LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

NEL VENEZIANO UCCISO A FINI INTIMIDATORI UN RARO ESEMPLARE MASCHIO DI PICCHIO ROSSO MAGGIORE

Posted by lidafirenze su 1 dicembre, 2008

LA LAC CHIEDE MAGGIORI CONTROLLI E ACCURATE INDAGINI PER GARANTIRE ALLA GIUSTIZIA I RESPONSABILI DEL VILE GESTO.

All’alba di domenica 23 novembre la signora Marina Zanazzo, titolare di una azienda agricola di Ceggia, comune in provincia di Venezia, ha ritrovato incastrato sul cancello della propria residenza di campagna, un bell’esemplare maschio di Picchio rosso maggiore (Picus major) molto probabilmente abbattuto
poco prima da una scarica di pallini. Il fatto risulta molto grave per due aspetti, il primo dovuto all’abbattimento di un esemplare appartenente ad una specie pressoché rara, utile all’agricoltura perché distruttrice di insetti ed in particolare di tarli dannosi alle piante, il secondo per l’utilizzo di un animale superprotetto al fine di un possibile atto intimidatorio nei confronti di una cittadina che evidentemente non ama la caccia. La signora Marina Zanazzo, alla quale sta molto a cuore l’ambiente, ha avvisato le guardie della provincia di Venezia intervenute sul posto ed ha dichiarato: “Ho ritenuto il gesto odioso, crudele e provocatorio, tale da non essere taciuto.”. La LAC Sezione del Veneto invita le autorità preposte alla tutela dell’ambiente e della fauna selvatica ad effettuare approfondite indagini per smascherare la mano di chi ha ucciso e posizionato in quel modo il Picchio rosso maggiore. La LAC invita i cittadini testimoni di atti di bracconaggio o violazione delle leggi sulla caccia a segnalarle ai propri recapiti telefonando al 347/9385856 o scrivendo a: email: lacveneto@ecorete.it o LAC Sezione Venerto Via Cadore, 15/C int.1 31100 Treviso.
“Il Picchio rosso maggiore – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – è una specie rara e tutelata dalla legge sulla caccia in maniera particolare essendo inclusa in un elenco di specie considerate superprotette. Chiediamo alla provincia di Venezia e al Corpo Forestale dello Stato di far intensificare i controlli sulla caccia in questa zona al fine di prevenire ulteriori simili casi di bracconaggio ed intimidazione.” La LAC ricorda che la legge sulla caccia, la L.157/92, considera all’articolo 2 questa specie “particolarmente protetta”, prevedendo all’art.30 l’arrest da due a otto mesi o l’ammenda da euro 750 a euro 2.000 per chi abbatte questi uccelli.

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