LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Videocamera e gps appesi al collo per seguire il gatto su Google Earth

Posted by lidafirenze su 23 ottobre, 2008

ROMA – La porta che rimane aperta per pochi secondi e lui, il felino, che la imbocca alla volta di lidi lontani. Quante volte lo avrete rincorso per le scale cercando di fermarlo? Ma il gatto si sa, è girovago, ha i suoi spazi e sette vite da spendere all’avventura. Misterioso come un agente segreto e guardingo come un fuggiasco. Chi ha provato a seguirlo per conoscere la rotta delle sue passeggiate, è stato seminato dopo pochi metri.

La privacy felina ha rappresentato fino ad oggi un aspetto impenetrabile della vita dei gatti domestici ma, come capita agli umani, a fondo ispezionati sotto la grande lente della tecnologia, anche per l’amico a quattro zampe iniziano i tempi bui. Tutta colpa di Jüergen Perthold, un creativo “gattaro” tedesco che vive in South Carolina. Per monitorare il suo vagabondo Mr. Lee, l’ingegnere ha messo prima a punto una macchina fotografica da appendere al collo del gatto, poi una telecamera per la trasmissione in diretta dei viaggetti dell’animale, ancora in via di perfezionamento, ed infine un diabolico sistema di monitoraggio via Gps che consente di rintracciare il percorso del gatto direttamente su Google Earth.

A subire le smanie per il controllo non è semplicemente lo sfortunato Mr. Lee, i tre apparecchi ideati dal suo padrone, sono acquistabili online sul sito. Si chiamano CatTrack, CatCam e CatCam Live, hanno un costo compreso tra i 30 e i 50 euro, e sono molto più economici rispetto ad apparecchi simili che garantiscono, tramite un controllo integrato tra telefono e Gps, di rintracciare un animale scomparso.
I prodotti di Mr. Lee, però, sono diversi. Questi tre dispositivi rompono le barriere della privacy felina. Mentre la macchina fotografica per gatti, una minuscola digitale settata per scattare immagini con una cadenza temporale di circa tre minuti, già da un anno riscuote successi in tutto il mondo, diventando persino lo spunto per una mostra di beneficienza di foto feline, la CatTrack è una novità assoluta, economica e dal semplice funzionamento. Un piccolo apparecchio, che riceve e memorizza i dati di posizionamento dell’animale trasmessi dai satelliti Gps, viene collocato nella parte alta del collare. Al momento del ritorno a casa del gatto, il dispositivo viene collegato ad una presa USB tramite la quale i dati della rotta vengono scaricati sul computer e visualizzati direttamente su Google Earth.

Proprio come avviene per gli altri due prodotti di controllo felino, la salute del gatto non è minacciata dalla presenza delle apparecchiature tecnologiche anche se, proprio grazie all’osservazione di Mr. Lee, Jüergen Perthold ha disegnato un’apposita imbragatura in tessuto alla quale posizionare i dispositivi con maggior precisione e sicurezza per l’animale. I dati, emersi dalle prime osservazioni delle rotte di Mr. Lee, hanno completamente spiazzato il padrone: “Non solo il gatto raggiunge quotidianamente mete molto più lontane di quelle che immaginassi, ma ho scoperto che è solito frequentare e passare del tempo nelle abitazioni di alcuni vicina di casa”.

Insomma quella di Mr. Lee e delle sue peregrinazioni è diventata presto una storia che fa notizia, oltre che l’idea per un documentario sul comportamento dei gatti. Ma la fortuna della CatCam e della CatTrack ha raggiunto tutto il mondo, dal Giappone al Brasile, e Jüergen Perthold ha aperto sul suo sito una sezione dedicata alla raccolta degli scatti felini più interessanti.

Qualcuno poi si è spinto più in là della semplice osservazione animale e, in un progetto dal titolo PacketCam, ha incollato la piccola macchina fotografica destinata ai gatti su una scatola spedita via posta da Monaco a Berlino.

E mentre dall’Iran arriva la notizia dell’arresto di due presunti “piccioni-spia”, a caccia di informazioni segrete nei pressi della centrale nucleare di Natanz con l’aiuto di sospetti anellini metallici legati alle zampe, c’è già chi teme che all’occhio implacabile di Google ora possa aggiungersi anche quello dei tanti animali spioni a spasso sul territorio. Insomma, che sia felina o umana, con le nuove tecnologie la privacy sembra finita un po’ per tutti.

(22 ottobre 2008)

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