LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Commuove e fa discutere la vicenda del cane Ricky

Posted by lidafirenze su 14 gennaio, 2009

rickySOMMA LOMBARDO Pastore tedesco scappa di casa e finisce in canile, ma anziché essere restituito ai proprietari viene abbattuto dopo che il veterinario dell’Asl gli diagnostica un tumore incurabile. E’ destinata a finire in un’aula di tribunale la vicenda di Ricki, scappato dal giardino di una villetta di Comabbio la sera del 22 dicembre e soppresso con un’iniezione letale la mattina successiva al Dog’s Ground di Somma Lombardo che, qualche ora prima, lo aveva accalappiato su richiesta del comune. I proprietari dell’animale, che si sono nel frattempo rivolti a un avvocato, preannunciano azioni legali nei confronti del veterinario della Asl che, a loro dire, è stato troppo frettoloso nella diagnosi. Mentre le associazioni che difendono i diritti degli animali si dicono pronte a costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale.
La cronologia degli eventi è la sintesi di una giornata convulsa che i proprietari di Ricki (regolarmente tatuato) hanno passato al telefono alla disperata ricerca del loro cane, scappato dal giardino di casa per colpa del cancello elettrico chiuso male. Quando si sono accorti della scomparsa, alle 8.30 circa del 23 dicembre vale a dire il giorno dopo la scomparsa, hanno immediatamente contattato il comune. Solo allora è stato loro riferito che il pastore tedesco era stato portato al Dog’s Ground di Somma, il canile sanitario convenzionato col comune di Combabbio. Ma quando, circa verso le 11, si sono presentati alla struttura era già troppo tardi. Il veterinario ha comunicato loro che l’animale era stato rinvenuto sofferente e che aveva dovuto sopprimerlo perché affetto da tumore.
I proprietari del pastore tedesco però non ci stanno e giurano che l’animale non soffriva affatto di tumore, ma di un prolasso all’ano come certificato dal veterinario di famiglia che aveva in cura Ricki da tempo. L’Oipa, che sta seguendo da vicino tutta la vicenda, fa sapere che, a suo parere, sono ravvisabili responsabilità a carico del veterinario che ha certificato il tumore: «Non sono state rispettate le procedure che impongono di tenere l’animale in osservazione al canile sanitario per almeno dieci giorni», spiega Francesco Faragò responsabile provinciale Oipa, «i proprietari del pastore tedesco non hanno avuto nemmeno il tempo di raggiungere il canile per andare a riprenderlo».
Raffaele Mezzetti
lunedì, 12 gennaio 2009

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