LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

CACCIATORE DI TREVISO SPARA DALLA TERRAZZA DI CASA E ABBATTE UN ESEMPLARE DI GHEPPIO.

Posted by lidafirenze su 15 dicembre, 2008

Comunicato dell’11 dicembre 2008

LA LAC SI COSTITUIRA’ PARTE CIVILE CONTRO IL CACCIATORE DI TREVISO CHE SPARANDO DALLA TERRAZZA DI CASA HA ABBATTUTO UN ESEMPLARE DI GHEPPIO.
LA LAC SCRIVERA’ ALL’UFFICIO PORTO D’ARMI DELLA QUESTURA DI TREVISO PER RICHIEDERE IL RITIRO IMMEDIATO DELLA LICENZA DI CACCIA.

La LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, Sezione del Veneto, chiederà alla Procura della Repubblica di Treviso di costituirsi parte civile contro il cacciatore, classe 1945, residente in via Selvatico a San Lazzaro, frazione del comune di Treviso, che venerdì scorso ha abbattuto dal terrazzino di casa un esemplare di Gheppio (Cf. fotografia in allegato).
La versione data dal cacciatore di aver sparato al Gheppio per difendere il proprio canarino in gabbia non convince nessuno, il Gheppio infatti è un piccolo falco che di norma preda piccoli roditori individuati dall’alto (mai uccelli in gabbia), mentre ispeziona il terreno sottostante, dando atto al cosiddetto “Spirito Santo” che consiste nello sbattere ripetutamente le ali per mantenere una posizione ferma in aria in un determinato punto. L’abitazione del cacciatore è stata perquisita dal Corpo Forestale dello Stato, Stazione di Treviso, in seguito alla denuncia effettuata da un vicino, terrorizzato dal boato provocato dal fucile calibro 12 utilizzato per l’atto di bracconaggio. Il bracconiere, che è in possesso di licenza di caccia, è stato denunciato dal CFS alla magistratura per i reati di: 1) esplosione di arma da fuoco nei centri abitati, 2) abbattimento di una specie particolarmente protetta annoverata in uno speciale elenco dalla legge sulla caccia (art.2 L.157/92), 3) esercizio venatorio in una giornata di silenzio venatorio (martedì e venerdì). “Questo episodio – ha commentato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – è doppiamente condannabile perché da una parte ha comportato l’uccisione di una specie rara ed utile all’agricoltura perchè sterminatrice di topi e giovani ratti, dall’altra perché ha visto l’uso di una pericolosa arma da fuoco nell’abitato di San Lazzaro, con tutti i rischi connessi per i vicini. Ora il nostro principale obiettivo resta quello di far revocare per sempre la licenza di caccia a questo figuro prima che combini altri guai.”

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