistematicamente i bambini è sbagliato, ma credo non esista genitore che non sia mai ricorso ad un sano ed educativo sculaccione (esempio banalissimo ma rappresentativo).

    Non ho tempo di rileggere tutto, quindi vogliate perdonarmi se di nuovo ho usato toni forti (spero di no).
    Tutto ciò non toglie nulla alla stima e al rispetto che ho per il vostro lavoro.
    Cordiali saluti
    Veronika

  7. Veronika said

    E che dire di questa frase:
    ” La mia risposta è stata “perché, c’è un modo per usarlo?”. Ovvio che c’è.
    Se siete curiosi, dovete infilarlo al collo del cane formando una P, dovete tenere lento il guinzaglio, e quando il cane tira o fa qualcosa che non vi piace, dare un deciso strattone (”come se doveste far partire un tagliaerba”). ”

    Scusate, nel commento precedente non appariva perchè avevo messo i simboli maggiore e minore anzichè gli apicetti.

  8. Desi said

    Domanda per Veronika: hai un’idea di chi sia Alexa Capra? Temo di no.
    Sei un’educatrice cinofila? temo anche in questo caso che la risposta sia no.
    Conosci Roberto Marchesini? no, vero?
    Hai un’idea di quali sono i pricipi dell’etologia in materia di conoscenza, rispetto e benessere animale? no anche stavolta suppongo.
    L’IGNORANZA E’ UNO DEI PEGGIORI MALI DELLA NOSTRA SOCIETA’.
    PRIMA DI APRIRE BOCCA A VANVERA, INFORMATI, STUDIA, APPROFONDISCI LA MATERIA.
    Ah, dimenticavo : sul sito che si apre cliccando quel link c’è la mail di Alexa Capra, prova a scriverle …

  9. Marina Garfagnoli said

    Veronika cara,
    ammettiamo pure che il collare a strangolo (in QUALCHE caso) funzioni…quello che è importante comprendere è che il principio in base al quale PUO’ funzionare che è errato! Il cane impara a fare quanto gli viene chiesto per evitare il dolore. Fa quanto chiede il proprietario per paura ed io sinceremente mi aspetterei da chiunque avesse un cane il desiderio di non incutere paura nel proprio compagno di vita. Un cane che viene addestrato con metodi gentili, impara a comportarsi in maniera gradita al proprietario ed alle altre persone perchè VUOLE farlo, perchè ha vantaggi da questo, perchè si gioca alla pari e c’è armonia tra i due attori del gioco! La paura, il desiderio di evitare il dolore sono solo scorciatoie per ottenere risultati apparenti che non rappresentano la soluzione del problema di un cane (come il tirare al guinzaglio). Per convincerti a darmi 50 € posso farti capire che questo ti darà dei vantaggi oppure puntarti una pistola alla testa. Tu cosa preferisci? Se ti punto la pistola alla testa, sono sicura che mi darai quello che voglio, perchè tu hai paura di me, esattamente come quel cane che vuole evitare di essere strozzato! Per me, ottenere le cose con la forza è assolutamente discutibile (come credo sia anche per te) e se lo è (per tutti) nel mondo degli uomini, deve per forza esserlo anche in quel mondo in cui cani ed esseri umani convivono!
    Detto questo…IL COLLARE A STRANGOLO NON FUNZIONA!!!
    Vengo ahimè da un’esperienza passata in addestramento coercitivo. Il mio cane era il migliore del suo corso…IN CAMPO…fuori da lì era il solito trattore ed io avevo quasi paura a portarlo fuori, ogni passeggiata era un dramma e alla fine era molte le occasione che toglievo all’uscire insieme. Ora, che siamo passati all’addestramento gentile (con Alexa Capra, nominata opputunamente da Desi), uscire in passeggiata è la cosa più bella che possa capitare ad entrambi…a me e al mio trattore!!!

  10. Veronika said

    Un appunto per Desi:
    rispondendo al mio primo commento Lidafirenze ha detto:
    “Credo si debba rispettare tutte le opinioni senza alterarsi troppo, purtroppo le cose davvero terrificanti sono altre.” Penso che fosse un discorso valido per tutti….
    Vedi cara, la tua ignoranza sia in fatto di educazione cinofila che in fatto di educazione “umana” mi porta ad ignorare i tuoi insulti. Ti inviterei però, nel tuo interesse per una migliore convivenza con il resto della società, a seguire uno dei corsi di Alexa Capra: chissà che col metodo gentile non impari anche tu l’educazione!

    Cara Marina,
    ho capito perfettamente ciò che vuoi dire. Però temo di non essermi spiegata.
    Per prima cosa credo sia un errore basare le proprie convinzioni solo ed esclusivamente sulle esperienze personali: è l’insieme ed il confronto delle esperienze di più individui che alla fine offre materiale sufficiente a trarre delle conclusioni, non trovi? Così come è errato generalizzare sull’indole ed il comportamento del cane (sfortunatamente per la povera Desi, io ne so qualcosina in materia di etologia…).
    Il famoso “metodo gentile” lo conosco molto bene e certo non nego che quanto tu hai ribadito in merito corrisponda a realtà. Così come conosco molto bene i danni che un collare a strangolo può causare. Quello che aggiungo io è di non generalizzare sempre tutto.
    Tra l’altro dalle tue parole ho capito che forse non mi sono spiegata bene: tutto ciò che ho detto riguardo l’utilità dello strangolo era ovviamente in relazione all’educazione al guinzaglio del cane e non al suo addestramento in genere. Come ho già detto, io per esempio non avrei mai permesso a nessuno di condurre il mio cane col collare a strangolo, tantomeno ad un addestratore. D’altronde non mi ha nemmeno mai sfiorata l’idea di addestrare il mio cane a fare cose per lui senza senso o addirittura contro la sua natura, solo per fargli guadagnare l’agoniato biscottino, poiché ritengo il ricatto più meschino dell’obbligo. E benché il biscottino o giochino venga definito “premio”, rimane pur sempre un ricatto (se non fai quello, non ti do questo)
    Io cerco un rapporto molto più profondo e naturale coi miei cani, per questo passo ore ad osservarli: per capire il loro mondo, il loro modo di comunicare e di rapportarsi col mondo esterno.
    Purtroppo invece, al giorno d’oggi, certi esperti hanno umanizzato all’inverosimile il comportamento del cane, dimenticandone la vera natura: in parole povere, ogni cane è diverso da un altro e va trattato di conseguenza. E’ un dato di fatto (chiedete pure alla Capra) che ci sono individui remissivi ed altri dominanti. E’ un dato di fatto che il cane ha bisogno di trovare un suo posto nella scala gerarchica del branco/famiglia in cui vive ed è un dato di fatto che un individuo dominante cercherà sempre di occupare il primo posto. Infine è un dato di fatto che per ottenere il rispetto del proprio cane (cosa ben diversa dall’ubbidienza per convenienza…), l’uomo deve necessariamente imporsi come individuo dominante (capobranco).
    Nel mese in cui ho utilizzato il collare a strangolo (nel modo corretto, senza strattonare o strozzare!!!!!!) io ho semplicemente stabilito questo col mio cane. Poiché a differenza degli altri miei cani, la cagna in questione voleva semplicemente dominare, si è trattato solo di farle capire che la più forte sono io. Con il metodo gentile lei rimaneva sempre sicura di comandare perché conscia di essere più forte fisicamente e spesso se ne fregava del biscottino, trascinandomi letteralmente; in questa fase, particolare importantissimo, anche quando era sciolta in giardino mi stava sempre un passo avanti e per entrare da una porta passava sempre prima lei. Col collare ha capito che non era più la più forte, e non solo: ora non mi precede più come prima, bensì mi aspetta e mi cede il passo per entrare in una stanza (ripeto: senza averla mai strozzata!): questo in natura significa che mi riconosce come superiore. Ditemi quello che vi pare, ma io vedo il rispetto negli occhi del mio cane e non la paura o chissà che altro trauma: avete presente una scazzottata tra amici o un braccio di ferro? Bene, questo è ciò che è avvenuto: una volta stabiliti i ruoli tutto fila liscio, anche senza usare più il collare.
    Detto questo, potrei anche io scrivere a lettere cubitali: il collare a strangolo funziona!!! Non lo faccio perché obiettivamente non mi pare che la questione sia riconducibile allo stabilire se funziona o meno: le nostre due diverse esperienze riassumono perfettamente ciò che io intendo dire ovvero che è l’uomo a fare la differenza, non il collare. Il collare di per se è solo un mezzo che può essere utilizzato in diverse maniere. Nel tuo caso è stato utilizzato per obbligare il cane a fare determinate cose, ma se poi fuori il cane faceva ugualmente il comodo suo è ovvio che il suo rispetto non lo avevi di certo ottenuto, quindi solo coercizione in campo e nulla più. Nel mio caso è stato utilizzato per far capire al cane che se voglio sono più forte io, ottenendo così il suo rispetto, proprio come accade in natura, con la differenza che in natura avrebbe sofferto di più lottando coi suoi simili.
    Ovviamente tutto ciò ha senso soltanto nel caso il cane sia di grossa taglia e tendente a dominare. Per tutto il resto ribadisco la mia contrarietà all’utilizzo indiscriminato del collare a strozzo finalizzato all’addestramento (salta, corri, fermo, ecc.).
    Io non vorrei mai che il mio cane avesse un rapporto di convenienza con me, per lo meno riguardo a certe cose che lui deve imparare a non fare assolutamente, a prescindere dal premio. In natura il cane impara per esperienza e non per convenienza: non ho mai visto una cagna dare il premio al suo cucciolo se sta tranquillo, però ho visto coi miei occhi cagne sballottare più o meno forte un cucciolo quando questo giocando mordeva troppo forte le coda della madre.
    Il premio può servire quando si vuole insegnare al cane a fare qualcosa di nostro gradimento che lui di suo non farebbe e questo lo approvo al 100%. Quando però gli si deve insegnare a rispettare l’ordine gerarchico, io sono contraria al premio, perché lui non deve farmi cosa gradita, bensì deve rispettarmi e basta, come io rispetto lui: ritengo che questo sia fondamentale per una sana e felice convivenza, sia essa tra uomini e uomini che tra uomini e cani.
    La cosa buffa è che tra i miei cani quella con cui ho il rapporto più bello è proprio lei, l’unica con la quale non ho usato il metodo gentile per il guinzaglio. Con lei faccio passeggiate di ore ed ore in campagna, dove la lascio completamente sciolta; se mi siedo in cima ad una collina ad ammirare il tramonto, lei dopo un po’ mi viene vicina e si mette a guardare l’orizzonte con me; quando la chiamo corre tranquilla da me, anche se ho il guinzaglio in mano… insomma, non mi pare proprio un cane traumatizzato o timoroso del dolore. Da parte mia, io non pretendo niente di più da lei che non sia la sua amicizia incondizionata. Se poi lei si diverte a giocare con me o a riportarmi la palla benvenga, ma non esiste che io le chieda di fare questo o quello in cambio di un premio, visto che lei non è un cane da lavoro.
    Anch’io penso che ottenere le cose con la forza sia assolutamente discutibile, ma se ci pensi bene è proprio quello che il cane cerca di fare tirando: ottenere una cosa con la forza. Quindi, visto che lui non si può alzare al nostro livello e dialogare con noi, dobbiamo necessariamente scendere noi al suo ed interagire con lui nel suo linguaggio. Con ciò non intendo dire di usare la forza, ma semplicemente di fargli capire che nemmeno lui può usarla con noi, tutto qui: infatti io non l’ho mai strattonata e lei ha capito che non deve strattonare me. Reciproco rispetto…

    Consiglierei a Desi di leggersi qualche libro di Lorenz, invece di riempirsi la bocca di nomi letti chissà dove…

  11. Marina Garfagnoli said

    Cara Veronika,
    hai ragione su una cosa, ma dal MIO punto di vista, ahimè, solo su quella: non si può generalizzare…MAI!!!
    Non so quali siano le tue competenze in merito di Etologia, ma io sono studentessa all’Università di Torino e mi sto laureando con una tesi sulla comunicazione sociale dei pit bull. Né io né Desi, abbiamo bisogno di sapere chi sia Alexa Capra, perché siamo entrambe addestratrici di metodo gentile formate da lei e temo che lei stessa (se vuoi possiamo chiederle un parere) avrebbe forti dubbi in merito alle tue affermazioni sul collare a strangolo!
    Il comportamento del cane non si può generalizzare, no…hai ragione! Il comportamento di un qualsiasi individuo è, per definizione, il risultato dell’interazione tra l’esperienza ed il temperamento e quindi è pressoché molto variabile.
    Non capisco cosa intendi col dire che tu ti riferivi all’uso dello “strangolo” solo per quanto riguardava la condotta. Perdonami! Proprio non capisco in che altro modo, voi “sostenitori” lo vogliate utilizzare. Il mio cane in passato veniva coercizzato solamente alla condotta, niente più! Il collare a strangolo è studiato per quello…per non far tirare un cane che abbia la tendenza a farlo, ma chi lo difende (il collare, non il cane) non si chiede mai perché il cane tiri realmente! Ti assicuro che il mio cane mi rispetta tantissimo. Io sono la sua ragione di vita e lui è la mia! Il non tirare al guinzaglio non c’entra proprio niente col rispetto: certo c’è un problema di rapporto, ma quel problema, una volta individuato, lo si risolve in modi del tutto distanti da una strattonata. Col tempo ho capito che il mio cane era molto stressato in passeggiata (ti credo se mi dici di essere un’esperta di cani, ma nei campi coercitivi, nessuno mi hai mai detto “il tuo cane è stressato”), soprattutto perché aveva paura degli altri cani e si sentiva in trappola, al guinzaglio, ancora di più! Strattonarlo (STROZZARLO!!!) peggiorava le cose: quando incontrava un cane al guinzaglio il suo problema era “Oh Mio Dio, c’è un cane che mi vuole uccidere davanti a me e la mia padrona in fondo al guinzaglio che mi punirà se mi mostro spaventato…e vorrà uccidermi!!!”. Grazie al cielo ho incontrato il metodo gentile sulla mia strada ed ho capito cose che da sola non riuscivo a vedere (anche se le mie perplessità erano molte)!!!
    Al momento, con il metodo gentile, con il TREMENDO INGANNO DEI BOCCONCINI o UNA TERRIFICANTE PALLINA, sono riuscita a far capire al mio cane che ci sono io con lui, che gli altri cani non preoccupano, che non dobbiamo relazionarci con loro per forza e che la passeggiata è bella. Lui non morirà per aver avuto paura e io sarò pronta a difenderlo (non a strozzarlo) quando qualcuno lo renderà nervoso!
    Sto riflettendo da molto su una cosa che hai detto (anche perché lavoro con cani che hanno aggredito in casa e quindi anche nel mio lavoro la cosa è molto importante!): NOI E IL BRANCO! Vorrei confrontarmi con chi mi sta formando come addestratrice e mi segue in tesi, o qualcun altro di competente su questo punto, ma io (Marina) personalmente ci credo un po’ poco alla cosa dell’essere umano nel branco! Ritengo che i cani ci vedano perfettamente come individui ben distinti da loro, non per nulla amano più noi degli altri cani e credo che per ogni cane sia fondamentale avere una persona accanto, più che ogni altro essere vivente! Io ho un fantastico branco fantasia di 4 cani! Vanno molto d’accordo tra di loro e conducono le loro attività in maniera sociale come la loro ecologia ed evoluzione gli richiede! Per tutti però quel che più conta sono io! Non credo che i cani ci vedano come individui ALPHA nel branco, credo che semplicemente ci adorino per quello che siamo: ESSERI UMANI! Io non ho bisogno che i miei cani attendano che sia passata io per superare una porta. Passerà per primo chi arriverà primo! Se ho necessità che non scendano dalla macchina mentre io devo farlo gli chiederò di aspettare e loro aspetteranno (qui è stato usato l’inganno del boccone!!!). Tutti i miei cani dormono su letti e divani e nessuno di loro prende il sopravvento su di me, perché io gli concedo troppa libertà! Ah, hanno anche un ottimo rapporto con bambini, anziani, e cani sconosciuti…
    Temo che gli addestratori di metodo tradizionale, o i sostenitori del collare a strangolo, abbiano uno strano concetto di cosa sia il rispetto! E temo che non sappiano che il rapporto col cane non sia da basarsi sul rispetto, ma prima di tutto sull’Amore…Ritengo che prima di tutto dobbiamo essere noi a rispettare il cane e di rimando non potremmo che avere un cane felice, che è sicuro con noi, sicuro di noi, felice con noi!
    Ho paura di non aver esattamente capito come mai difendi tanto il collare a strangolo se dici di non usarlo per strangolare! E cosa ci fai (se posso)? In base a cosa dici che funziona? Come lo usi?
    Per quanto mi riguarda la fase passata in addestramento coercitivo e collare a strangolo è solo un lontano e brutto ricordo…e sempre per esprimere un parere personale…adesso sono più in pace con me stessa. Le mie idee sull’educazione del cane sono evolute adesso e non prima! Se guardo indietro, guardo quella fase con vergogna e come un periodo passato nella totale ignoranza!!!
    Menomale che nella vita si cambia idea!

