LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

L’ultimo saluto di Beto

Posted by lidafirenze su 19 gennaio, 2009

1piano-bee2alcancelletto_appDa Loredana
Beethoven se ne è andato. Con dignità e calma come era suo modo, durante la notte. Come al solito la sofferenza per la perdita mi priva delle parole che vorrei dire, e questa volta in particolare il dolore è immenso e lascia inermi. Il dolore di tutti, a cominciare da Marisa e Sonia, che lo avevano salvato e lo hanno curato e amato come un figlio per tutti questi anni, pur nella dimensione del canile. Il dolore di chi lo ha seguito e si è interessato a lui, di chi ci ha generosamente aiutato a curarlo, di chi l’ha conosciuto e non potrà fare a meno di ricordarlo per sempre. Vi allego il suo ultimo saluto, mandato tempo fa; le parole di Viviana, che insieme ad Eleonora l’aveva accolto nel rifugio Panda per farlo stare al caldo durante l’inverno; […] di due splendide persone che avevano deciso di adottarlo, Daniela e David. Beethoven lascia un grande vuoto; sembra che il mondo sia più buio ora che non c’è più il suo faccione ad illuminarlo.. lo è sicuramente per me. Perché lui era così, un grande essere, e ti entrava nel cuore. Amarlo era facile… per lasciarlo andare ci vuole coraggio.
Addio Beto, riposa ora…
Loredana

Da Viviana
Cara Loredana,
Quando offrii ospitalità per Beethoven ti dissi: “Certo che è una bella responsabilità ospitare una SuperStar come Beethoven!” E non era uno scherzo…Abbiamo organizzato per lui un’accoglienza davvero speciale, allestendo di sana pianta uno spazio “con posizione centrale” tutto suo, con casettina, giardinetto e dandogli un megaspazio dove passeggiare e correre dietro alla giovane fanciulla che gli faceva compagnia…o dove sdraiarsi al sole, cosa che adorava fare. Gli abbiamo consegnato lo scettro ed è stato subito il Re. Quando passava qualche canetto davanti al suo cancelletto, gli faceva vedere i denti, così, senza degnarlo di troppa importanza… poi “elargiva” i suoi indimenticabili sguardi alla fila di visite di “amici umani” giunti per celebrarlo e adorarlo… lui faceva le sue belle scodinzolate e non si lasciava scappare neanche una coccola…
Con quei suoi occhi dolcissimi, unici, ci ha conquistato tutti profondamente. Tutto ormai ruotava intorno a Beethoven: “Come sta? Che fa? Gioca? Dorme? Passeggia?” In pochi giorni ha accumulato un repertorio di foto e film degno di un vero Divo: Beto che corre, Beto che sta spaparanzato al sole, Beto che si fa coccolare la pancia…
E da Re ci ha lasciato. Con la dignità di chi lascia questo mondo senza tante storie, continuando il suo sonno per sempre. Un grande dolore ci ha stretto il cuore, al quale si è aggiunta la rabbia per la beffa di averlo visto così felice per troppo poco tempo. Il primo pensiero, lo ammetto, è stato: sarebbe stato meglio non averlo mai conosciuto…
Ma ripensando a quei momenti così felici, quando lo osservavamo curiosi mentre, ondeggiando la coda, perlustrava il territorio con dovizia di annusate o quando Eleonora lo “”divorava” di baci e di coccole e lui se le prendeva tutte… non possiamo non pensare che sia stato bene così. La sua felicità è stata assolutamente più importante del nostro dolore di ora.
E’ stato un onore averlo con noi, non lo dimenticheremo mai.

Da David e Daniela
Appena arrivati al rifugio di Eleonora io e mia madre siamo rimasti invasi da quello sguardo tenero e di pura bontà che Beethoven ti sparava addosso. Le parole alla fine non rendono nessun merito…Avevamo deciso di prenderlo a marzo appena trasferiti nella nuova casa con giardino… nelle volte che sono andato a trovarlo gli sussurravo : “cerca di resistere per altri due, tre mesi…ti prego” e so per certo che avrebbe voluto… ma ora non ci sono “perchè” anzi, forse ce ne sono troppi che resteranno tali. Volevo dargli una casa…una famiglia…un posto caldo…un letto magari dove mettercelo se non fosse riuscito…volevo fargli provare tutte quelle cose che nella mia mentalità sono la normalità. Molti cani di una certa età con acciacchi pesanti o gravi malattie non vengono adottati per queste ragioni e finiscono per passare una vita intera così. E invece loro come tutti dovrebbero essere presi in considerazione. L’unica cosa di cui sono contento è che è capitato in rifugi dove è stato davvero amato e coccolato oltre che seguito e curato…e quindi a differenza di molti che vivono situazioni di una crudeltà inimmaginabili e inenarrabili è stato fortunato ed è riuscito a sentire il calore delle persone (moltissime) che gli hanno offerto il proprio cuore, proprio come lui faceva. Dopo tutto ciò che ha vissuto ancora dava credito alla nostra razza…e questo solo grazie a determinate persone che lo hanno accudito amato e prestato le cure di cui aveva bisogno…ma sono sicuro che nel suo enorme cuore ogni carezza vera donatagli è custodita, sacra come la bontà che solo gli animali riescono a dare.
David e Daniela.

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