LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

ancora caccia…

Posted by lidafirenze su 3 novembre, 2008

Caccia. Un’anomalia italiana
leggi: http://municipioverde.blogspot.com/2008/10/caccia-unanomalia-italiana.html
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CACCIA

LAC
Newsletter 1346
28 ottobre 2008

PARLAMENTO – PETIZIONE POPOLARE

Si è tenuta a Roma presso il Senato il 28 ottobre 2008 alle ore 15,00 la conferenza stampa in sostegno al disegno di legge per l’abrogazione dell’articolo 842 del codice civile. Erano presenti i senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, radicali eletti nel gruppo del PD; Bruno Mellano, presidente di Radicali Italiani; Elisabetta Zamparutti, deputata radicale-PD; i rappresentanti delle quattro associazioni promotrici della petizione popolare per l’abrogazione dell’articolo 842 CC: Annamaria Procacci per l’ENPA, Carlo Consiglio per la LAC, Massimo Vitturi per la LAV e Massimo Comparotto per l’OIPA; inoltre Ilaria Ferri per gli Animalisti Italiani, Maurizio Giulianelli per l’Associazione Vittime della Caccia, e numerosi altri. È stato presentato il disegno di legge dei senatori Poretti, Perduca, Chiaromonte e Maritati n. 510, comunicato alla Presidenza il 13 maggio 2008, dal titolo: “Modifiche al codice civile e alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di abolizione del diritto di accesso al fondo altrui per l’esercizio della caccia”. In tale occasione Carlo Consiglio ha consegnato i moduli con le firme raccolte dalla LAC in tutta Italia nelle mani della senatrice Poretti. Tali firme raccolte dalla LAC erano 16.496, di cui 15.995 su supporto cartaceo, occupanti circa 1.310 moduli, e 501 raccolte attraverso internet. Si dice che le firme raccolte dalle quattro associazioni promotrici siano complessivamente circa 100.000.

L’abolizione dell’articolo 842 del codice civile, che permette ai soli cacciatori di entrare nella proprietà privata altrui, è un obiettivo “storico” per la LAC, che ha promosso persino un referendum per eliminarlo e, più recentemente, una petizione che sta riscuotendo unanime successo. La campagna LAC per la difesa di chi vuole impedire ai cacciatori di ledere un elementare diritto quale è quello di difendere casa propria assume ora un nuovo volto, anzi due: quello di due “eroi” che si sono battuti perché il loro terreno diventasse finalmente escluso alla caccia, e che, con l’aiuto della LAC, sono riusciti nel loro intento. L’espressione di Diana e Renzo mostra la soddisfazione della pace finalmente ottenuta, e vuole essere un esempio per molti che ancora soffrono le prevaricazioni dei cacciatori e non sanno come affrontarli.

Leggi la storia di Renzo Linda
http://www.abolizionecaccia.it/Campagna842cc/LidiaRenzo.pdf

Leggi la storia di Diana
http://www.abolizionecaccia.it/Campagna842cc/Diana.pdf

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31 ottobre 2008 – Comunicato stampa

BRACCONAGGIO: DILAGA IN TUTTA ITALIA L’IMPIEGO ILLECITO DEGLI IMPIANTI ELETTROACUSTICI PER ATTIRARE L’AVIFAUNA DA ABBATTERE.

La Lega Abolizione Caccia: “strumenti vietati per la caccia, il cui uso è
penalmente sanzionato,  ma paradossalmente in libera vendita”

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Dilaga in tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, la caccia di frodo agli uccelli migratori, abbattuti da appostamenti nei quali i bracconieri attirano le prede con l’ausilio di micro-registratori che riproducono il canto di specie cacciabili e protette, collegati a casse di amplificazione del suono; i micidiali strumenti sono particolarmente utilizzati in Provincia di Brescia, nel Delta del Po, in Campania, Puglia, Sicilia, Veneto, nelle piccole isole tirreniche, in Toscana e in Calabria, ma diffusi anche nel resto d’Italia.  La Lega Abolizione Caccia ricorda che questa forma di bracconaggio è esplicitamente vietata dalla normativa statale sulla caccia; infatti gli articoli 21 e 30 della legge 157/92 prevedono un ammenda di competenza del giudice penale sino ad un massimo di 1500 euro per l’utilizzo di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico durante l’attività venatoria.  Nel 1997 la Corte di Cassazione ha qualificato come reato anche il mero possesso di questi dispositivi sui luoghi di caccia, pur se momentaneamente non in funzione (Cass. Penale, Sezione III, , sentenza n.5593 del 20 maggio 1997).  Ma mai come nel 2008 vi sono stati da parte degli organi di vigilanza venatoria (Polizie Provinciali, Corpo Forestale, guardie venatorie volontarie delle associazioni ambientaliste) così tanti sequestri giudiziari di questi dispositivi (commercializzati con modelli sempre più sofisticati, ad es. muniti di radiocomando di accensione a distanza, o camuffati da cellulari, per sviare i possibili controlli negli appostamenti di caccia). Centinaia, da due mesi a questa parte, i sequestri di richiami elettroacustici assieme a migliaia di esemplari di piccoli uccelli protetti abbattuti. “Colpa dell’incongruenza dei divieti” – affermano alla LAC – “l’impiego di questi dispositivi è micidiale nell’attirare illegalmente le prede verso i capanni di caccia da dove vengono presi a fucilate in gran quantità ; il loro impiego è vietatissimo e comporta anche il sequestro delle armi e delle munizioni del cacciatore di frodo; ma nessuno si è mai premurato di vietarne anche il commercio”. Cosicché non è difficile vedere richiami elettroacustici, muniti di micro-cassette coi richiami delle specie di interesse venatorio, in libera vendita nelle vetrine di molte armerie, o addirittura acquistabili per posta. Colpa soprattutto di un paio di ditte che operano in provincia di Reggio Emilia, vere e proprie srl del bracconaggio, che da anni producono e mettono in vendita questi dispositivi (premurandosi di precisare nei propri cataloghi il divieto d’uso a scopo venatorio, ma al telefono prodighe di consigli su come eludere i controlli dei guardiacaccia).

La LAC propone ai Ministeri competenti (Ambiente e Politiche Agricole in primis) di prodigarsi per introdurre il divieto di commercio dei richiami elettroacustici radiocomandati, a cominciare dalle armerie e dai cataloghi specializzati di accessori per l’atttività venatoria.

Lega Abolizione Caccia
Via Solari 40, 20144  Milano

LAC Lega Abolizione Caccia – Sezione del Veneto – Via Cadore, 15/C int.1 –
31100 Treviso – Info: 347 9385856 email lacveneto@ecorete.it – web
www.lacveneto.it

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