LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Mattia e i cani addestrati

Posted by lidafirenze su 20 ottobre, 2008

Vi ricordate di Mattia il bambino ucciso presumibilmente da un cane?
Leggete qualche considerazione…
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Grazie
Le Sfigatte

A Cercello, nel beneventano, si sono consumati due drammi: uno riguarda la fine di Mattia Maddalena…
13-10-2008 – Fonte: Liberazione Animale

A Cercello, nel beneventano, si sono consumati due drammi: uno riguarda la fine di Mattia Maddalena. Un bambino descritto da tutti come fiducioso nella vita, allegro e pieno di speranze per l’avvenire.
L’altro dramma è quello della strage di animali seguita al tristissimo episodio.
Se una considerazione tristissima può essere fatta, riguarda la inadempienza delle autorità locali rispetto all’applicazione delle leggi per il controllo del randagismo.
Il fenomeno infatti non si elimina attraverso le “spedizioni” attualmente in corso sul territorio del beneventano, ma con il controllo delle presenze animali, usando le risorse che da anni la legge pone a disposizione delle istituzioni.
L’ispezione disposta dal ministero della Salute per accertare comportamenti ed eventuali inadempienze potrà contribuire a far luce sulle cause che hanno determinato quanto è accaduto. Certo non restituirà Mattia ai suoi genitori, alla sua famiglia, al maremmano di casa che lo ha vegliato dopo la tragedia.
Come spesso accade, certa stampa – per fortuna non tutta – ha dato fondo al repertorio a tinte fortissime descrivendo situazioni poi smentite dai risultati autoptici sul corpo di Mattia.
Anche a questi toni esasperati si deve l’apertura di vere e proprie battute e spedizioni punitive contro animali colpevoli solo di essere stati abbandonati da padroni infami.
Dalle indagini in corso emerge un altro dato inquietante che, se confermato, potrebbe spiegare le cause della tragedia.
Nel beneventano, infatti, sono state segnalate situazioni di combattimenti clandestini di cani con conseguente addestramento di povere bestie incolpevoli, all’attacco per difendere la propria vita. Se ad assalire Mattia fosse stato, come le prime risultanze lasciano immaginare, un cane sfuggito al circuito dei combattimenti, ancora una volta la responsabilità sarebbe da attribuire a delinquenti umani. I cani diventano pericolosi solo se l’uomo li vuole rendere tali.
Questo convincimento è confermato da tutti coloro che si avvicinano al problema senza pregiudiziali ideologiche; veterinari e medici comportamentisti confermano quanto la natura etologica del cane possa essere modificata solo dalla volontà crudele di alcuni inqualificabili esseri umani.

Carla Rocchi
presidente nazionale dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa)
Fonte:
Liberazione Animale

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