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Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

TAR: INNAMMISSIBILI I RICORSI DELLA LAC SU CALENDARIO VENATORIO E CATTURA DI UCCELLI CON LE RETI

Posted by lidafirenze su 8 dicembre, 2008

Comunicato del 2 dicembre 2008

IL TAR DEL VENETO CON DUE DISTINTE SENTENZE DICHIARA INNAMMISSIBILI I RICORSI DELLA LAC SU CALENDARIO VENATORIO E CATTURA DI UCCELLI CON LE RETI E PERTANTO NON SI ESPRIME IN MERITO ALLE PRESUNTE VIOLAZIONI DI LEGGE DA PARTE DELLA REGIONE VENETO. LA LAC: QUESTA E’ UNA DOCCIA FREDDA CHE CONSENTE AI CACCIATORI E AI ROCCOLOTAORI DI AGIRE INDISTURBATI NELLA LORO ATTIVITA’ DI UCCISIONE E CATTURA DEGLI UCCELLINI SELVATICI. A META’ DICEMBRE IL TAR SI ESPRIMERA’ IN MERITO AD ALTRI DUE RICORSI CONTRO L’UCCELLAGIONE NELLE PROVINCE DI PADOVA E VENEZIA.

La LAC – Lega per Abolizione della Caccia con due distinti ricorsi aveva impugnato le delibere della Regione Veneto sul “calendario venatorio 2008/2009” e sull’uccellagione legalizzata effettuata nei “roccoli” nonché una delibera della provincia di Vicenza che autorizzava la cattura di uccellini con le reti. Il ricorso contro il calendario venatorio contestava la caccia con i cani da caccia anche nei mesi invernali quando gli animali selvatici sono già stremati dal freddo e dalla fame, l’utilizzo dei piccioni domestici come richiami vivi per la caccia al Colombaccio, le immissioni nel territorio di due specie di uccelli non appartenenti alla fauna locale come la Quaglia giapponese e la Pernice rossa. Il ricorso contro i roccoli contestava la cattura degli uccellini migratori con le reti da uccellagione, mezzo non selettivo vietato dalla Direttiva “Uccelli” n. 409/79/CEE, basandosi inoltre sul parere negativo che l’INFS Istituto Nazionale Fauna Selvatica, aveva dato sull’apertura dei roccoli in Veneto sostenendo la scarsità dei controlli e ricordando le violazioni commesse in alcuni di questi impianti. Con sentenze n. 3715/08 e n.3712/08 il TAR del Veneto, seconda Sezione, ha deciso che entrambi i ricorsi sono “inammissibili per mancata evocazione in giudizio di almeno un contro interessato”, ovvero secondo il TAR dovevano essere informati anche i cacciatori. Ciò comporta che i cacciatori, nonostante le presunte illegalità, potranno continuare ad agire indisturbati uccidendo e catturando migliaia di piccoli uccelli migratori che attraversano la nostra regione per scampare ai climi freddi del nord Europa. La LAC ora resta in attesa del verdetto su altri ricorsi, atteso per metà mese, contro le delibere delle province di Padova e Venezia che hanno autorizzato gli impianti di cattura muniti di reti da uccellagionea, dove nel caso di Venezia, sono stati addirittura autorizzati i richiami elettroacustici vietati dalla legge. Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto ha dichiarato: “Questa è una doccia fredda che nessuno si aspettava, in questo modo i giudici non giudicano, la regione Veneto salva la faccia e i cacciatori continuano imperterriti il loro massacro di fauna selvatica, comunque noi non ci arrendiamo ed il prossimo anno, se verranno ripetute norme simili, non mancheremo di impugnarle nuovamente. Per ora rimaniamo in attesa del verdetto sui nostri ricorsi, atteso per metà mese, relativo al ricorso contro le delibere delle province di Padova e Venezia che hanno autorizzato gli impianti di cattura muniti di rete da uccellagione.”

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