LIDA Firenze

Lega Italiana dei Diritti dell'Animale

Archivio per la categoria ‘crimini legalizzati?!?’

PAPILLON. POVERO PICCOLO CHE TRISTE FINE!!!!

Pubblicato da lidafirenze su 27 ottobre, 2009

A chi si deve imputare la morte di un’altra vittima del sistema canili lager tanto frega qualcosa di un cane e dei soldi dei contribuenti che si intascano i malaffaristi, a qualcuno?
A quale sindaco dobbiamo recapitare le nostre sentite condoglianze?

A quale procura dovremmo recarci per presentare una denuncia che abbia una qualche probabilità di avere un seguito?

Forse nel Ruanda, magari più civilizzato di noi?

Perché in Italia, a quanto pare con le esperienze patite e subite nei tribunali del circondario di Rieti e di Cicerale, così a capocchia di spillo, c’è poco da stare allegri.

Ci terremmo particolarmente conoscere gli enti istituzionali, le ASL, i politici locali. Personalmente, per guardarli fisso, ad uno ad uno, negli occhi e invitarli tutti in piazza, ad una veglia funebre:
per la legge che è morta, per la pietà che si è fatta marmo, per l’umanità che si è persa.

In tutta Italia
Chiliamacisegua

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La gang dei canili

Pubblicato da lidafirenze su 27 ottobre, 2009

la gang dei canili
Un interessante articolo pubblicato da La Padania

scarica in formato pdf

[segnalato da: www.chiliamacisegua.org/]

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L’animale ritrovato

Pubblicato da lidafirenze su 7 ottobre, 2009

nuovi paradigmiE’ on-line il sito dedicato al libro “L’animale ritrovato”, Terra Nuova Edizioni: www.animaliliberi.org.

Attraverso questo sito vogliamo dare visibilita’ al progetto legato alla distribuzione del libro: tutto il ricavato dell’associazione Progetto Vivere Vegan, che ha curato il volume, e di chi ci aiutera’ nella diffusione, sara’ infatti devoluto ai rifugi che accolgono animali salvati dal macello.
Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto, lavorando a titolo gratuito.
A chi ci legge, privato o associazione, chiediamo un aiuto per diffondere il libro. Sempre attraverso il sito e’ possibile fare richiesta delle copie a fronte di un contributo minimo (vedi sito).

Buona lettura!
Progetto Vivere Vegan Onlus

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STOP CRUELTY!!!!

Pubblicato da lidafirenze su 30 settembre, 2009

Nel settembre 2007, 80 orsi furono identificati per essere confiscati ed affidati alle cure di Animals Asia Foundation.
Nei due anni trascorsi, nonostante le costanti sollecitazioni da parte di AAF, il governo vietnamita ha liberato e consegnato al centro di recupero di Tam Dao, solo UNO degli 80 orsi!
I rimanenti 79 orsi sono ancora confinati nelle loro gabbie nelle mani degli stessi proprietari che hanno abusato di loro per molti anni e sono ancora torturati per l’estrazione della bile!
Animals Asia ha bisogno di aiuto per convincere il governo del Vietnam ad imporre la legge e a rilasciare questi orsi alle sue cure, ti chiediamo quindi di aderire alla campagna di AAF in modo che il governo vietnamita onori i suoi impegni.
Puoi usare questa lettera, copiarla ed incollarla nella tua e-mail (anche sottoscrivendola con nome, cognome e nazione) e spedirla a info@animalsasia.org, oppure stamparla, firmarla ed inviarla tramite posta al nostro indirizzo (AAF Support Group Bologna, V. Fausto Coppi, 20 – 40033 Casalecchio di Reno – BO)

TI SAREMMO GRATI SE VORRAI INOLTRARE QUESTO APPELLO AI TUOI CONTATTI, IN MODO DA RIUSCIRE AD INVIARGLIENE TANTISSIME!

ABBIAMO BISOGNO DI E-MAIL E LETTERE ORIGINALI PER PROVARE CHE ESISTE UN SUPPORTO DIFFUSO A LIVELLO INTERNAZIONALE PER LA CAMPAGNA DI ANIMALS ASIA FOUNDATION.

Per ogni informazione potete contattarci ai num. 333-4285644 / 333-1304903 o andare sul nostro sito www.orsicinesi.org

Per altre informazioni: FABBRICHE DELLA BILE

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Acireale: i cani servivano per i combattimenti!

Pubblicato da lidafirenze su 25 luglio, 2009

ACIREALE (CATANIA) – La pista ora sembra quella dei cani da combattimento. Potrebbe non essere stata infatti la femmina di Dogo argentino a sbranare il piccolo Giuseppe Azzarelli, il bimbo di 7 anni ucciso da un branco di cani ad Acireale, in provincia di Catania, ma un cane di taglia più grossa, non presente tra quelli trovati dagli investigatori all’interno del fondo dove è avvenuta la tragedia. Lo rendono noto i carabinieri della compagnia di Acireale, dopo gli esiti dell’esame effettuato sul corpo della vittima da parte del medico legale. Il pm non ha disposto l’autopsia in quanto “non risulterebbe utile alle indagini dei carabinieri”. E intanto la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità.

Gli inquirenti, durante il sopralluogo, hanno trovato nel fondo agricolo cinque cani, tre incatenati e due liberi. Uno di questi, un dobermann, era in possesso di regolare microchip, la cui lettura ha permesso ai veterinari dell’Asl che collaborano con i carabinieri di risalire al legittimo proprietario, che oltre un mese fa ne aveva denunciato la sparizione in un altro paese della provincia etnea. “Non si esclude – spiegano i carabinieri – che il fondo della tragedia, situato in un quartiere popolare di Acireale, possa essere stato utilizzato come luogo di custodia di cani da combattimento”.

“Gli dicevamo sempre di non andare dai cani perché era pericoloso”. Così fra le lacrime Ivan Azzarelli, fratello del piccolo Giuseppe. A mamma Alfia la tragedia è stata celata fino a questa mattina. Il marito della donna, Nino Azzarelli, magazziniere della locale squadra di calcio, che ieri sera ha trovato il corpo parzialmente sotterrato dagli animali quasi fosse una razione di cibo, le aveva detto che Giuseppe era stato ferito da un cane e che era ricoverato in ospedale, ma che non c’era da preoccuparsi. Poi, questa mattina, nell’ospedale di Acireale, le ha detto la verità. La donna ha gridato ed è svenuta. Poi è stata sedata ed è sotto il controllo dei medici.

Per il sindaco Nino Garozzo “è una morte terribile e assurda che getta nello sconforto tutta la città. Gli investigatori sapranno chiarire chi teneva quei cani, a quale scopo e come mai dei ragazzini ogni pomeriggio si recassero lì”. Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini nota che bisogna “applicare pienamente le normative vigenti in materia di anagrafe canina, di principi di responsabilità civile e penale del proprietario e in materia di lotta al randagismo e di percorsi educativi”. “Mi auguro – conclude il sottosegretario lanciando un appello all’assessore alla Sanità siciliana Massimo Russo – che davvero in Sicilia possa partire una rinascita che ci permetta di non vedere più questa regione toccata da fatti così drammatici”.
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BAMBINO SBRANATO DAI CANI AD ACIREALE: INFORMAZIONE INESATTE…I CANI SONO DEL FRATELLO…SERVIVANO PER I COMBATTIMENTI………IERI AL TELEGIONALE….E’ STATA DATA LA NOTIZIA

BAMBINO SBRANATO DAI CANI AD ACIREALE

ACIREALE (CATANIA) – Un bimbo che non aveva ancora compiuto sette anni è stato sbranato ieri sera in contrada San Cosimo, alla periferia di Acireale, da almeno cinque cani inferociti. Tra di loro un pitbull, un doberman e una femmina di razza dogo argentino che aveva partorito da poco una cucciolata.

Sarebbe stata proprio quest’ultima ad azzannare per prima il piccolo che si era avvicinato per vedere i cuccioli. Gli altri cani avrebbero poi fatto scempio del corpo del bimbo, al quale è stata quasi staccata di netto la testa con un profondo morso alla gola. Uno spettacolo raccapricciante scoperto proprio dai genitori del piccolo – il padre, è un magazziniere dell’Acireale calcio, la madre è casalinga – allarmati per il mancato rientro del figlio. Dopo alcune ore di ricerche si sono ricordati di quel fondo alla periferia del paese dove il piccolo, insieme ad altri bambini, portava da mangiare ed accudiva un branco di cani. E sono stati proprio loro a ucciderlo senza pietà. Sul posto sono arrivate subito unità cinofile, che hanno portato via gli animali, oltre a personale della Asl e ai carabinieri. La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un’inchiesta per risalire ai proprietari dei cani o identificare a chi fossero affidati.

La vicenda sembra ricalcare, per molti versi, quanto accaduto il 15 marzo scorso nelle campagne tra Marina di Modica e Sampieri, in provincia di Ragusa. Anche in quel caso una muta di cani sbranò un bambino, Giuseppe Brafa, di dieci anni. Lo stesso branco assalì due giorni dopo una turista tedesca di 25 anni che stava facendo jogging sulla spiaggia, riducendola in fin di vita. La giovane, riuscì a salvarsi, ma il suo viso e il suo corpo sono rimasti sfregiati per sempre. Le indagini portarono all’arresto, con l’accusa di concorso in omicidio colposo, di Virgilio Giglio, 64 anni, l’uomo che aveva avuto in affidamento i cani dalla Procura di Modica come custode giudiziario. Un’inchiesta non ancora conclusa, che ha visto un rimpallo di responsabilità tra magistrati, autorità sanitarie e amministratori comunali.

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Bimbo sbranato dai cani in Sicilia Gli animali erano del fratello

Pubblicato da lidafirenze su 25 luglio, 2009

Bimbo sbranato dai cani in Sicilia Gli animali erano del fratelloIvan Azzarelli

ACIREALE (CATANIA) – I cani che hanno ucciso il bimbo di 6 anni, Giuseppe Azzarello, erano del fratello della vittima, Ivan, 19 anni, che li custodiva in un recinto vicino a casa. E’ stato lo stesso ragazzo ad ammetterlo ai magistrati. Ivan, che ha precedenti per furto, era soggetto all’obbligo di firma, e domani sarà interrogato in procura alla presenza di un avvocato.

Ivan ha ribadito ai magistrati che aveva detto a Giuseppe di non andare nel recinto dove il bambino, sfuggendo al controllo, si era già recato più volte prima della tragedia a portar da mangiare ai cani.

Le indagini, che proseguono, potrebbero portare alla pista dei cani da combattimento. Pare infatti che non essere stata infatti la femmina di Dogo argentino a sbranare Giuseppe ma un cane di taglia più grossa, non presente tra quelli trovati dagli investigatori all’interno del fondo dove è avvenuta la tragedia. Lo rendono noto i carabinieri della compagnia di Acireale, dopo gli esiti dell’esame effettuato sul corpo della vittima da parte del medico legale. Il pm non ha disposto l’autopsia in quanto “non risulterebbe utile alle indagini dei carabinieri”. E intanto la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità.

Gli inquirenti, durante il sopralluogo, hanno trovato nel fondo agricolo cinque cani, tre incatenati e due liberi. Uno di questi, un dobermann, era in possesso di regolare microchip, la cui lettura ha permesso ai veterinari dell’Asl che collaborano con i carabinieri di risalire al legittimo proprietario, che oltre un mese fa ne aveva denunciato la sparizione in un altro paese della provincia etnea. “Non si esclude – spiegano i carabinieri – che il fondo della tragedia, situato in un quartiere popolare di Acireale, possa essere stato utilizzato come luogo di custodia di cani da combattimento”.


“Gli dicevamo sempre di non andare dai cani perché era pericoloso”. Così fra le lacrime Ivan Azzarelli, fratello del piccolo Giuseppe. A mamma Alfia la tragedia è stata celata fino a questa mattina. Il marito della donna, Nino Azzarelli, magazziniere della locale squadra di calcio, che ieri sera ha trovato il corpo parzialmente sotterrato dagli animali quasi fosse una razione di cibo, le aveva detto che Giuseppe era stato ferito da un cane e che era ricoverato in ospedale, ma che non c’era da preoccuparsi. Poi, questa mattina, nell’ospedale di Acireale, le ha detto la verità. La donna ha gridato ed è svenuta. Poi è stata sedata ed è sotto il controllo dei medici.

Per il sindaco Nino Garozzo “è una morte terribile e assurda che getta nello sconforto tutta la città. Gli investigatori sapranno chiarire chi teneva quei cani, a quale scopo e come mai dei ragazzini ogni pomeriggio si recassero lì”. Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini nota che bisogna “applicare pienamente le normative vigenti in materia di anagrafe canina, di principi di responsabilità civile e penale del proprietario e in materia di lotta al randagismo e di percorsi educativi”. “Mi auguro – conclude il sottosegretario lanciando un appello all’assessore alla Sanità siciliana Massimo Russo – che davvero in Sicilia possa partire una rinascita che ci permetta di non vedere più questa regione toccata da fatti così drammatici”.

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“IO L’HO VISTO” Servizio salvataggio animali abbandonati in autostrada.

Pubblicato da lidafirenze su 24 giugno, 2009

Per dovere di cronaca dobbiamo rettificare il precedente comunicato relativo alla lodevole iniziativa di prevenzione al fenomeno degli abbandoni in autostrada.
Il comunicato non è infatti aggiornato ne completo come dovrebbe. Il servizio innanzitutto è attivo solo dal 25 luglio!
A gestire l’iniziativa poi, non è la polizia stradale, che offre solo la propria collaborazione, ma 300 volontari di AIDAA E PRONTOFIDO che si stanno preparando a questo compito da tre mesi.
In ogni caso sottolineamo come in casi di abbandono di animali, sia sempre possibile contattare Carabinieri e Polizia di zona e pretendere un intervento immediato!
Si ringrazia Lorenzo Croce, presidente Nazionale AIDAA, per averci fornito le corrette informazioni riguardo a questo lodevole servizio.

Quante volte ci siamo imbattuti, percorrendo le autostrade italiane, in animali vaganti, soprattutto cani, spesso abbandonati in strada da proprietari criminali e insensibili. Purtroppo proprio gli stessi animali sono stati, oltre che vittime, protagonisti inconsapevoli di incidenti stradali. E’ superfluo dire che l’abbandono è un gesto ignobile e da vigliacchi e noi siamo qui a ribadire che gestire un animale anche durante il periodo estivo, non è poi così difficile.
Basta sapersi organizzare con un po’ di anticipo e trovare l’albergo che accetta anche il nostro amico oppure affidarlo alle pensioni per animali fino al nostro ritorno.
Le numerosissime campagne informative che cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica per evitare l’abbandono sono sempre più efficaci, ma purtroppo il fenomeno è ancora piuttosto diffuso. Anche quest’anno PRONTOFIDO e RADIO 105, RADIO MONTE CARLO e VIRGIN RADIO, organizzano il servizio di salvataggio per i cani abbandonati in autostrada nel
periodo estivo, l’iniziativa prende il nome di IO L’HO VISTO! Se stai viaggiando in autostrada e vedi un animale abbandonato, fermati alla prima area di sosta ed invia un sms al numero 334 1051030. Ricordati di specificare la località dell’avvistamento, l’ora, la provincia, la direzione di marcia. Il tuo sms sarà pubblicato sul sito dell’Autogrill e da qui inoltrato alla sede più vicina della Polizia Stradale, quest’ultima interverrà avvisando le strutture preposte al recupero del cane. La legge 281 del 14 Agosto 1991 “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo” obbliga ogni comune a prelevare i cani abbandonati e a curarli vietandone la soppressione.
Se invece vedi un animale abbandonato non in autostrada puoi rivolgerti ai Vigili del Comune di competenza oppure ai Carabinieri al 112.

Dal sito: http://www.vitadacani.info/

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PERDONATEMI MA GLIELO DOBBIAMO: UN ATTO D’AMORE A CHI ORA E’ LIBERO DAL DOLORE… IL DANNO E LA BEFFA..AGGIORNAMENTI E OMAGGIO A CHI NON CE L’HA FATTA

Pubblicato da lidafirenze su 10 giugno, 2009

VI PREGO DI GUARDARE QUESTO VIDEO GIRATO DA CLAUDIA CONTE:

SOLO PER RICORDARE GLI OCCHI DI CHI NON CE L’HA FATTA…

SO’ CHE PARECCHI DI VOI NON LO FARANNO PER TIMORE, MA CREDETEMI SE VI DICO CHE NON C’E’ NULA DI TERRIBILE SE NON LA VISTA DEI LORO OCCHI, NESSUNA SCENA CRUENTE, SOLO L’INIFINITA SPERANZA NEGATA DEI LORO INCREDIBILI OCCHI, GEMME PREZIOSE IN QUESTO MONDO INSANABILE…

AMBRA
Nella vicina “civilissima” Spagna avviene uno dei più atroci massacri imposto ai cosiddetti pet meglio conosciuti come animali d’affezione, ogni giorno.. Loro che vengono massacrati nelle strade, se vengono accalappiati e finiscono nelle Perreras hanno 10 giorni per ritrovare i loro proprietari, trovarne di nuovi oppure MORIRE! Per loro non c’è altra salvezza nè Comune che paghi le loro cure, il loro cibo.. Da poco troppo poco tempo si sta occupando di loro una ragazza esile ma dal cuore grande, si chiama Claudia..da sola contro tutti.. Ho deciso di non lasciarla sola, consapevole del fatto che qui in Italia i cani non vengono soppressi dopo 10gg ma uccisi in altrettanti abominevoli modi nelle strade, nei canili lager, negli allevamenti clandestini etc etc. Con Lei E. e G., ma non solo, stanno lavorando dall’Italia per darle sostegno morale e stanno seguendo la parte burocratica. Il lavoro è lungo e non so quando e come finirà.. Claudia, grazie a dei “padrini di viaggio” sta portando in Italia alcuni piccoli fortunati, ma altri le muoiono davanti agli occhi ogni giorno. Qualcosa sono già riuscita a fare, ma non basta… Chiedo a Voi di vedere i siti: http://crueltyinspain.webnode.com/ WWW.LIDAESPANA.IT Solo dopo aver pensato a quello che vedrete MANDATE UNA MAIL CON SCRITTO “IO ADERISCO”, VOSTRO NOME E COGNOME A : crueltyinspain@gmail.com Più siamo meglio è..

Jlenia

P.S.
Ricordatevi di visionare il Blog per le novità!
http://blog.libero.it/AltarediAslan/

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STRISCIA LA NOTIZIA ALLO ZOO DI POPPI

Pubblicato da lidafirenze su 25 maggio, 2009

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009/05/C_35_video_9453_GroupVideo_filevideo.wmv

Puntata di Venerdì 22 Maggio2009. Edoardo Stoppa di STRISCIA LA NOTIZIA è andato a verificare le condizioni di alcuni animali nel Parzo zoo di Poppi.

Intervistati Donato Marmorini (Segretario wwf Arezzo), Ilaria Isacchi (Referente Lav Arezzo) e la proprietaria del parco.

“Nella puntata del 22 maggio di Striscia la notizia è andato in onda un servizio sullo zoo di Poppi realizzato da Edoardo Stoppa e nel quale sono intervenuti i rappresentanti di WWF Arezzo e LAV Arezzo. Si tratta di un caso che come WWF seguiamo da oltre 10 anni insieme a LAV e ENPA locali e appunto con il servizio di ieri ci auguriamo che qualcosa si smuova. La situazione infatti, è impantanata da circa due anni, ossia dall’agosto 2007 quando riuscimmo a far intervenire il NIRDA del Corpo Forestale dello Stato, per verificare il rispetto delle normative nazionali. Per chi fosse ulteriormente interessato ad approfondire questo argomento, può scaricare dal sito WWF Arezzo il  DOSSIER che WWF, ENPA e LAV Arezzo hanno realizzato e inviato alle competenti autorità, nel quale si descrive e si documenta dettagliatamente la situazione all’interno dello zoo”    Donato Marmorini. Segretario Associazione WWF Arezzo, Via Guido Monaco 1, 52100 AREZZO tel. e fax 0575/27280 e.mail: arezzo@wwf.it
www.wwf.it/arezzo

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Canili lager, fino a 50 animali in una sola gabbia

Pubblicato da lidafirenze su 21 maggio, 2009

Repubblica — 17 maggio 2009 pagina 5 sezione: ROMA

DA LONTANO i cani non si vedono ma si sentono abbaiare forte e quando si è vicini il rumore è insopportabile. Gli ululati si alzano come a chiedere aiuto. Ci sono lager chiamati rifugi dove gli animali sopravvivono a stento, perdono il contatto totale con l’ uomo e restano impantanati in recinti di fango ed escrementi per la vita. Dopo qualche viaggio in queste prigioni, si ha davvero chiaro che i canili, quelli propriamente chiamati lager, sono strutture fatiscenti, distanti da tutto, che i loro proprietari hanno creato per puro business. Nella periferia di Roma ci sono un paio di rifugi/lager dove è difficile anche solo riuscire ad entrare. Gli orari di apertura al pubblico sono praticamente inesistenti. Neanche ai volontari è dato più il permesso di accesso. Il canile di Via Prenestinaè gestito da una vecchia proprietaria che non lascia più che nessuno si avvicini. Gli animalisti raccontano che sono state depositate negli anni centinaia di denunce a suo carico per le irregolarità e i maltrattamenti nei confronti degli animali. Spesso, fuori di lì, si vedono manifestanti e volontari reclamare l’ accesso e protestare contro le anomalie che avevano visto accadere fino a qualche tempo prima. A via Ostiense, invece, centinaia di cani fantasma sono ancora rinchiusi in gabbie, decine in un solo box, ammucchiati uno sull’ altro. Questo lager era stato posto sotto sequestro, ma poi rimesso in mano agli stessi proprietari per mancata applicazione dei decreti. Più di mille cani erano stati affidati al Comune che li aveva suddivisi in canili sanitari eppure oggi, dopo un patteggiamento, la situazione è la stessa. Centinaia di cani appartenenti a comuni del Lazio sono stati di nuovo rinchiusi in quel lager. Rifiutati da randagi prima, dimenticati per sempre, poi. Senza pelo, tremanti, magrissimi, offrono i loro occhi per chiedere aiuto. C’ è chi si nasconde dove può perché è terrorizzato dall’ uomo, altri fanno a gara per ricavare spazi tra le fessure delle celle/box e supplichevoli chiedono solo di essere portarti via. Anche nella provincia di Frosinone, la tragedia che si consuma è la stessa. 1200 animali sono distribuiti in cinque canili – due dei quali sono stati posti sotto sequestro giudiziario. Per non parlare di Latina che batte ogni record negativo. Sulla strada provinciale S. Amagno sono rinchiusi 750 cani in appena 13 recinti- secondo i dati dello scorso giugno- non sterilizzati: e la struttura è convenzionata con vari comuni. A Rieti, dopo il rinvio a giudizio del gestore del canile Colle Aprea e del direttore sanitario della struttura per maltrattamento ed uccisione di animali, ancora oggi la Asl rifiuta di rilasciare qualunque documento ufficiale sui cani rinchiusi nel canile, i quali non sono dotati di libretto sanitario regionale né presso gli uffici della Asl né presso il canile. In questi lager l’ unica presenza umana è quella di un dipendente straniero, responsabile del poco cibo che una volta al giorno viene lanciato senza alcun accorgimento nelle gabbie, dove sono presenti anche 50 cani per box. Secondo le stime diffuse dal Ministero della Salute, relative allo scorso gennaio, solo nel Lazio esistono 13.628 cani ospitati nei canili, suddivisi tra 40 canili rifugio (che presentano le caratteristiche malsane dei lager), e 20 canili sanitari e con un numero presunto di randagi pari a 60.000. Il Consigliere Monica Cirinnà spiega che le connivenze avvengono tra Sindaci, proprietario dei canili ed i veterinari della Asl. Questi ultimi sono obbligati, secondo la legge, a tenere la struttura sotto controllo per evitare inadempienze. “Ma questo business -continua la Cirinnà- fa parte delle ecomafie, con uno sperpero enorme del denaro pubblico. Lo scorso 1 aprile, la Regione Lazio ha finalmente nominato un nuovo direttore regionale per la sicurezza sul lavoro che ha, tra le altre competenze, anche il controllo sui servizi veterinari. Staremo a vedere.” – LUDOVICA AMOROSO

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