LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Buone notizie per noi, cattive per i cacciatori, ma non per tutti loro.

Posted by lidafirenze su 23 ottobre, 2008

Lettera del 21 ottobre 2008

VENERDI’ 17 OTTOBRE 2008: IL VENERDI’ NERO DEI PROMOTORI DELLA CACCIA AGLI UCCELLINI INSETTIVORI IN VENETO: DUE ORDINANZE DEL TAR DEL LAZIO SEMINANO IL PANICO TRA I CACCIATORI E QUALCUNO A VENEZIA E A ROMA TREMA PER PAURA DI PERDERE VOTI.

Venerdi’ 17 ottobre verrà ricordato da molti dei sostenitori della caccia agli uccellini insettivori, soprattutto da chi siede nelle poltrone della Giunta Regionale e del Consiglio Regionale del Veneto e anche in altre prestigiose poltrone romane, come un giorno da dimenticare. Questi signori, i nomi è sempre bene farli: Elena Donazzan Assessore allaCaccia del Veneto vicentina, Roberto Ciambetti consigliere regionale del Veneto vicentino, Sergio Berlato europarlamentare vicentino, Luca Zaia Ministro dell’Agricoltura trevigiano, Giancarlo Galan presidente del Veneto, pensavano che i loro giochi nelle stanze dei bottoni avessero messo al sicuro la legge n.13 del 2008 che consente ai cacciatori veneti di uccidere quasi un milione di piccoli uccellini insettivori e canori come la Pispola, i Fringuelli e la Peppola (Cf. FOTOGRAFIA IN ALLEGATO). Venerdi’ 17 la LAC comunicava ai giornali, seminando inconsapevolmente il panico, che il TAR del Lazio, con due distinte ordinanze di pochi giorni prima, sospendeva le fondamenta della legge regionale del Veneto n.13/2008, ovvero un accordo sugli uccellini da uccidere approvato in marzo dalla Conferenza delle Regioni, e rinviava la stessa legge 13 alla Corte Costituzionale per possibile incostituzionalità. Il TAR sinteticamente affermava che questa legge consentiva il triplo delle uccisioni concesse dalle norme sulle deroghe e che questa norma doveva essere approvata con atto amministrativo come prevede la L.157/92 sulla caccia. In un sol colpo venivano sbugiardati tutti i sostenitori e difensori della legge, che è bene ricordarlo: 1) consente la caccia ad uccelli protetti l’uccisione dei quali è considerata bracconaggio nel resto d’Italia dall’art.30 della L.157/92 sulla caccia, 2) consente la caccia in deroga senza rispettare l’articolo 9 della Direttiva 409/79/CEE che la prevede solo in casi eccezionali e mai per sport; 3) è stata approvata senza il parere dell’Istituto Nazionale Fauna Selvatica ovvero in violazione dell’art 19-bis della L.157/92; 4) non prevede i rigidi controlli previsti dalla predetta direttiva tant’è che i cacciatori non sono nemmeno tenuti a registrare gli uccellini dopo l’uccisione; 5) va contro una sentenza della Corte Costituzionale di quest’anno, la n.250/2008 del 25/06/08, che sancisce che le deroghe devono essere autorizzate con una delibera di giunta e mai per legge. Questo pronunciamento del TAR del Lazio deve essere stato un bel pugno sullo stomaco anche per il neo ministro all’agricoltura Luca Zaia, che sino a pochi giorni prima si era fatto in quattro per non far rinviare dal Governo alla Corte Costituzionale la legge 13, anche contro il parere di altri ministri, dichiarando ad una agenzia di stampa “Ho quindi costituito una task force formata da esperti  e coordinata dall’ufficio legislativo del Ministero per trovare al più  presto la migliore soluzione al problema e per consentire a tutti gli  appassionati dell’ars venandi la possibilità di praticare con serenità e  certezza del diritto la loro attività” (quanti termini “forestieri” per un padano doc!). Zaia, grazie al TAR del Lazio, con la sua task force ora può andare a piangere dove vuole magari assieme all’ars venandi, sta di fatto che tutto il suo lavoro per consentire le stragi delle piccole Pispole è andato in fumo restando con un pugno di mosche- A Zaia, Ministro dell’agricoltura, consiglierei un libro sugli uccelli e un ripasso alle norme che dovrebbe conoscere a menadito; scoprirebbe che il buon Giovanni Spadolini, ancora nel 1982 da presidente del Consiglio dei Ministri, decreto’ la Pispola perché utile all’agricoltura! Per quanto riguarda Donazzan, Ciambetti e Berlato è inutile raccontare che si sono precipitati con fax, comunicati e telefonate a destra e a manca, non senza agitazione, per dire che nulla era cambiato. Peccato che non si sono resi conto che invece dopo quel venerdì nero sono cambiate molte cose, in particolare hanno perso la faccia nei confronti dei cacciatori, dei cittadini ,  ma soprattutto nei confronti dei 30 consiglieri regionali, di destra e di sinistra, che l’1 agosto scorso hanno approvato la legge 13 probabilmente credendo fosse legittima.
Andrea Zanoni
Presidente della Lega per l’Abolizione della Caccia
LAC Lega Abolizione Caccia – Sezione del Veneto – Via Cadore, 15/C int.1 –
31100 Treviso – Info: 347 9385856 email lacveneto@ecorete.it – web www.lacveneto.it

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CHIUSURA DELLA PETIZIONE PER L’ABOLIZIONE DELL’ART. 842 DEL CODICE CIVILE CHE CONSENTE AI CACCIATORI DI ENTRARE NEI FONDI PRIVATI

Nei prossimi giorni verranno consegnate le firme della petizione popolare per l’abolizione dell’art. 842 del codice civile che consente ai cacciatori di entrare nei fondi privati. Vi preghiamo pertanto di spedire gli ultimi fogli delle firme, anche se incompleti, all’OIPA.
Un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta delle firme.
A breve vi aggiorneremo sugli sviluppi della campagna.
Info sulla campagna alla pagina http://www.oipaitalia.com/caccia/art842.html

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Caccia. In senato disegni di legge salva bracconieri!

http://municipioverde.blogspot.com/2008/10/caccia-in-senato-disegni-di-legge-salva.html

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