LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

GATTO ABBANDONATO IN CASA PER LE VACANZE E LASCIATO MORIRE (ROMA): COLPEVOLE CONDANNATO A TRE MESI DI RECLUSIONE, A RISARCIRE LA LAV PARTE CIVILE E LE SPESE LEGALI.

Posted by lidafirenze su 24 novembre, 2008

refez-2Non amo esprimere la mia opinione inquanto mi prendo la responsabilità della voce della LIDA Firenze, visto che ne gestisco il sito. Così oggi parlo a nome mio, come Nicoletta Soverini. Incavolata nera! Frustrata e assolutamente dispiaciuta. I termini che vorrei usare non sono certo questi, ma cerco di mantenere comunque un contegno… Sono addoloratissima per quella povera anima. Certe volte sbagliamo anche noi volontari nel dare animali a chi non riesce neanche a pensare a se stesso e così cresce la paura che motiva ancor più conrolli e schede pre-affido. Per tutti i futuri adottanti…se cerchiamo maggiori garanzie non dovete spaventravi…guardate cosa accade nel mondo e cercate di darci una mano!

Comunicato stampa LAV 21 novembre 2008

GATTO ABBANDONATO IN CASA PER LE VACANZE E LASCIATO MORIRE (ROMA): COLPEVOLE CONDANNATO A TRE MESI DI RECLUSIONE, A RISARCIRE LA LAV PARTE CIVILE E LE SPESE LEGALI.

Tre mesi di reclusione per uccisione di animali ai sensi dell’articolo 544 bis del Codice penale: questa la condanna inflitta dal Tribunale penale di Roma a un uomo ritenuto colpevole di aver abbandonato il suo gatto chiuso nell’appartamento con il caldo torrido di agosto, senza cibo né acqua, senza curarsi della sorte atroce che avrebbe avuto l’animale, lasciandolo morire. Il Giudice Ramazzi ha condannato l’uomo, anche a risarcire i danni in favore della LAV, costituitasi parte civile, assistita dall’avvocato Luigi Viglione, e a pagare le spese legali.

La terribile vicenda risale all’estate del 2005. I vicini di casa, accortisi della presenza del felino per i continui miagolii, rintracciarono il proprietario chiedendo spiegazioni. L’uomo, che inizialmente aveva comunicato il suo ritorno il giorno stesso, successivamente dichiarò di essere in vacanza e di non voler rientrare per occuparsi del gatto.

Quando finalmente le Forze dell’Ordine entrarono nell’appartamento, una piccola mansarda arroventata dal sole, il gatto era disteso sul pavimento ancora agonizzante, estremamente sofferente, disidratato e dimagrito. Nonostante le cure veterinarie prestate, il gatto morì la notte stessa a causa della estrema disidratazione.

“Gli animali domestici che abitano le nostre case necessitano di assistenza, acqua e cibo, spazi adeguati e affetto sincero come ogni essere vivente: la loro vita dipende da coloro che decidono di ospitarli in casa e questa scelta è un’assunzione di responsabilità, ogni giorno dell’anno: una considerazione che può sembrare ovvia, ma i frequenti casi di abbandono di animali, in casa, nell’automobile o per strada, dimostrano che il rispetto dei diritti degli animali non è ancora patrimonio di tutti – dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV – Questa condanna è importante, ottenuta grazie alla riforma del Codice penale introdotta nel 2004 dalla legge 189 in materia di maltrattamenti e uccisione di animali, e ci auguriamo possa scoraggiare comportamenti tanto superficiali ma colpevoli da arrecare danno alla vita altrui”.

21 novembre 2008

Ufficio stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it

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