LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Accaduto a Benevento

Posted by lidafirenze su 6 ottobre, 2008

… e ora scatterà la caccia al randagio, con le conseguenze che noi volontari
già ben conosciamo …
Desi

http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=739&ID_sezione=339&sezione=News

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Di sotto l’articolo che riporta la notizia di questi giorni…
Sono basito da tanta ignoranza, dai giornalisti che pur di fare notizia scrivono con tanta ferocia.
Non si riesce ancora a capire che in primo luogo la colpa è dei comuni, dei sindaci che non sterilizzano gli animali, che non controllano, che non prevengono…sembra retorica dare la colpa alle istituzioni ma non è così.
La colpa è davvero loro, basterebbe così poco per evitare certe brutte situazioni…Adesso il piccolo è morto e sarà caccia grossa ai tanti randagi del posto… Poi passerà il boom e tutto tornerà alla normalità fino a quando succederà qualcosa di simile… come si fa ad andare avanti così?
EMILIANO

Il primo esame medico sul bimbo di 9 anni conferma i sospetti. Catturati alcuni randagi. Uno zio esclude il maremmano di casa: “Stava lì a guardare e poi guardava il papà”. Benevento, è caccia al cane killer. “Matteo ucciso da uno o più animali”. Un parente: “Il padre lavorava con un motosega e non ha sentito le grida”

CIRCELLO (Benevento) – Un quadratino di terra recintato con del nastro bianco e rosso. Sulle colline di Circello, in provincia di Benevento, è l’ultima testimonianza della tragedia che ha colpito una famiglia e un’intera comunità. E’ lì che ieri sera il piccolo Mattia Maddalena, di nove anni, è stato ritrovato dissanguato dopo essere stato azzannato da uno o più cani. Gli esami effettuati sul corpo del piccolo hanno confermato che le ferite da morsi riportate al capo, sul collo, all’addome e alle gambe, oltre ai numerosi graffi, sono frutto di un’aggressione a opera di uno o più animali.

Il dramma si è consumato a pochi metri dalla casa-azienda agricola del papà Maurizio. Per ora rimane il mistero se il bimbo sia stato vittima di cani randagi o del pastore maremmano di proprietà della sua famiglia. Anche se quest’ultima ipotesi è decisamente scartata da uno zio del piccolo. Giuseppe Maddalena, fratello del padre, racconta che è stato proprio il maremmano di quattro anni a richiamare l’attenzione su quanto accaduto: “Stava lì a guardare e poi si voltava verso il papà come a dire ‘guarda che è successo’. Non può essere stato lui, certamente è opera di randagi”. Secondo la testimonianza di un altro zio, il cane avrebbe anche cercato di scuotere con il muso il corpo senza vita del bambino. Inoltre l’animale non presentava alcuna traccia di sangue.

Nei prossimi giorni il servizio veterinario della Asl di Benevento eseguirà analisi su una decina di cani randagi sequestrati nel raggio di un chilometro intorno all’abitazione e sul maremmano di proprietà della famiglia per cercare di risalire all’esemplare responsabile dell’aggressione. Anche se dai primi rilievi sembra che nessuno dei randagi sequestrati avrebbe ucciso il piccolo e non si escludono altre ipotesi legate alla presenza di lupi e cinghiali nella zona. Ecco perché la caccia prosegue ad ampio raggio.

Amici e parenti, intanto, si interrogano dinanzi ad una tragedia che ha dell’incredibile e dove anche la fatalità ha giocato un ruolo: il padre di Mattia, infatti, in quel momento era impegnato con un motosega e indossava le cuffie antirumore. “Perciò – come racconta lo zio Giuseppe – non ha sentito le grida del bimbo”.

Il giorno dopo, in questo angolo di quiete, a pochi chilometri da un’oasi del Wwf, è stato il momento del cordoglio e dell’incredulità con una processione di persone che ha reso visita ai familiari. Tra gli altri anche il parroco di Circello, don Antonio Cerrone, e le maestre della scuola elementare, dove Mattia frequentava la quinta, hanno confortato i genitori e le due sorelle, Roberta e Miriam.

“Un bambino dolcissimo – ricorda lo zio Walter – molto legato al papà, che aiutava nella sua attività di commerciante di bestiame, seguendolo dappertutto. Un bimbo che amava sia la vita dei campi che andare a scuola”. Una vera e propria passione, quella per la vita di campagna, costata a Mattia un problema serio già quattro anni fa quando, cadendo da un trattore, aveva rischiato di morire. Una passione cui si accompagnava quella per i cani e in particolare per il suo amato maremmano.

Una domenica di dolore anche per i fedeli riuniti a messa nella parrocchia della SS. Annunziata. Don Antonio conosceva Mattia fin dalla nascita: “Ne ricordo il battesimo – dice – il 1 maggio 1999. Eravamo alla vigilia della beatificazione di Padre Pio e perciò gli fu imposto il nome di Antonio Pio Mattia. Un bambino gioioso, tranquillo, sempre accanto ai genitori. Per me non è morto solo un bimbo, è morto un figlio”.

Martedì l’autopsia potrà chiarire meglio le cause della morte mentre il ministero del Welfare ha disposto un’ispezione per comprendere cosa è avvenuto e se ci siano responsabilità.

(5 ottobre 2008)

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