  12. Veronika said

    Ciao Marina, la “strangolatrice” è tornata….
    Scherzi a parte, devo dire che questa discussione mi ha preso molto e quindi ho approfondito alcuni aspetti su cui tu mi hai fatto riflettere.
    Però ti chiederei di non essere troppo ostile nei miei confronti, perché questo ti porta ad interpretare in modo negativo tutto ciò che dico e ad arrabbiarti per qualcosa che invece non ho detto (per esempio hai interpretato male il fatto del premio che io ho definito ricatto e tu hai riportato addirittura come ”inganno dei croccantini”: premio e ricatto ci stanno tutti e due, è solo questione di punti di vista; l’inganno è ben più meschino… ma io non ho mai usato questo termine).
    Inoltre ci tengo a chiarirti che non intendevo affatto dire che il tuo cane non ti rispetta, ma solo che il metodo utilizzato dal tuo primo addestratore aveva fallito perché il cane fuori campo tirava ancora, quindi in quel modo non avevi ottenuto il suo rispetto (non per colpa tua, ripeto): praticamente ti stavo dando ragione, sottolineando che in quel caso lo strangolo non era servito a un bel nulla se non a torturare il tuo povero cane. Per contro ti ho solo esposto come invece nel mio caso, con lo sesso strumento utilizzato in modo diverso, io abbia ottenuto dei risultati positivi (poi ti spiego come). Infine ti ripeto ancora una volta che non sono una sostenitrice dello strangolo, come ho cercato di spiegare in tutti i modi: penso solo che le problematiche che un cane può dare sono molte e differenti fra loro e che in alcuni casi questo collare può aiutare.
    Sono dispiaciuta che di tutte le cose che ho detto tu ti sia focalizzata solo sull’erronea convinzione che io sia a favore dello strangolo: se ti rileggi bene tutto, vedrai da te che il mio risentimento è più che altro causato dal modo in cui è stato scritto l’articolo che stiamo commentando e dal fatto che poiché la gente non è stupida, un articolo che sia giusto come fine ultimo (ovvero combattere l’utilizzo indiscriminato del collare a strangolo) ma scritto con tante inesattezze e bugie, non aiuta certo la causa, anzi, può portare il lettore a cestinarlo prima di arrivare alla fine.
    Per farti capire:
    nell’articolo si è ingigantito tutto, a partire dagli effetti catastrofici che questo collare dovrebbe avere sempre e su tutti i cani, per finire alla criminalizzazione indiscriminata di chi ne fa uso, in particolar modo di volontari e animalisti, che in quanto tali non credo proprio possano agire nel disinteresse dei loro protetti. È inutile che si continui a ripetere che il collare non funziona: sappiamo bene tutti che non è così: il collare funziona e come, ce lo testimoniano centinaia di persone, basta che ti fai un giro in un blog qualunque (e dovresti saperlo anche tu, se guardi oltre la tua fallimentare esperienza personale e ti confronti con altri che hanno addestrato i loro cani col metodo tradizionale). Il punto dolente è proprio quello che hai sottolineato tu: il principio in base al quale esso funziona. Ora una persona che utilizza il collare col metodo dello strappo e comunque ottiene l’ubbidienza del cane (cioè il 90% di chi lo usa), smetterà di leggere quando arriverà al punto “non funziona” ritenendo l’articolo menzognero. Di conseguenza non arriveranno mai a leggere la parte dove si parla dei gravissimi danni che il collare può causare, e sottolineo può, perché anche qui asserendo che il collare causa sempre e comunque danni, psicologici o fisici, si allontanano immediatamente quanti quei danni non li hanno riscontrati nei propri cani e quindi continueranno con lo strangolo e le strattonate (cosa che noi vogliamo ENTRAMBE evitare… seppure con metodi diversi). Inoltre credo che obiettivamente un articolo del genere potrebbe apparire come pura e semplice pubblicità a favore dell’autore, visto che asserisce l’inefficacia del vecchio metodo tradizionale a favore del nuovo metodo gentile che… guarda caso… è fonte del suo guadagno!
    Penso che quando si vuole cambiare la mentalità della gente, non si debba mai partire col piede sbagliato dell’aggressione o della negazione della realtà, ma al contrario si debba cercare di attirare l’attenzione di più persone possibili, senza creare spaccature enormi quando diverse mentalità si mettono a confronto e soprattutto cercando di prendere il buono e l’utile di entrambe.
    Forse un articolo del genere può dissuadere un nuovo proprietario a non seguire il metodo di addestramento tradizionale, ma a quei poveri cani che quotidianamente subiscono, non ci pensa nessuno? Esempio stupido: se asserisco che un certo collare fa venire il pelo blu, magari chi deve acquistare non lo prende, ma chi lo ha acquistato tre anni fa, per esempio, ed ha appurato che il pelo non è diventato blu vedrà l’affermazione come menzogna e continuerà ad usarlo. Se invece asserisco che un certo collare potrebbe a lungo andare fare il pelo blu, chi deve acquistare non lo prende lo stesso, per non correre il rischio, mentre chi lo ha acquistato non può più mettersi la coscienza a posto classificando l’affermazione come una menzogna e quindi non considerando il problema: anche se non è accaduto (che il pelo sia divenuto blu) potrebbe sempre accadere, quindi una persona coscienziosa è portata a riflettere ed eventualmente cambiare. Spero di aver fatto capire quale sia il mio approccio al problema.
    Il mondo non è in bianco e nero e le cose non sono del tutto giuste o del tutto sbagliate. Guarda cosa è successo a me: ho scritto che lo strangolo a mio parere è uno strumento che non dovrebbe assolutamente essere venduto a chiunque, mi sono espressa contro quanti strattonano o strozzano il proprio cane, mi sono espressa contro l’utilizzo indiscriminato e soprattutto a lungo termine dello strangolo eppure tutto ciò è caduto nel vuoto poiché ho osato dire la verità, ovvero che però, in alcuni casi, può essere utile. Automaticamente sono divenuta ai vostri occhi una sostenitrice dello strangolo a 360 gradi, quando invece non lo sono.
    Io sono semplicemente realista. Il mio approccio al mondo animale è, per così dire, naturale, ovvero mi appassiona studiarli, osservarli e capirli per quella che è la loro vera natura, cercando di ridurre al minimo la loro dipendenza nei miei confronti e soprattutto evitando di umanizzarli troppo e perderne la vera essenza (il che equivarrebbe a peggiorarli, vista la meschinità che solo l’uomo può avere).
    Per questo motivo ti ho parlato del rispetto messo a confronto con la convenienza, ma anche qui sono stata fraintesa. Prendo atto che in materia di etologia tu non sia ferrata come invece lo sei in materia di addestramento, come del resto per me è l’esatto contrario, quindi non prenderla come un’offesa perché non vuole esserlo, però permettimi di farti notare questa tua frase: “Io non ho bisogno che i miei cani attendano che sia passata io per superare una porta. Passerà per primo chi arriverà primo!”, come se io invece ne avessi bisogno o addirittura lo pretendessi; forse non hai capito che il mio cane di sua iniziativa mi cede il passo e questo, nel suo linguaggio, è un modo di dimostrare che mi riconosce come individuo alpha (che non deve essere necessariamente un altro cane).
    Detto questo, ti riassumo la dinamica di come ho “torturato” la mia cagna:
    premetto che non è il mio primo cane e che con gli altri non ho mai avuto problemi; ma lei, già da quando era cucciolissima si capiva che era diversa e forse per questo è divenuta subito la mia preferita (per carità, li amo tutti allo stesso modo, ma con lei c’è un feeling particolare). In poco tempo è divenuta una vera lupona ed ha preso il sopravvento sugli altri, divenendo la padrona del giardino (pur essendo l’unica femmina). Già dalle prime uscite è emerso il suo carattere: femmina dominante! Non è assolutamente aggressiva di suo, ma le basta la minima provocazione per reagire. Per il resto è simpaticamente prepotente: semplicemente travolge gli altri col suo corpo per essere sempre in prima fila! E travolgeva anche me se ci trovavamo per esempio ad entrare in casa insieme (cosa questa che non mi creava alcun problema, ma che in realtà ha tutto un suo significato).
    Il vero problema erano le uscite in trasferta, ossia quando la portavo con me, che so, per dirne una alle gare di motocross del mio compagno: un vero trattore, per di più con la curiosità e l’esuberanza propria dei cuccioloni. In poche parole: ingestibile. E dire che a casa sembrava così brava: col metodo gentile aveva imparato a darmi retta, ma poi fuori era totalmente presa dalle novità e soprattutto dagli altri cani… dei premi non le ne importava proprio nulla. Studiandola meglio, ho capito che lei viveva il nostro rapporto totalmente alla pari, anzi con un po’ di superiorità; quando la premiavo ti giuro che mi sentivo stupida, perché sembrava che fosse lei a premiare me. Al guinzaglio poi, mi sfidava sempre e il suo tirare, fermarsi al richiamo, prendere il premio e ricominciare a tirare era come un sottolineare che lei era più furba. Le si leggeva negli occhi che si sentiva superiore a tutti e per questo motivo era anche eccessivamente protettiva nei miei confronti se qualche cane estraneo mi si avvicinava: il mio terrore era che potesse azzuffarsi.
    Insomma, alla fine col mio veterinario abbiamo convenuto che bisognava solo ridimensionarla un pochino. Tra cani questi problemi se li risolvono con una bella zuffa: chi sarà il più forte comanderà. Ovviamente non potevo azzuffarmi con lei, anche perché avrei perso…
    Da qui la decisione di provare con lo strangolo. All’inizio è stata una barzelletta, perché come il guinzaglio si tendeva io praticamente acceleravo per non farle male. Poi ho preso coraggio ed ho iniziato a fare l’opposto, ovvero a rallentare (mai fermarsi bruscamente o tirare), lasciando che lei si rendesse conto “dell’impedimento”. Però anche così i miglioramenti erano lievi, poiché ha capito subito che non le volevo fare male e che in un certo senso l’assecondavo, quindi ha rafforzato la sua convinzione di superiorità.
    Successivamente ho iniziato a portarla in spazi aperti e a restare ferma; lei provava ad allontanarsi e quando sentiva il collare stringere mi guardava interrogativa, poiché io la fissavo con fermezza senza però pretendere nulla; era una pura prova di forza (sicuramente sleale da parte mia): lei provava a tirare come per dire “sono io la più forte: seguimi!” ed io rimanevo impassibile, come a dire: “questo lo pensi tu: dai, prova a trascinarmi!”. A onor del vero, una volta mi sono molto spaventata, perché mi ero distratta a guardare il panorama e lei, tentando di prendermi alla sprovvista, ha strattonato con forza e forse quella volta un po’ di dolore l’ha sentito (colpa mia, non dovevo distrarmi).
    Insomma, in poco tempo ha capito che non poteva vincere e… miracolo, ha iniziato a rispettarmi. Da moltissimi suoi atteggiamenti ho capito che mi ritiene il suo “capobranco” o individuo alpha. E qui mi riallaccio al discorso della porta: di sua iniziativa ha iniziato a cedermi il passo quando entriamo in una stanza, e quando entriamo in casa e lei passa per prima perché è arrivata prima, si ferma a metà scala e mi aspetta, si fa superare e poi mi segue. Non che me ne importi qualcosa, te lo ripeto, ma nelle dinamiche di un branco questi atteggiamenti sono segnali molto chiari, paragonabili all’ordine gerarchico in cui si nutrono: i lupi, ad esempio, cacciano in branco, ma poi il primo a mangiare è il capobranco e via a seguire tutti gli altri. E non sono io che ho scritto queste leggi, ma la natura stessa, io mi limito ad osservare ed interagire nel modo più naturale possibile.
    Non mi trovo d’accordo con te quando affermi che “il rapporto col cane non sia da basarsi sul rispetto, ma prima di tutto sull’Amore…”; a mio parere qualsiasi rapporto con qualsiasi essere vivente va basato prima di tutto sul rispetto, cui tutti noi abbiamo diritto, poi viene l’amore, che è un sentimento forte e che lega due esseri in modo speciale ed esclusivo e che soprattutto non si può provare in egual misura per tutti, essendo esso condizionato da molti altri fattori (simpatia, carattere, feeling…). E temo che anche quando affermi che i cani “non per nulla amano più noi degli altri cani e credo che per ogni cane sia fondamentale avere una persona accanto, più che ogni altro essere vivente!” tu sia in errore: questo è quello che fa piacere pensare all’uomo, ma di sicuro non è la realtà. Ogni essere è fatto per stare con i propri simili, tutto il resto è in più. Semmai è l’uomo che ha bisogno del cane, molto più del contrario. E infatti è stato l’uomo ad addomesticare il lupo; ma i cani randagi siciliani ci hanno dimostrato, purtroppo, che loro possono vivere benissimo anche senza di noi: perdonami il cinismo, ma di fondamentale nella vita di un animale c’è solo una cosa, che va al di sopra di tutto: procurarsi il pasto quotidiano.

    Tornando allo strangolo, io penso che in situazioni come la mia, possa essere uno strumento utile, ma solo ed esclusivamente per stabilire i ruoli, non per ottenere ubbidienza. E non sono assolutamente d’accordo con quanti lo utilizzano per addestrare il cane a fare qualcosa, poiché in tal caso è giustissimo il discorso del premio, traducibile in “tu fai qualcosa per me ed io faccio qualcosa per te”. Quando però cane e padrone sono legati alle due estremità di un guinzaglio, io mi metto sullo stesso piano del cane, come se anche io fossi legata a lui per causee di forza maggiore: quindi esigo rispetto da parte sua come io rispetto lui portandolo fuori tutti i giorni.
    Inoltre, avendo ottenuto il suo rispetto, ho notato che lei mi da molto ascolto adesso, o meglio, a volte non c’è neanche bisogno che io parli: ad esempio prima non potevo azzardarmi a lasciare un panino “incustodito” perché ce ne ritrovavo quattro… ora posso pure allontanarmi, ma quando torno il mio panino è ancora lì, anzi, lo difende dal gatto per giunta. Però, visto che secondo te ho uno stano concetto di cosa sia il rispetto, mi interesserebbe sapere dov’è che secondo te sta la stranezza. D’altronde noi esseri umani in genere siamo i primi a rispettare il prossimo solo se lo vediamo più forte o migliore di noi, mentre possiamo divenire delle vere bestie con gli altri esseri umani che riteniamo più deboli per forza fisica o per cultura. Non vedo perché dovremmo riservare dei riguardi ai cani quando non lo facciamo coi nostri simili (un esempio lampante ne è il post della tua amica Desi: per imporre la sua opinione sul metodo gentile, mi ha aggredita, mancandomi di rispetto e dimostrandosi una persona assai poco gentile: se proprio vogliamo mettere i cani al primo posto, dovremmo trovare il coraggio di autoeliminarci dalla faccia del pianeta. E se una non riesce ad interagire coi propri simili e a rispettarli, non può permettersi di dare lezioni a nessuno su come si trattano i cani o qualsiasi altra specie).

    Ah, anche la mia cagna ha un ottimo rapporto con bambini, anziani, cani sconosciuti (sempre che non mostrino i denti…) e addirittura con i gatti del casale in cui viviamo e nel quale ci siamo trasferiti per offrire ai nostri animali un ambiente sereno, ampi spazi ed una vita il più naturale possibile…

    P.S.: guarda che i cani non ci adorano semplicemente perché siamo esseri umani; siamo noi che adoriamo loro e vogliamo che facciano parte delle nostre vite e per questo ci inventiamo di tutto per assoggettarli, dallo strangolo alle crocchette alla palla, ma loro, se potessero nascere e vivere liberi non sentirebbero affatto la nostra mancanza e potrebbero cacciare, correre e giocare tutto il giorno senza limiti: tu rinunceresti spontaneamente alla tua libertà per vivere di carezze (e tanto amore, per carità), ma sacrificato da un guinzaglio, con le passeggiate gestite da qualcuno e con la limitazione di non poter interagire liberamente coi tuoi simili? Io sinceramente no…

  13. Marina said

    http://www.waggingweb.com/index.php?option=com_content&view=article&id=92:collare-strangolo&catid=37:educazione&Itemid=57

  14. lidafirenze said

    Se cliccava sul titolo raggiungeva comunque l’articolo originale. Comunque grazie, almeno se c’è qualche dubbio la gente può raggiungere meglio il sito.

  15. ANNA MARIA said

    Cerco disperatamente un cosiglio.Ho adottato da un anno un meticcio forte e robusto di circa sei anni del cui passato non conosco nulla essendo un trovatello.Pian piano si è rivelato alquanto aggressivo e scorbutico.Il veterinario mette a repentaglio la sua incolumità per le vaccinazoini d’obbligo tanto che mi ha suggerito il famoso collare da adoperare solo in questa circostanza.Posso farlo? A proposito:il cane non permette che gli si metta il guinzaglio.

  16. […] Qui un pò di info sul simpatico e utilissimo collarino. […]

  17. Laura said

    Il collare a strozzo mi è stato consigliato dal mio veterinario.

    Premetto:
    Io ho due cani: un “canotto” di un anno e mezzo (15 kg) trovato in Calabria cucciolo, non tira, è pigro di natura, passeggia piano piano e sbadiglia sempre.
    E ho una cagnolina di 8 anni, metticcia di 10 kg che tira come una slitta.
    Portarli insieme in passeggiata è un problema. Lei è nevrotica. Abbaia a tutti i cani (questo credo dipenda dal fatto che da cucciola -io l’ho presa che aveva 6 anni- non ha socializzato) e tira in modo impressionante.

