LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

In Toscana 4 morti in meno di tre settimane.

Posted by lidafirenze su 7 gennaio, 2009

A morire non solo cacciatori, in teoria consci dei rischi che corrono a giocare con le armi, ma anche semplici cittadini a spasso per i boschi. Il caso più drammatico quello di Paolo Tambini, ucciso in provincia di Pisa mentre
passeggia nel bosco (30/12/08)
*La caccia, per legge, si svolge con l’utilizzo di armi. Le armi sono strumenti fatti per uccidere. Ne deriva che le armi sono estremamente pericolose*.

Queste sembrano delle ovvietà, ma non lo sono affatto per la stragrande  maggioranza dei cacciatori e, fatto ancora più grave, per il  legislatore. Controlli medici a scadenze francamente ridicole: ottuagenari con licenza di caccia che devono fare una visita medica ogni  sei anni… per mantenere la patente di guida devono farla molto più  spesso. Ma per il legislatore guidare un’auto è più pericolosoche  maneggiare una carabina.

*Una formazione all’uso delle armi inesistente*. I cacciatori devo giusto passare un esame teorico, poi sono abilitati a detenere un numero  illimitato di armi da caccia, comprese quelle più potenti.
*Sembra che  l’uso di un fucile per la caccia sia considerato alla stregua dell’uso  di una canna per la pesca o di una racchetta per il tennis*. Un  “attrezzo del gioco” e non un’arma micidiale.

I risultati si leggono sui giornali. Solo in Toscana (la regione col maggior numero di cacciatori) *quattro i morti in incidenti di caccia negli ultimi 18 giorni*. Il primo è avvenuto il *13 dicembre nei boschi  di Tirli*, comune di Castiglion della Pescaia (Grosseto).
Emanuele  Notari, 36 anni, è stato *ucciso da un colpo di carabina sparata da un  suo compagno di battuta*. Sempre per sbaglio è morto, il *23 dicembre*,  Remo Bernardini, 59 anni, ristoratore di Monte San Savino (Arezzo). Ad  ucciderlo in una riserva di Poppi di Arezzo è stato un *colpo di fucile  sparato per sbaglio da M.L., 72 anni, suo
compagno di caccia* che è  stato arrestato e posto ai domiciliari. *I due potrebbero essere  bracconieri: infatti, l’ incidente è avvenuto di martedì* (giorno nel  quale la caccia è ferma), di sera.

Tragedia anche il *giorno di Natale*: Bruno Celli, 74 anni, è stato ucciso da suo nipote con il quale aveva organizzato una battuta al cinghiale. Mentre il nipote si era già appostato, il nonno stava cercando di sistemarsi: il nipote, 30 anni, ha sentito rumore di frasche, *ha pensato di avere a tiro il cinghiale e ha sparato colpendo  in pieno la faccia del nonno*. Anche questo incidente è avvenuto nel  Casentino, nei boschi di San Niccolò.

Il *28 dicembre*, Paolo Tambini, veterinario, si era allontanato da casa  per andare a cercare funghi, ma a casa non ci è più tornato. La moglie,  non vedendolo tornare, ha dato l’allarme alle forze dell’ordine e le  ricerche subito scattate ne hanno ritrovato *il corpo esanime, vegliato  dal suo cane, all’interno di un’azienda faunistico venatoria. Il costato  squarciato da una fucilata* ha lasciato pochi dubbi sulla probabile  dinamica della morte. Il solito seguace di Diana che sente un rumore e,  eccitato dalla speranza di ammazzare qualcosa, spara senza neanche  sapere a cosa. In questo caso a un uomo.

Il suo assassino si è costituito il giorno dopo. Si chiama *Fabio Celandroni* ed è un imprenditore di Livorno. Per alleggerire le proprie  responsabilità ha dichiarato di non essersi reso conto di quanto fosse  successo se non il giorno dopo, leggendo i giornali e sentendo la  notizia in televisione. “/Solo allora ho capito che potevo essere stato  io/” ha spiegato Celandroni.
*L’apoteosi della follia*. Si spara non si sa a cosa, si ammazza un uomo, ma si tira dritto senza avere idea di cosa sia successo. In base a  cosa Celandroni dichiara che “/a pensarci avrei potuto essere io/”? Ha  sentito un urlo dopo la sua fucilata ma pensava fosse il canto di un  picchio? Non pensava di averlo ammazzato?

A quando un giro di vite che rottami definitivamente la patetica retorica venatoria, l’anziano col fucile e la pipa, le idiozie sui “gestori degli equilibri dell’ambiente”? A quando controlli severi sulle  armi, sulle condizioni di salute fisica e mentale, sulla capacità di  utilizzarle da parte dei cacciatori? *Fino a quando il territorio  italiano deve essere ostaggio di 800.000 sparatori incompetenti per  cinque mesi all’anno, precludendone un utilizzo
sicuro da parte di altri  57 milioni di cittadini?*

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2 Risposte to “In Toscana 4 morti in meno di tre settimane.”

  1. Marco said

    800000 sparatori incompetenti… per affermarlo con tanta sicurezza li conosce tutti? Non penso proprio! Ma quanti sono gli pseudo giornalisti pubblicano articoli senza sapere cio che scrivono tanto per avere il nome da qualche parte?

  2. credo che chi scrive articoli su quotidiani e comunque quando le agenzie di stampa rilasciano simili dichiarazioni dietro ci sia un’approfondita indagine fatta sulla base di statistiche comprovate… non è molto difficile sapere QUANTE licenze sono state rilasciate… almeno, se si è un minimo intelligenti (e i giornalisti proprio cretini non sono tranne qualche rara eccezione) ci vuole molto poco a ottenere i dati che sono stati riportati in questo comunicato…….

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