LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

BOCCONI AVVELENATI

Posted by lidafirenze su 21 ottobre, 2008

Martedì 21 Ottobre 2008 L’Arena di Verona

Quattromila firme arrivate da tutta Italia!
Da tutta Italia in 3.914 chiedono al Prefetto di Verona Italia Fortunati e al presidente del Consiglio regionale Veneto Mario Finozzi di attivarsi per dire basta ai bocconi killer. E’ la contabilità aggiornata a ieri relativa alla petizione on-line aperta dal Comitato veneto contro i bocconi nel maggio 2007. E tra le pagine del sito www.venetocontroibocconi.it si trova anche proposta di legge regionale che vorrebbe trattare le aree interessate dal fenomeno dei bocconi come quelle percorse da incendio, cioè con la chiusura totale, ma che è al palo da oltre un anno. Nell’assenza di riferimenti istituzionali, è sul sito che vengono segnalati gli avvelenamenti: 56 i cani morti dall’inizio dell’anno nel veronese oltre a un numero imprecisato di gatti e animali selvatici. «E’ solo la punta dell’iceberg», precisa Paola Lombardo, «perché c’è chi denuncia sul sito e anche alle forze dell’ordine, ma sono tantissimi quelli che le denunce non le sporgono». Anche queste informazioni sono state inserite nel dossier che ieri mattina il Comitato ha consegnato al sottosegretario Martini: «La mattanza, nel veronese, inizierà a breve: le statistiche rivelano picchi nei mesi invernali, per questo era importante agire», spiega Lombardo. Mattanza senza confini visto che nel dossier ci sono anche relazioni inviate da Firenze, dal Trentino, dall’Abruzzo e da Ragusa.P.D.C.

LA BATTAGLIA. In arrivo un provvedimento di legge che affronterà la distribuzione delle sostanze chimiche e gli aspetti repressivi, educativi e di prevenzione
Parte da Verona la sfida contro i «bocconi killer»
Il sottosegretario Martini annuncia un’ordinanza nazionale mirata a fermare la strage di cani, gatti, volpi.

Paola Dalli Cani
La battaglia contro i bocconi al veleno riparte da Verona: «Presto un’ordinanza di rilievo nazionale fornirà i presupposti giuridici che consentano a quanti operano sul territorio di combattere il fenomeno. Distribuzione delle sostanze chimiche, aspetti repressivi, educativi e di prevenzione saranno alla base del provvedimento che concerterò con i tecnici del Corpo forestale e gli esperti del ministero della Salute».
Lo ha annunciato ieri il sottosegretario veronese Francesca Martini, a conclusione di un incontro con i volontari del Comitato contro i bocconi avvelenati e per la difesa del territorio di Verona e provincia. Un fenomeno, quello delle esche killer, che ha mietuto vittime a centinaia fra gli animali domestici e quelli selvatici.
«Tra gli aspetti contemplati dall’ordinanza ci sarà anche la necessaria regolamentazione nella vendita di prodotti chimici, come i ratticidi di seconda e terza generazione, che sono alla portata di tutti e che sono stati sovente utilizzati per i bocconi killer», ha aggiunto il sottosegretario leghista. Se questo è l’impegno istituzionale che avrà portata nazionale, l’on. Martini ha pensato anche al panorama veronese: complice l’appartenenza allo stesso schieramento, il sottosegretario ha telefonato a Luca Coletto, assessore provinciale alle Politiche del settore faunistico. «Ho caldeggiato la riconvocazione del tavolo di lavoro sul problema dei bocconi e l’attivazione quanto prima del numero verde per le segnalazioni dei casi di avvelenamento. Se mi sarà possibile», ha concluso Martini, «interverrò io stessa al tavolo provinciale».
Il numero verde servirà a registrare le segnalazioni, ma soprattutto a mettere in moto gli accertamenti da parte dei veterinari delle Ulss, della Forestale e della Polizia provinciale. Il tavolo provinciale dovrà riprendere l’agenda che venne compilata a giugno quando, nella sede della Polizia provinciale, si incontrarono Federcaccia, Forestale, Polizia provinciale, Ordine dei veterinari, servizi veterinari delle Ulss. Motore dell’incontro, anche in quella occasione, era stato il Comitato contro i bocconi: e ieri, nell’ufficio del vice ministro alla Salute, c’erano il presidente del Comitato Paola Lombardo, il veterinario Cristina Squaranti, William Monachini (Comitato), il comandante provinciale del Corpo forestale Paolo Guidi, il veterinario Diego Ferrari che è anche consulente dei tavoli tecnici del ministero. Sarà lui stesso, già domani, a iniziare a Roma l’elaborazione del testo della ordinanza con la quale Francesca Martini si propone di arrivare alla tracciabilità nella vendita di veleni, «cioè maggior controllo nella vendita, responsabilità da parte di chi vende e chi acquista, quantitativo acquistabile e acquistato, sanzioni sulla cessione. L’uso di bocconi al veleno», ha aggiunto Martini, «se di per sé è un atto delittuoso indecente, ha conseguenze sull’ambiente ed è potenzialmente pericoloso per la salute dell’uomo, in termini di contaminazione e di ingresso nella catena alimentare».
Per questo i padroni dei cani ammazzati dai bocconi al veleno hanno cercato l’on. Martini. E proprio sulla pericolosità sociale del fenomeno, secondo il Comitato, si deve puntare per risvegliare il senso civico. Di qui la proposta di una pubblicità progresso con un testimonial autorevole che inviti la popolazione a denunciare.

I veleni sono in vendita: serve un giro di vite!
I veleni che ammazzano cani, gatti e animali selvatici si trovano sugli scaffali dei supermercati: la dicumarina è l’anticoagulante killer contenuto in gran parte dei ratticidi. La nuova frontiera nel fenomeno dei bocconi fa rima con queste sostanze che sembrerebbero annacquare le statistiche degli avvelenamenti. «Si tratta di anticoagulanti che provocano la morte lenta e che dunque destano meno sospetti rispetto alle convulsioni che caratterizzano solitamente i casi di avvelenamento», spiega il veterinario Cristina Squaranti. Di qui l’esigenza di arrivare alla tracciabilità anche dei ratticidi. Sarebbe un passo avanti, ma è pur vero che le sostanze killer sono vendute a chi ha licenza d’uso di pesticidi, patentino rilasciato dalla Provincia o con presentazione del codice fiscale. Si vendono così «esteri fosforici, metaldeide, acaricidi, insetticidi, fungicidi ed erbicidi spesso trovati nei bocconi», conferma Diego Ferrari, veterinario ed esperto del ministero. Negli anni ’80 c’erano stricnina e arsenico, e dopo il divieto di vendita la diffusione è crollata, «ma non è scomparsa, perché qualcuno le acquista all’estero». Come uscire dunque dal limite di applicazione della legge, che definisce la distribuzione di bocconi avvelenati come reato penale, ma può essere contestato in caso di flagranza o di possesso di veleni e bocconi? Maglie strette e sensibilizzazione.P.D.C.

Visita il sito www.venetocontroibocconi.it

Sorry, the comment form is closed at this time.

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: