LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Archivio per la categoria ‘pellicce’

Voci e volti della Manifestazione contro l’industria delle pellicce – Firenze 12 Dicembre 2010

Pubblicato da lidafirenze su 13 dicembre, 2010

Pubblicato in: Eventi, iniziative importanti, pellicce | Lascia un commento »

Domenica 12 dicembre: MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO L’INDUSTRIA DELLA PELLICCIA

Pubblicato da lidafirenze su 11 dicembre, 2010

Domenica 12 Dicembre – Firenze – ore 15.00, ritrovo in Piazza della Repubblica
Proietteremo tramite Maxi Schermo (12mq) la realtà sull’industria della pelliccia.

Ogni anno il consumismo chiede il suo tributo di corpi, sotto la guida del mercato, e del mito dell’apparenza.
A pagarne le conseguenze maggiori sono i piu’ indifesi. I primi fra loro sono gli Animali. In milioni ogni anno vengono massacrati per il loro prezioso manto.
Contrari ad ogni discriminazione fondata sulla razza, sul sesso o sulla specie, abbiamo indetto una manifestazione nazionale contro l’industria delle pellicce. Questa lotta fa parte di una lotta piu’ ampia contro le logiche di sfruttamento di tutti gli esseri viventi.
Riteniamo inaccettabile concepire come mera risorsa economica chiunque sia senziente, dunque un soggetto e non un oggetto. Parallelamente, reputando impossibile e incoerente una giustizia separata fra tutti coloro che abitano la terra, i movimenti aderenti rifiutano ogni forma di fascismo e totalitarismo e ogni forma di discriminazione di qualunque provenienza ideologica, verso animali umani e non umani. Gli organizzatori precisano che la manifestazione dovrà essere pacifica e non violenta invitando a desistere dalla partecipazione chi volesse portare all’interno della stessa, slogan o atteggiamenti contrari a tale spirito.
Convinti che l’informazione sia un diritto di tutti, nonché l’unica base legittima per operare una scelta, abbiamo deciso di organizzare delle proiezioni di sensibilizzazione su un maxischermo di 12 mq. Invitiamo tutti coloro che si riconoscono in questi principi, a prendere parte all’evento.

ADERISCONO: ANIMALISTI ITALIANI Onlus, ANIMALS ASIA FOUNDATION, A.P.A.S. – Associazione Protezione Animali Sanmarinese, A.P.D.A. Torino – Associazione per i Diritti degli Animali, A.S.A.V. Associazione Salvezza Animali Versilia Onlus, A.V.A. – Associazione Vegetariani Animalisti Onlus, A.VA.P.A. – Associazione Protezione Animali della Valle d’Aosta Onlus, CAMPAGNE PER GLI ANIMALI, CEDA – Comitato Europeo Difesa Animali Onlus, GUIDA VERDE S.O.S. ANIMALI, LAMENTO RUMENO, LAVERABESTIA.ORG, L.I.D.A. – Lega Italia dei Diritti dell’Animale Onlus, LO SCUDO DI PAN Onlus, MOVIMENTO ANTISPECISTA, MOVIMENTO NAZIONALE UNA, NO ALLA CACCIA APS, O.I.P.A. – Organizzazione Internazionale Protezione Animali Onlus, PRO ANIMALS Onlus, PROGETTO VIVERE VEGAN Onlus, VALLEVEGAN, VEGETALIANA, WWF Firenze – Aderiscono anche i Verdi della Toscana e Sinistra Ecologia e Libertà

Pubblicato in: Eventi, iniziative importanti, pellicce | Lascia un commento »

Firenze, domenica 12 dicembre: Manifestazione nazionale contro le pellicce

Pubblicato da lidafirenze su 11 dicembre, 2010

Pubblicato in: Eventi, iniziative importanti, pellicce | Lascia un commento »

In piazza contro le pellicce animalisti in corteo a Firenze

Pubblicato da lidafirenze su 11 dicembre, 2010

[da Repubblica.it] Domenica prossima alle 15 da piazza della Repubblica la sfilata, hanno aderito decine di sigle.
Dai Verdi al Wwf alla Lida. La manifestazione attraverserà le principali vie dello shopping natalizio.

In piazza contro le pellicce. Domenica prossima 12 dicembre a Firenze – con ritrovo alle ore 15.00 in Piazza della Repubblica – si terrà un corteo nazionale delle principali associazioni animaliste ed ambientaliste italiane. Durante il corteo, che attraverserà le principali strade dello shopping fiorentino, saranno proiettati su un maxi schermo documentari sulla realtà dell’industria della pelliccia.

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: iniziative importanti, pellicce | Lascia un commento »

Firenze, domenica 12 dicembre: Manifestazione nazionale contro le pellicce

Pubblicato da lidafirenze su 24 novembre, 2010

Proiezioni video e immagini su maxi schermo. Nessuno potrà più dire “IO NON LO SAPEVO”

Corteo per le vie del centro fiorentino, sfilando davanti a vari negozi con capi in pelliccia

Concentramento in piazza della Repubblica alle ore 15.00

BUS PER IL 12 DICEMBRE A FIRENZE

ROMA Piero Liberati di ValleVegan: 329 4955244 rigarestorto@gmail.com

GENOVA Marina Rapisarda: 333 8741071 vulcanomarino@libero.it

S. MARINO-BOLOGNA-RIMINI Paolo: 335 5203696 rimini12dicembre@gmail.com

NAPOLI/CASERTA Mimmo: 334 1142919 mentechemente@gmail.com

GROSSETO Paolo: (su facebook: technoterra grosseto) 3281544997 lu___pa@alice.it

IVREA/TORINO Jlenia: ivreacontrolavivisezione@yahoo.it

ADERISCONO: ANIMALISTI ITALIANI Onlus – ANIMALS ASIA FOUNDATION – A.P.A.S. – Associazione Protezione Animali Sanmarinese – A.P.D.A. Torino Associazione per i Diritti degli Animali – A.S.A.V. Associazione Salvezza Animali Versilia Onlus – A.V.A. – Associazione Vegetariani Animalisti Onlus – A.VA.P.A. – Associazione Protezione Animali della Valle d’Aosta Onlus – CAMPAGNE PER GLI ANIMALI – CEDA – Comitato Europeo Difesa Animali Onlus – GUIDA VERDE S.O.S. ANIMALI – LAMENTO RUMENO – LAVERABESTIA.ORG – L.I.D.A. – Lega Italia dei Diritti dell’Animale Onlus – LO SCUDO DI PAN Onlus – MOVIMENTO ANTISPECISTA – MOVIMENTO NAZIONALE UNA – NO ALLA CACCIA APS – O.I.P.A. Organizzazione Internazionale Protezione Animali Onlus – PRO ANIMALS Onlus – PROGETTO VIVERE VEGAN Onlus – VALLEVEGAN – VEGETALIANA – WWF Firenze

Aderiscono anche Verdi della Toscana e Sinistra Ecologia e Libertà

Pubblicato in: Eventi, iniziative importanti, pellicce | Lascia un commento »

LAV, AL VIA NUOVE SANZIONI SU PELLICCE CANI E GATTI

Pubblicato da lidafirenze su 2 aprile, 2010

(ANSA – 01/04/2010) ROMA – Nuove sanzioni in arrivo per chi importa, esporta o commercializza pellicce di cani e gatti. La Lav, in una nota annuncia che oggi entra in vigore il decreto legge in materia di ”disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni comunitarie che vietano la commercializzazione, l’importazione nella Comunita’ e l’esportazione fuori della Comunita’ di pellicce di cane e di gatto e di prodotti che le contengono”.

Il Governo italiano, recependo la direttiva comunitaria, ha introdotto una pena specifica per chi esporta questi prodotti.

”Chi, privato cittadino o azienda – si legge nella nota della Lav – dovesse essere coinvolto in tali attivita’ sara’ punito con l’arresto da tre mesi ad un anno o con l’ammenda da 5mila a 100mila euro, oltre alla confisca e distruzione del materiale a proprie spese”.

La norma italiana, inoltre, adegua le denominazioni precedentemente utilizzate per identificare le specie animali, sostituendo le parole ‘canis familiaris’ con ‘canis lupus familiaris’ (scientificamente corretta) e ‘felis catus’ con ‘felis silvestris’, sostituzione questa particolarmente significativa poiche’ comprende numerose sottospecie.

”E’ il momento di adottare un adeguato piano di controlli per stroncare il commercio di pellicce di cani e gatti – ha detto Simone Pavesi, responsabile Lav settore pellicce – . Servono subito ispezioni su pellicce e abiti confezionati con inserti in pelliccia, provenienti in particolare da quei Paesi, come la Cina, che abitualmente usano pellicce di cani e gatti”.

Pubblicato in: leggi e sentenze, pellicce | 1 Commento »

FORESTALE SEQUESTRA 300 PELLICCE PROCIONE DA CINA

Pubblicato da lidafirenze su 27 marzo, 2010

(ANSA) – ROMA, 26 MAR – Oltre 300 capi d’abbigliamento prodotti con la pelliccia di orsetti lavatori importata illegalmente dalla Cina sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato durante un’operazione coordinata dalla Sezione Investigativa Cites (la Convenzione sul controllo del commercio internazionale delle specie animali e vegetali selvatiche minacciate di estinzione) di Roma. Gli agenti del Servizio Cites di Pescara del CfS, nel corso di un controllo presso un’azienda di Citta’ Sant’Angelo (Pescara), hanno scoperto che le pellicce di ”Procyon lotor” (procione o orsetto lavatore) utilizzate per il confezionamento di piu’ di 100 capi d’abbigliamento, poi sequestrati, erano stati importati dalla Cina ed erano completamente sprovvisti della documentazione necessaria per accertarne la provenienza legale. In seguito alle irregolarita’ riscontrate nella ditta pescarese, sono scattati i controlli anche nella sede legale della societa’ a Lucera (Foggia). Qui gli agenti del Servizio Cites di Bari hanno sequestrato altri 230 capi d’abbigliamento, anch’essi privi di documentazione e sempre confezionati con pellicce di procione provenienti dalla Cina. I titolari dell’azienda sono stati denunciati per introduzione sul territorio nazionale di pellicce non prodotte nel rispetto delle normative comunitarie e rischiano ora fino ad un anno di carcere. I capi, destinati al commercio al dettaglio, avrebbero fruttato sul mercato oltre 30.000 euro.

Pubblicato in: notizie, pellicce | Lascia un commento »

ETICHETTE LEGALIZZATE ECCO PERCHE’

Pubblicato da lidafirenze su 31 marzo, 2009

Anche se in Europa non esiste ancora l’obbligo di etichettatura per gli inserti di pelliccia e le informazioni riportate sulle etichette (se presenti) sono del tutto arbitrarie, c’è la tendenza sempre maggiore da parte del settore ad incoraggiare l’etichettatura volontaria dei capi in vendita.

Perchè?

Perchè i commercianti di pellicce stanno cercando in tutti i modi di proporre la pelliccia come un capo naturale, ecologico, di qualità e soprattutto “innocente”, cercando di recuperare acquirenti. Al di là del fatto che NESSUNA PELLICCIA E’ INNOCENTE, si tratta di etichette fatte appositamente per ingannare in modo subdolo i consumatori con paroloni che non sono altro che aria fritta ed impedire loro di vedere la realtà. Esaminiamo alcune di queste etichette, tra l’altro rinvenute su capi con le firme più prestigiose, alcuni dei quali in vendita in rinomati negozi e “boutiques”:

Testo dell’etichetta:

“In questo capo la pelliccia usata proviene da animale non domestico conforme alla convenzione di Washington sottoscritta il 3.03.73, emanata a Bonn il 22.06.79″

COMMENTO:

Questa etichetta proviene da una giacca a vento sportiva con cappuccio ornato in pelliccia. Da un esame esperto è risultata essere pelliccia di cane-procione orientale, verosimilmente della specie Nyctereutes procyonoides, uno dei canidi più allevati in Cina per la pelliccia, classificato “non domestico” ed erroneamente chiamato “procione” o “tasso giapponese”. Precisamente si tratta di quegli animali che si vedono nel filmato in homepage e che vengono sbattuti violentemente a terra e poi scuoiati vivi… ma di questo alla convenzione di Washington (CITES) , che si occupa del commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche in via di estinzione e protette, non importa nulla. Quindi questa etichetta non dice assolutamente NULLA di di nuovo più di quello che si sa già, cioè che il crimine è pienamente legalizzato.

Andiamo avanti…Testo etichetta:

“Questo indumento è realizzato anche con pelliccia vera che non proviene da animali della specie protetta dalla dichiarazione di Washington. Legge 874 del 19/12/1987 e successive integrazioni.”

“La pelliccia di questo capo proviene esclusivamente da allevamenti debitamente autorizzati e certificati, e gli animali non appartengono alla lista delle specie protette stabilita dalla convenzione di Washington.”

COMMENTI: etichette provenienti da giacche a vento che riportano anche l’etichetta con la dicitura “made in China”, anzi, per essere precisi made in P.R.C. (ovvero Popular Republic of China – Repubblica Popolare Cinese). La convenzione di Washington, come spiegato sopra, si preoccupa soltanto che non indossiate pellicce di Lontra dalle guance bianche del Camerun, di Istrice crestata dell’Africa del Nord , di Gatto dai piedi neri (se però ha i piedi bianchi lo si può massacrare), di Puma della Florida o di Panda Minore… tanto per nominare alcune specie presenti nell’ elenco stabilito dalla convenzione. Della serie, la scoperta dell’acqua calda. Gli allevamenti “debitamente autorizzati e certificati”?

Etichetta
(…) “Per la preparazione delle pelli da pelliccia usate nella manifattura dei nostri prodotti non sono stati usati grassi e olii di balene o altri cetacei”

COMMENTO: …ci mancherebbe altro. Sono stati usati soltanto procioni scuoiati vivi e volpi folgorate dalla corrente elettrica.

(…) “Dichiariamo inoltre che trattasi di PELLI di allevamento e che non sono state usate come materie prime, pelli di cani e gatti”

COMMENTO: Ora non si allevano più animali, esseri viventi, si allevano PELLI… meglio non nominare la parola “animali” perchè qualcuno potrebbe addirittura pensare che quelle pellicce derivino da esseri che una volta erano vivi e che sono stati assassinati appositamente per confezionare il nostro caldo indumento. Ci si guarda bene dal presentare all’acquirente l’immagine dell’animale come essere vivente, che non deve venir assolutamente associato alla pelliccia. Ipocrisia allo stato puro. In quanto alle pelli di cani e gatti, sfidiamo i venditori a testare una per una intere partite di pelli provenienti da paesi di tutto il mondo, importate e ri-esportate, conciate e colorate; se si tratta di pelli di cani o gatti non lo sapremo mai (né chi vende né tanto meno chi acquista)…e poi, cambierebbe qualcosa?

ANIMALI NON DOMESTICI. Una lince ed una volpe, sono animali “non domestici” usati moltissimo per confezionare pellicce. Che senso hanno queste distinzioni? Che senso ha che i pellicciai affermino con orgoglio di non utilizzare pelli provenienti da “animale domestico” e che lo scrivano anche sulle etichette? Un animale deve essere per forza domestico e simpatico perchè non gli venga strappata la pelliccia?!?

CINA: IL MASSACRO DEI CANI SCUOIATI VIVI *** STOP SKINNING DOGS ALIVE IN CHINA.

Pubblicato in: pellicce | 1 Commento »

APER DENUNCIA: ALLARME PELLICCE, OCCHIO ALLE ETICHETTE TRUFFALDINE!

Pubblicato da lidafirenze su 17 febbraio, 2009

Modena, 14 novembre 2008 *** L’Associazione Animali Persi e Ritrovati ha pubblicato sul suo blog http://animalipersieritrovati.blogspot.com/ una lettera allarmante pervenuta da una commerciante attiva nel settore dell’abbigliamento. Stando alle dichiarazioni rilasciate da questa fonte certa, a breve saranno disponibili capi con inserti di pelliccia che riportano in etichetta la seguente dicitura: “Si garantisce che il pelo proviene da allevamenti di animali non domestici secondo la convenzione di Washington”.

La dicitura e’ doppiamente fuorviante perche’ in etichetta dovrebbe essere specificato esattamente il tipo di animale utilizzato per realizzare la pelliccia e perche’ la convenzione internazionale di Washington disciplina proprio il commercio delle specie animali e vegatali in via di estinzione al fine di salvaguardarne la tutela. La dicitura dell’etichetta non fa altro che dichiarare con un astuto gioco di parole che e’ stato fatto uso di animali selvatici che potrebbero essere invece protetti proprio dalla suddetta convenzione e la cui uccisione e’ quindi severissimamente vietata.

Preme ricordare che la legge 189/2004 vieta in Italia, oltre che l’uso di manufatti realizzati con le spoglie di animali selvatici protetti dalla suddetta convenzione internazionale, l’uso di pellicce di cane e gatto. Eventuali acquirenti commettono inoltre, secondo l’articolo 712 del codice penale, un reato per incauto acquisto.

Cosa fare in caso di dubbio: scattare una foto (anche mediante videofonino) al capo, all’etichetta, alla vetrina del negozio e presentare poi una denuncia scritta al Corpo Forestale dello Stato (numero tel. di emergenza: 1515). Non e’ necessario acquistare il capo! Bastano foto e denuncia per mettere le Forze dell’Ordine in condizione di intervenire. In alternativa la denuncia puo’ essere presentata a qualsiasi comando delle Forze dell’Ordine.

L’Associazione coglie l’occasione per ringraziare la Dott.ssa Esposito del NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) per l’aiuto e la consulenza prestati per il rilascio del presente Comunicato Stampa.

Il Team di Animali Persi e Ritrovati
www.animalipersieritrovati.org
www.aper.info

http://animalipersieritrovati.blogspot.com

Pubblicato in: pellicce | Lascia un commento »

Pellicce: le indossiamo inconsapevolmente

Pubblicato da lidafirenze su 4 febbraio, 2009

Dietro giacche, cappelli, guanti, borse, sciarpe, e accessori – anche a basso costo – ornati di pelo, si nascondono veri e propri intarsi di pellicce provenienti da animali appositamente scuoiati vivi. Volpi, procioni, cani e gatti. Spesso crediamo che nel nostro caso gli intarsi siano finti. Ma non è così.
GIOVANNA DI STEFANO – Oipa Roma

Il mercato delle pellicce, o meglio si dovrebbe parlare più specificamente del mercato degli inserti in pelliccia, le tipiche bordure di folto pelo che ornano i cappucci delle giacche, nasconde una realtà di un orrore inimmaginabile. Quasi nessuno comprerebbe più questi capi d’abbigliamento se conoscesse la loro vera origine: la sofferenza che nascondono è qualcosa di inaudito e proviene direttamente dalla Cina. Gli animali cosiddetti ‘da pelliccia’ quali volpi, procioni, conigli, ma anche cani e gatti (che in Cina non sono considerati animali d’affezione) vengono allevati in condizioni indescrivibili: tenuti in gabbie dove possono a malapena rigirasi, costantemente esposti a venti freddi per favorirne l’infoltimento del pelo, spesso impazziscono, arrivando anche ad automutilarsi, a causa della reclusione e della privazione dei più elementari bisogni etologici tipici della loro specie, quali la socializzazione e la territorialità. Questi animali dopo aver sofferto a lungo per la libertà negata vanno incontro ad una morte terribile. Prelevati dalle gabbie e sollevati per la coda con delle pinze, vengono portati nel luogo del massacro. Appesi ad un gancio, vivi e perfettamente coscienti, gli vengono amputate le zampe con un coltello, letteralmente segate; poi, con tutta calma, gli viene sollevata la pelle delle zampe posteriori e strappata violentemente dal corpo. Gli animali durante lo scuoiamento sono ancora vivi in quanto lo stordimento che viene praticato, sbattendoli a terra violentemente, non ha che un effetto momentaneo, per cui poi si risvegliano al momento della scuoiatura.Se questo non bastasse, l’animale, così completamente cosciente e privato della sua pelle, rimane in vita per altri 5 – 10 minuti… Questo avviene in Cina ed è stato documentato grazie all’Associazione Svizzera per la Protezione degli Animali e l’Associazione East International che hanno condotto nell’inverno del 2004/2005 la prima investigazione al mondo sulle condizioni di vita degli animali “da pelliccia” negli allevamenti cinesi, nelle principali province in cui è praticato questo tipo di allevamento (Shandong, Heilongjiang, Jilin, Hebei).Le riprese video di tali investigazioni sono disponibili sul web per chiunque abbia voglia di verificare con i propri occhi (www.peta.org, www.protezione-animali.com) ciò che è veramente difficile credere, ma che purtroppo è realtà.L’atrocità di un mercato che mette in atto simili barbarie a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia non è tuttavia così lontana come sembra. Al contrario, la ritroviamo in casa nostra: ogni volta che entriamo in un grande magazzino o in un negozio d’abbigliamento, nel reparto dei giacconi è purtroppo molto frequente trovare la serie di quelli con cappuccio impellicciato, dove quella pelliccia così soffice, calda, morbida, decisamente ‘carina’ per alcuni, non riesce proprio ad evocare, nella mente di chi non sa, nulla di sanguinoso o immorale. Anche perché, diciamolo, molti credono veramente che si tratti di pelliccia sintetica; invece quella pelliccia è vera, tanto quanto lo sono le sofferenze che hanno subito gli animali ai quali apparteneva, e che nessuno aveva diritto a strappargli.
Negli ultimi decenni il mercato della pelliccia in seguito alle campagne di sensibilizzazione promosse dalle varie associazioni animaliste, tra cui l’OIPA e la Lav, ha subito una fortissima battuta d’arresto andando incontro, alla fine degli anni ’80, ad una vera e propria crisi, registrando un vertiginoso calo (di oltre il 30%) delle vendite dei prodotti. A livello mondiale si è passati da una produzione di 48 milioni di animali nel 1988 a 31 milioni nel 1997, scesi ancora a 29 milioni nel 1999 [Fonte: Oslo Fur Auction]. Nel nostro Paese il numero di aziende complessivamente impiegate nel settore della pellicceria (allevamenti, case d’asta, conciatori, grossisti…) si è ridotto notevolmente, passando da oltre 6.000 unità nel 1991 a 3.752 nel 2002 (fonte:16° Osservatorio pellicceria italiana) anche se il dato più sorprendente è la progressiva e netta diminuzione degli allevamenti nel corso degli anni: dai 170 nel 1988 ai soli 50 nel 2002 (fonte: Camera di Commercio)La riduzione delle vendite di pellicce ha determinato un’energica reazione delle industrie del settore e la conseguente necessità di ricercare un altro sistema per rilanciarne la commercializzazione. L’industria ha quindi escogitato, subdolamente, un nuovo modo per riproporre un capo, la pelliccia, che sembrava avere altrimenti i giorni contati, in quanto le ragioni etiche portate all’attenzione dalle associazioni animaliste avevano avuto reale presa sull’opinione pubblica al punto che la pelliccia in senso tradizionale non era più un prodotto in grado di adattarsi alle nuove tendenze, perché eticamente non accettato. Stravolta nella forma, nella funzione (non più come indumento intero, per coprire e tenere caldo, ma come guarnizione, semplice ornamento), nella dimensione, perfino nel colore, la pelliccia venne riformulata sotto forma di ‘inserto’, ossia di piccolo ritaglio con cui rifinire bordi, cappucci, polsini, cuciture, risvolti, ecc…A partire dai primi anni novanta gli stilisti lanciarono quindi la nuova moda: giacche, cappelli, guanti, borse, sciarpe, e accessori di qualunque tipo ‘ornati’ di pelo animale, certi che il consumatore apprezzasse il nuovo prodotto, non essendo più in grado ormai di ricondurre così facilmente quel piccolo ritaglio di pelliccia, così camuffato e rimpicciolito, ad un animale, o comunque al concetto di pelliccia. E così infatti è stato. Le guarnizioni di pelo vero hanno invaso il mercato, disorientando l’acquirente il quale di fatto alimentava il business della pelliccia senza effettivamente rendersene conto. Il fatto stesso che capi di abbigliamento così ‘addobbati’ siano stati pensati per giovani e giovanissimi, proposti a prezzi accessibili, spesso decisamente economici (oggi si trovano nelle bancarelle anche a 30 euro) ha indotto a pensare che la pelliccia non ‘potesse’ essere vera. Sono in molti, poi, a credere che quel ritaglio di pelliccia, ancorché vero, sia comunque il sottoprodotto e lo scarto di lavorazioni di pellicce intere, più costose, e che sarebbe stato altrimenti buttato. Questa supposizione è completamente sbagliata in quanto il mercato cinese che alleva e scuoia gli animali in questo modo è invece rivolto espressamente al confezionamento di giacche con bordi in pelliccia: questa viene conciata e poi esportata in Europa dove le case di moda, dai marchi più prestigiosi a quelli della moda giovane, la lavorano cucendola su giacche e accessori. Quando pensando di metterci al riparo dall’essere complici del massacro che avviene in Cina verifichiamo con sollievo la targhetta con scritto ‘made in Italy’ stiamo cadendo ancora una volta nella trappola. Infatti un capo made in italy può contenere un elemento di finitura di pelliccia proveniente dall’estero, senza che sussista alcun obbligo per il produttore di indicarne l’origine. Inoltre, le specie animali impiegate per gli inserti sono differenti e ovviamente meno pregiate: cani, gatti, procioni, conigli e volpi. Per le pellicce intere invece in genere si allevano visoni e cincillà.
La parte in pelliccia del capo di abbigliamento non viene etichettata perché non vige appunto l’obbligo quando il materiale in questione costituisce una minima parte del prodotto, come appunto una bordura; quando compare un’etichetta è sempre a titolo volontario e questo avviene perché il produttore ci tiene in quel caso a specificare l”autenticità” della pelliccia. Allo stesso tempo, però, per mettere a tacere la coscienza del cliente non vuole rivelare la vera specie dell’animale, che spesso è cane o gatto, e utilizza pseudonimi e nomi di fantasia quali: wildcat, housecat, special skin, asian jackal, asiatic racoonwolf , dogue of China, gae wolf, gubi, kou pi, ecc… Questo sia perché la sensibilità dei clienti europei sarebbe turbata dall’idea di avere pelle di cane sulle spalle, sia anche per un problema di reali divieti, introdotti in Europa, che riguardano il solo commercio delle pellicce di cane e di gatto.In Italia l’allevamento, l’importazione e il commercio delle pelli di cane e di gatto è illegale dal 2004 grazie alla legge 189/04 sui maltrattamenti degli animali. Naturalmente le associazioni animaliste e gli stessi consumatori – che stanno prendendo sempre più coscienza di ciò che indossano anche sull’onda della cultura del consumo critico – stanno cercando di accelerare il più possibile il processo di contrazione del mercato della pelliccia che dagli anni ’90 ad oggi è comunque in atto, anche se, come detto, ancora lontano dall’essere definitamene debellato proprio a causa della moda degli inserti.
Il principio al quale si appellano è, nemmeno a dirlo, di ordine etico: un paese non potrà mai definirsi civile fino a quando permetterà il commercio, sul proprio territorio, di capi di abbigliamento derivanti da simili atrocità. In seguito ad azioni di pressione di AIP (Attacca l’industria della pelliccia), da tre anni a questa parte, alcune importanti catene di abbigliamento sono state convinte ad adottare una politica “fur free”, ossia a non vendere più abbigliamento che contenga pellicce. Tra le altre troviamo UPIM, La Rinascente, Oviesse, COIN, Coop, Guess, Zara, Stefanel. La speranza è che sull’esempio di queste grandi catene di negozi che hanno il potere di influenzare un’ampia fetta di mercato, il trend di giovani e meno giovani subisca una significativa svolta verso un abbigliamento cruelty free, per lo meno per quello che concerne le pellicce, ossia il mercato che uccide gli animali appositamente ed esclusivamente per la loro pelliccia.

Pubblicato in: pellicce | 1 Commento »

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.