LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Animali e tribunali…2 leggi per i cani!

Posted by lidafirenze su 12 ottobre, 2008

ANIMALI: A PADOVA NASCE TRIBUNALE PER CANI E GATTI DOMESTICI
(ANSA) – VENEZIA, 9 OTT – Apre anche a Padova il tribunale degli animali di Aidaa, la prima camera di conciliazione gestita direttamente da avvocati e giudici onorari e di pace che ha come scopo primario il benessere degli animali.
Al tribunale degli animali di Padova che aprirà i battenti alla fine del mese di ottobre, possono rivolgersi tutte quelle persone che hanno delle questioni e dei casi da sottoporre dove sono coinvolti gli animali (esclusi ovviamente i casi di materia penale) sia per questioni di natura condominiale, che di convivenza con persone o familiari che non sopportano gli animali, o per segnalare casi limite di maltrattamenti di animali. Il ricorso al tribunale – informa una nota – è gratuito e si può ricorrere semplicemente inviando una email all’indirizzo di posta elettronica. La causa sarà presa in carico da uno dei legali del tribunale medesimo e sarà istruita passando prima dalla possibilità di una transazione stragiudiziale, arrivando laddove possibile ad un’accordo bonario. Se ciò non fosse possibile si arriverà alla camera di conciliazione arbitrale, dove oltre alla presenza tra le parti vi sarà anche la presenza di un avvocato degli animali, che avrà lo scopo di tutelare il loro benessere. (ANSA).

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Cani e gatti in condominio
Molte persone che avvertono l’esigenza di vivere con un amico a quattro zampe o già vi convivono devono affrontare il problema dei regolamenti condominiali che proibiscono la presenza di animali. In realtà sono numerose le sentenze che sanciscono a chiare lettere che nessun regolamento o assemblea condominiale può limitare il diritto di proprietà e che quindi non è possibile impedire in alcun modo di tenere animali in condominio. La legge. La sentenza del 24-3-1972 n. 899 della Sezione II della Corte di Cassazione testualmente recita: «È inesistente il divieto giuridico di tenere cani in condominio. Il regolamento condominiale che contenga una norma contraria è limitativo del diritto di proprietà, quindi giuridicamente nullo. L’assemblea condominale non può deliberarlo». Da segnalare anche le due sentenze emesse da un pretore di Torino e da uno di Milano i quali hanno assolto dalle loro presunte colpe due proprietari di cani e in entrambi i casi hanno condannato i proprietari degli stabili alle spese giuridiche, sentenziando inoltre che: «i cani e gli altri animali domestici fanno parte delle affettività familiari». I divieti. Un’altra importante sentenza è quella relativa a un procedimento dinanzi al giudice di Parma, il quale ha stabilito che in un condominio l’assemblea dei condomini non può, anche con il voto di maggioranza, imporre il divieto di tenere animali. Ciascuno può avere accanto a sé un animale per amico e nessun regolamento di condominio può considerarsi valido se contiene una norma restrittiva in questo senso. I diritti. Chi dovesse trovarsi in questa spiacevole situazione deve far valere i suoi diritti e deve sapere che anche se il suo animale rischia il pericolo di essere allontanato per il disturbo della quiete pubblica i motivi della protesta dei vicini vanno dimostrati e vagliati caso per caso, per decidere se i rumori superino il livello di normale tollerabilità. Una sentenza del pretore di Campobasso del 1990 stabilisce che è necessario l’accertamento dell’effettivo pregiudizio recato alla collettività dei condomini sotto il profilo dell’igiene e della quiete, non essendo sufficiente il semplice possesso degli animali. L’abbaio. C’è poi la sentenza della Cassazione n.1394 del 6-3-2000: «Se il cane abbaia non è disturbo della quiete. Se il cane non disturba una pluralità di persone ma solo il vicino “il fatto non sussiste”. Perché vi sia reato “è necessario che i rumori siano obiettivamente idonei a incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone». La scelta. Naturalmente nella scelta dell’animale con cui dividere i nostri giorni dobbiamo avere molto buon senso escludendo tutti gli animali che più soffrono la privazione della libertà, orientandoci verso animali di cui sia possibile soddisfare i bisogni e rispettare le caratteristiche etologiche.

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Un altro interessate articolo redatto da Alexa Capra, che pone giustamente l’attenzione e ci invita a riflettere su come certe proposte di legge, se viste dalla parte del cane, lasciano ampio margine di dubbio …

Questo il link dove potete trovare l’articolo:
http://www.waggingweb.com/index.php?option=com_content&view=article&id=97:cane-grande-taglia&catid=37:educazione&Itemid=57

LIVELLI DI FORZA

Secondo una recente proposta di legge sarebbe possibile adottare un cane di una certa taglia solo se si pesa abbastanza da garantire di poterlo controllare
fisicamente. Se pesate 50 kg, scordatevi un San Bernardo… Ma è davvero una questione di chilogrammi?

Una questione di chili

Anche se può sembrare banale, in parte lo è. Mi sono sempre chiesta se chi adotta cani di taglia gigante ha una vaga idea di come riuscire a gestire il cane se si fa male, se deve essere sollevato fisicamente, o se il cane decide di fare di testa propria. Il problema è che quando lo comprate,  il cane è relativamente piccolo. Un cucciolo, anche se di taglia gigante, non preoccupa, di sicuro non fa paura.
Adottarlo da cucciolo ci da la sicurezza di poterlo crescere bene, e di averne controllo prima che sia cresciuto in tutta la sua imponenza. Pesare più del cane, anche molto più del cane,  rende più facile averne controllo, per il semplice motivo che siamo più forti di lui. Ma i problemi e gli incidenti non avvengono nel momento in cui abbiamo controllo fisico del cane. I problemi e gli incidenti avvengono quando non abbiamo un controllo sociale del cane.

Una questione di personalità.

Se pesate 50 kg  e sognate un San Bernardo, che possibilità avete di riuscire a controllarlo quando sarà adulto? Nella risposta confluiscono diversi elementi:  il vostro stile di vita, dove vivrete insieme al cane, la vostra esperienza o la vostra disponibilità a seguire un corso di educazione, la presenza di altre persone o altri animali…  Ma, se volete sapere qual è probabilmente il più importante, è la personalità. La vostra personalità e quella del cane. Ciò che rende impegnativo un cane non è la sua taglia, è la sua personalità. La razza può avere una influenza, ma alla fine ciò che veramente fa la differenza è il carattere. Anche all’interno della stessa razza potete trovare soggetti docili e arrendevoli, e soggetti prepotenti o aggressivi. Dei miei due malinois di linee da lavoro, la femmina è molto più impegnativa del maschio,  a parità di peso, di razza, di selezione, e con una differenza di soli due anni di età.

Livelli di forza

Quando valuto un cane, uno dei parametri che mi interessa misurare sono i caratteriale. Per capire quanto è forte un cane, lo osservo interagire con altri cani, e valuto il limite superiore. Quando due cani si incontrano, definiscono il rispettivo livello di forza. Conoscere la personalità di uno dei due, vi permette di capire meglio quando è forte l’altro.
Il tutto avviene in modo del tutto incruento. Se il cane che sto valutando manca di competenze sociali, o è aggressivo, la valutazione avviene in presenza di una barriera (la rete). Il livello di forza si definisce attraverso una sottile comunicazione basata su segnali fisici, movimenti, posture, strategie. La valutazione riguarda anche la forza del cane rispetto alle persone. Osservare le interazioni con il proprietario può dare molte informazioni, ma a volte è necessario fare dei piccoli test. L’obiettivo non è mai imporsi sul cane, ma capire la sua personalità.

Dalla parte del cane

La proposta di legge è introdurre un vincolo all’adozione di cani, vincolo basato sul rapporto di peso. Questo significa che se pesate 50 kg e non avete esperienza con i cani, potete adottare qualunque cane purché sia di taglia media o piccola. In pratica, potete fare esperienza con un cane meno impegnativo, limitando i possibili rischi derivati dalla convivenza. La mia domanda è: e il cane? Riuscire a controllare con la forza un cane può ridurre i rischi che il cane sia un problema per gli altri, ma in che modo tutela il cane dagli errori dei proprietari? Prendete un barboncino e fate pure tutti gli errori possibili nella sua educazione e nella sua gestione, basta che quando siete in passeggiata non vi butti a terra se tira al guinzaglio. Non so a voi, ma a me sfugge il valore educativo del provvedimento…

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