LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Comunicati sulla vicenda del bimbo aggredito da un cane o altro animale

Posted by lidafirenze su 7 ottobre, 2008

CANE UCCIDE BIMBO:MARTINI,SUBITO ISPEZIONE,NORME INAPPLICATE

(ANSA1) – ROMA, 5 OTT – Partira’ subito un’ispezione degli uffici veterinari del ministro del Welfare per comprendere cosa e’ avvenuto e se ci sono responsabilita’ nella vicenda che ha portato alla morte un bambino di nove anni aggredito da un cane, si presume, randagio.
‘Esiste una responsabilita’ dei sindaci che debbono applicare le norme esistenti contro il randagismo, come l’obbligo di chip per tutti gli animali e le disposizioni sui canili sanitari’: il sottosegretario con delega alla Salute Francesca Martini, si dice ‘colpita’ ed ‘indignata’ per la vicenda.
‘Sono senza parole e vicinissima alla famiglia. Faremo partire subito una ispezione veterinaria – ha detto Martini – ma colpisce il livello di grave degrado in certe zone del centro e del sud dove il randagismo e’ cosi’ esteso’.
Il sottosegretario ha confermato l’arrivo di nuova ordinanza sui cani pericolosi in corso di stesura, ribadendo che la black-list delle razze pericolose ‘non ci sara”.
‘Vorrei che non ci fosse alcuna polemica sulle liste di razze pericolose, che da punto di vista scientifico non esistono – ha detto all’Ansa – e che non hanno niente a che vedere con questa vicenda’. (ANSA).

CANE UCCIDE BIMBO:600 MILA RANDAGI E NORME INAPPLICATE/ANSA

MARTINI, CON ORDINANZA OBBLIGO CHIP E RESPONSABILITA’ SINDACI (ANSA2) – ROMA, 5 OTT – Sono circa 600 mila cani di ‘strada’, di cui solo un terzo ospitati nei canili rifugio, e sarebbero 1.650 i comuni italiani fuorilegge che non hanno un canile comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall’Asl o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati e randagi. I dati dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa), conferma quanto il sottosegretario con delega alla Salute Francesca Martini, denuncia. ‘Le norme contro il randagismo non sono applicate’ ha detto commentando la notizia della morte del bambino aggredito da un cane che si presume randagio, annunciando una indagine dei servizi veterinari del ministero su quanto accaduto. Ma Martini parla con chiarezza di ‘degrado’ e di responsabilita’ dei sindaci.
Sempre secondo un rapporto dell’Aida sono infatti oltre 1.200 i comuni che non dispongono di un servizio di cattura dei cani randagi. Le maggiori irregolarita’ riguardano la Sicilia, la Campania e l’ Abruzzo. Solo nei mesi luglio e agosto sarebbero stati abbandonati abbandonati qualcosa come 11.500 cani e di questi solo un terzo sono entrati nei canili italiani. Lo scorso agosto e’ stata emanata una ordinanza che contiene una serie di misure proprio per prevenire abbandoni e randagismo.
– APPLICAZIONE MICROCHIP: essendo un atto medico, deve essere effettuata dai veterinari pubblici competenti per territorio o da veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale. Contestualmente all’applicazione del microchip i veterinari devono effettuare la registrazione nell’anagrafe canina dei soggetti identificati. Il certificato di iscrizione deve accompagnare il cane in tutti i trasferimenti di proprieta’.
– DIVIETI VENDITA: riguarda i cuccioli di eta’ inferiore ai due mesi o i cani non identificati o registrati. A due mesi scatta infatti l’obbligo di inserire il microchip elettronico – COMUNI: questi devono identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e i sindaci sono responsabili dell’osservanza di tali procedure. Per effettuare controlli di prevenzione del randagismo devono dotare la propria Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip ISO compatibile.
– PRODUZIONE MICROCHIP: questi possono essere prodotti e commercializzati unicamente da soggetti registrati presso il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, dove viene assegnata una serie numerica di codici identificativi elettronici. I produttori e i distributori devono garantire la rintracciabilita’ dei lotti dei microchip venduti.
(ANSA).

Randagismo, un esercito di 600mila cani. Due terzi dei quali a zonzo per il Paese

La tragedia di Mattia Maddalena, sbranato da un randagio, fa emergere in tutta la sua drammaticità il problema dei ”cani vaganti’. Troppi Comuni fuorilegge e troppi abbandoni
Quali sanzioni per chi li abbandona?
L’abbandono è punito con la reclusione fino a un anno o con un’ammenda
Non ci sono più dubbi: gli esami esterni confermano che il piccolo Mattia Maddalena è stato ucciso da uno, o probabilmente più cani. Il bimbo di 9 anni è stato trovato morto dal padre, a pochi metri dal cortile di casa, nella contrada Campanaro, a Circello di Benevento.

La caccia al killer che ha sbranato il bambino è in corso: le indagini della Asl e dei Carabinieri si stanno concentrando sui cani randagi che vagano nella zona, mentre sembra esclusa l’ipotesi che il responsabile della tragedia sia il pastore maremmano della famiglia.

Il dramma porta sotto i riflettori il problema del randagismo e dell’abbandono di cani in Italia, un reato che si perpetra al ritmo di un amico a quattro zampe ‘scaricato’ ogni 3 minuti, 20 ogni ora e 400 ogni giorno… (fonte Lav su dati anno 2006).
Le cifre del fenomeno sono allarmanti, secondo l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa), si parla di circa 600 mila cani di “strada” nel nostro paese, di cui solo un terzo sarebbe ospitata nei canili rifugio.
Le pene previste dalla legge 281 del 1991 per la tutela e il benessere animale e le puntuali campagne contro l’abbandono attivate nei mesi estivi non sono sufficienti a contenere il fenomeno. Anche i Comuni, spesso, sono fuori legge.
La normativa obbliga infatti ogni municipalità a prelevare i cani abbandonati e a curarli vietandone la soppressione. L’abbandono è invece punito con la reclusione fino a un anno o con l’ammenda da mille a 10 mila euro.
Sempre secondo un rapporto dell’Aidaa sarebbero infatti 1.650 i Comuni italiani che non hanno un canile comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall’Asl o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati. E oltre 1.200 quelli che non dispongono di un servizio di cattura dei cani randagi. Le maggiori irregolarità riguardano la Sicilia, la Campania e l’ Abruzzo.

Solo nei mesi luglio e agosto sarebbero stati abbandonati qualcosa come 11.500 cani e di questi si calcola che siano entrati nei canili italiani circa 3500 unità.
E i restanti due terzi? Il destino di coloro che sopravvivono è spesso quello di andare a ingrossare le fila delle numerose mute di randagi che vagano per le campagne e le periferie delle città, con conseguenze talora funeste: gli animali si inselvatichiscono (al punto, in certi casi, di ibridazzarsi con i lupi), assalgono greggi, causano incidenti stradali e, nel peggiore dei casi, possono diventare responsabili di aggressioni come quella che ha ucciso il piccolo Mattia.

Annunci

Sorry, the comment form is closed at this time.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: