LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Sarebbe il massimo: pagare altre tasse per i cacciatori che violano le norme europee

Posted by lidafirenze su 20 ottobre, 2008

CACCIA – TOSCANA

Cari amici ed amiche,

purtroppo il riperimetramento delle zone di caccia del territorio comunale è passato in regione toscana, con i soli VOTI CONTRARI DI VERDI E SD e voti favorevoli di tutti gli altri partiti: di fronte alla lobby dei cacciatori Alleanza nazionale e comunisti ( sia rifondazione che comunisti italiani) votano insieme, Forza Italia e Partito democratico anche loro votano insieme. Non è poi mancato il voto favorevole dei socialisti. I nostri consiglieri regionali Lupi e Roggiolani sono intervenuti in maniera molto molto dura sull’argomento (e specialmente verso i cosiddetti partiti della Sinistra che si spacciano per ambientalisti ed animalisti); tuttavia la maggioranza bipartisan è rimasta compatta. Questo delibera, permette di cacciare in molti luoghi dove prima era vietato ( esempio nei valichi montani) ed inoltre limita il territorio di riserva ( che per legge deve essere almeno del 20%) sotto appunto tale percentuale. In poche parole si potrà sparare in zona che fino adesso erano zone protette, si potrà sparare a specie in via d’estinzione, si potrà sparare in zone dove è vietato da leggi nazionali (valichi montani); senza considerare che essendo norme contrarie a direttive della comunità europea, verremmo multati anche questo anno e tutti i cittadini toscani dovranno pagare nelle tasse quest’ennesima marketta ai cacciatori. TRa l’altro è stata aperta la caccia anche nella zona dell’ACQUERINO.
La cosa è gravissima, con diversi di voi ho già parlato per telefono; insieme alle associazioni ( wwf, legambiente e LAv) chiedo sia necessario muoversi sia sulla stampa e per un possibile ricorso al TAR. Pertanto per coordinare i lavori, LUNEDI 20 OTTOBRE HO CONVOCATO UNA RIUNIONE PRESSO IL GRUPPO CONSILIARE DEI VERDI ( P.ZA DUOMO 1, NEL PALAZZO DI GIANO) APERTA A TUTTI COLORO CHE SONO INTERESSATI A FAR SI’ CHE TALE VICENDA NON SI CONCLUDA IN TAL VERGOGNOSO MODO.
LORENZO LOMBARDI
CONSIGLIERE COMUNALE VERDI ARCOBALENO SU PISTOIA
PRESIDENTE COMMISSIONE AMBIENTE
338 5229541 –  lombardimanagement@libero.it

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Comunicato del 17 ottobre 2008

IL TAR DEL LAZIO CON DUE DISTINTE ORDINANZE HA: 1) SOSPESO L’ACCORDO DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME SULLE QUANTITA’ DI UCCELLI PROTETTI CACCIABILI CON LE CACCE IN DEROGA IN BASE AL QUALE ERANO STATE APPROVATE LE LEGGI REGIONALI DI VENETO E LOMBARDIA SULLA CACCIA AGLI UCCELLI PROTETTI FRINGUELLO, PEPPOLA, STORNO E PISPOLA 2) SOLLEVATO LA QUESTIONE DI INCOSTITUZIONALITA’ DELLE LEGGI REGIONALI 13/2008 DEL VENETO E 24/2008 DELLA LOMBARDIA SULLE CACCE IN DEROGA. ORA CHI CACCIA QUESTI UCCELLI PUO’ INCORRERE NELLE SANZIONI PENALI PREVISTE DALLA LEGGE STATALE SULLA CACCIA, LA 157/1992. ANDREA ZANONI PRESIDENTE DELLA LAC DEL VENETO: BASTA AL MERCATO DEI VOTI IN CAMBIO DEL MASSACRO DI PICCOLI UCCELLINI INSETTIVORI PROTETTI IN TUTTA EUROPA.

Con ordinanza n.4861/2008 e n.1223/2008 il TAR del Lazio, Sezione I, composta dai giudici dott. Mario Alberto Di Nezza (Relatore), dott. Giorgio Giovannini (Presidente) e dott. Antonino Savo Amodio (Consigliere), in merito al ricorso presentato dalla LAC Lega Abolizione Caccia e dal WWF, tramite l’Avvocato Claudio Linzola del foro di Milano, contro il provvedimento della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome con il quale le regioni, in particolare il Veneto e la Lombardia, si sono spartite le quantità di uccellini protetti da cacciare, ha: 1)  accolto la richiesta di sospensiva annullando l’accordo Stato Regioni del  26 marzo 2008; 2) ha sollevato la questione di incostituzionalità della legge regionale, n.13 del 2008 della Regione Veneto e della legge regionale n.24 del 2008 della Regione Lombardia. In merito alla sospensiva il TAR del Lazio ha riconosciuto che Veneto e Lombardia hanno concesso la caccia ad un numero triplo del consentito per Fringuello e Peppola e doppio per lo Storno. Pertanto le suddette leggi regionali che sono state approvate su un atto, l’accordo della Conferenza delle Regioni del marzo scorso, ora sospeso e che sono ora al vaglio della Corte Costituzionale, perdono di piena efficacia. Fino a quando le leggi non verranno modificate recependo le indicazioni del TAR del Lazio i cacciatori che cacceranno questi uccelli protetti lo faranno a loro rischio e pericolo dato che la norma statale, la L.157/92, considera reato il loro abbattimento. Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto ha dichiarato: ” Questa è una bella batosta per i sostenitori della caccia ai piccoli uccelli migratori insettivori, protetti in tutta Europa, uno smacco per il Presidente Giancarlo Galan, l’assessore Elena Donazzan e il consigliere Roberto Ciambetti promotori della legge 13 dello scorso agosto. Con questa situazione venutasi a creare dopo le due ordinanze del TAR Lazio, notificate anche alla Regione del Veneto, credo sia d’obbligo da parte di tutti gli agenti di vigilanza venatoria denunciare alla Magistratura, per il reato previsto dall’art.30 della legge 157/92 sulla caccia, tutti i cacciatori che già da oggi uccideranno uccellini appartenenti alle specie Fringuello, Peppola, Pispola e Storno. Credo sia ora che in Veneto e in ogni altra regione d’Italia venga messa fine al mercato dei voti in cambio del massacro di uccellini protetti ed utili all’agricoltura.”

LAC Lega Abolizione Caccia – Sezione del Veneto – Via Cadore, 15/C int.1 –
31100 Treviso – Info: 347 9385856 email  lacveneto@ecorete.it – web
www.lacveneto.it

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