LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Abusi sessuali su animali in provincia di Treviso

Posted by lidafirenze su 26 gennaio, 2009

Convalidato il fermo dei quattro torturatori

I quattro – Manolo e Gesue’ Innocenti, Denis Berlesi e ManoloPeruzza Hood – erano stati posti in stato di fermo nell’ambito delle indagini avviate dai carabinieri di Montebelluna (Treviso) dopo la denuncia presentata dal fratello dell’uomo, attraversoun avvocato.
Il congiunto aveva infatti raccontato al legale l’orribile serie di angherie cui il fratello era stato sottoposto. Due degli indagati, secondo quantosi e’ appreso, sono stati sentiti in carcere, mentre gli altri due portati in tribunale.
Secondo quanto era emerso dalle indagini, il trentaduenne nell’ottobre scorso era stato contattato dai due Innocenti e Berlesi con la scusa di sistemare un pavimento in una abitazione a Musano di Trevignano.
Una volta giunto nella casa, pero’, l’uomo era stato condotto in un luogo a piano terra e sottoposto per una quindicina di giorni alle piu’ diverse sevizie e angherie sessuali con l’uso di varie oggetti.
Tutte le violenze erano state filmate con i telefonini per poi rivederle forse con altre persone. In alcune immagini compare anche un cane.
I filmati sono stati acquisiti dai carabinieri nel corso di alcune perquisizioni che avevano portato ad una accelerazione delle indagini.
Protagonisti delle torture sessuali, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati i due fratelli Innocenti e Berlesi.
Il quarto, che svolge anche l’attivita’ di meccanico, invece, avrebbe partecipato ad un raid contro il trentaduenne appena alcune settimane fa, dopo che il racconto sulle violenze subitedall’uomo era gia’ al centro degli accertamenti da parte dei carabinieri.

Gli Innocenti e Berlesi erano gia’ noti alle forze dell’ordine per numerosi precedenti contro il patrimonio e rapine. Il trentaduenne, assieme al fratello e al padre, sonostati accompagnati intanto in una struttura protetta fuori Veneto.

Sono anche in corso indagini per stabilire se uni ncendio doloso che ha danneggiato l’abitazione del trentaduenne possano o meno essere collegato alle violenze e ai successivi tentativi di farlo tacere.

LA STORIA
In una ventina di filmati c’è “la’storia’”di 15 giorni di sevizie e torture sessuali a cui e’stato sottoposto un uomo di 32 anni, con problemi psichici, residente nei pressi di Trevignano.
I presunti aguzzini sono tre giovani giostrai posti in stato di fermo dai carabinieri di Montebelluna.
Un quarto è accusato di aver compiuto un raid contro la vittima dopo che aveva fatto ritorno a casa. Anche per lui è scattato il fermo.

Nei loro confronti la procura di Treviso aveva chiesto delle misure cautelari, ma il pericolo di fuga e il rischio – come ha detto il procuratore Antonio Fojadelli – di nuovi soprusi ”vista la situazione di parziale menomazione della vittima” ha fatto accelerare il corso delle indagini.
La trama orribile di questa storia di sevizie ha avuto inizionell’ottobre scorso quando l’uomo, muratore, in un bar di unpaesino sarebbe stato convinto da uno dei giostrai a seguirlo con la scusa di aiutarlo nella posa di un pavimento nella sua casa a Musano di Trevignano.
In cambio, glia vrebbe assicurato da mangiare.
Un particolare che dà il segno del difficile quadro sociale in cui sono maturati i soprusi. La vittima, il fratello e il padre, che soffrono di problemi legatiall’alcol, da tempo infatti sono seguiti dagli assistenti sociali della zona dove risiedono.
Una volta fatto entrare nello scantinato dell’abitazione,però , per l’uomo è sceso il buio che è durato una quindicinadi giorni, fino a quando e’ tornato “libero” e ha fatto ritorno nella sua abitazione.
Nei confronti degli aguzzini non risulta sia stata avanzata l’ipotesi di sequestro di persona, mentre le accuse vanno da violenza privata a violenza sessuale di gruppo.
In quei giorni di segregazione nello scantinato, come testimonierebbero i filmati, il trentaduenne avrebbe subito ogni tipo di sevizia, con l’uso anche di alcuni oggetti. Non ci sarebbe stato, invece, un rapporto carnale, mentre nelle sceneregistrate pare con telefonini comparirebbe un cane.

Una volta a casa, davanti alle richieste dei familiari sulle ragioni di una assenza cosiì lunga, il trentaduenne aveva raccontato solo alcuni episodi delle tante angherie subite.
Alcune settimane dopo, però, il fratello durante un incontro con un avvocato, membro dei Lions di zona che segue le famiglie disagiate, aveva parlato di quanto era successo al congiunto.
Il legale si era quindi recato dai carabinieri.
Una volta convocato in caserma,il trentaduenne avrebbe sì confermato il racconto ma avrebbe detto di non voler presentare denuncia.
Le indagini sono comunque proseguite d’ufficio, visto che era stato ravvisato il reato di violenza sessuale di gruppo.
Qualche giorno fa sono così scattate delle perquisizioni a carico degli indagati. Proprio durante questi controlli sarebbero stati trovati i filmati che hanno permesso di accelerare le indagini fino ad arrivare ai quattro fermi.
Oltre ai tre indagati per le sevizie, il quarto è accusato di lesioni personali gravi.
Tutti hanno un’eta’ compresa tra i 24 e 31 anni e risiedono in alcuni paesini del trevigiano.
La vittima, assieme al padre e al fratello sarebbero stati accompagnati in una struttura protetta fuori Veneto.
Indagini sarebbero in corso anche per capire se un incendio, pare di origine dolosa, che ha danneggiato qualche giorno fa la casa dove viveva il trentaduenne possa essere riconducibile o meno alla vicenda delle sevizie.

(21 gennaio 2009)
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2 Risposte to “Abusi sessuali su animali in provincia di Treviso”

  1. simonetta said

    pena di morte per queste persone o ergastolo a vita.
    Questa è la mia risposta ai pedofili, ai violentatori e a chiunque abusa sessualmente di persone, sono a favore anche della castrazione chimica.

    saluti

  2. […] ABUSI SESSUALI SU ANIMALI IN PROVINCIA DI TREVISO « LIDA […]

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