    Ho provato con il guinzaglio corto, con i wuster, il prosciutto, i biscotti, con le giornalate sul sedere (quando abbaia), con i “no”, con il guinzaglio retrattile (ma finiti i 5 metri tira pure con quello)…
    Il mio veterinario ha provato a portarla, bé, trascinava pure lui (omone di 80kg) e abbaiava ad ogni cosa a 4 zampe.

    Io ho educato i miei cani con il metodo “gentile” basato sulle ricompense.
    Mi sono documentata e ho ottenuto due signorini che si siedono se richiesto, danno la zampa e sono gestibilissimi ma NON sono riuscita a insegnare alla femmina la condotta al guinzaglio.
    Quando incontriamo dei cani, se non fa il pelo grosso, lieli faccio annusare, se la vedo agitata cambio strade e, in fin dei conti, è una situazione “sotto controllo” ma il guinzaglio è davvero un GROSSO problema.

    MI RIFIUTO DI COMPRARE LO STROZZO O IL SEMI STROZZO, perché lo trovo un metodo barbaro ma sono sulla via della disperazione. Consigli?

  18. Laura said

    Laura tutti i consigli che vuoi…con la pettorina però! L’unico metodo che consiglio e condivido…tra l’altro solo quella che si infila dalla testa ed è regolabile sia sul dorso che sul torace e ci sono diversi esercizi per insegnare al cane a non tirare…e non perchè se lo fa sente dolore ma perchè il guinzaglio serve solo come segnale che state facendo qualcosa di piacevole insieme e camminare a traino è stressante per entrambi. Per cui la pettorina di cui ti ho scritto ha un anello davanti che puoi usare all’inizio e che fa in modo che se il cane va in trazione si gira automaticamente verso di te (valore sociale perchè ti dà attenzione visiva per sapere cosa deve fare) e in più si ritrova nella direzione opposta a quella per cui stava tirando, rinforzandolo quando si gira verso di te e ripartendo piano ….continua finchè non allenta la trazione e non proseguire mai se tira…otterrebbe comunque di andare dove vuole…quando smetterà userai entrambi gli attacchi, quello sul torace e quello sul dorso (per desensibilizzarlo e insegnargli a non tirare anche se il guinzaglio è attaccato altrove) e poi quando ti sembrerà che abbia capito…userai solo quello sul dorso. Il punto di tutta questa questione secondo me è il principio da cui si vuole partire a instaurare il rapporto e conseguentemente l’educazione del proprio cane…indipendentemente che sia un chiuaua o un pitbull. Rispetto, collaborazione , piacere nel fare qualcosa insieme…dalla passeggiata all’agonismo,assenza di coercizione…benessere totale del cane…se uno ha questo in mente non usa ne strozzo, ne semistrozzo nè niente che provochi dolore al cane…ma per spiegarmi meglio li userei con chi li usa e vedrei se con occhio per occhio o dente per dente…le idee sarebbero più chiare…nel modo corretto ovviamente…una tiratina solo se necessario…! Ridicoli!

  19. Nevio said

    Che collare devo usare x un rotweiler di 50 kg?

  20. DOTHO said

    NON HO LETTO TUTTI I COMMENTI PERCHE’ TROPPI E TROPPO LUNGHI, E SULL’ARGOMENTO NE HO LETTI TANTI DI DIBATTITI.
    MI INTROMETTO SOLO PER RISPONDERE A NEVIO: IO HO UN ROTTWEILER DI 57 KG, INDOSSA UNA PETTORINA AD H E RIESCO A TENERLO CON DUE DITA (NON SONO SUPERMAN GIURO!:) MA HO FATTO UN BREVE PERCORSO INDIVIDUALE CON UN EDUCATORE CINOFILO.. AVETE PRESENTE GLI ELEFANTI NEI CIRCHI TRATTENUTI DA UNA CORDA LEGATA ALLA ZAMPA DA UN LATO, E AD UN PICCHETTO PIANTATO NEL TERRENO DALL’ALTRO? CREDETE CHE UN ELEFANTE ADULTO CHE PESA CIRCA 4 TONNELLATE NON RIESCA A LIBERARSI SE VOLESSE? ECCO, IL PRINCIPIO E’ PIU’ O MENO QUELLO. E IL CANE SI GODE LA PASSEGGIATA INSIEME A NOI… CIAO A TUTTI

  21. HEIDI said

    ciao a tutti,
    noi educatori cinofili che seguiamo l’approccio cognitivo zooantropologico…in poche parole curiamo la relazione uomo-cane, consigliamo a tutti dal bassotto all’alano… al pastore del caucaso la pettorina!!
    quella ad acca con l’aggancio sulla schiena e non sulle scapole o quella della hurtta.
    anche in canile con cani agitati, di grossa mole e morsicatori io lavoro solo con la pettorina…certo quando il cane si fa convincere a indossarla!! 😉
    se vi interessa cosa ne pensiamo
    http://www.dogzone.it
    heidi

  22. Ale 97 said

    Scusate a me una mia amika mi ha consigliato sto collare a strozzo.. io ho intenzione di comprarlo.. (naturalmente se i miei nonni me lo comprano dato ke mi ci portano loro) Non ho intenzione di usarlo per scopi malefici e comunque non ho intenzione di usarlo comunque.. vi kiedete a ke mi serve allora?? a volte mi è capitato che il cane, essendo di età piccola ma di statura grande,(un Boxer) mi ha morzo la pettorina e la ha rotta.. lui voleva uscire per fare la sua solita passeggiatina quotidiana.. noi non abbiamo potuto portarlo a spasso .. per un bel po’. Perciò intendevo (sempre tenendo di fatto che me la comprino)usarla in caso mi si rompesse la pettorina!

    CHE DEVO FARE??

  23. lidafirenze said

    secondo me usarlo il meno possibile, i metodi coercitivi non sono mai la soluzione….. puoi chiedere a un educatore cinofilo che usa metodo gentile di insegnare al tuo cane a camminare al passo… ci sono vari sistemi, almeno possono farti vedere come fare

  24. cicciomix said

    Per DOTHO

    Scusa ma vorrei avere qualche informazione su questo sistema, perché nel caso dei poveri elefanti, il loro è uno stato di totale rassegnazione (che non è affatto una bella cosa) al fatto che hanno memorizzato fin da piccoli che era impossibile per loro liberarsi dal paletto al quale erano stati legati, quindi non ci provano più nemmeno da adulti. Il loro è uno stato di tristezza e rassegnazione totale e continua quando vengono legati.

  25. Gianluca said

    Arrivo un po’ in ritardo…
    Dò manforte a Veronika: persona intelligente, bilanciata, chiara, aperta al confronto e realista. Ti affiderei il mio cane senza timori, cara “strangolatrice”!
    Se i metodi gentili funzionassero così bene, non avremmo mai problemi a passeggiare per strada insieme al nostro fido… sembra che invece ci siano solo cani dominanti in giro.
    Sarà colpa dei padroni? …non so se il termine “padrone” a questo punto sia esatto, potremmo sostituire con “umano che sta dall’altra parte del guinzaglio e che viene portato a spasso”.
    Io immagino un grande calderone dove si mettono gli ingredienti: carattere del cane, carattere del padrone, feeling tra di essi, metodo utilizzato, tempo investito, denaro investito. La ricetta di “Quello che ci prefiggiamo di ottenere” dovrebbe essere sempre la stessa, ma è ovvio che varia con le proporzioni degli ingredienti.
    Credo che si possa ottenere qualsiasi cosa anche con i metodi gentili.
    Ma credo anche che la cosa migliore per una buona cucina sia dosare gli ingredienti “variabili” in base a quelli costanti e “invariabili”.

  26. Armando Brighi said

    Grande Veronika , idem come Gianluca . Il mondo è pieno di gente che dice corbellerie e non se ne rende conto , ha il paraocchi e prende i metodi e le idee di alcuni e gli stessi come avessero incontrato Sai Baba …….

  27. zeta said

    io sono un educatore cinofilo e’ sono contraria al collare a strangolo e penso che le persone che lo usano non sono capaci con altri metodi di gestire il propio amico…..e mi piacerebbe farlo provare a tutte queste persone che parlano e dicono che fa’ bene ..ecc ,e secondo me dopo non so’ se sarebbero della stessa opinione!!!!!!
    io lavoro esclusivamente con la pettorina perche’ se il cane si fida del proprio proprietario e il proprietario sa comunicare in modo corretto con il proprio cane non occorre alcuna forma di violenza o coercizione del cane per farti ascoltare….!!!!!

  28. Daniela Zucca said

    Sono una semplice ” mamma” di una meravigliosa e simpatica San Bernardo, che amo come una figlia. Con lei, e per lei, ho fatto due lunghi corsi con metodo gentile ed ha funzionato ” abbastanza ” . Ma non su tutto. Premetto che non me ne frega niente di avere un cane- soldatino, voglio solo che eviti situazioni pericolose per lei. Adoro vederla correre libera in campagna, buttarsi nei fossi ecc. Ho sempre usato la pettorina. Ma su certe cose non ubbidisce, e non c’ e’ niente da fare. E’ testarda, e ha un carattere fortissimo. In campagna quando la metto al guinzaglio per non farla entrare nelle cascine disabitate e diroccate, dove mangia cacche di lepri ( e poi sta male), di gatti ( e prende i vermi) e umane ( e non oso pensare…) ora che e’ adulta strappa e parte a razzo, con il guinzaglio appresso (che se si impiglia nella zampa la puo’ far cadere malamente) e non c’ e’ nulla da fare. La penso come Veronika : dopo svariati mal di schiena ( miei) e blocchi di cervicale usero’ il collare a strangolo. La cagnolona ubbidisce alla mia gatta piu’ piccola ” incondizionatamente” . E sapete perché’? Una volta che ha invaso la sua cuccia la gatta prima ha soffiato e poi l’ ha sgraffignata. Forse, ogni tanto, un po’ di ” forza fisica” ( senza dolore, eh) ci vuole. Mia madre gli schiaffi me li dava, non per questo vivevo nel terrore o pensavo di essere maltrattata…

  29. lidafirenze said

    beh prima di pensare al collare a strozzo potresti farle fare qualche lezione privata con comportamentalista, sono lezioni a domicilio a fianco del padrone, quindi intime e pensate proprio per instaurare il giusto equilibrio fra l’animale e il padrone… anche la sterilizzazione incide sul carattere del cane, può veramente addolcirne l’irruenza….

  30. Daniela Zucca said

    Dunque, le lezioni le ho sempre fatte individuali, e con un addestratore secondo me eccezionale ( tipo l’ uomo che sussurrava ai cavalli, avete presente?), la mia cagnolona e’ sterilizzata, fra me e lei c’ e’ un’ intesa quasi simbiotica…Ma e’ brada, ama la liberta’ e quando corre nei campi sembra un’ invasata. L’ unica cosa che la ferma e’ la …pizza, non c’ e’ würstel o biscottino che tenga. Ora, a parte il fatto che non sono sempre così organizzata da avere pizza sottomano, non le fa sicuramente bene. Forse un semistrangolo?

  31. lidafirenze said

    Daniela ciao, fai una cosa per favore, scrivi una mail personale a Daniela Tarricone, è un’ottima educatrice e credo che possa darti ottimi consigli in merito: ….

  32. Daniela Zucca said

    Ok grazie lo faro’ .

  33. […] NO AL COLLARE A STROZZO!! « LIDA FIRENZE […]

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